ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Archivio per 12 Novembre 2006

I Riformisti e il metodo

Pubblicato da ernestoscontento su Novembre 12, 2006

Post: Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 15/11/2006

Dalle discussioni sui vari blog, emerge che fondamentale manca il senso civico che ognuno di noi deve avere, la materia deve essere insegnato, fin dalle scuole elementari (senso civico = Responsabilità Pubblica). Questa forma educativa manca alla maggioranza degli italiani, quindi,ogni popolo, a la classe politica che si merita….

I MALI DELLA POLITICA SONO LO SPECCHIO DELLA SOCIETA’ .

MA E’ PROPRIO COSI’???

FORSE IN PARTE!!!!
Quindi io volevo spostare l’attenzione su un metodo….in questi giorni ho riletto “Il filo della Ragione” edizione RESET.

Dove vi sono riportati due saggi uno di Dario Antiseri e l’altro di Ralf Gustav Dahrendorf.
In Particolare mi ha colpito quello di Antiseri sulla razionalità del pensiero….è il metodo razionale che esiste fra lo scienziato è il politico…..

In sintesi lo scienziato agisce sempre per trovare le falsificazioni…nel senso che anche quando una scoperta sembra certa e incontrovertibile non si da mai per scontato che essa è certa e, si lavora per trovarvi le falsificazioni….quindi la scienza progredisce dai suoi errori essendo sempre alla ricerca delle falsificazioni…naturalmente lo fa sempre partendo da dai dati precedenti.
Antisieri riporta il metodo sul pensiero delle idee politiche ( la teoria non e sua ma di Karl Popper)
Quindi afferma, che per progredire bisogna ricercare la falsificazione e cambiare….quindi bisogna essere Riformisti in politica.

Ma qui lui divide i riformisti in due categorie i costruttivisti e gli intelligenti.
I costrutivisti sono coloro che tendono a riformare la società partendo dal presupposto di attuare una ingegneria sociale per modificare la società e l’uomo….abbandonando il campo della conoscenza che dovrebbe venire dalle esperienze passate ( in somma sono anche utopisti).

Purtroppo dice Antiseri questo tipo di riformisti non si preoccupa di verificare la falsificazione della teoria con le esperienze del passato.
I Riformisti intelligenti invece partono dal presupposto che la natura umana non è modificabile nei suoi valori naturali;quindi elaborano teorie politiche partendo da questo presupposto….ma ne cercano la falsificazione, attingendo dall’esperienza e, dalle ricerche del passato universalmente riconosciute idonee dalla comunità.
In sostanza I riformisti intelligenti operano come gli scienziati Idea e attivazione del progetto idea, verificano le falsificazioni.

Le Falsificazioni l’errore umanamente possibile,la ricercaavviene partendo dalla base delle conoscenze attuali .

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Approfondimenti:

Dizionario Filosofico – Relativismo
Relativismo, dal latino relatus (“riferire”, “far riferimento”). La corrente filosofica sostenente che non vi sono verità assolute che traggano giustificazioni solamente dal proprio significato ma che in realtà ogni verità è tale solo in relazione a qualcosa con la quale ha un rapporto.
Relativismo e “società aperta”

Nel pensiero di Karl Popper e della corrente che sviluppa la sua filosofia,

«tutta la conoscenza rimane fallibile, congetturale. Non esiste nessuna giustificazione, compresa, beninteso, nessuna giustificazione definitiva di una confutazione. Tuttavia, noi impariamo attraverso confutazioni, cioè attraverso l’eliminazione di errori . La scienza è fallibile perché la scienza è umana.»

«La società aperta è aperta a più valori, a più visioni del mondo filosofiche e a più fedi religiose, ad una molteplicità di proposte per la soluzione di problemi concreti e alla maggior quantità di critica. La società aperta è aperta al maggior numero possibile di idee e ideali differenti, e magari contrastanti. Ma, pena la sua autodissoluzione, non di tutti: la società aperta è chiusa solo agli intolleranti.»

(Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici, Vol. I, Platone totalitario, dalla IV di copertina.)

Notevole danno ha prodotto, secondo Popper, il pensiero marxista e il materialismo: un pensiero che contraddice il canone principale della ricerca scientifica, che è quello di accettare le confutazioni.

Molta della tradizione marxista si è configurata, infatti, come
«una specie di sala operatoria in cui è stata praticata tutta una serie di operazioni di plastica facciale (iniezione di ipotesi ad hoc) alla teoria lacerata dalle confutazioni fattuali.»
«Il marxismo, oggi, non è più scienza; e non lo è poiché ha infranto la regola metodologica per la quale noi dobbiamo accettare la falsificazione, ed ha immunizzato sé stesso contro le più clamorose confutazioni delle sue predizioni»

(Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici, vol. II, Hegel e Marx falsi profeti, dalla IV di copertina.)
Questa idea popperiana della società aperta si è poi sviluppata, in alcuni pensatori, nel fatto che una società democratica, libera, aperta deve essere legata al relativismo inteso come rifiuto di ogni verità oggettiva: la pretesa di conoscere una verità condurrebbe alla società chiusa e autoritaria.

