ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Salvate i germogli dalla gelata

Posted by ernestoscontento su dicembre 24, 2008

Il Natale che stiamo per festeggiare ci vede preoccupati per via della crisi globale che sta mettendo in seria discussione il nostro benessere.

Siamo tutti preoccupati, perché non siamo in grado di prevedere la durezza, e la durata, che questa crisi avrà sul nostro vivere quotidiano.

Ma possiamo avere una certezza e una speranza.

La certezza: è che nel mondo tutto scorre, e anche questa crisi passerà.

La speranza: è nella politica che guarda alle cose reali, ed è fatta con sentimento e senza cinismo. Una politica che guardi all’uomo e che sappia ritrovare le sue radici. Radici che devono guardare alle cose del mondo reale.

Un mondo fatto di città a vocazione industriale. Dove uomini e donne lavorano e traggono il sostentamento per il mantenimento delle loro famiglie.

Oggi su Repubblica (nella sezione regionale della Toscana) un segretario di partito scrive un articolo che sarebbe sicuramente riduttivo chiamarlo tale perché sono le preoccupazioni di un uomo.

Il titolo è ”Le banche facciano uno sforzo di solidarietà”, e richiama i problemi economici che attanagliano imprese e famiglie.

Ma il suo pensiero va anche ai bimbi dell’asilo in lista di attesa, e conclude dicendo che non è il momento di parlare dei leader di partito ma è il momento di “salvare i germogli dalla gelata”.

C’è speranza che dopo questa crisi il mondo sia un mondo migliore?

Se ognuno di noi, farà il suo lavoro, con serenità impegno e responsabilità, SI.

Ma c’è bisogno anche di politici veri che non dimenticano da dove vengono, e nell’interesse di chi hanno ricevuto il mandato .

Buon Natale a tutti.

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Stipendi d’oro per i politici trombati

Posted by ernestoscontento su luglio 12, 2008

Fonte: Il Tempo.it

Il lavoro lo trova uno su Cento.
Fuori dal Parlamento, ma pur sempre con un lavoro sicuro alle spalle. Così, Pier Paolo Cento, ex deputato dei Verdi, ex senatore, ex sottosegretario del governo Prodi, dopo la clamorosa debacle elettorale ha trovato un «nuovo» lavoro.

Si tratta di un contratto di collaborazione a progetto siglato il 13 giugno (ma esecutivo dal primo luglio), con la società regionale Azienda Strade Lazio spa. E già, all’interno di quella che si può definire l’Anas regionale, Paolo Cento darà il suo contributo «all’analisi, lo studio e all’individuazione delle azioni e delle problematiche in materia di compatibilità ambientale».

Il contratto, della durata di un anno, prevede un compenso di sessantamila euro, da corrispondere in 11 rate mensili di 5 mila euro ciascuna.

Ma per fare cosa?

E soprattutto, come si è arrivati a scegliere Paolo Cento per questo incarico?

Il progetto, che rientra nell’ambito organizzativo della società, si chiama: «Analisi e Procedure sulla compatibilità ambientale paesaggistica».

Di per sé non dice molto. Per scoprirlo occorre leggere attentamente il contratto. Ecco allora che «il Collaboratore deve effettuare una ricognizione di tutti gli interventi e le azioni sulla rete viaria regionale e, in relazione ad essi, assista e supporti l’Area Attività della Presidenza, nell’esaminare e individuare eventuali soluzioni, programmare e pianificare le relative attività, ogni qual volta sorgano, tanto internamente che per iniziativa di soggetti terzi, problematiche e questioni connesse con il tema della “compatibilità ambientale e paesaggistica”; sulla base di tale attività, il neo collaboratore Paolo Cento dovrà effettuare uno studio dove «siano individuati e descritti i problemi di natura tecnica, amministrativa, legale o organizzativa…tanto che essi riguardino la struttura interna dell’azienda (individuazione degli uffici interessati, rispettive competenze, proposte di modifiche organizzative, ecc), tanto che essi provengano da soggetti esterni (iniziative e azioni di enti locali, associazioni e movimenti ambientalisti, comitati locali, strutture pubbliche e private in genere), che siano quindi «suggerite le possibili soluzioni, azioni o iniziative utili per far fronte ai problemi individuati».

