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Il Libro Verde del Ministro Padoa-Schioppa prepara il terreno a uno scontro fra le forze politiche che compongono il governo.
Ma il documento serve ! per seguire il consiglio di L. Einaudi ” Conoscere per deliberare”
Il ritratto che emerge della Pubblica Amministrazione è quello di un paese burocrate,che non ha mai abbandonato la sua vena statalista ereditata da 20 anni di dittatura fascista.
Infatti gli unici stipendi in Italia aumentati del 30%, sono quelli dei pubblici dipendenti, anche se i dati Eurispes 2006, dello stesso periodo preso in esame dal Ministro del Tesoro, la crescita complessiva 2001/ 2005 è stata calcolata dall’ Euroispes del 23,7%.
Ma non è tanto questo il problema !
Il fatto è che la produzione e l’efficienza del nostro sistema Amministrativo è fra i peggiori d’Europa, con evidenti squilibri fra retribuzioni di Manager incompetenti (visto i risultati palesi) e giovani ricercatori mal pagati.
Ad alimentare il fuoco c’è anche l’affermazione di Massimo D’Alema, che sostiene “ci sono troppi dipendenti pubblici”.
Inoltre lo stato non è da meno del privato che utilizza migliaia di dipendenti precari nel 2004 erano 266.344 (fonte Ragioneria Dello Stato).
Lo scontro sarà duro, è non godrà dell’appoggio della società civile, che vede nel dipendente Pubblico, un privilegiato davanti al quale si deve sempre scappellare, anche per il certificato di residenza.
Inoltre è ancora aperta la questione dello sciopero sulla legge Biagi, dove non è ancora chiaro se ministri del governo parteciperanno allo stesso.
Non vie è dubbio che uno stato moderno ed efficiente debba ricalibrare la macchina a seconda delle esigenze del sistema e, che la stessa sia funzionale allo stesso è non di intralcio.
Qui purtroppo si innescano meccanismi di cultura e adattamento allo stato delle cose esistenti, che rende difficile ogni riforma in merito.
Lo scontro non è più fra classi sociali, ma fra classi di lavoratori, e rischia di travolgere anche quelle parti del sistema meno privilegiate anche dentro il pubblico impiego.
La cecità dei nostri Politici, che perdono di vista l’obbiettivo primario “ Riformare il sistema senza traumi sociali”, il che vuole dire, riforma degli ammortizzatori sociali, sul modello della Flexisicurity di tipo Scandinavo.
Per attuare questo occorre uno stato convinto e solidale, una pubblica amministrazione efficiente.
MA SOPRATTUTTO POLITICI E SINDACATI CHE VEDONO IN QUESTO MODELLO EQUITA’ E SOLIDARIETA’ SOCIALE E NON PERDITA DI POTERE.
LA PAURA CHE LA PACE SOCIALE, CHE SI PORTA DIETRO LA FLEXSICUTITY FACCIA PERDERE POTERE AI SINDACATI, E LA RAZIONALIZZAZIONE DEL LE RISORSE SCARSE DEL SISTEMA GLI RIDUCA I CONTRIBUTI STATALI CHE ATTUALMENTE PERCEPISCONO, DOVREBBE FAR PENSARE!
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