ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

L’egoismo dei Paesi ricchi taglia gli aiuti ai Paesi poveri

Pubblicato da ernestoscontento su aprile 5, 2007

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 05/04/20007

Da oggi sappiamo che la cooperazione italiana è ufficialmente fuori dall’Europa. Quello 0,20% Aps/Pil dell’Italia è un dato che grida vergogna.

I dati del rapporto OCSE-DAC resi noti in questi giorni segnalano ancora una volta la realtà delle scarse risorse destinate dall’Italia all’Aiuto Pubblico allo Sviluppo a favore dei paesi poveri. L’Italia si era impegnata al Consiglio Europeo di Barcellona del 2002 di destinare per il 2006, almeno lo 0,33% del PIL. Siamo ancora molto lontani da quell’obiettivo, nonostante nella finanziaria del 2007 siano state positivamente reintegrati i fondi tagliati alla cooperazione durante la scorsa legislatura.

Tutto questo è ancora insufficiente.

Le cifre indicano il nostro paese ancora come fanalino di coda della comunità internazionale insieme a paesi come la Grecia e gli Stati Uniti.

Il nostro paese destina all’Aps poco più di 2 miliardi e 900 milioni di euro, lo 0,20% del PIL, che in realtà diventa lo 0,11% del PIL, se si sottrae alle risorse conteggiate la quota di cancellazione del debito ai paesi poveri. Dal 2005 al 2006 c’è stato un calo del 30% dei fondi che sono passati dallo 0,29% allo 0,20% del PIL.

Nella lista c’è anche chi si distingue per aver mantenuto le promesse fatte e chi va oltre come la Svezia che ha già raggiunto l’1,03%, la Danimarca lo 0,80%, il Lussemburgo lo 0,89%, i Paesi Bassi lo 0,81%, la Norvegia lo 0,89%. Tutti i partner europei stanno mantenendo le scadenze intermedie. Ultimi tra gli ultimi assieme al Belpaese Grecia e Portogallo.

L’Italia resta lontana dagli impegni presi con gli elettori e in sede internazionale: l’obiettivo di raggiungere lo 0,7% Aps/Pil entro il 2015, in attesa di un promesso cambio di rotta, è sempre di più un miraggio.

Il governo in carica non può attendere oltre per rimettere l’Italia al passo con gli impegni presi nella lotta alla povertà.

I dati forniti oggi dall’Ocse, sono purtroppo il risultato di una politica di assoluto disinteresse nei confronti dei paesi poveri che è stata adottata negli anni passati

Sia il Presidente del Consiglio Romano Prodi, che il Ministro degli Esteri Massimo D’Alema, hanno ribadito in Parlamento che la lotta alla povertà rappresenta un asse portante dell’azione internazionale del governo.

C’è da sperare che queste non siano solo parole, ma le buone intenzioni.

Un governo di centrosinistra si vede anche dalla sensibilità che a nell’aiutare, i più poveri dei poveri sulla terra.

La morale è il risultato delle azioni che noi facciamo, non è per mantenere qualche ministro o portaborse in più , che il popolo Italiano deve passare per ciò che non è.

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