Altri invece obiettano a quest’ultimi che le libertà civili e politiche, lungi dall’essere fondate sulla relatività delle nostre conoscenze, devono ricondursi alla dignità intrinseca della persona umana, che permane quale che sia la verità o non verità delle idee e delle convinzioni di ciascuno e che assicura a tutti il diritto di far valere tali idee e convinzioni in ambito sociale e politico:
«Non c’è bisogno per fondare la democrazia di rifarsi al relativismo etico: basta invece riferirsi alla dignità della persona.»
Nel dibattito se esista o meno una verità sull’uomo, si gioca quella costruzione che ha come fondamento oggettivo quei diritti umani inviolabili che sono alla base del moderno stato di diritto.

Senza verità sull’uomo, dicono gli oppositori del relativismo, è difficile costruire una linea di resistenza concettualmente robusta e fondata nei confronti delle derive autoritarie o anche totalitarie.

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Approfondimenti Link:

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“Paese è impazzito non pensa più al futuro”

Pubblicato da ernestoscontento su Novembre 12, 2006

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Autore vignetta Filippo – Blog rododentro

 

Prodi: “Paese è impazzito non pensa più al futuro”

BASTA….IL PROFFESSORE SONO IO!!!!!

LO CAPITE CHE NON POSSO FARE UN MEETING DI GOVERNO AL GIORNO….MICA CI PAGANO GLI STAORDINARI!!!!

D’ALEMA MA IN QUALE SQUADRA GIOCHI??? A MUSSI E SALVI, PENSACI TU!!!!

Mussi: il correntone non c’è più, battaglia contro il Pd”

MA LI ASCOLTATE I GIOVANI DEL CENTROSINISTRA???? “Le elezioni si vincono al centro?”

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Approfondimenti:

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Karl R.Popper, Cattiva maestra televisione

Pubblicato da ernestoscontento su Novembre 12, 2006

Descrizione

“Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto.”(Karl R. Popper)

Un classico che ha suscitato un dibattito inesauribile e oggi è più che mai attuale, un una nuova edizione arricchita da un saggio introduttivo di Giancarlo Bosetti e dai testi di John Condry, Karol Woytila, Raimondo Cubeddu e Jean Baudoin.
Tutti i contributi sono nel solco della denuncia di Popper a proposito della cattiva televisione, e delle sue riflessioni su come trasformare la potenza della Tv in uno strumento di crescita civile.
Estratto Articolo di Dario Antiseri:

Tra le tante idee popperiane in pillole, professore,c’è quella di una patente per chi lavora in televisione: non si può considerare in contraddizione con un’idea totalmente liberale della società?

” Nient’affatto”.
Popper non ha mai detto che la televisione fosse tout court malvagia.
Ma che la sua violenza scaricata sui bambini fosse da eliminare.
Perché la fa diventare normale, producendo una minaccia fortissima per la società.

“La patente per chi lavora in tv significava, come per i medici che fanno il giuramento d’Ippocrate, munirsi di un codice di autoregolamentazione”.
Per Popper, professore, non è sufficiente il consenso, anche il più massiccio, per assicurare a una società il connotato di democrazia.
Vuol dire che se oggi fosse ancora vivo potrebbe anche definire non democratico un governo uscito dalle elezioni?

“Popper diceva: Platone ha inquinato la teoria politica dell’Occidente, perché nel porsi il problema del leader ha indicato il filosofo, colui che sa che cosa è bene. Poi è venuto il nostro secolo, il più sanguinario: si è stabilito che dovesse comandare una razza ed è venuto il nazismo, o una classe – ed è venuto il comunismo”.

Dunque, per Popper “chi deve comandare?

” è una domanda irrazionale, perché non esiste nessuno – individuo, ceto, razza o classe, venuto al mondo con l’attributo della sovranità sugli altri”.

Cioé, direbbe Popper, non esistono gli unti del Signore?

“Direbbe: definire la democrazia “governo del popolo” è un’affermazione vuota, perché tutto il popolo potrebbe dare il consenso a un dittatore. Quello che è importante, nella società aperta, è il consenso che preveda possibilità di dissenso anche per uno solo”.Ecco, allora, che si torna al vecchio caro Voltaire di “non sono della tua idea, ma darei la mia vita perché tu possa esprimerla sempre”.Non c’è frase più citata nel dibattito politico: anche su questo, come per Popper, tutti sono d’accordo. A parole.

C’è qualcuno convinto che basti questo per concludere che in giro ci sono solo sinceri democratici?

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