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	<title>ernesto scontento</title>
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	<description>"Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo " (Voltaire)</description>
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		<title>Salvate i germogli dalla gelata</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 14:05:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ernestoscontento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Natale che stiamo per festeggiare ci vede preoccupati per via della crisi globale che sta mettendo in seria discussione il nostro benessere. Siamo tutti preoccupati, perché non siamo in grado di prevedere la durezza, e la durata, che questa crisi avrà sul nostro vivere quotidiano. Ma possiamo avere una certezza e una speranza. La [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=526&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.babbonatale.biz/gioco/decora.gif" alt="" width="264" height="292" /></p>
<p>Il Natale che stiamo per festeggiare ci vede preoccupati per via della crisi globale che sta mettendo in seria discussione il nostro benessere.</p>
<p>Siamo tutti preoccupati, perché non siamo in grado di prevedere la durezza, e la durata, che questa crisi avrà sul nostro vivere quotidiano.</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Ma possiamo avere una certezza e una speranza.</strong></span></p>
<p><strong>La certezza:</strong> è che nel mondo tutto scorre, e anche questa crisi passerà.</p>
<p><strong>La speranza: </strong>è nella politica che guarda alle cose reali, ed è fatta con sentimento e senza cinismo. Una politica che guardi all’uomo e che sappia ritrovare le sue radici. Radici che devono guardare alle cose del mondo reale.</p>
<p>Un mondo fatto di città a vocazione industriale.  Dove uomini e donne lavorano e traggono il sostentamento per il mantenimento delle loro famiglie.</p>
<p>Oggi su Repubblica (nella sezione regionale della Toscana) un segretario di partito scrive un articolo che sarebbe sicuramente riduttivo chiamarlo tale perché sono le preoccupazioni di un uomo.</p>
<p>Il titolo è <strong>”Le banche facciano uno sforzo di solidarietà”</strong>, e richiama i problemi economici che attanagliano imprese e famiglie.</p>
<p>Ma il suo pensiero va anche ai bimbi dell’asilo in lista di attesa, e conclude dicendo che non è il momento di parlare dei leader di partito ma è il momento di <strong>“salvare i germogli dalla gelata”.</strong></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>C’è speranza che dopo questa crisi il mondo sia un mondo migliore?</strong></span></p>
<p>Se ognuno di noi, farà il suo lavoro, con serenità impegno e responsabilità, SI.</p>
<p>Ma c’è bisogno anche di politici veri che non dimenticano da dove vengono, e nell’interesse di chi hanno ricevuto il mandato .</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Buon Natale a tutti.</strong></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ernestoscontento.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ernestoscontento.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ernestoscontento.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ernestoscontento.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ernestoscontento.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ernestoscontento.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ernestoscontento.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ernestoscontento.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ernestoscontento.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ernestoscontento.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ernestoscontento.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ernestoscontento.wordpress.com/526/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ernestoscontento.wordpress.com/526/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ernestoscontento.wordpress.com/526/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=526&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Stipendi d&#8217;oro per i politici trombati</title>
		<link>http://ernestoscontento.wordpress.com/2008/07/12/stipendi-doro-per-i-politici-trombati/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 10:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ernestoscontento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[P.D.]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reset]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: Il Tempo.it Il lavoro lo trova uno su Cento. Fuori dal Parlamento, ma pur sempre con un lavoro sicuro alle spalle. Così, Pier Paolo Cento, ex deputato dei Verdi, ex senatore, ex sottosegretario del governo Prodi, dopo la clamorosa debacle elettorale ha trovato un «nuovo» lavoro. Si tratta di un contratto di collaborazione a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=512&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://ernestoscontento.files.wordpress.com/2007/05/greppia.jpg?w=188&#038;h=329&#038;h=272" alt="" width="188" height="272" /></p>
<p><a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/07/07/899493-lavoro_trova_cento.shtml">Fonte: Il Tempo.it</a></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Il lavoro lo trova uno su Cento.</span></strong><br />
Fuori dal Parlamento, ma pur sempre con un lavoro sicuro alle spalle. Così, Pier Paolo Cento, ex deputato dei Verdi, ex senatore, ex sottosegretario del governo Prodi, dopo la clamorosa debacle elettorale ha trovato un «nuovo» lavoro.</p>
<p>Si tratta di un contratto di collaborazione a progetto siglato il 13 giugno (ma esecutivo dal primo luglio), con la società regionale Azienda Strade Lazio spa. E già, all’interno di quella che si può definire l’Anas regionale, Paolo Cento darà il suo contributo «all’analisi, lo studio e all’individuazione delle azioni e delle problematiche in materia di compatibilità ambientale».</p>
<p><strong>Il contratto, della durata di un anno, prevede un compenso di sessantamila euro, da corrispondere in 11 rate mensili di 5 mila euro ciascuna.</strong></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Ma per fare cosa?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">E soprattutto, come si è arrivati a scegliere Paolo Cento per questo incarico?</span></strong></p>
<p>Il progetto, che rientra nell’ambito organizzativo della società, si chiama: «Analisi e Procedure sulla compatibilità ambientale paesaggistica».</p>
<p>Di per sé non dice molto. Per scoprirlo occorre leggere attentamente il contratto. Ecco allora che «il Collaboratore deve effettuare una ricognizione di tutti gli interventi e le azioni sulla rete viaria regionale e, in relazione ad essi, assista e supporti l’Area Attività della Presidenza, nell’esaminare e individuare eventuali soluzioni, programmare e pianificare le relative attività, ogni qual volta sorgano, tanto internamente che per iniziativa di soggetti terzi, problematiche e questioni connesse con il tema della &#8220;compatibilità ambientale e paesaggistica&#8221;; sulla base di tale attività, il neo collaboratore Paolo Cento dovrà effettuare uno studio dove «siano individuati e descritti i problemi di natura tecnica, amministrativa, legale o organizzativa&#8230;tanto che essi riguardino la struttura interna dell’azienda (individuazione degli uffici interessati, rispettive competenze, proposte di modifiche organizzative, ecc), tanto che essi provengano da soggetti esterni (iniziative e azioni di enti locali, associazioni e movimenti ambientalisti, comitati locali, strutture pubbliche e private in genere), che siano quindi «suggerite le possibili soluzioni, azioni o iniziative utili per far fronte ai problemi individuati».</p>
<p>Capire quindi gli uffici e le competenze in materia ambientale e paesaggistica dell’Astral sarà la «mission» dell’ex sottosegretario, così come interloquire e magari risolvere le controversie ambientali con comitati e movimenti di settore. Ma perché lui? L’azienda motiva la decisione «dopo aver esaminato i curricula vitae in suo possesso» (quanti curricula sono arrivati per questo incarico?), mentre è Cento stesso che dichiara «di essere in possesso della professionalità necessaria e che intende, pertanto, accettare l’incarico&#8230;». Autoreferenza, insomma. Ovviamente l’ex leader dei Verdi non ha alcun rapporto di subordinazione, né vincoli di orari. Le spese per lo svolgimento della sua attività verranno regolarmente rimborsate, al di là dei 5 mila euro al mese.</p>
<p><a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/07/06/899116-stipendi_politici_trombati.shtml">Altri articoli sull&#8217;inchiesta  &#8220;politici trombati&#8221; del Tempo.it</a></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Riflessione minima:</span></strong></p>
<p>Mentre l&#8217;Italia sta attraversando una delle peggiori crisi dal dopoguerra, la classe dirigente non perde occasione per non smentirsi, non sono le ragioni del socialismo liberal democratico che sono venute meno &#8221; quelle sono valide ed attualia ancora oggi&#8221; MA E&#8217; LA NOSTRA LEADERSCHIP CHE NON E&#8217; PIU&#8217; SOCIALISTA, ORMAI DA MOLTO TEMPO  A PERSO IL SENSO PIU&#8217; PROFONDO DI COSA VOGLIA DIRE POLITICA CHE OGGI DOVREBBE ESSERE PIU&#8217; DI IERI &#8220;POLIETICA&#8221; NEL SENSO DI UNA LETTURA DEI FATTI REALI, E DELLA SUA PERSECUZIONE CON <strong><span style="color:#008000;">&#8220;MEZZI E FINI&#8221;</span></strong> PROCLAMATI.</p>
<p>Ma con questi esempi, come è possibile richiamare alla responsbilità sociale verso la comunità il Capitale, che di per se da che mondo è mondo cerca sempre una remunerazione a discapito del suo antagonista di sempre la forza lavoro ( altrimenti che cosa ci farebbero nel solito partito Colaninno e l&#8217;operaio della ThyssenKrupp).</p>
<p>E&#8217; altrettanto chiaro che chi sà di non poter essere di esempio per sopravvivere&#8230;&#8230;.. fa ancora leva sull&#8217;odio di classe (anche i ricchi devono piangere) ma purtroppo qui piangono solo i lavoratori, i pensionati e i precari, ridono solo gli industriali che operano sulla leva finanziaria, e i politici che non temono disoccupazione (anzi per loro un posto ben remunerato si trova sempre, in barba al merito).</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">CHI RAPPRENSENTA CHI IN QUESTO SCENARIO POLITICO?</span></strong></p>
<p>Ci pensino bene le molti associazioni e fondazioni che stanno nascendo dentro il PD, perchè questo momento potrebbe essere l&#8217;ultima occasione per differenziarsi dal come fan tutti.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/ernestoscontento.wordpress.com/512/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/ernestoscontento.wordpress.com/512/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ernestoscontento.wordpress.com/512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ernestoscontento.wordpress.com/512/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ernestoscontento.wordpress.com/512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ernestoscontento.wordpress.com/512/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ernestoscontento.wordpress.com/512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ernestoscontento.wordpress.com/512/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ernestoscontento.wordpress.com/512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ernestoscontento.wordpress.com/512/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ernestoscontento.wordpress.com/512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ernestoscontento.wordpress.com/512/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ernestoscontento.wordpress.com/512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ernestoscontento.wordpress.com/512/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ernestoscontento.wordpress.com/512/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ernestoscontento.wordpress.com/512/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=512&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Crolla la produzione industriale, -6,6% sull’anno scorso</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 10:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ernestoscontento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[La produzione industriale a maggio è diminuita del 6,6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Lo comunica l&#8217;Istat, aggiungendo che l&#8217;indice della produzione corretto per i giorni lavorativi ha registrato un calo, sempre su base tendenziale, del 4,1% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 22 di maggio 2007). L&#8217;indice ha invece segnato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=513&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/economia/industria-istat/fatturato-maggio/stor_10844588_43540.jpg" alt="" width="224" height="227" /></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">La produzione industriale a maggio è diminuita del 6,6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. </span></strong></p>