Capire quindi gli uffici e le competenze in materia ambientale e paesaggistica dell’Astral sarà la «mission» dell’ex sottosegretario, così come interloquire e magari risolvere le controversie ambientali con comitati e movimenti di settore. Ma perché lui? L’azienda motiva la decisione «dopo aver esaminato i curricula vitae in suo possesso» (quanti curricula sono arrivati per questo incarico?), mentre è Cento stesso che dichiara «di essere in possesso della professionalità necessaria e che intende, pertanto, accettare l’incarico…». Autoreferenza, insomma. Ovviamente l’ex leader dei Verdi non ha alcun rapporto di subordinazione, né vincoli di orari. Le spese per lo svolgimento della sua attività verranno regolarmente rimborsate, al di là dei 5 mila euro al mese.

Altri articoli sull’inchiesta “politici trombati” del Tempo.it

Riflessione minima:

Mentre l’Italia sta attraversando una delle peggiori crisi dal dopoguerra, la classe dirigente non perde occasione per non smentirsi, non sono le ragioni del socialismo liberal democratico che sono venute meno ” quelle sono valide ed attualia ancora oggi” MA E’ LA NOSTRA LEADERSCHIP CHE NON E’ PIU’ SOCIALISTA, ORMAI DA MOLTO TEMPO A PERSO IL SENSO PIU’ PROFONDO DI COSA VOGLIA DIRE POLITICA CHE OGGI DOVREBBE ESSERE PIU’ DI IERI “POLIETICA” NEL SENSO DI UNA LETTURA DEI FATTI REALI, E DELLA SUA PERSECUZIONE CON “MEZZI E FINI” PROCLAMATI.

Ma con questi esempi, come è possibile richiamare alla responsbilità sociale verso la comunità il Capitale, che di per se da che mondo è mondo cerca sempre una remunerazione a discapito del suo antagonista di sempre la forza lavoro ( altrimenti che cosa ci farebbero nel solito partito Colaninno e l’operaio della ThyssenKrupp).

E’ altrettanto chiaro che chi sà di non poter essere di esempio per sopravvivere…….. fa ancora leva sull’odio di classe (anche i ricchi devono piangere) ma purtroppo qui piangono solo i lavoratori, i pensionati e i precari, ridono solo gli industriali che operano sulla leva finanziaria, e i politici che non temono disoccupazione (anzi per loro un posto ben remunerato si trova sempre, in barba al merito).

CHI RAPPRENSENTA CHI IN QUESTO SCENARIO POLITICO?

Ci pensino bene le molti associazioni e fondazioni che stanno nascendo dentro il PD, perchè questo momento potrebbe essere l’ultima occasione per differenziarsi dal come fan tutti.

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Crolla la produzione industriale, -6,6% sull’anno scorso

Posted by ernestoscontento su luglio 12, 2008

La produzione industriale a maggio è diminuita del 6,6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Lo comunica l’Istat, aggiungendo che l’indice della produzione corretto per i giorni lavorativi ha registrato un calo, sempre su base tendenziale, del 4,1% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 22 di maggio 2007).

L’indice ha invece segnato una flessione dell’1,4% rispetto ad aprile 2008; quest’ultimo è il dato peggiore da settembre 2007. Su base annua, l’indice grezzo aveva registrato a marzo scorso una diminuzione del 7,6%, che risentiva delle festività pasquali.

Sui dati negativi della produzione industriale registrati a maggio pesa soprattutto l’energia.

L’indice corretto per i giorni lavorativi ha infatti segnato, nel confronto con maggio 2007, una diminuzione per il raggruppamento dell’energia del 6,9%. L’indice destagionalizzato, rispetto ad aprile 2008, è invece diminuito del 3,7%, sempre per l’energia.

Il dato è in linea con quanto confermato dall’Isae a febbraio, evidenziando che la fiducia delle imprese era ai minimi del 2005.

Per l’Isae l’indice al netto dei fattori stagionali si era attestato a 89,8 dal 91,3 di gennaio, toccando i minimi da ottobre 2005. Il calo, spiegava la nota, era dovuto «soprattutto alla contrazione del portafoglio ordini, comune sia ai mercati interni sia a quelli esteri; si stabilizzano invece il livello delle scorte di magazzino e le aspettative di produzione».

