ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

La società aperta e i suoi nemici

Posted by ernestoscontento su ottobre 10, 2006

Dopo circa dieci anni sono riuscito a trovare questo libro, edizione del centenario di Armando.

Conoscevo di cosa trattava la società aperta e i suoi nemici leggendo gli scritti di Dario Antiseri.

“Per liberale non intendo una persona che simpatizzi per un qualche partito politico, ma semplicemente un uomo che dà importanza alla libertà individuale ed è consapevole dei pericoli inerenti a tutte le forme di potere e di autorità”

Karl R. Popper.

La Società Aperta rappresentata, per Popper, non tanto da un disegno politico o una forma di governo bensì da alcuni aspetti socio-culturali.

na società libera, multi-etnica e tollerante in cui l’uomo assume quasi sempre un atteggiamento critico.

Una società pur sempre imperfetta perchè, asserisce Popper, “non può esistere alcuna società umana senza conflitti: una siffatta società sarebbe una società non di amici ma di formiche” .

Contrariamente la Società Chiusa è una società tribale, fatta di credenze magiche ed assolutamente non democratica.

Si è capito che nel pensiero popperiano la Democrazia è un pilastro fondamentale.

Ed è vista, aspetto comune nel Popper, in maniera originale, quasi rivoluzionaria.

Una Democrazia non per il popolo, ma contro ogni forma di dittatura, una garanzia alla libertà politica, un freno al potere dello Stato, considerato dal filosofo come “un male necessario”.

Analogamente trova sciocca ogni forma di Nazionalismo, che tal volta viene considerato più importante di altri collanti come, ad esempio, la religione e la Democrazia stessa.

Ma lo Stato, o meglio, l’ideale di Stato, porta con se anche altre piaghe, identificate nella burocrazia, nell’assistenzialismo e nel sistema proporzionale.

Procediamo per punti. La burocrazia è, per il Popper, la sede “comoda” dei dittatori, coperti da questo enorme velo torbido ed anti democratico.

Diretta conseguenza del burocratismo è l’assistenzialismo, che tenta di risolvere la povertà del Mondo in modo quasi paradossale e grottesco; ma il filosofo è anche convinto che lo stato assistenziale sia pur sempre un segnale di civiltà ed umanità da parte di una società democratica.

Il vero problema è il bisogno di attuare una politica strategica migliore.

Rifacendosi alla poca limpidezza del sistema burocratico, Popper condanna, infine, il sistema proporzionale che ha introdotto un numero eccessivo di partiti, uniti in coalizioni, il cui unico scopo è quello di rafforzare il potere dello Stato e rendere quindi quasi impossibile “licenziare” un governo per attuare nuove e salutari riforme.

Uno dei maggiori statisti del secolo scorso contro cui si scagliarono le teorie popperiane fu Karl Marx, il “falso profeta” del marxismo.

Il marxismo, per il Popper, si reggeva su delle menzogne rafforzate e rinsaldate dal potere dittatoriale che tendeva semplicemente a confondere la realtà delle cose.

Le teorie politiche di Popper si completano con i temi di Pace e Libertà.

Il primo, secondo il filosofo austriaco, è stato fin troppe volte travisato.

Ne è un esempio il movimento pacifista che, come ci insegna la storia, ha portato ben più guerra che pace.

Questo perché non si è mai pensato, o voluto, porre un limite alla Libertà. In un passo de “La società aperta e i suoi nemici” Popper affronta così il tema:

“La libertà illimitata significa che un uomo forte è libero di tiranneggiare un debole e di privarlo della sua libertà…Nessuno dev’essere alla mercè di altri ma a tutti si deve riconoscere il diritto di essere protetti dalla Stato”.

Ed è proprio da questa premessa che Popper propone un argomento attualissimo e di estremo interesse per il nostro piccolo mondo: una patente per chi lavora in Televisione, uno strumento che garantirebbe senza dubbio alla società civile più sicurezza e meno violenza nelle case. Ed il tutto rientra nel “piano” di Popper, ovvero limitare la Libertà per garantire ad ogni individuo una Democrazia il più stabile e forte possibile.

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Aforismi di Karl Popper

“Ogni qualvolta muore un uomo, è un universo intero a venire distrutto. Ce ne rendiamo conto non appena ci identifichiamo con quell’uomo”

“La nostra conoscenza può essere solo finita, mentre la nostra ignoranza deve essere necessariamente infinita”

“Ciò che realmente conta è la piccola minoranza di uomini che creano opere d’arte o di pensiero, i fondatori di religioni e i grandi uomini di Stato. Sono questi pochi individui eccezionali che ci permettono di farci un’idea della vera grandezza dell’uomo”

“Noi possiamo amare il genere umano soltanto in determinati individui concreti, ma mediante l’uso del pensiero e dell’immaginazione possiamo renderci pronti ad aiutare coloro che hanno bisogno del nostro aiuto”

“Chi ha da dire qualcosa di nuovo e di importante ci tiene a farsi capire. Farà perciò tutto il possibile per scrivere in modo semplice e comprensibile. Niente è più facile dello scrivere difficile”.

“Chi insegna che non la ragione, ma l’amore sentimentale deve governare, apre la strada a coloro che governano con l’odio.”

“La storia dell’evoluzione insegna che l’universo non ha mai smesso di essere creativo o inventivo”

“Razionale è una persona a cui importa più di imparare che di avere ragione”

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Approfondimenti:

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