<p>Lo comunica l&#8217;Istat, aggiungendo che l&#8217;indice della produzione corretto per i giorni lavorativi ha registrato un calo, sempre su base tendenziale, del 4,1% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 22 di maggio 2007).</p>
<p>L&#8217;indice ha invece segnato una flessione dell&#8217;1,4% rispetto ad aprile 2008; quest&#8217;ultimo è il dato peggiore da settembre 2007. Su base annua, l&#8217;indice grezzo aveva registrato a marzo scorso una diminuzione del 7,6%, che risentiva delle festività pasquali.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Sui dati negativi della produzione industriale registrati a maggio pesa soprattutto l&#8217;energia.</span></strong></p>
<p>L&#8217;indice corretto per i giorni lavorativi ha infatti segnato, nel confronto con maggio 2007, una diminuzione per il raggruppamento dell&#8217;energia del 6,9%. L&#8217;indice destagionalizzato, rispetto ad aprile 2008, è invece diminuito del 3,7%, sempre per l&#8217;energia.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Il dato è in linea con quanto confermato dall&#8217;Isae a febbraio, evidenziando che la fiducia delle imprese era ai minimi del 2005. </span></strong></p>
<p>Per l&#8217;Isae  l&#8217;indice al netto dei fattori stagionali si era attestato a 89,8 dal 91,3 di gennaio, toccando i minimi da ottobre 2005. Il calo, spiegava la nota, era dovuto «soprattutto alla contrazione del portafoglio ordini, comune sia ai mercati interni sia a quelli esteri; si stabilizzano invece il livello delle scorte di magazzino e le aspettative di produzione».</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Gli andamenti erano invece in parte divergenti guardando al dettaglio territoriale:</span></strong> l&#8217;indice cala infatti nettamente nel Nord Ovest (da 92,4 a 89,7), scende leggermente nel Nord Est e nel Centro (rispettivamente, da 87,4 a 87 e da 93,7 a 93,2), ma è in lieve miglioramento nel Mezzogiorno (da 93,3 a 93,6).</p>
<p>Secondo l&#8217;usuale focus trimestrale relativo ai dati per dimensione d&#8217;impresa, il calo della fiducia registrato tra novembre e febbraio nei dati aggregati (oltre due punti) è stato particolarmente marcato per le grandi imprese (oltre i 500 addetti), per le quali l&#8217;indicatore è sceso gradualmente da 92,2 di novembre a 88 di febbraio; il peggioramento è stato invece meno marcato per le imprese piccole (con meno di 100 addetti), per le quali l&#8217;indicatore è sceso  sempre tra novembre e febbraio da 92,7 a 90,2.</p>
<p>Nelle medie imprese la fiducia infine è rimasta pressochè stazionaria (collocandosi oggi a 90,2 da 90,4 di novembre), pur registrando modeste oscillazioni su base mensile (un lieve calo a dicembre seguito da un recupero a gennaio e una nuova diminuzione a febbraio).</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Il Monte ore lavorate non aumenta la produttività e il PIl resta al palo:</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">La stima delle ore lavorate dal 1993 al 2007</span></strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-521" src="http://partitodemocraticobientina.files.wordpress.com/2008/07/monte-ore-effettivamente-lavorate.gif?w=450&#038;h=170" alt="" width="450" height="170" /></p>
<p>L’analisi dei dati dal 1993 al 2007 evidenzia tre distinti periodi in cui la dinamica del monte ore lavorate presenta andamenti differenziati (Grafico 1).</p>
<p><span id="more-513"></span></p>
<p>Il primo periodo, che va dal 1993 al 1995, si caratterizza per la tendenziale contrazione delle ore lavorate; in questa fase l’occupazione, misurata in termini di posizioni lavorative, registra una caduta senza eguali rispetto alla dinamica del decennio precedente.</p>
<p>Nel secondo periodo (il biennio 1996-1997) si assiste ad un’espansione e ad una successiva lieve contrazione delle ore lavorate, accompagnata da un lento recupero dell’occupazione.</p>
<p>Nel terzo periodo (dal 1998 al 2007) le ore lavorate crescono nei livelli e registrano una dinamica tendenzialmente positiva, sostenuta dal significativo incremento dell’occupazione.</p>
<p>Nel 2007 le ore lavorate sono pari a 45.892 milioni e si attestano su valori di gran lunga superiori a quelli del 1993 (41.446 milioni).</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Dal 1993 al 2007 le ore lavorate registrano una crescita pari al 10,7% e ancora più consistente è risultato l’incremento positivo delle posizioni di lavoro (+13,7%).</span></strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-520" src="http://partitodemocraticobientina.files.wordpress.com/2008/07/monte-ore-lavorate-e-pil.gif?w=450&#038;h=217" alt="" width="450" height="217" /></p>
<p>Analizzando la dinamica del PIL unitamente a quella del monte ore lavorate, è possibile stabilire<br />
il contributo effettivo di tale misura dell’occupazione alla crescita dell’output (Grafico 2) .</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Le dinamiche dei due aggregati si presentano piuttosto differenziate dal 1993 fino al 2004: </span></strong>si<br />
registrano infatti crescite e contrazioni differenti del loro sviluppo.</p>
<p>Nel periodo 2000-2003 si rileva un tasso di incremento costante delle ore lavorate a cui si contrappone la decelerazione dei ritmi di crescita del PIL; in quegli anni, in particolare, l’occupazione misurata in termini di posizioni lavorative registra una forte espansione (intorno all’1,7% come tasso di crescita medio del periodo), mentre gli orari di fatto si riducono, tanto che il contributo del monte ore lavorate rimane costante (1,1%).</p>
<p>Nel periodo successivo i due aggregati riprendono a crescere con lo stesso ritmo; negli anni 2004-2007 si osserva, in particolare, una concordanza negli andamenti dei due aggregati ed un ritmo di crescita delle ore lavorate costantemente inferiore rispetto a quello del PIL, ad eccezione del 2007 quando il monte ore cresce dell’1,7% e il PIL dell’1,5%.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Il monte ore lavorate è utilizzato come denominatore per il calcolo della produttività del lavoro.</span></strong></p>
<p>La stima del PIL per ora lavorata mostra dei tassi di crescita molto bassi in quasi tutto il periodo,con tassi di variazione negativi negli anni 1996, 1998, 2002, 2003 e 2007.</p>
<p>Le ore lavorate, tuttavia, non riflettono la qualità o l’efficienza del fattore lavoro e, quindi, una certa cautela è richiesta quando tale aggregato è utilizzato come misura del lavoro per il calcolo della produttività.</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Dal 1993 ad oggi il numero medio di ore lavorate in ciascuna posizione lavorativa è andato diminuendo:</strong></span>nel 1993 si lavorava mediamente 1.554 ore mentre nel 2007 se ne lavorano 1.513</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Negli ultimi due anni ha però ripreso a crescere. </span></strong><span style="color:#000000;">( Per approfondimenti,vedi documento Istat specifico)</span></p>
<p><strong><span style="color:#ff6600;">Approfondimenti:</span></strong></p>
<p><a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/prodind/20080710_00/testointegrale20080710.pdf">Comunicato ISTAT file pdf pag.5</a></p>
<p><a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20080709_00/testointegrale20080709.pdf">ISTAT: Le ore lavorate per la produzione del PIL Anni 1993-2007- file pdf pag 29</a></p>
<p><a href="http://www.isae.it/Euro_Zone_EO_Luglio_2008.pdf">ISAE: Euro-zone economic outlook &#8211; file pdf pag 4</a></p>
<p><a href="http://www.isae.it/ri_19032008_cs_previsioni.pdf">ISAE: Le previsioni per l’economia italiana &#8211; file pdf pag 4</a></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/economia/industria-produzione/calo-maggio/calo-maggio.html">La Reppublica.it: Industria, -1,4% per la produzione. Rispetto all&#8217;anno scorso -6,6%</a></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/06/rubriche/piazza-asiatica/verso-crisi-/verso-crisi-.html">La Piazza Asiatica di Federico Rampini: Verso una nuova crisi finanziaria ?</a></p>
<p><a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/prodind/20080710_00/testointegrale20080710.pdf"></a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/ernestoscontento.wordpress.com/513/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/ernestoscontento.wordpress.com/513/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ernestoscontento.wordpress.com/513/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ernestoscontento.wordpress.com/513/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ernestoscontento.wordpress.com/513/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ernestoscontento.wordpress.com/513/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ernestoscontento.wordpress.com/513/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ernestoscontento.wordpress.com/513/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ernestoscontento.wordpress.com/513/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ernestoscontento.wordpress.com/513/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ernestoscontento.wordpress.com/513/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ernestoscontento.wordpress.com/513/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ernestoscontento.wordpress.com/513/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ernestoscontento.wordpress.com/513/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ernestoscontento.wordpress.com/513/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ernestoscontento.wordpress.com/513/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=513&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Consumi: le famiglie tagliano sugli alimentari</title>
		<link>http://ernestoscontento.wordpress.com/2008/07/12/consumi-le-famiglie-tagliano-sugli-alimentari/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 10:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ernestoscontento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Report Economico]]></category>
		<category><![CDATA[Reset]]></category>

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		<description><![CDATA[Consumi, primo calo dal 2002: le famiglie tagliano sugli alimentari ISTAT: I consumi delle famiglie Anno 2007- 08/07/2008 &#8211; file pdf pag.11 Dopo l&#8217;allarme della Confcommercio la conferma dell&#8217;Istat: calano i consumi delle famiglie italiane ed è la prima volta che accade dal 2002. Nonostante, infatti, la spesa media mensile di ciascun nucleo sia aumentata [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=511&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-509" src="http://partitodemocraticobientina.files.wordpress.com/2008/07/consumi-famiglie.gif?w=450&#038;h=260" alt="" width="450" height="260" /></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Consumi, primo calo dal 2002: le famiglie tagliano sugli alimentari</span></strong></p>