Gli andamenti erano invece in parte divergenti guardando al dettaglio territoriale: l’indice cala infatti nettamente nel Nord Ovest (da 92,4 a 89,7), scende leggermente nel Nord Est e nel Centro (rispettivamente, da 87,4 a 87 e da 93,7 a 93,2), ma è in lieve miglioramento nel Mezzogiorno (da 93,3 a 93,6).

Secondo l’usuale focus trimestrale relativo ai dati per dimensione d’impresa, il calo della fiducia registrato tra novembre e febbraio nei dati aggregati (oltre due punti) è stato particolarmente marcato per le grandi imprese (oltre i 500 addetti), per le quali l’indicatore è sceso gradualmente da 92,2 di novembre a 88 di febbraio; il peggioramento è stato invece meno marcato per le imprese piccole (con meno di 100 addetti), per le quali l’indicatore è sceso sempre tra novembre e febbraio da 92,7 a 90,2.

Nelle medie imprese la fiducia infine è rimasta pressochè stazionaria (collocandosi oggi a 90,2 da 90,4 di novembre), pur registrando modeste oscillazioni su base mensile (un lieve calo a dicembre seguito da un recupero a gennaio e una nuova diminuzione a febbraio).

Il Monte ore lavorate non aumenta la produttività e il PIl resta al palo:

La stima delle ore lavorate dal 1993 al 2007

L’analisi dei dati dal 1993 al 2007 evidenzia tre distinti periodi in cui la dinamica del monte ore lavorate presenta andamenti differenziati (Grafico 1).

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Consumi: le famiglie tagliano sugli alimentari

Posted by ernestoscontento su luglio 12, 2008

Consumi, primo calo dal 2002: le famiglie tagliano sugli alimentari

ISTAT: I consumi delle famiglie Anno 2007- 08/07/2008 – file pdf pag.11

Dopo l’allarme della Confcommercio la conferma dell’Istat: calano i consumi delle famiglie italiane ed è la prima volta che accade dal 2002.

Nonostante, infatti, la spesa media mensile di ciascun nucleo sia aumentata passando dai 2.461 euro del 2006 ai 2.480 del 2007 (più 0,8%, pari alla non astronomica 19 euro) la crescita dei prezzi ha di fatto reso più debole il potere di acquisto delle famiglie.

Ecco perché nel 2007 c’è stato, per la prima volta negli ultimi sei anni, un calo in termini reali dei consumi.

Da nord a sud gli italiani si sono attrezzati, sfruttando l’innato talento nell’arte di arrangiarsi, per contenere il volume di beni totali acquistati. In alternativa, o sfruttando abilmente il mix tra le due strategie, hanno scelto prodotti più economici o di qualità inferiore. È quanto emerge dalla statistica sui consumi delle famiglie diffusa ieri dall’Istat.

« Si Registra un decremento reale della spesa, è quanto emerge dalla statisticha ISTAT sulle condizioni economiche e qualità della vita. Negli scorsi anni i consumi erano fermi, ora stanno calando. L’ultima riduzione risaliva al 2002».

Aumenta inesorabilmente l’affitto mensile per l’abitazione di 43 euro mensili per un totale di 516 euro l’anno.

Nel 2007, in particolare, la spesa per alimentari e bevande (che copre il 18,8% del totale dei consumi) è rimasta stabile: 466 euro contro i 467 del 2006.

Ma, rivela l’Istat, «sono sempre più numerose, oltre il 30%, con picchi del 50% al sud, le famiglie che dichiarano di aver limitato l’acquisto di prodotti o di aver scelto quelli di qualità inferiore».

Una strategia che il 33,2% dei nuclei applica all’acquisto del pane, il 38,5% a quello della pasta. Per carne, pesce e frutta sono rispettivamente il 45,3%, il 47,4% e il 43,2% le famiglie che o comprano meno o scelgono prodotti meno pregiati.

Le strategie per il risparmio, rileva l’istituto di statistica, sono messe in pratica lungo tutto lo Stivale.

