ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Archivio per 26 Settembre 2007

Alitalia: E’ in coma…. Ma la novità dovè!

Pubblicato da ernestoscontento su Settembre 26, 2007

Come già scritto, su Alitalia i Cittadini Italiani devono ringraziare, i politici che non fanno politica, gli economisti che non sanno di economia, i sindacati Marxisti che non conoscono Marx. Infatti il buon Marx era marxista ma non era stupido !

ALITALIA, SECONDO PRESIDENTE COMPAGNIA E’ “IN COMA”

Il clamore suscitato dall’ allarme che il presidente di Alitalia Maurizio Prato ha lanciato davanti alla Commissione dei Lavori pubblici, varca i confini nazionali e sbarca sulla stampa estera.

Alitalia , scrive il Financial Times , e’ in una situazione critica e spera di trovare al più presto una lista di potenziali acquirenti, interessati alla quota del 49,9 per cento messa in vendita dal governo. Maurizio Prato, il presidente ha detto che l’ indebitata compagnia aerea si trova in ’stato comatoso’ precisando che la compagnia registrerà 400 milioni di euro di perdite a fine anno, poco meno dello scorso anno.

Prato, aggiunge il quotidiano di economia e finanza , che è nel mezzo di una negoziazione di un piano industriale di emergenza a breve termine che prevede tagli al personal e alle rotte, ha confermato che Alitalia non ha fondi sufficienti per saldare i debiti di 320 milioni di euro nei prossimi due anni. Il debito totale di Alitalia è più di 1 miliardo di euro, vicino alla capitalizzazione di mercato.

Ma cosa a detto Prato alla commissiona Lavori Pubblici del Senato, quando ha illustrato il piano industriale?

«Alitalia , ha detto è in uno stato comatoso.

Si trova in camera di rianimazione e mi sorprende molto il pressochè generale rifiuto di prendere coscienza della realtà.

Mi sorprende inoltre il fatto che un’azienda che si trova in queste condizioni non abbia la possibilità, pur essendo quotata, di fare scelte imprenditoriali autonome neanche per operare delle terapie di sopravvivenza.

Serve pertanto un’alleanza internazionale: «Essere solo un pò più grandi non basta per sopravvivere e competere con le grandi compagnie – ha spiegato – serve un’integrazione con un grande vettore internazionale». Ogni altra soluzione ha aggiunto sarebbe velleitaria.

Il presidente di Alitalia ha messo l’accento sul fatto che le scelte contenute nel piano sono obbligate.

Nessuna illusione, ha sottolineato, il piano non è di risanamento ma di sopravvivenza.

Nelle condizioni in cui si trova la compagnia non aveva la possibilità di fare delle scelte che può e deve fare un’azienda sana ed efficiente. Le scelte obbligate sono state quelle di tagliare le aree di perdita.

Se Alitalia fosse stata un’azienda sana , ha spiegato avrebbe investito anche su Malpensa dove c’è mercato business.

E non avrebbe tagliato le rotte su Cina e India che sono mercati in forte crescita ma che attualmente perdono 30 milioni annui.

Nello stato in cui è, Alitalia non se lo può permettere.

E su Malpensa è stato chiaro: «Il problema di Malpensa – ha detto Prato – e per il quale la compagnia è costretta a duplicare i voli è che ha un’attività di feederaggio in fortissima perdita: costa ad Alitalia tra i 150 e i 200 milioni di euro all’anno. Alitalia non è economicamente ne strutturalmente in grado di sostenere l’alimentazione dei due hub».

Infine , sul capitolo conti, Prato ha confermato che nel 2007 le perdite di Alitalia saranno inferiori rispetto a quelle dello scorso anno.

Nel primo semestre – ha detto – le perdite erano di 211 milioni. Entro fine anno le previsioni indicano perdite più contenute rispetto al 2006, tolte le partite straordinarie dello scorso anno». In serata, su richiesta della Consob, la società ha precisato che «il riferimento emerso nel corso dell’audizione svoltasi oggi al Senato ad un prevedibile risultato di perdita dell’intero esercizio 2007 di circa 400 milioni di euro costituisce solo la mera aritmetica trasposizione all’intero esercizio del risultato di perdita della situazione semestrale approvata dal Consiglio di Amministrazione del 12 settembre scorso (-211 milioni)».

La liquidità del gruppo garantisce la continuità aziendale oltre i 12 mesi. “In merito a quanto riportato oggi su un quotidiano relativamente alla presunta incapacità di Alitalia di restituire i debiti nel 2008.

Grafico n.1 – Andamento del titolo a sei mesi

Alitalia Grafico a sei mesi

Grafico n.2 – Andamento del titolo a tre anni

Alitalia grafico a sei anni

Approfondimenti:

Report e semestrale 2007 Borsa Italiana

Alitalia: Ministri e sindacalisti, fanno scuola di mala economia, a spese degli Italiani

Alitalia : “un caso da manuale di economia”

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La Coop chiede i danni a Caprotti

Pubblicato da ernestoscontento su Settembre 26, 2007

La COOP sei Tu chi può darti di più?