<p><a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20080708_00/testointegrale20080708.pdf">ISTAT: I consumi delle famiglie Anno 2007- 08/07/2008 &#8211; file pdf pag.11</a></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Dopo l&#8217;allarme della Confcommercio la conferma dell&#8217;Istat:</span> </strong>calano i consumi delle famiglie italiane ed è la prima volta che accade dal 2002.</p>
<p>Nonostante, infatti, la spesa media mensile di ciascun nucleo sia aumentata passando dai <strong>2.461 euro del 2006 ai 2.480 del 2007</strong> (più 0,8%, pari alla non astronomica 19 euro) la crescita dei prezzi ha di fatto reso più debole il potere di acquisto delle famiglie.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Ecco perché nel 2007 c&#8217;è stato, per la prima volta negli ultimi sei anni, un calo in termini reali dei consumi</span>.</strong></p>
<p>Da nord a sud gli italiani si sono attrezzati, sfruttando l&#8217;innato talento nell&#8217;arte di arrangiarsi, per contenere il volume di beni totali acquistati. In alternativa, o sfruttando abilmente il mix tra le due strategie, hanno scelto prodotti più economici o di qualità inferiore. <span style="color:#008000;"><strong>È quanto emerge dalla statistica sui consumi delle famiglie diffusa ieri dall&#8217;Istat</strong>.</span></p>
<p><em><span style="color:#008000;">« Si Registra un decremento reale della spesa, è quanto emerge dalla statisticha  ISTAT sulle condizioni economiche e qualità della vita. Negli scorsi anni i consumi erano fermi, ora stanno calando. L&#8217;ultima riduzione risaliva al 2002».</span></em></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Aumenta inesorabilmente  l&#8217;affitto mensile per l&#8217;abitazione di 43 euro mensili per un totale di 516 euro l&#8217;anno.</span></strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-510" src="http://partitodemocraticobientina.files.wordpress.com/2008/07/affitto-medio-mensile.gif?w=450&#038;h=203" alt="" width="450" height="203" /></p>
<p>Nel 2007, in particolare, la spesa per alimentari e bevande (che copre il 18,8% del totale dei consumi) è rimasta stabile: 466 euro contro i 467 del 2006.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Ma, rivela l&#8217;Istat, «sono sempre più numerose, oltre il 30%, con picchi del 50% al sud, le famiglie che dichiarano di aver limitato l&#8217;acquisto di prodotti o di aver scelto quelli di qualità inferiore».</span></strong></p>
<p>Una strategia che il 33,2% dei nuclei applica all&#8217;acquisto del pane, il 38,5% a quello della pasta. Per carne, pesce e frutta sono rispettivamente il 45,3%, il 47,4% e il 43,2% le famiglie che o comprano meno o scelgono prodotti meno pregiati.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Le strategie per il risparmio, rileva l&#8217;istituto di statistica, sono messe in pratica lungo tutto lo Stivale.</span></strong></p>
<p>Al nord questa ricetta per contenere le uscite è applicata dal 30% dei nuclei per il pane e dal 39% per carne e pesce. Al centro sono rispettivamente il 36% e il 47 per cento. Al sud, invece, si supera il 50 per cento. <strong><span style="color:#008000;">Ed è in aumento anche la quota di famiglie che comprano generi alimentari negli hard discount, passate dall&#8217;8,6 al 9,7 per cento.</span></strong></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Crescono, invece, le spese non alimentari (dai 1.994 euro del 2006 ai 2.014 del 2007). Ma non è una libera scelta</strong>:</span> si tratta piuttosto di voci incomprimibili come la sanità (per l&#8217;aumento dei ticket) e i costi della casa.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">In calo pronunciato l&#8217;acquisto di abbigliamento e calzature,</span></strong> con un 60% delle famiglie che dichiarano di aver contenuto la spesa o essersi rassegnate alla scelta di prodotti più scadenti.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">In calo anche la quota di spesa per combustibili ed energia, arredamenti ed elettrodomestici e servizi per la casa.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Aumenta di 33 euro la rata media mensile del mutuo casa dal 2005 al 2007 per un totale annuo di 396 euro l&#8217;anno (e purtroppo con l&#8217;ultimo aumento di luglio voluto dalla BCE di di un quarto di punto questo capitolo di spesa è destinato ad aumentare ulteriormente)</span></strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-511" src="http://partitodemocraticobientina.files.wordpress.com/2008/07/rata-mensile-mutuo.gif?w=450&#038;h=203" alt="" width="450" height="203" /></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Più contenute rispetto al 2006 anche le uscite economiche per comunicazioni, tempo libero e cultura.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Cresce invece la quota di spesa totale destinata ai tabacchi:</span></strong> le sigarette aumentano, lo stress anche e smettere diventa più difficile.</p>
<p><span style="color:#008000;"><em>«Per fortuna le condizioni climatiche favorevoli dell&#8217;inverno 2007 hanno salvato in parte i bilanci familiari, consentendo di risparmiare sui combustibili e l&#8217;energia per il riscaldamento»</em>.</span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/ernestoscontento.wordpress.com/511/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/ernestoscontento.wordpress.com/511/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ernestoscontento.wordpress.com/511/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ernestoscontento.wordpress.com/511/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ernestoscontento.wordpress.com/511/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ernestoscontento.wordpress.com/511/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ernestoscontento.wordpress.com/511/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ernestoscontento.wordpress.com/511/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ernestoscontento.wordpress.com/511/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ernestoscontento.wordpress.com/511/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ernestoscontento.wordpress.com/511/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ernestoscontento.wordpress.com/511/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ernestoscontento.wordpress.com/511/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ernestoscontento.wordpress.com/511/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ernestoscontento.wordpress.com/511/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ernestoscontento.wordpress.com/511/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=511&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Utilities, i vizi del capitalismo municipale.</title>
		<link>http://ernestoscontento.wordpress.com/2008/06/09/utilities-i-vizi-del-capitalismo-municipale/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 10:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ernestoscontento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul sole 24 ore di oggi c&#8217;è una interessante analisi sulle imprese Municipalizzate Italiane. Analisi peraltro fatta da Mediobanca con l&#8217;associazione Civicum ( sito interessante dove potete trovare diversi studi sugli enti locali, in Home page compreso questo sulle Municipalizzate) La concentrazione tra le aziende controllate e i sindaci imprenditori. Utilities, i vizi del capitalismo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=506&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="vertical-align:top;" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/soldi_mago.jpg" alt="" width="270" height="345" /></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Sul sole 24 ore di oggi c&#8217;è una interessante analisi sulle imprese Municipalizzate Italiane.</strong></span></p>
<p>Analisi peraltro fatta da Mediobanca con l&#8217;associazione  <a href="http://blog.civicum.it/index.php/home-page/">Civicum </a>( sito interessante dove potete trovare diversi studi sugli enti locali, in Home page <a href="http://blog.civicum.it/wp-content/uploads/BILANCI_2008_Studio_completo.pdf">compreso questo sulle Municipalizzate</a>)</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>La concentrazione tra le aziende controllate e i sindaci imprenditori.</strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Utilities, i vizi del capitalismo municipale.<br />
</strong></span></p>
<p>La Politica che  difende con determinazione i loro inespugnabili monopoli locali, lo fa principalmente per un motivo: <span style="color:#008000;"><strong>Il dividendo politico.</strong></span></p>
<p>Ii dividendo politico, garantito dall&#8217;occupazione delle aziende pubbliche locali con assunzioni clientelari, lottizzazione dei consigli d&#8217;amministrazione delle più importanti cariche societarie.</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Di solito queste pratiche provocano inefficienze e forti perdite di bilancio che poi pagano i cittadini utenti.</strong></span></p>
<p><strong>Ultimi in classifica due Comuni Toscani:</strong></p>
<p><strong>LIVORNO E MASSA CARRARA.</strong></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Livorno è al 68 posto su una classifica di 69 Comuni.</strong></span></p>
<p>L&#8217;utile complessivo di tutte le municipalizzate Livornesi messe insieme per il 2006 è di Euro.  5.225,00.</p>
<p>Dal 2004 al 2006 gli utili per Livorno sono calati al &#8211; 93.19%.</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Questo scempio della gestione pubblica è chiamato &#8220;il Socialismo Municipale&#8221; che è risultato buono fino ad oggi solo a spremere gli utenti ( il costo dei servizi negli ultimi 5 anni è aumentato del 40%), per ingrassare i politici di turno&#8230;..</strong></span></p>
<p>IL PD DOVREBBE FARE CHIAREZZA, SU QUESTE GESTIONI ALL&#8217;INSEGNA DELLO SPERPERO PUBBLICO, CI HANNO SEMPRE DETTO CHE &#8220;LE AMMINISTRAZIONI GOVERNATE DAL CENTRO SINISTRA ERANO UN VANTO PER EFFICIENZA E TRASPARENZA&#8221;</p>
<p>MA QUI FRA SPAZZATURA NAPOLETANA E SPERPERO COMUNALE ( CHE NON E&#8217; SOLO DI SINISTRA VA DETTO), CREDO CHE SIA GIUNTO IL MOMENTO DI FARLA FINITA CON I POLITICI PLATONIANI E TUTTOLOGHI, <span style="color:#008000;"><strong>BUONI PER OGNI STAGIONE, PER OGNI EMERGENZA E PER OGNI INCARICO.</strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Mai nessuna Leaderschip politica nella storia Repubblicana  era caduta così in basso, questo dovrebbe far riflettere sul valore e le capacità delle persone che fino ad oggi si sono occupate della cosa Pubblica.</strong></span></p>
<p><strong>Naturalmente, vale sempre l&#8217;eccezione che conferma la regola.</strong></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Ma oggi con il PD in costruzione, non è più rimandabile la domanda &#8221; chi cambia che cosa&#8221; e nell&#8217;interesse &#8220;di chi&#8221;.</strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Ecco perché ci vogliono le primarie aperte a tutti!!!</strong></span></p>
<p>Per cambiare il sistema ci vogliono persone nuove con professionalità, onorabilità e capacità certe.</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>I guasti al sistema ci sono, ed è legittimo pensare che chi li ha causati non aveva gli strumenti idonei per vederli.</strong></span></p>
<p><span style="color:#ff9900;"><strong>Approfondimenti:</strong></span></p>
<p><a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina2819.html">I comuni italiani, tra Paperone e Lenin</a></p>
<p><a href="http://web.econ.unito.it/bortolotti/local.pdf">Il Comune Azionista: un’analisi empirica del capitalismo municipale in Italia</a></p>