Al nord questa ricetta per contenere le uscite è applicata dal 30% dei nuclei per il pane e dal 39% per carne e pesce. Al centro sono rispettivamente il 36% e il 47 per cento. Al sud, invece, si supera il 50 per cento. Ed è in aumento anche la quota di famiglie che comprano generi alimentari negli hard discount, passate dall’8,6 al 9,7 per cento.

Crescono, invece, le spese non alimentari (dai 1.994 euro del 2006 ai 2.014 del 2007). Ma non è una libera scelta: si tratta piuttosto di voci incomprimibili come la sanità (per l’aumento dei ticket) e i costi della casa.

In calo pronunciato l’acquisto di abbigliamento e calzature, con un 60% delle famiglie che dichiarano di aver contenuto la spesa o essersi rassegnate alla scelta di prodotti più scadenti.

In calo anche la quota di spesa per combustibili ed energia, arredamenti ed elettrodomestici e servizi per la casa.

Aumenta di 33 euro la rata media mensile del mutuo casa dal 2005 al 2007 per un totale annuo di 396 euro l’anno (e purtroppo con l’ultimo aumento di luglio voluto dalla BCE di di un quarto di punto questo capitolo di spesa è destinato ad aumentare ulteriormente)

Più contenute rispetto al 2006 anche le uscite economiche per comunicazioni, tempo libero e cultura.

Cresce invece la quota di spesa totale destinata ai tabacchi: le sigarette aumentano, lo stress anche e smettere diventa più difficile.

«Per fortuna le condizioni climatiche favorevoli dell’inverno 2007 hanno salvato in parte i bilanci familiari, consentendo di risparmiare sui combustibili e l’energia per il riscaldamento».

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Utilities, i vizi del capitalismo municipale.

Posted by ernestoscontento su giugno 9, 2008

Sul sole 24 ore di oggi c’è una interessante analisi sulle imprese Municipalizzate Italiane.

Analisi peraltro fatta da Mediobanca con l’associazione Civicum ( sito interessante dove potete trovare diversi studi sugli enti locali, in Home page compreso questo sulle Municipalizzate)

La concentrazione tra le aziende controllate e i sindaci imprenditori.

Utilities, i vizi del capitalismo municipale.

La Politica che difende con determinazione i loro inespugnabili monopoli locali, lo fa principalmente per un motivo: Il dividendo politico.

Ii dividendo politico, garantito dall’occupazione delle aziende pubbliche locali con assunzioni clientelari, lottizzazione dei consigli d’amministrazione delle più importanti cariche societarie.

Di solito queste pratiche provocano inefficienze e forti perdite di bilancio che poi pagano i cittadini utenti.

Ultimi in classifica due Comuni Toscani:

LIVORNO E MASSA CARRARA.

Livorno è al 68 posto su una classifica di 69 Comuni.

L’utile complessivo di tutte le municipalizzate Livornesi messe insieme per il 2006 è di Euro. 5.225,00.

Dal 2004 al 2006 gli utili per Livorno sono calati al – 93.19%.

Questo scempio della gestione pubblica è chiamato “il Socialismo Municipale” che è risultato buono fino ad oggi solo a spremere gli utenti ( il costo dei servizi negli ultimi 5 anni è aumentato del 40%), per ingrassare i politici di turno…..

IL PD DOVREBBE FARE CHIAREZZA, SU QUESTE GESTIONI ALL’INSEGNA DELLO SPERPERO PUBBLICO, CI HANNO SEMPRE DETTO CHE “LE AMMINISTRAZIONI GOVERNATE DAL CENTRO SINISTRA ERANO UN VANTO PER EFFICIENZA E TRASPARENZA”

MA QUI FRA SPAZZATURA NAPOLETANA E SPERPERO COMUNALE ( CHE NON E’ SOLO DI SINISTRA VA DETTO), CREDO CHE SIA GIUNTO IL MOMENTO DI FARLA FINITA CON I POLITICI PLATONIANI E TUTTOLOGHI, BUONI PER OGNI STAGIONE, PER OGNI EMERGENZA E PER OGNI INCARICO.