Esselunga come si vede dai dati!

Coop chiede i danni a Caprotti

Estratto dell’articolo, fonte il sole 24 ore:
«Esselunga e i suoi alleati nella centrale acquisti Esd sono venuti in possesso di nostri segreti di carattere industriale – ha detto ieri Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia – chiederemo almeno 300 milioni di danni, perché è stata alterata la normale competizione sul mercato.

I vertici della catena cooperativa – leader in Italia con 12 miliardi di fatturato e una quota di mercato del 18% circa hanno annunciato una maxirichiesta di risarcimento danni all’indirizzo di Esd di cui fa parte anche Esselunga (detiene il 40,5%). Nel 2006 il fatturato di Esd Italia ha raggiunto quota 14 miliardi di euro circa (+7%) e ha concentrato acquisti per oltre 5miliardi di euro (+7%).
Tassinari ha mostrato dati che dimostrano i prezzi Coop più bassi in media di due punti percentuali rispetto a quelli di Esselunga nel periodo 1999-2007. «Per 5 anni la spesa all’Esselunga è stata più cara della media della Gdo – ha aggiunto – dal 2004 c’è stata invece una caduta verticale che ha portato i prezzi di Esselunga a essere più bassi di quelli di Coop oggi (due punti)».

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Qui gli unici che dovrebbero chiedere i danni sono i cittadini e i soci COOP!

Vediamo perché:

1) I Cittadini, si vedono privati dal mondo delle Cooperative della grande distribuzione e finanziarie collegate, di una cospicua fetta di entrata per imposte; a causa degli sgravi fiscali a loro concessi, per via di una legge che oggi non è più rappresentativa della totale realtà cooperativistica ( per maggiori dettagli vedi tabelle).

2) I soci COOP, che non solo pagano un prezzo maggiore i prodotti, fra l’altro diversi da comune a comune a seconda del grado di concorrenza che c’è sul territorio, segno evidente di una politica Manageriale improntata alle migliori tecniche di profitto e non solidale, che dovrebbe essere propria di un gruppo che si richiama a valori dall’associazione fra gruppi sociali meno abbietti.

3) Le COOP, sono strutture oligarchiche con l’obbiettivo di mantenere il potere di controllo, infatti sarebbe carino capire come vengono eletti i Manager, e vedere i loro curricola, non risulta a chi scrive che è socio COOP da diversi anni, che le strutture manageriali e Amministrative, che indirizzano la missione della COOP siano scelte condivise ed elette mediante assemblee aperte ai soci.

4) Le COOP, dovrebbero rendere trasparente, le retribuzioni dei manager, dei quadri intermedi, e dei soci lavoratori, e raffrontarli con quelli del settore privato della solita classe merceologica. Questo evidenzierebbe, l’aspetto più sociale e politico della struttura, che non dovrebbe essere per ovvi motivi, sbilanciata nella remunerazione verso i Manager e i quadri intermedi.

5) Le COOP, della grande distribuzione dovrebbero chiarire cosa centrano, con il loro Business, la speculazione edilizia effettuata tramite la Idg ( immobiliare grande distribuzione, un colosso con 880 milioni di euro di capiatale), che ha Livorno non è intervenuta sulla riqualificazione e ristrutturazione della Cooperativa Navale cantiere Orlando, facendola chiudere e mettendo in vendita le aree ad una società privata ANZIMUT Benetti leader mondiale nella nautica di lusso.

Ma oggi la Idg ricompra le aree dotate di progetto edilizio dalla stessa ANZIMUT Benetti ( per maggiori dettagli si legga POST in merito). Alla faccia della solidarietà che è propria del movimento cooperativo.

E’ ovvio che a certe dimensioni e in determinati settori parlare di solidarietà della Cooperazione, è del tutto retorico e privo di senso, come dimostrano i fatti, IL CASO UNIPOL insegna invece a cosa servono certe vicinanze?

LE COOP DOVREBBERO RENDERE TRASPARENTI I LE LORO DONAZIONI LIBERALI AI PARTITI, QUANTO PAGANO DI TESSERA I AI PARTITI I MANAGER SCRITTI AGLI STESSI ( Forse capiremo anche il perché delle eventuali differenze degli emolumenti retribuiti).

Ma soprattutto, in una situazione di evoluzione come quella attuale della costituzione del PD, che è un partito di popolare e interclassista, se tifi COOP ! come puoi tifare per L’Artigiano o il Commerciante?

PAGATE LE TASSE COME TUTTI, CONTRIBUITE ALLO STATO SOCIALE COME TUTTI, E DOPO CON I PROFITTI CHE FATE SIETE LIBERI DI FARNE L’USO CHE CREDETE MEGLIO!

FERMO RESTANDO, LE ECCEZIONI PER LE COOP CHE OPERANO NEL SOCIALE E, NEL SERVIZIO ALLA PERSONA, COME GIA’ SCRITTO NEI POST PRECEDENTI.

Approfondimenti Altri Post:

Falce e Carrello

Pagare tutti le tasse, per pagare meno tutti, ma le COOP?

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