<p><a href="http://www-1.unipv.it/websiep/wp/546.pdf">IL CAPITALISMO MUNICIPALE, LE ESTERNALIZZAZIONI FREDDE, E QUALCHE RIMEDIO</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/ernestoscontento.wordpress.com/506/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/ernestoscontento.wordpress.com/506/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ernestoscontento.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ernestoscontento.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ernestoscontento.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ernestoscontento.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ernestoscontento.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ernestoscontento.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ernestoscontento.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ernestoscontento.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ernestoscontento.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ernestoscontento.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ernestoscontento.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ernestoscontento.wordpress.com/506/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ernestoscontento.wordpress.com/506/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ernestoscontento.wordpress.com/506/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=506&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Terza Via lo spirito del mondo</title>
		<link>http://ernestoscontento.wordpress.com/2008/05/22/terza-via-lo-spirito-del-mondo/</link>
		<comments>http://ernestoscontento.wordpress.com/2008/05/22/terza-via-lo-spirito-del-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 17:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ernestoscontento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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		<description><![CDATA[La Terza Via &#8220;Manifesto per la rifondazione della socialdemocrazia&#8221; Autore: Giddens Anthony Editore: Il Saggiatore Pagine: 160 Data pubblicazione: 2001 NB: Non è più in commercio Ispiratore della politica di Tony Blair, Giddens disegna una nuova alternativa sia alle diseguaglianze del neoliberalismo sia alle rigidità della vecchia socialdemocrazia. La &#8220;terza via&#8221; è dunque la costruzione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=505&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p style="text-align:left;"><strong><span style="color:#008000;">La Terza Via &#8220;Manifesto per la rifondazione della socialdemocrazia&#8221;</span></strong></p>
<p><em><strong>Autore: Giddens Anthony<br />
Editore: Il Saggiatore<br />
Pagine: 160<br />
Data pubblicazione: 2001</strong></em></p>
<p><strong>NB:  Non è più in commercio</strong></p>
<p><em>Ispiratore della politica di Tony Blair, Giddens disegna una nuova alternativa sia alle diseguaglianze del neoliberalismo sia alle rigidità della vecchia socialdemocrazia. La &#8220;terza via&#8221; è dunque la costruzione di una società che premia l&#8217;innovazione e il dinamismo senza escludere gli strati sociali più deboli. L&#8217;autore propone un modello di stato che aiuti i suoi cittadini ad affrontare senza timori le nuove sfide dell&#8217;età globale, dai mutamenti nel mercato del lavoro alla crescita dei rischi ambientali, dalla mondializzazione della finanza ai problemi legati alla crescita dell&#8217;immigrazione.Con una prefazione di Romano Prodi.</em></p>
<p><strong><span style="color:#000000;">VALORI,</span></strong><strong><span style="color:#008000;"> </span></strong><span style="color:#000000;">opprtunità</span> per tutti, cittadino responsabile, comunità aperte, solidarietà, premiare  i meriti, governo moderno, pragmatismo,</p>
<p><strong><span style="color:#000000;">FATTI,</span></strong><span style="color:#000000;">sì alla sperimentazione, no alla cristallizzazione, cambiamento continuo, responsabilità.</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><strong>OBIETTIVI</strong>, p</span>ace, uguaglianza, progresso sociale, stato amico.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Come coniugare solidarismo ed efficienza, liberalismo e giustizia sociale.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Che cosa significava &#8220;terza via&#8221;:</span></strong></p>
<p>Nella visione di Anthony Giddens <span style="color:#0000ff;"><strong>(1)</strong></span> una via di mezzo, un incrocio tra socialdemocrazia e neoliberalismo che valorizzi quel che di meglio hanno da darci queste due ispirazioni di politica economica, che sono anche due culture e due visioni dell’individuo e del mondo. Né con Keynes né con la Thatcher, prima di tutto.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Ma anche un pò con l’uno e un pò con l’altra.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Perchè?</span></strong></p>
<p><span id="more-505"></span>A partire dalla metà del diciannovesimo secolo le scienze sociali trovano la propria matrice in una particolare configurazione ideologica, solo all&#8217;apparenza internamente contraddittoria, che è appropriato definire come <strong>&#8220;liberal-Socialista&#8221;</strong> e che si consolida quale cultura dominante del sistema del mondo moderno.</p>
<p>Sia nella loro versione inglese di fine Ottocento, che in quella americana lungo tutto l&#8217;arco dell&#8217;ascesa degli Stati Uniti al ruolo di potenza egemone, i saperi sociali sono dunque caratterizzati dalla compresenza di alcuni dei valori associati alla tradizione liberale &#8220;classica&#8221;, centralità dell&#8217;incessante accumulazione di capitale e delle forze produttive, primato dello spirito acquisitivo e possessivo e difesa delle &#8220;libertà&#8221; e dei valori di solidarietà sociale comunemente associati alla tradizione di pensiero socialista e marxista.</p>
<p>Alla luce di questa ricostruzione del rapporto tra strutture ideologiche e scienze sociali, Anthony Giddens appare come l&#8217;ultimo rappresentante di una tradizione di pensiero che, nella scienza sociale britannica, risale fino al &#8220;New Liberalism&#8221; di fine Ottocento.</p>
<p><strong>C&#8217;è stato in Granbretagna da parte di Anthony Giddens il tentativo di rifondazione della socialdemocrazia con il contributo offerto alla elaborazione del programma politico del New Labour di Tony Blair.</strong></p>
<p><strong>Ma c’è anche un’altra serie di fattori che riguarda il modo di concepire il cittadino,</strong> i suoi diritti, i suoi doveri, le sue risorse e responsabilità, la globalizzazione come opportunità’ più che come pericolo, ma consapevole dei due fattori collegati al nuovo mondo <strong>“flessibilità e rischio”</strong>.</p>
<p>Parole che parlano di quanto cambia nel mercato del lavoro, nella nostra vita personale, nell’orizzonte di incertezza che ci e’ ormai imposto come condizione permanente di abitanti di questa epoca.</p>
<p>Giddens è un sociologo che cerca di organizzatore e unire culturalmente, è il tessitore dell&#8217;impresa intellettuale e politica che ha cercato di cambiato faccia alla scena britannica con forti proiezioni sull’Europa e sugli Stati Uniti.</p>
<p><strong>I New Labour è parente stretto dei New Democrats americani di Clinton in un fitto intreccio tra i due leader, ma anche tra i cosiddetti think tanks delle due sponde dell’Atlantico.</strong></p>
<p>Giddens  è il direttore della London School of Economics e tiene rapporti con un nugolo di centri studi così come intorno a Clinton e Sidney Blumenthal troviamo varie istituzioni harvardiane a cominciare dalla John Kennedy School of Government.</p>
<p><strong>La terza via di Giddens è  il contenuto teorico di questa alleanza ma aspira anche a far da battistrada ad un &#8220;centro-sinistra&#8221; europeo e mondiale.</strong></p>
<p>Se la socialdemocrazia classica era lo stato pervasivo, il primato dei beni collettivi su quelli individuali, la gestione keynesiana della domanda, l’obiettivo della piena occupazione, un forte egualitarismo, e se il thatcherismo era invece lo stato minimo, il fondamentalismo del mercato, il laissez faire nel campo del lavoro e l’accettazione della disuguaglianza, la terza via cerca un’uscita da ognuno di questi dilemmi.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Ma non si tratta di una perfetta equidistanza tra i due poli.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">La sinistra che si riforma, con la terza via ma non è una dissoluzione.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Ma si trasforma, questo si.</span></strong></p>
<p><strong>La sua forza dovrebbe essere capace di presidiare stabilmente il centro,</strong> il luogo dello schieramento dove si decide chi vince le elezioni, ed anche quello dove si producono le maggiori novità, i fattori spiazzanti rispetto ai vecchi schemi.</p>
<p><strong>E infatti Giddens da buon sociologo è proprio  alla ricerca che da  una rilevanza cruciale, per capire il dinamismo della società civile in tutte le sue particolarità.</strong></p>
<p><strong><span style="color:#0000ff;">Note:</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#0000ff;">1)</span></strong><a href="http://www.geocities.com/centrotobagi/giddens2.html">Va raccolta la sfida delle società aperte &#8220;La Terza via nasce dalla storia della sinistra&#8221; di ANTHONY GIDDENS,  &#8220;La Repubblica&#8221;, 9 marzo 2000”.</a></p>
<p><strong><span style="color:#ff6600;">Approfondimenti:</span></strong></p>
<p><a href="http://www.geocities.com/centrotobagi/giddens.html">«Lavoro e sicurezza, ricetta per la nuova sinistra»  Il teorico di Tony Blair: perde chi si allontana dalle alleanze di centro  di Anthony Giddens &#8220;La Stampa&#8221;, Domenica 5 maggio 2002”</a></p>
<p><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2005/maggio/19/Terza_Via_viva_servizio_dell_co_9_050519036.shtml">«La Terza Via è viva ed è al servizio dell&#8217; Europa» di Anthony Giddens “Corriere della Sera”, 19 maggio 2005.</a></p>
<p><a href="http://www.festivaleconomia.it/docs/comunicati-stampa/2_giugno_giddens.pdf">ANTHONY GIDDENS: DAL WELFARE STATE ALL’INVESTIMENTO IN CAPITALE SOCIALE E UMANO</a></p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200804articoli/31596girata.asp">Che tempo fa a Sinistra  “La Stampa”,4 Aprile 2008</a></p>
<p><a href="http://www.libertaegualemilano.org/ulivo/sialvati_giddens.html">Manifesto di A.Giddens. Recensione di Michele Salvati</a></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/online/politica/terzavia/hillary/hillary.html">Seminario di Firenze 1999 Archivio “ La Repubblica”</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/ernestoscontento.wordpress.com/505/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/ernestoscontento.wordpress.com/505/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ernestoscontento.wordpress.com/505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ernestoscontento.wordpress.com/505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ernestoscontento.wordpress.com/505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ernestoscontento.wordpress.com/505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ernestoscontento.wordpress.com/505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ernestoscontento.wordpress.com/505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ernestoscontento.wordpress.com/505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ernestoscontento.wordpress.com/505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ernestoscontento.wordpress.com/505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ernestoscontento.wordpress.com/505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ernestoscontento.wordpress.com/505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ernestoscontento.wordpress.com/505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ernestoscontento.wordpress.com/505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ernestoscontento.wordpress.com/505/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=505&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Così perdiamo il Nord &#8211; Riccardo Illy</title>