Mai nessuna Leaderschip politica nella storia Repubblicana era caduta così in basso, questo dovrebbe far riflettere sul valore e le capacità delle persone che fino ad oggi si sono occupate della cosa Pubblica.

Naturalmente, vale sempre l’eccezione che conferma la regola.

Ma oggi con il PD in costruzione, non è più rimandabile la domanda ” chi cambia che cosa” e nell’interesse “di chi”.

Ecco perché ci vogliono le primarie aperte a tutti!!!

Per cambiare il sistema ci vogliono persone nuove con professionalità, onorabilità e capacità certe.

I guasti al sistema ci sono, ed è legittimo pensare che chi li ha causati non aveva gli strumenti idonei per vederli.

Approfondimenti:

I comuni italiani, tra Paperone e Lenin

Il Comune Azionista: un’analisi empirica del capitalismo municipale in Italia

IL CAPITALISMO MUNICIPALE, LE ESTERNALIZZAZIONI FREDDE, E QUALCHE RIMEDIO

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Terza Via lo spirito del mondo

Posted by ernestoscontento su maggio 22, 2008

La Terza Via “Manifesto per la rifondazione della socialdemocrazia”

Autore: Giddens Anthony
Editore: Il Saggiatore
Pagine: 160
Data pubblicazione: 2001

NB: Non è più in commercio

Ispiratore della politica di Tony Blair, Giddens disegna una nuova alternativa sia alle diseguaglianze del neoliberalismo sia alle rigidità della vecchia socialdemocrazia. La “terza via” è dunque la costruzione di una società che premia l’innovazione e il dinamismo senza escludere gli strati sociali più deboli. L’autore propone un modello di stato che aiuti i suoi cittadini ad affrontare senza timori le nuove sfide dell’età globale, dai mutamenti nel mercato del lavoro alla crescita dei rischi ambientali, dalla mondializzazione della finanza ai problemi legati alla crescita dell’immigrazione.Con una prefazione di Romano Prodi.

VALORI, opprtunità per tutti, cittadino responsabile, comunità aperte, solidarietà, premiare i meriti, governo moderno, pragmatismo,

FATTI,sì alla sperimentazione, no alla cristallizzazione, cambiamento continuo, responsabilità.

OBIETTIVI, pace, uguaglianza, progresso sociale, stato amico.

Come coniugare solidarismo ed efficienza, liberalismo e giustizia sociale.

Che cosa significava “terza via”:

Nella visione di Anthony Giddens (1) una via di mezzo, un incrocio tra socialdemocrazia e neoliberalismo che valorizzi quel che di meglio hanno da darci queste due ispirazioni di politica economica, che sono anche due culture e due visioni dell’individuo e del mondo. Né con Keynes né con la Thatcher, prima di tutto.

Ma anche un pò con l’uno e un pò con l’altra.

Perchè?

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Così perdiamo il Nord – Riccardo Illy

Posted by ernestoscontento su maggio 18, 2008

Autore Riccardo Illy,
Prezzoo € 14,50
Editore Mondadori
Anno 2008
Pagine 98

Così perdiamo il Nord ” Come la politica sta tradendo una parte del nostro paese”

Riccardo Illy, presidente di uno dei gruppi industriali italiani più noti al mondo e uomo politico stimato in tutta Europa, lancia un allarme destinato a lasciare il segno. Forte della sua esperienza pluriennale di governatore del Friuli Venezia Giulia e della sua conoscenza dall’interno dei problemi e dello scontento che serpeggiano in quella parte del Paese che con successo sta affrontando la globalizzazione, lancia un grido d’allarme alla politica e a tutti gli italiani che hanno a cuore il nostro futuro: se andiamo avanti così, perdiamo il Nord!

Il libro di Riccardo Illy Così perdiamo il Nord (scritto con la collaborazione del giornalista del Corriere della Sera Enzo d’Errico) s’incentra sull’analisi delle ragioni per le quali in Nord d’Italia è sempre più scollato dal resto del Paese, per provare a suggerire delle soluzioni alternative a quella di una secessione in realtà poco conveniente anche per i suoi sostenitori.