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		<pubDate>Sun, 18 May 2008 18:42:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ernestoscontento</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Autore Riccardo Illy, Prezzoo € 14,50 Editore Mondadori Anno 2008 Pagine 98 Così perdiamo il Nord &#8221; Come la politica sta tradendo una parte del nostro paese&#8221; Riccardo Illy, presidente di uno dei gruppi industriali italiani più noti al mondo e uomo politico stimato in tutta Europa, lancia un allarme destinato a lasciare il segno. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=504&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="vertical-align:top;" src="http://www.lafeltrinelli.it/static/images-1/l/754/2552754.jpg" alt="" width="150" height="212" /></p>
<p><em>Autore Riccardo Illy,<br />
Prezzoo € 14,50<br />
Editore Mondadori<br />
Anno 2008<br />
Pagine 98</em><br />
<strong><span style="color:#008000;">Così perdiamo il Nord &#8221; Come la politica sta tradendo una parte del nostro paese&#8221;</span></strong></p>
<p>Riccardo Illy, presidente di uno dei gruppi industriali italiani più noti al mondo e uomo politico stimato in tutta Europa, lancia un allarme destinato a lasciare il segno. Forte della sua esperienza pluriennale di governatore del Friuli Venezia Giulia e della sua conoscenza dall&#8217;interno dei problemi e dello scontento che serpeggiano in quella parte del Paese che con successo sta affrontando la globalizzazione, lancia un grido d&#8217;allarme alla politica e a tutti gli italiani che hanno a cuore il nostro futuro: se andiamo avanti così, perdiamo il Nord!</p>
<p>Il libro di Riccardo Illy Così perdiamo il Nord (scritto con la collaborazione del giornalista del Corriere della Sera Enzo d&#8217;Errico) s&#8217;incentra sull&#8217;analisi delle ragioni per le quali in Nord d&#8217;Italia è sempre più scollato dal resto del Paese, per provare a suggerire delle soluzioni alternative a quella di una secessione in realtà poco conveniente anche per i suoi sostenitori.</p>
<p>La riflessione di Illy si articola in uno scenario iniziale (Perché stiamo perdendo il Nord), in quattro capitoli (Federalismo necessario, La minaccia dell&#8217;isolamento, Il cittadino tartassato, L&#8217;insostenibile leggerezza della busta paga) ed in Conclusioni che contengono proposte in ambito socio-culturale e politico istituzionale).</p>
<p><span id="more-504"></span></p>
<p>Mentre altre aree d&#8217;Europa, in tempi recenti ancora ritenute arretrate, decollano, in Italia la carenza delle infrastrutture, il monopolismo (di fatto) nell&#8217;erogazione di molti servizi, il peso della tassazione sui cittadini e sull&#8217;impresa e l&#8217;iniquità di alcuni strumenti (come l&#8217;Irap), una politica sulle pensioni che non ha sciolto i nodi reali (l&#8217;età pensionistica; l&#8217;adeguamento al regime contributivo; la separazione tra previdenza e assistenza), una politica sul lavoro che ha confuso precarietà e flessibilità, un&#8217;ipertrofia legislativa che va di pari passo con la confusione dei ruoli e l&#8217;appesantimento della burocrazia rallentano la crescita, frenano la competitività, ingolfano quella che era la locomotiva dello sviluppo, il Nord appunto.</p>
<p>Nella visione di Illy, il Nord dovrebbe riprendere il suo ruolo trainante in un sistema-paese nel quale il Sud sviluppi terziario e turismo e si faccia &#8220;incubatore&#8221; d&#8217;innovazione.</p>
<p>Decisivi sono gli sblocchi delle ragioni di stagnazione sopra rilevate, da realizzare con una nuova cultura politica i cui segni sono la semplificazione legislativa, la riduzione del numero dei parlamentari, una sussidiarietà che lasci al pubblico alcuni nodi fondamentali (politica estera, sicurezza, difesa e ordine pubblico, le quote rilevanti di scuola e sanità), un preciso decentramento che permetta di riconoscere ruoli e competenze, e, da ultimo, l&#8217;applicazione a tutti i livelli del sistema elettorale maggioritario a doppio turno (&#8220;alla francese&#8221;, per intenderci).</p>
<p>Nel libro aleggiano due fantasmi: quello negativo dell&#8217;&#8221;uomo forte&#8221;, evocato nella parte iniziale come pericolo di una soluzione sbrigativa ai mali acutamente avvertiti dal Nord Italia; quello, positivo, della &#8220;polietica&#8221; (Illy autocita il libro-intervista di Paolo Maurensig che accompagnò la campagna elettorale del 2003), intesa come assunzione di responsabilità di una classe dirigente che recuperi il rapporto con i cittadini assumendosi l&#8217;onere di scelte sgobre da &#8220;falsi moralismi e pregiudizi pauperistici&#8221;.</p>
<p>Illy non non fa sconti a nessuno, per lui la classe politica italiana, ma soprattutto il centrosinistra, dimostra sempre più spesso di non essere abbastanza vicina alla sensibilità e ai bisogni della parte più ricca, popolosa ed economicamente sviluppata del nostro paese.</p>
<p>Se il fenomeno della cosiddetta &#8220;antipolitica&#8221; è una realtà che coinvolge principalmente il Nord, è pur vero che questo accade perché nelle regioni settentrionali si è diffuso un senso di isolamento e di incomprensione che non trova risposte nella classe politica.</p>
<p>Come ci mostra Riccardo Illy, tra le imprese e i lavoratori di quella parte d&#8217;Italia prevale negli ultimi anni un profondo senso di &#8220;accerchiamento&#8221;: ci si sente circondati da un&#8217;Europa che in molti casi cresce a velocità doppia rispetto a noi e gode di trattamenti fiscali per noi impensabili; da una burocrazia inefficiente e spesso arrogante e, non ultimo, ci si sente soffocati da un senso di abbandono che rischia di dare vita a fenomeni politici pericolosi.</p>
<p>Un libro, in sostanza, nel quale la &#8220;questione settentrionale&#8221; viene messa a tema come opportunità per un rilancio del sistema-Italia nel suo complesso, sistema nel quale la voce di Illy si candida nei fatti ad assumere una risonanza non periferica, al di là della contingenza delle elezioni regionali, mai citate nemmeno come prospettiva. Sulla base della sua esperienza decennale.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Retro di Copertina</span></strong></p>
<p><em>&#8220;Stiamo perdendo il Nord. Lo stiamo perdendo perché questa parte d&#8217;Italia è già in Europa.A differenza del resto del Paese, che vive questa condizione come una mera collocazione geografica.<br />
Ed essere in Europa significa confrontarsi con un mercato dove i confini sono ormai linee tracciate su una cartina e nulla più.Stiamo perdendo il Nord, perché in molti Paesi confinanti le imposte sul reddito d&#8217;impresa sono più basse, gli stipendi sono più alti e le grandi opere vengono realizzate, non solo progettate.</em></p>
<p><em>In Spagna la linea ferroviaria ad alta velocità Madrid-Barcellona è in fase di completamento, la rete autostradale (pur servendo un minor numero di abitanti) ha un chilometraggio che presto supererà il nostro.</em></p>
<p><em>In Slovenia il sistema autostradale permette già il collegamento con Italia e Austria e presto sarà pronto l&#8217;allacciamento con Ungheria e Croazia.</em></p>
<p><em>Non parlo degli Stati Uniti o dell&#8217;Australia, ma di nazioni distanti una manciata di chilometri. Ecco perché stiamo perdendo il Nord. Perché il ritmo dello sviluppo andrebbe sostenuto da un apparato amministrativo mille volte più snello e invece siamo costretti a sopportare il giogo di una macchina arrugginita.</em></p>
<p><em>Perché in questo quadro segnato dai colori dell&#8217;indifferenza e dell&#8217;immobilismo, la tentazione secessionista rischia di farsi largo sempre più. Non perché esista una &#8220;natura padana&#8221; da difendere e valorizzare, ma perché, adesso che il mercato unico europeo marcia a pieno regime (o quasi), la secessione è diventata conveniente sul piano economico.<br />
Ecco perché stiamo perdendo il Nord.</em></p>
<p><em>E dobbiamo fare in fretta a riguadagnarlo. Se vogliamo che l&#8217;Italia continui a esistere.&#8221;</em></p>
<p><em><strong>Se andiamo avanti così, perdiamo il Nord!</strong></em></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">PS: <strong><span style="color:#008000;">Questo libro, insieme al</span></strong><span style="color:#000000;"><strong> </strong><a href="http://ernestoscontento.wordpress.com/2008/05/11/il-rancore-alle-radici-del-malessere-del-nord/">&#8220;Rancore &#8211; Alle Radici Del Malessere Del Nord”</a></span><strong><span style="color:#008000;"> e </span></strong></span><a href="http://ernestoscontento.wordpress.com/2007/01/25/riccardo-illy-la-rana-cinese/"><span style="color:#008000;"><span style="color:#000000;">La Rana Cinese&#8221;</span></span></a></strong></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Spiegano chiaramente perchè queste elezioni sono state un terremoto. </span></strong></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/ernestoscontento.wordpress.com/504/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/ernestoscontento.wordpress.com/504/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ernestoscontento.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ernestoscontento.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ernestoscontento.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ernestoscontento.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ernestoscontento.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ernestoscontento.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ernestoscontento.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ernestoscontento.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ernestoscontento.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ernestoscontento.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ernestoscontento.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ernestoscontento.wordpress.com/504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ernestoscontento.wordpress.com/504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ernestoscontento.wordpress.com/504/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=504&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Quanto crescono i redditi degli italiani?</title>
		<link>http://ernestoscontento.wordpress.com/2008/05/12/quanto-crescono-i-redditi-degli-italiani/</link>
		<comments>http://ernestoscontento.wordpress.com/2008/05/12/quanto-crescono-i-redditi-degli-italiani/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 09:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ernestoscontento</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Report Economico]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte: Centro Studi BNL &#8211; Focus Economico N.18 del 09 Maggio 2008 Il reddito disponibile delle famiglie italiane ha superato nel 2007 i 1.000 miliardi di euro. Rispetto al 2006, l’aumento è stato pari al 3,5%, inferiore all’incremento del Pil (+3,8%). Pro capite, il reddito disponibile è cresciuto di poco meno del 3%, da 16,6 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=497&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-501" src="http://ernestoscontento.files.wordpress.com/2008/05/euro.jpg?w=300&#038;h=300" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p><strong>Fonte: <a href="http://www.bnl.it/index.asp?chardim=0&amp;langid=1">Centro Studi BNL</a> &#8211; Focus Economico N.18  del 09 Maggio 2008</strong></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong> Il reddito disponibile delle famiglie italiane ha superato nel 2007 i 1.000 miliardi di euro. Rispetto al 2006, l’aumento è stato pari al 3,5%, inferiore all’incremento del Pil (+3,8%). </strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong></strong></span>Pro capite, il reddito disponibile è cresciuto di poco meno del 3%, da 16,6 mila euro a 17,1 mila euro. In termini reali, l’aumento si riduce allo 0,7%, recuperando solo in parte le riduzioni degli anni precedenti.</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Nel 2007, la crescita del reddito delle famiglie è stata favorita dall’aumento dell’occupazione. Ha pesato, però, il rallentamento dei salari.</strong></span></p>
<p>Nel confronto con il 2006, il valore complessivo delle retribuzioni lorde, riferite all’intera economia, è cresciuto dell’1,5% in termini reali a seguito di un aumento di pari misura delle unità di lavoro dipendenti impiegate.</p>
<p>In valore, la retribuzione lorda per unità di lavoro dipendente è passata da 25,2 mila euro del 2006 a 25,7 mila euro, con una crescita di poco superiore al 2%, il valore più basso degli ultimi quattro anni.<br />
Nonostante il moderato recupero del 2007, la dinamica del reddito delle famiglie rimane contenuta.</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Dal 2003 al 2007, il reddito disponibile pro capite, indicativo del potere d’acquisto dei consumatori italiani, si è ridotto di circa lo 0,5% in termini reali.</strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Rimane debole la dinamica del reddito disponibile delle famiglie italiane</strong></span></p>
<p>Nel 2007, il reddito disponibile delle famiglie italiane è stimato aver superato i 1.000 miliardi di euro, con un incremento rispetto all’anno precedente pari a circa il 3,5%. Si tratta del ritmo di crescita più elevato dal 2002.</p>
<p>Depurata dall’incremento del deflatore della spesa delle famiglie residenti, la crescita è risultata pari a circa l’1,3%.</p>
<p>Nonostante l’accelerazione dell’ultimo anno, la dinamica del reddito disponibile delle famiglie italiane rimane contenuta. Dal 2003 al 2007, l’incremento in termini reali è stato pari a meno del 2,5%</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-498" src="http://ernestoscontento.files.wordpress.com/2008/05/r-f-graf-1.gif?w=400&#038;h=254" alt="" width="400" height="254" /></p>
<p><em> * Stima</em></p>
<p><em>** Deflazionato con il deflatore della spesa delle famiglie residenti.</em></p>
<p>La dinamica del reddito disponibile delle famiglie appare moderata anche nel confronto con la crescita dell’intera economia.</p>
<p>Nel 2007, il prodotto interno lordo ha superato in valore i 1.500 miliardi di euro, con un incremento del 3,8% che per il quinto anno consecutivo è risultato superiore a quello registrato dal reddito delle famiglie.</p>
<p>In rapporto al Pil, il reddito disponibile è sceso dal 67,5% del 2002 al 65,9%.</p>
<p>La ripresa del reddito disponibile ha favorito nel 2007 solo un modesto miglioramento delle condizioni delle famiglie.</p>
<p>Il potere d’acquisto dei consumatori italiani, misurato dal reddito pro capite, indicativo delle risorse a disposizione di ciascun consumatore, è cresciuto in valore di poco meno del 3%, da 16,6 mila euro a 17,1 mila euro.</p>
<p>Al netto dell’aumento dei prezzi, l’incremento si riduce allo 0,7% recuperando solo in piccola parte le riduzioni degli anni precedenti.</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Dal 2003 al 2007, le famiglie italiane hanno perso circa lo 0,5% del proprio potere d’acquisto.</strong></span></p>
<p>Nel 2007, il maggior reddito disponibile è stato quasi interamente assorbito dall’incremento della spesa per consumi.</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Nel confronto con l’anno precedente, mentre il reddito pro capite è aumentato di quasi 480 euro, l’incremento dei consumi si è avvicinato ai 450 euro.</strong></span></p>
<p>La propensione al risparmio (1) è stimata essersi ulteriormente ridotta, dopo essere scesa dal 13,3% del 2005 al 12,1% del 2006.</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>I prezzi crescono più delle retribuzioni.</strong></span></p>
<p><span id="more-497"></span></p>
<p>Nel 2007, il potere d’acquisto dei consumatori è stato sostenuto da un positivo aumento dell’occupazione non affiancato da una robusta dinamica salariale.</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Le retribuzioni lorde riferite all’intera economia, risultanti dai dati di contabilità nazionale, sono passate da 445 miliardi di euro del 2006 a 461 miliardi di euro, con un aumento del 3,6%, inferiore a quello registrato nel biennio precedente (+5% nel 2005 e +5,2% nel 2006).</strong></span></p>
<p>L’incremento delle retribuzioni è risultato, per la prima volta negli ultimi tre anni, più basso della crescita del valore aggiunto complessivo dell’economia (+4%).</p>
<p>Il peso delle retribuzioni sul valore aggiunto è passato dal 33,7% del 2006 al 33,6%.</p>
<p>Nel 2007, l’incremento del reddito pro capite è stato favorito da una crescita dell’occupazione maggiore di quella della popolazione.</p>
<p>Le unità di lavoro (ULA) (2) totali sono aumentate da 24,8 milioni del 2006 a 25,1 milioni (+1%, dal +1,7% del 2006).</p>
<p>Più forte è risultata la crescita delle unità di lavoro dipendenti (+1,5%, da 17,7 milioni a 17,9 milioni). La popolazione complessiva è, invece, aumentata solo di poco più dello 0.5%.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-499" src="http://ernestoscontento.files.wordpress.com/2008/05/r-f-graf-2.gif?w=400&#038;h=255" alt="" width="400" height="255" /></p>
<p><em>*: deflazionato con il deflatore della spesa delle famiglie residenti.</em></p>
<p><em>- 1 Rapporto tra il risparmio e il reddito disponibile.<br />
-2 L’unità di lavoro quantifica in modo omogeneo il volume di lavoro svolto da coloro che partecipano al processo produttivo. È un concetto non legato alla singola persona fisica ma risulta ragguagliato a un numero di ore annue corrispondenti a un’occupazione esercitata a tempo pieno. Le unità di lavoro sono utilizzate come misura del volume di lavoro impiegato nella produzione dei beni e dei servizi rientranti nelle stime del Pil in un determinato periodo di riferimento.</em></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>L’incremento dell’occupazione è stato, però, affiancato da una debole dinamica delle condizioni salariali.</strong></span></p>
<p>La retribuzione lorda per unità di lavoro dipendente è risultata pari a 25,7 mila euro rispetto ai 25,2 mila euro del 2006.</p>
<p>L’incremento nei confronti dell’anno precedente è stato pari a poco più del 2%, il valore più basso degli ultimi quattro anni (+3% nel 2006 e +3,4% sia nel 2004 che nel 2005).</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>L’indebolimento della dinamica salariale nel corso del 2007 appare ancora più evidente nel momento in cui dai valori nominali si passa ai valori reali.</strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Al netto dell’aumento dei prezzi (+2,2% l’incremento del deflatore della spesa delle famiglie residenti), la retribuzione lorda per unità di lavoro dipendente si è ridotta dello 0,1% nel confronto con l’anno precedente.</strong></span></p>
<p>Si tratta della prima contrazione dopo tre anni di crescita moderata. Dal 2003, mentre la retribuzione lorda pro capite è cresciuta in termini reali di quasi il 5%, la retribuzione lorda per unità di lavoro dipendente è aumentata di poco più del 2%.</p>
<p>Nel 2007, l’aumento in termini reali intorno all’1,5% delle retribuzioni lorde a livello aggregato è, quindi, il risultato della combinazione di un incremento dell’1,5% delle unità di lavoro dipendenti impiegate nel processo produttivo e una contemporanea riduzione della retribuzione media unitaria (-0,1%).</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Le retribuzioni fronteggiano l’impennata dell’inflazione giornaliera.</strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Nel corso del 2007, l’indebolimento della dinamica salariale si è confrontato con un’accelerazione dell’inflazione.</strong></span></p>
<p>Questo fenomeno si è accentuato nell’ultima parte dell’anno. L’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) è cresciuto nel 2007 dell’1,8%, in rallentamento dal 2,1% dell’anno precedente.</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>La crescita dei prezzi è rimasta stabile poco sopra l’1,5% per gran parte del 2007 per poi accelerare dopo l’estate e chiudere l’anno al 2,6%.</strong></span></p>
<p>Il repentino aumento dei prezzi non ha, però, interessato in maniera omogenea tutte le tipologie di beni considerate nel paniere dell’Istat.</p>
<p>La ricostruzione di indicatori specifici sulla base della frequenza con la quale i beni e i servizi vengono acquistati dai consumatori ha segnalato come le pressioni abbiano riguardato prevalentemente le merci e i servizi acquistati frequentemente.</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>La crescita annuale dell’indice dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza di acquisto (3) è passata dal 2,4% di agosto del 2007 al 4,4% di dicembre.</strong></span></p>
<p>In media annua, l’incremento è risultato prossimo al 3% ben al di sopra sia del +1,8% relativo all’indice generale che del +2,2% registrato dal deflatore della spesa delle famiglie residenti.</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Il differenziale tra la crescita dell’indice dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza di acquisto e l’incremento del NIC ha raggiunto i valori più elevati degli ultimi dieci anni.</strong></span></p>
<p>Data la particolarità di questo fenomeno appare opportuno analizzare l’evoluzione del potere d’acquisto delle famiglie, nonché la dinamica salariale, deflazionandolo non con il deflatore dei consumi, ma con l’indice dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza di acquisto.</p>
<p>Considerando in questo modo beni oggetto di acquisti giornalieri si ottiene una misura del potere d’acquisto delle famiglie legata non alla totalità dei bisogni dei consumatori, ma solo a quella parte dei bisogni considerati primari e difficilmente comprimibili.</p>
<p>Il reddito disponibile pro capite deflazionato con l’indice dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza di acquisto è rimasto invariato nel 2007 dopo aver registrato negli anni precedenti tre contrazioni consecutive.</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Dal 2003 al 2007, i consumatori italiani hanno perso circa l’1,5% del loro potere d’acquisto.</strong></span></p>
<p>Nel 2007, il modesto incremento salariale non è riuscito a compensare il repentino aumento dei prezzi dei beni di primaria necessità.</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Le retribuzioni lorde per unità di lavoro dipendente, deflazionate con l’indice dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza, si sono ridotte di quasi l’1%, posizionandosi su un valore inferiore a quello del 2005.</strong></span></p>
<p><a href="http://ernestoscontento.files.wordpress.com/2008/05/r-f-graf-3.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-500" src="http://ernestoscontento.files.wordpress.com/2008/05/r-f-graf-3.gif?w=400&#038;h=272" alt="" width="400" height="272" /></a></p>
<p><em> *  Stima per il reddito disponibile. </em></p>
<p><em>** Deflazionato con l’indice dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza di acquisto</em></p>
<p><em>3 Tra i prodotti ad alta frequenza di acquisto sono inclusi: i generi alimentari, le bevande alcoliche e analcoliche, i tabacchi, le spese per l’affitto, i beni non durevoli per la casa, i servizi per la pulizia e manutenzione della casa, i carburanti, i trasporti urbani, i giornali e periodici, i servizi di ristorazione, le spese di assistenza.</em></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/ernestoscontento.wordpress.com/497/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/ernestoscontento.wordpress.com/497/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ernestoscontento.wordpress.com/497/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ernestoscontento.wordpress.com/497/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ernestoscontento.wordpress.com/497/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ernestoscontento.wordpress.com/497/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ernestoscontento.wordpress.com/497/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ernestoscontento.wordpress.com/497/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ernestoscontento.wordpress.com/497/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ernestoscontento.wordpress.com/497/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ernestoscontento.wordpress.com/497/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ernestoscontento.wordpress.com/497/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ernestoscontento.wordpress.com/497/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ernestoscontento.wordpress.com/497/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ernestoscontento.wordpress.com/497/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ernestoscontento.wordpress.com/497/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=497&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>IL RANCORE: Alle Radici Del Malessere Del Nord</title>