La riflessione di Illy si articola in uno scenario iniziale (Perché stiamo perdendo il Nord), in quattro capitoli (Federalismo necessario, La minaccia dell’isolamento, Il cittadino tartassato, L’insostenibile leggerezza della busta paga) ed in Conclusioni che contengono proposte in ambito socio-culturale e politico istituzionale).

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Quanto crescono i redditi degli italiani?

Posted by ernestoscontento su maggio 12, 2008

Fonte: Centro Studi BNL – Focus Economico N.18 del 09 Maggio 2008

Il reddito disponibile delle famiglie italiane ha superato nel 2007 i 1.000 miliardi di euro. Rispetto al 2006, l’aumento è stato pari al 3,5%, inferiore all’incremento del Pil (+3,8%).

Pro capite, il reddito disponibile è cresciuto di poco meno del 3%, da 16,6 mila euro a 17,1 mila euro. In termini reali, l’aumento si riduce allo 0,7%, recuperando solo in parte le riduzioni degli anni precedenti.

Nel 2007, la crescita del reddito delle famiglie è stata favorita dall’aumento dell’occupazione. Ha pesato, però, il rallentamento dei salari.

Nel confronto con il 2006, il valore complessivo delle retribuzioni lorde, riferite all’intera economia, è cresciuto dell’1,5% in termini reali a seguito di un aumento di pari misura delle unità di lavoro dipendenti impiegate.

In valore, la retribuzione lorda per unità di lavoro dipendente è passata da 25,2 mila euro del 2006 a 25,7 mila euro, con una crescita di poco superiore al 2%, il valore più basso degli ultimi quattro anni.
Nonostante il moderato recupero del 2007, la dinamica del reddito delle famiglie rimane contenuta.

Dal 2003 al 2007, il reddito disponibile pro capite, indicativo del potere d’acquisto dei consumatori italiani, si è ridotto di circa lo 0,5% in termini reali.

Rimane debole la dinamica del reddito disponibile delle famiglie italiane

Nel 2007, il reddito disponibile delle famiglie italiane è stimato aver superato i 1.000 miliardi di euro, con un incremento rispetto all’anno precedente pari a circa il 3,5%. Si tratta del ritmo di crescita più elevato dal 2002.

Depurata dall’incremento del deflatore della spesa delle famiglie residenti, la crescita è risultata pari a circa l’1,3%.

Nonostante l’accelerazione dell’ultimo anno, la dinamica del reddito disponibile delle famiglie italiane rimane contenuta. Dal 2003 al 2007, l’incremento in termini reali è stato pari a meno del 2,5%

* Stima

** Deflazionato con il deflatore della spesa delle famiglie residenti.

La dinamica del reddito disponibile delle famiglie appare moderata anche nel confronto con la crescita dell’intera economia.

Nel 2007, il prodotto interno lordo ha superato in valore i 1.500 miliardi di euro, con un incremento del 3,8% che per il quinto anno consecutivo è risultato superiore a quello registrato dal reddito delle famiglie.

In rapporto al Pil, il reddito disponibile è sceso dal 67,5% del 2002 al 65,9%.

La ripresa del reddito disponibile ha favorito nel 2007 solo un modesto miglioramento delle condizioni delle famiglie.

Il potere d’acquisto dei consumatori italiani, misurato dal reddito pro capite, indicativo delle risorse a disposizione di ciascun consumatore, è cresciuto in valore di poco meno del 3%, da 16,6 mila euro a 17,1 mila euro.

Al netto dell’aumento dei prezzi, l’incremento si riduce allo 0,7% recuperando solo in piccola parte le riduzioni degli anni precedenti.

Dal 2003 al 2007, le famiglie italiane hanno perso circa lo 0,5% del proprio potere d’acquisto.

Nel 2007, il maggior reddito disponibile è stato quasi interamente assorbito dall’incremento della spesa per consumi.

Nel confronto con l’anno precedente, mentre il reddito pro capite è aumentato di quasi 480 euro, l’incremento dei consumi si è avvicinato ai 450 euro.

La propensione al risparmio (1) è stimata essersi ulteriormente ridotta, dopo essere scesa dal 13,3% del 2005 al 12,1% del 2006.

I prezzi crescono più delle retribuzioni.