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		<pubDate>Sun, 11 May 2008 10:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ernestoscontento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Autore: Aldo Bonomi Pagine: 160 Prezzo: Euro 12 Un libro che legge i comportamenti sociali della nuova borghesia italiana sia attraverso le forme esasperate di egoismo sociale radicate nel territorio, sia tramite le richieste che vengono poste alla politica, come i successi elettorali della Lega Nord testimoniano. «Come è stato possibile che chi sapeva tutto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=496&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giotto.internetbookshop.it/cop/copj13.asp?f=9788807171475" alt="" width="200" height="318" /></p>
<p><span style="color:#ff9900;"><em><strong>Autore: Aldo Bonomi</strong><br />
<strong>Pagine: 160<br />
Prezzo: Euro 12</strong></em></span></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Un libro che legge i comportamenti sociali della nuova borghesia italiana sia attraverso le forme esasperate di egoismo sociale radicate nel territorio, sia tramite le richieste che vengono poste alla politica, come i successi elettorali della Lega Nord testimoniano.</span></strong></p>
<p><em>«Come è stato possibile che chi sapeva tutto della fabbrica, della catena di montaggio, del rapporto fabbrica-territorio negli anni Settanta e Ottanta, a un certo punto si sia trovato completamente spiazzato di fronte al cambiamento?»</em></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Questo interrogativo potrebbe, da solo, valere la fatica di leggere le densissime pagine dell’ultima opera di Aldo Bonomi.</span></strong></p>
<p>Ma soprattutto è un libro che dovrebbero leggere i nostri politici, per ritrovare quella capacità di analisi che in passato è stata capace di <em>&#8221; </em><em>l</em><em>eggere i grandi cambiamenti delle prime fasi dell’industrializzazione, e di individuare nell’operaio di massa prodotto del modello di produzione fordista, il cuore di una nuova composizione sociale affluente&#8221;</em>.</p>
<p><em>«Oggi la politica, e i politici di professione hanno rivolto lo sguardo in alto nel cielo della politica, ignorando ciò che nel frattempo accadeva in basso, sul territorio, e quindi si sono distaccati dalla realtà dei fatti.»</em></p>
<p>I politici di Sinistra e di C.S. si sono dimenticati di cosa diceva K. Marx <strong>“i fatti son duri come macigni, e sono li con tutta la loro durezza</strong>”.</p>
<p>Eppure Togliatti, guardando alla società Emiliana e alle sue capacità di fare comunità scrisse un pezzo su Rinascita dal titolo <strong>&#8221; La necessità di afferare Proteo&#8221;</strong><span style="color:#0000ff;"> (1)</span>,<strong> </strong>cioè di fare un patto con quella nuova composizione sociale fatta di una multitudine di piccoli imprenditori locali,e di operai che si trasformavano in imprenditori.</p>
<p><strong>Quello che è successo alla sinistra radicale dovrebbe far riflettere e non poco anche il PD,</strong> anche in questo partito ci sono leader Platonici convinti di essere i migliori, di sapere loro cosa è bene per il popolo, e quindi non sentono il bisogno di poggiare il loro onorevole orecchio verso il basso.</p>
<p>Quando una forza politica perde consenso, è evidente che non è stata capace di individuare <strong>&#8220;la direzione dei processi materiali come direbbe Marx&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>Questo Libro andrebbe letto insieme ad un&#8217;altro  libro</strong> di Giulio Tremonti<strong> “La Paura  E La Speranza”</strong> uscito alcuni gironi prima delle elezioni, per capire dove va la destra che di fatto sta occupando l&#8217;area politica di centro.</p>
<p>Berlusconi ha indossato il fumo di Londra e ha il passo cadenzato di un leader anglossasone. Moderazione,equilibrio e megafoni televisivi a disposizione di una “destra presentabile” visto che Alemanno come primo gesto da sindaco di Roma, rende onore alla Resistenza, e  dichiara pubblicamente che “ i valori della Resistenza non sono in discussione ”.</p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>La vedo brutta, soprattutto con i leader che abbiamo,visto le loro capacità di analisi sociale  che li porta a sognare banche, anziché trovare un modo per migliorare il benessere economico.</strong></span></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong> Oggi purtroppo la politica è fatta in prevalenza da mezze figure ambigue e non da leader carismatici e capaci di guidare l’agire sulla rotta del pensiero! Ma c&#8217;è tempo e staremo a vedere.</strong></span></p>
<p><span style="color:#0000ff;">1) Proteo è un dio e profeta della religione greca, figlio di Oceano e Teti; capace di cambiare forma ad ogni momento. Ne scaturisce il termine proteiforme, stante ad indicare un essere che muta la propria forma in ogni momento. </span></p>
<p><strong><span style="color:#ff9900;">Il libro in breve (Fonte sito dell&#8217;editore)</span></strong><span style="color:#008000;"> </span></p>
<p>Sono ormai vent’anni che il Nord, la parte più dinamica e ricca del paese, manifesta in vari modi il proprio disagio.</p>
<p>In passato lo ha fatto affidando con forza la delega politica a un partito che esprimeva gli interessi del territorio regionale, la Lega Nord.</p>
<p>Oggi invece manifesta il suo rancore con un atteggiamento di sfiducia nel complesso del mondo politico, e in particolare nei confronti dei partiti di centro-sinistra.</p>
<p>La politica viene accusata di essere troppo lenta nel risolvere i problemi posti dallo sviluppo produttivo, ma anche di avere un atteggiamento vessatorio, per esempio sulla questione fiscale generale e soprattutto nei confronti del cosiddetto “mondo delle partite Iva” (ormai circa sette milioni in tutta Italia).</p>
<p>Il Nord in realtà si trova di fronte a una sfida importante perché sotto sforzo per poter competere a livello mondiale.</p>
<p>Per fare questo, la richiesta è rivolta affinché la politica tenda a riterritorializzarsi: non ha difatti bisogno di una politica “di sorvolo”, ma di accompagnamento concreto dei territori in Europa e nel mondo.</p>
<p>Per capire com’è cominciata, il libro muove dalla Lombardia degli anni ottanta, ricostruendo in modo articolato la trasformazione produttiva che ha modificato in modo profondo la regione, anche e soprattutto nei comportamenti sociali.</p>
<p>In seguito, l’analisi si incentra sul “Nordest” e soprattutto sul cosiddetto “asse pedemontano”, la chiave di volta della piccola impresa veneta.</p>
<p>Le conclusioni sul caso veneto sono indubbiamente interessanti: in questa macroregione si assiste difatti alla diffusa incorporazione di elementi terziari avanzati nelle produzioni manifatturiere.</p>
<p>È questo il terreno di incontro tra capitalismo di territorio e capitalismo delle reti, che tende a dare centralità alle funzioni metropolitane.</p>
<p>La parte conclusiva del saggio si rivolge infine a esplorare il nodo politico e sociale più cruciale dell’intera questione.</p>
<p><strong>Come è possibile oggi ricreare la società?</strong></p>
<p><strong>Come è possibile dare forma al bisogno di comunità e identità in una fase ormai fortemente segnata da fenomeni diffusi e schizoidi di individualismo proprietario?</strong></p>
<p><strong>Qual è il ruolo possibile della politica in tutto questo?</strong></p>
<p><span style="color:#008000;"><strong>Un libro interessante,scritto da un bravo sociologo che conosce bene il porpio mestiere.</strong> </span></p>
<p><span style="color:#ff9900;"><strong>Approfondimenti su Aldo Bonomi:</strong></span></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.aaster.it/img/logo_aaster.gif" alt="" /></p>
<p><a href="http://www.aaster.it/index.htm">Home Page A.A.STER</a></p>
<p><a href="http://www.aaster.it/editoriali.htm">L&#8217;editoriale di Aldo Bonomi</a></p>
<p>Aldo Bonomi (Sondrio 1950) è direttore dell’Istituto di ricerca Aaster e consulente del Cnel. Ha fatto parte dell’organismo internazionale di studiosi e imprenditori noto come “Gruppo di Lisbona”. La sua analisi sulle trasformazioni sociali in atto si è articolata in molti volumi: Il trionfo della moltitudine. Forme e conflitti della società che viene, Bollati Boringhieri 1996; Il capitalismo molecolare. La società al lavoro nel Nord Italia, Einaudi 1997; Il capitalismo personale. Vite al lavoro (scritto insieme a Enzo Rullani), Einaudi 2005; Piccole imprese crescono. Fare rete in un&#8217;area metropolitana (scritto insieme a Enzo Rullani), Egea 2005; Che fine ha fatto la borghesia? Dialogo sulla nuova classe dirigente in Italia (insieme a Massimo Cacciari e Giuseppe De Rita), Einaudi 2004; La comunità maledetta. Viaggio nella coscienza di luogo, Einaudi 2002; Il distretto del piacere, Bollati Boringhieri 1999.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/ernestoscontento.wordpress.com/496/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/ernestoscontento.wordpress.com/496/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ernestoscontento.wordpress.com/496/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ernestoscontento.wordpress.com/496/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ernestoscontento.wordpress.com/496/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ernestoscontento.wordpress.com/496/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ernestoscontento.wordpress.com/496/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ernestoscontento.wordpress.com/496/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ernestoscontento.wordpress.com/496/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ernestoscontento.wordpress.com/496/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ernestoscontento.wordpress.com/496/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ernestoscontento.wordpress.com/496/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ernestoscontento.wordpress.com/496/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ernestoscontento.wordpress.com/496/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ernestoscontento.wordpress.com/496/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ernestoscontento.wordpress.com/496/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=496&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ocse rivela che L’Italia è ultima per la crescita della redditività</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 11:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ernestoscontento</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Report Economico]]></category>
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		<description><![CDATA[Crescita reale del PIL medio annuo in percentuale La situazione è migliorata nel 2006, ma resta al di sotto della media Produttività, Italia maglia nera &#8220;Un Paese in forte decelerazione&#8221; L&#8217;Italia si aggiudica la maglia nera tra i paesi industrializzati per la produttività. E&#8217; quanto emerge dalle statistiche diffuse dall&#8217;Ocse nel Factbook 2008. La penisola [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=492&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="vertical-align:top;" src="http://www.oecd.org/dataoecd/img/new/common/logo_en.gif" alt="" width="190" height="70" /></p>