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IL RANCORE: Alle Radici Del Malessere Del Nord

Posted by ernestoscontento su maggio 11, 2008

Autore: Aldo Bonomi
Pagine: 160
Prezzo: Euro 12

Un libro che legge i comportamenti sociali della nuova borghesia italiana sia attraverso le forme esasperate di egoismo sociale radicate nel territorio, sia tramite le richieste che vengono poste alla politica, come i successi elettorali della Lega Nord testimoniano.

«Come è stato possibile che chi sapeva tutto della fabbrica, della catena di montaggio, del rapporto fabbrica-territorio negli anni Settanta e Ottanta, a un certo punto si sia trovato completamente spiazzato di fronte al cambiamento?»

Questo interrogativo potrebbe, da solo, valere la fatica di leggere le densissime pagine dell’ultima opera di Aldo Bonomi.

Ma soprattutto è un libro che dovrebbero leggere i nostri politici, per ritrovare quella capacità di analisi che in passato è stata capace di leggere i grandi cambiamenti delle prime fasi dell’industrializzazione, e di individuare nell’operaio di massa prodotto del modello di produzione fordista, il cuore di una nuova composizione sociale affluente”.

«Oggi la politica, e i politici di professione hanno rivolto lo sguardo in alto nel cielo della politica, ignorando ciò che nel frattempo accadeva in basso, sul territorio, e quindi si sono distaccati dalla realtà dei fatti.»

I politici di Sinistra e di C.S. si sono dimenticati di cosa diceva K. Marx “i fatti son duri come macigni, e sono li con tutta la loro durezza”.

Eppure Togliatti, guardando alla società Emiliana e alle sue capacità di fare comunità scrisse un pezzo su Rinascita dal titolo ” La necessità di afferare Proteo” (1), cioè di fare un patto con quella nuova composizione sociale fatta di una multitudine di piccoli imprenditori locali,e di operai che si trasformavano in imprenditori.

Quello che è successo alla sinistra radicale dovrebbe far riflettere e non poco anche il PD, anche in questo partito ci sono leader Platonici convinti di essere i migliori, di sapere loro cosa è bene per il popolo, e quindi non sentono il bisogno di poggiare il loro onorevole orecchio verso il basso.

Quando una forza politica perde consenso, è evidente che non è stata capace di individuare “la direzione dei processi materiali come direbbe Marx”.

Questo Libro andrebbe letto insieme ad un’altro libro di Giulio Tremonti “La Paura E La Speranza” uscito alcuni gironi prima delle elezioni, per capire dove va la destra che di fatto sta occupando l’area politica di centro.

Berlusconi ha indossato il fumo di Londra e ha il passo cadenzato di un leader anglossasone. Moderazione,equilibrio e megafoni televisivi a disposizione di una “destra presentabile” visto che Alemanno come primo gesto da sindaco di Roma, rende onore alla Resistenza, e dichiara pubblicamente che “ i valori della Resistenza non sono in discussione ”.

La vedo brutta, soprattutto con i leader che abbiamo,visto le loro capacità di analisi sociale che li porta a sognare banche, anziché trovare un modo per migliorare il benessere economico.

Oggi purtroppo la politica è fatta in prevalenza da mezze figure ambigue e non da leader carismatici e capaci di guidare l’agire sulla rotta del pensiero! Ma c’è tempo e staremo a vedere.

1) Proteo è un dio e profeta della religione greca, figlio di Oceano e Teti; capace di cambiare forma ad ogni momento. Ne scaturisce il termine proteiforme, stante ad indicare un essere che muta la propria forma in ogni momento.

Il libro in breve (Fonte sito dell’editore)

Sono ormai vent’anni che il Nord, la parte più dinamica e ricca del paese, manifesta in vari modi il proprio disagio.

In passato lo ha fatto affidando con forza la delega politica a un partito che esprimeva gli interessi del territorio regionale, la Lega Nord.

Oggi invece manifesta il suo rancore con un atteggiamento di sfiducia nel complesso del mondo politico, e in particolare nei confronti dei partiti di centro-sinistra.

La politica viene accusata di essere troppo lenta nel risolvere i problemi posti dallo sviluppo produttivo, ma anche di avere un atteggiamento vessatorio, per esempio sulla questione fiscale generale e soprattutto nei confronti del cosiddetto “mondo delle partite Iva” (ormai circa sette milioni in tutta Italia).

Il Nord in realtà si trova di fronte a una sfida importante perché sotto sforzo per poter competere a livello mondiale.

Per fare questo, la richiesta è rivolta affinché la politica tenda a riterritorializzarsi: non ha difatti bisogno di una politica “di sorvolo”, ma di accompagnamento concreto dei territori in Europa e nel mondo.

Per capire com’è cominciata, il libro muove dalla Lombardia degli anni ottanta, ricostruendo in modo articolato la trasformazione produttiva che ha modificato in modo profondo la regione, anche e soprattutto nei comportamenti sociali.

In seguito, l’analisi si incentra sul “Nordest” e soprattutto sul cosiddetto “asse pedemontano”, la chiave di volta della piccola impresa veneta.

Le conclusioni sul caso veneto sono indubbiamente interessanti: in questa macroregione si assiste difatti alla diffusa incorporazione di elementi terziari avanzati nelle produzioni manifatturiere.

È questo il terreno di incontro tra capitalismo di territorio e capitalismo delle reti, che tende a dare centralità alle funzioni metropolitane.

La parte conclusiva del saggio si rivolge infine a esplorare il nodo politico e sociale più cruciale dell’intera questione.

Come è possibile oggi ricreare la società?

Come è possibile dare forma al bisogno di comunità e identità in una fase ormai fortemente segnata da fenomeni diffusi e schizoidi di individualismo proprietario?

Qual è il ruolo possibile della politica in tutto questo?

Un libro interessante,scritto da un bravo sociologo che conosce bene il porpio mestiere.

Approfondimenti su Aldo Bonomi:

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L’editoriale di Aldo Bonomi

Aldo Bonomi (Sondrio 1950) è direttore dell’Istituto di ricerca Aaster e consulente del Cnel. Ha fatto parte dell’organismo internazionale di studiosi e imprenditori noto come “Gruppo di Lisbona”. La sua analisi sulle trasformazioni sociali in atto si è articolata in molti volumi: Il trionfo della moltitudine. Forme e conflitti della società che viene, Bollati Boringhieri 1996; Il capitalismo molecolare. La società al lavoro nel Nord Italia, Einaudi 1997; Il capitalismo personale. Vite al lavoro (scritto insieme a Enzo Rullani), Einaudi 2005; Piccole imprese crescono. Fare rete in un’area metropolitana (scritto insieme a Enzo Rullani), Egea 2005; Che fine ha fatto la borghesia? Dialogo sulla nuova classe dirigente in Italia (insieme a Massimo Cacciari e Giuseppe De Rita), Einaudi 2004; La comunità maledetta. Viaggio nella coscienza di luogo, Einaudi 2002; Il distretto del piacere, Bollati Boringhieri 1999.

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Ocse rivela che L’Italia è ultima per la crescita della redditività

Posted by ernestoscontento su aprile 9, 2008

Crescita reale del PIL medio annuo in percentuale

La situazione è migliorata nel 2006, ma resta al di sotto della media Produttività, Italia maglia nera “Un Paese in forte decelerazione”

L’Italia si aggiudica la maglia nera tra i paesi industrializzati per la produttività. E’ quanto emerge dalle statistiche diffuse dall’Ocse nel Factbook 2008. La penisola è ultima per la crescita della produttività del lavoro (Pil per ora lavorativa), nulla (sotto allo 0,5%) nel periodo 2001-2006. La situazione è migliorata nel 2006, dal -1,2% del 2002 al +0,4% del 2005, ma l’Italia resta al di sotto della media (+1,4%) e dell’Europa a 15 (+1,7%), per non parlare del 5,2% segnato dalla Repubblica Slovacca e del +3,4% di Corea e Ungheria.

In merito alla produttività “multifattoriale”, che comprende l’innovazione tecnologica e organizzativa, l’Italia accusa una flessione media dello 0,5% nel 2001-2006, confermandosi fanalino di coda.

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Posted in Economia, Report Economico, Reset | Commenti disabilitati su Ocse rivela che L’Italia è ultima per la crescita della redditività

 
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