<p><strong>Crescita reale del PIL medio annuo in percentuale</strong></p>
<p><img style="vertical-align:top;" src="http://fiordiliji.sourceoecd.org/vl=2059633/cl=64/nw=1/rpsv/factbook/images/graphics/02-02-01-g1.gif" alt="" width="450" height="251" /></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">La situazione è migliorata nel 2006, ma resta al di sotto della media Produttività, Italia maglia nera &#8220;Un Paese in forte decelerazione&#8221;</span></strong></p>
<p>L&#8217;Italia si aggiudica la maglia nera tra i paesi industrializzati per la produttività. E&#8217; quanto emerge dalle statistiche diffuse dall&#8217;Ocse nel<a href="http://fiordiliji.sourceoecd.org/vl=2136557/cl=87/nw=1/rpsv/factbook/"> Factbook 2008</a>. La penisola è ultima per la crescita della produttività del lavoro (Pil per ora lavorativa), nulla (sotto allo 0,5%) nel periodo 2001-2006. La situazione è migliorata nel 2006, dal -1,2% del 2002 al +0,4% del 2005, ma l&#8217;Italia resta al di sotto della media (+1,4%) e dell&#8217;Europa a 15 (+1,7%), per non parlare del 5,2% segnato dalla Repubblica Slovacca e del +3,4% di Corea e Ungheria.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">In merito alla produttività &#8220;multifattoriale&#8221;, che comprende l&#8217;innovazione tecnologica e organizzativa, l&#8217;Italia accusa una flessione media dello 0,5% nel 2001-2006, confermandosi fanalino di coda.</span></strong></p>
<p><span id="more-492"></span> Il nostro Paese ha subito una forte decelerazione. Per l&#8217;organizzazione per Cooperazione e lo Sviluppo in Europa resta la sesta economia mondiale, ma è scivolata al 20esimo posto se si considera il Pil pro-capite, con il secondo peggiore debito pubblico del mondo ed è ultima per crescita del Pil negli ultimi anni tra i paesi più industrializzati.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Ad aumentare sono state, invece, le disparità di reddito (sesto posto).</span></strong></p>
<p><strong>Reddito nazionale lordo e netto pro capite in  dollari, a prezzi correnti anno 2006</strong></p>
<p><img style="vertical-align:top;" src="http://fiordiliji.sourceoecd.org/vl=2059633/cl=64/nw=1/rpsv/factbook/images/graphics/02-01-02-g1.gif" alt="" width="450" height="280" /></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Nelle 300 pagine del Factbook, ricche di numeri, grafici e statistiche, emerge la crisi della produttività,</span></strong> la bassa crescita demografica (+0,08% nel 2006), la fertilità scadente (1,34%), i bassi tassi di occupazione in particolare delle donne (46%) e l&#8217;elevato numero degli anziani. Gli ultra 65enni sono il 19% nel 2006 e saliranno al 33,7% nel 2050, quando l&#8217;Italia avrà il rapporto più sfavorevole di tutta l&#8217;area Ocse tra pensionati e lavoratori (98,5).</p>
<p><strong>Valore aggiunto del settore industriale. In % del valore aggiunto totale, anno 2006</strong><br />
<img style="vertical-align:top;" src="http://fiordiliji.sourceoecd.org/vl=2059633/cl=64/nw=1/rpsv/factbook/images/graphics/02-03-01-g1.gif" alt="" width="450" height="248" /></p>
<p><strong><span style="color:#008000;"> I lavoratori devono fare i conti con un compenso medio che è il più basso tra i big industrializzati,</span></strong> dopo avere segnato una delle crescite più deboli nell&#8217;area Ocse tra il 1995 e il 2006 (+2% medio annuo, al terzultimo posto). Non è che gli italiani lavorano poco (ottavo posto con 1.800 ore l&#8217;anno) e sono molti anche quelli che lavorano in proprio (26,7% del totale degli occupati nel settore civile). L&#8217;Italia è inoltre il Paese con le maggiori disparità regionali in materia di disoccupazione.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Dal &#8216;Factbook&#8217; escono anche dati, meno noti ma inquietanti, come quello dei giovani inattivi e dei cosidetti &#8216;bamboccioni&#8217;.</span></strong> La penisola è seconda solo alla Turchia con il 10,9% dei ragazzi e l&#8217;11,4% delle ragazze tra i 15 e i 19 anni che non vanno nè a scuola, nè lavorano, mentre i coetanei che frequentano una scuola certo non brillano: come confermano i test di Pisa i liceali italiani figurano nelle ultime posizioni (24esimi) per abilità e conoscenze. Un&#8217;altra nota negativa dobbiamo sopportarla negli &#8216;investimenti nella conoscenza&#8217;, dove siamo quartultimi tra i 18 big con poco più del 2% del Pil e per il numero di ricercatori (24esima su 30).</p>
<p><strong>Imprese con meno di 20	 persone che esercitano in % sul  totale dei dipendenti e   in % sul totale delle imprese, anno 2005.</strong></p>
<p><img style="vertical-align:top;" src="http://caliban.sourceoecd.org/vl=8190259/cl=21/nw=1/rpsv/factbook/images/graphics/02-03-03-g1.gif" alt="" width="450" height="280" /></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Ocse: le multinazionali si ritirano dall&#8217;Italia</span></strong></p>
<p>Le multinazionali non amano più l&#8217;Italia. Se la produttività langue e il Pil pro capite decresce (con il mercato domestico al traino), gli investitori internazionali dimenticano i pregi del Belpaese e preferiscono altre mete più attraenti.</p>
<p><strong>La produzione di acciaio nei paesi selezionati in milioni di tonnellate </strong></p>
<p><img style="vertical-align:top;" src="http://fiordiliji.sourceoecd.org/vl=2059633/cl=64/nw=1/rpsv/factbook/images/graphics/02-02-05-f1.gif" alt="" width="331" height="339" /></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">I dati del &#8220;Factbook 2008&#8243;  sono impietosi:</span></strong></p>
<p>L&#8217;Italia è terzultima nella speciale classifica complessiva nel numero di dipendenti appartenenti ad aziende multinazionali.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Non solo.</span></strong> Se in Italia ci sono solo 12 occupati su cento che sono alle dirette dipendenze di aziende straniere in Francia (uno dei nostri maggiori partner commerciali) la percentuale cresce al 15,7% e in Germania raggiunge il 26,2% per non contare il Belgio che svetta con il 32% e l&#8217;Irlanda che tocca addirittura il 48%, cioè un abitante su due della Tigre celtica lavora in una multinazionale americana o europea.<br />
Un problema del sistema industriale italiano?</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">No, anche il settore dei servizi non attrae il capitale straniero:</span></strong> in Italia si contano solo 6 dipendenti su 100 alle dipendenze delle &#8220;multinational&#8221; mentre in Germania i dipendenti di questo genere toccano quota 6,5%, in Francia il 10,5, in Polonia il 17, in Svezia il 22 per cento. «Ma ciò che preoccupa di più, dice Enrico Giovannini, capo del Dipartimento Statistiche dell&#8217;Ocse ed estensore del Factbook, sono i dati relativi ai flussi di investimenti stranieri (Fdi) diretti in Italia».<br />
Un termometro sicuro per calcolare il grado di appetibilità di un Paese. In effetti un rapido sguardo alla tabella Ocse relativa ai cosiddetti &#8220;Inward direct investment&#8221;, ai capitali stranieri diretti nel nostro Paese, fa capire che nel 2005 sono arrivati in Italia &#8220;solo&#8221; 224 miliardi di dollari contro i 660 della Germania e i 627 miliardi della Francia, Paesi a noi comparabili.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">La Spagna </span></strong>ha fatto un raccolto migliore con 371 miliardi di dollari mentre l&#8217;Olanda si colloca a quota 209, appena sotto l&#8217;Italia, e la Repubblica Ceca può vantare addirittura un bottino migliore con 350 miliardi di dollari.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">La Gran Bretagna</span></strong> del periodo di Tony Blair è fuori classifica in quanto fa incetta di 831 miliardi nel 2005 dopo averne incassati 700 l&#8217;anno precedente e ben 606 nel 2003.</p>
<p>L &#8216;Italia, invece, arriva da un periodo dove nel 2004 sono giunti solo 220 miliardi di dollari, 180 miliardi nel 2003, 130 miliardi nel 2002. Insomma un trend poco dinamico in pieno boom della globalizzazione che dimostra come il Paese abbia sostanzialmente perso l&#8217;occasione di attrarre una quota di capitali delle multinazionali che cercavano nuovi mercati.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Perché è avvenuto tutto ciò?</span></strong></p>
<p>Naturalmente non c&#8217;è solo il fattore produttività al palo (si veda l&#8217;articolo sopra) che scoraggia l&#8217;investitore straniero, ma anche la burocrazia asfissiante, le infrastrutture deficitarie, la formazione scadente.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">L&#8217;Italia, </span></strong>pur rimanendo la sesta economia dell&#8217;Ocse, è scivolata al 20° posto (dietro alla Spagna) se si considera il Pil pro capite.</p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Senza dimenticare che ha il secondo peggiore debito pubblico del mondo ed è ultima per crescita del Pil negli anni più recenti tra i 30 Paesi più industrializzati.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">E senza trascurare le disparità di reddito,</span></strong> la bassa crescita demografica (+0,08% nel 2006), la bassa fertilità (1,34) e i dipendenti che devono fare i conti con un compenso medio (35.833 dollari l&#8217;anno nel 2006 per occupato nell&#8217;intera economia) tra i livelli più bassi tra i big industrializzati.</p>
<p><strong>Il tasso di risparmio netto delle famiglie, In percentuale al reddito disponibile.</strong></p>
<p><img style="vertical-align:top;" src="http://caliban.sourceoecd.org/vl=8190259/cl=21/nw=1/rpsv/factbook/images/graphics/02-02-02-g1.gif" alt="" width="450" height="300" /></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">Unica nota positiva viene da  Bankitalia, entrate +10,5% aumenta il debito pubblico</span></strong></p>
<p>Crescita a due cifre per le entrate di cassa nel primo bimestre del 2008: a gennaio-febbraio sono state pari a 59.173 milioni di euro, il 10,5% in più rispetto al corrispondente periodo del 2007. Lo comunica la Banca d&#8217;Italia. Via Nazionale ha inoltre reso noto che è tornato a salire il debito pubblico in valore assoluto: a gennaio ha toccato quota 1.621 miliardi di euro rispetto ai 1.596 di dicembre 2007.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/ernestoscontento.wordpress.com/492/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/ernestoscontento.wordpress.com/492/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ernestoscontento.wordpress.com/492/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ernestoscontento.wordpress.com/492/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ernestoscontento.wordpress.com/492/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ernestoscontento.wordpress.com/492/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ernestoscontento.wordpress.com/492/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ernestoscontento.wordpress.com/492/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ernestoscontento.wordpress.com/492/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ernestoscontento.wordpress.com/492/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ernestoscontento.wordpress.com/492/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ernestoscontento.wordpress.com/492/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ernestoscontento.wordpress.com/492/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ernestoscontento.wordpress.com/492/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ernestoscontento.wordpress.com/492/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ernestoscontento.wordpress.com/492/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ernestoscontento.wordpress.com&amp;blog=471519&amp;post=492&amp;subd=ernestoscontento&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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