ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

La Grande Bugia

Posted by ernestoscontento su ottobre 20, 2006

“La storia fatta di silenzi, di falsificazioni, di mistificazioni, non è maestra di vita…”

Post: Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 13/11/2006
Lunedì 16 Ottobre 2006 a Reggio Emilia non c’è stato un grande esempio di Democrazia!!!!
Perché????

Gianpaolo Pansa noto giornalista, era li per presentare il suo nuovo libro La Grande Bugia, durante la presentazione alcuni ragazzi della sinistra radicale sono entrati è con la prepotenza anno preso la parola minacciando anche alcuni ex partigiani che erano presenti è che dissentivano dall’evento in atto!!!! Sembra anche che con alcuni ragazzi presenti in sala siano volati spintoni e calci.

MA LE DOMANDE CHE MI PONGO SONO DUE:

1 – Perché si deve avere paura di un libro?
2 – Ma quello che Pansa sta scrivendo sarà la verità?

Confesso, dei libri di Pansa che trattano questo argomento io ho letto Il Sangue dei Vinti e sto leggendo la Grande Bugia, non ho invece letto Sconosciuto e i Figli delle Aquile ma mi prometto di farlo a breve.
Ma veniamo alle domande che mi sono posto….

  • La prima per me a una sola risposta. chi combatte i libri, espressione della pluralità delle idee e di vedute diverse usando la prepotenza, mira solo alla formazione del pensiero unico non avendo argomenti di critica da contrapporre.
  • La seconda domanda non è facile ….implica un ragionamento e una ricerca storica dettagliata e competente….ma io da uomo della strada da un pò di tempo sto facendo una domanda alle persone che conosco…. Che è la seguente!!!

“ MA TU QUANDO SEI ANDATO A SCUOLA IN PARTICOLARE ALLA SCUOLA DELL’OBBLIGO CHE DEVE FORMARE LA MAGGIORANZA DEI CITTADINI AI MAI SENTITO O LETTO SUI LIBRI DI TESTO DELLE FOIBE????

Le risposte sono quasi tutte univoche, no io ho saputo delle foibe dopo aver visto il film mandato in onda dalla RAI.

Oggi o posto la stessa domanda sul blog di Beppe grillo

Post. Un futuro da mendicanti, ernesto scontento 20.10.06 13:03

Ricevo questi due commenti di risposta:
Mauro Bellaspica 20.10.06 13:21
Socialismo internazionale e nazional socialismo sono la medesima cosa… spero comprenderai cosa intendo. Le ideologie conducono tutte alla strumentalizzazione delle masse per concretizzare il dispotismo di una ristretta cerchia di individui, che attraverso il terrore e l’impostura ne governeranno le vite.
Se ad esempio analizzi i profili politici di Castro e Berlusconi, noterai tante affinità imprevedibili, che si sintetizzano nell’egemonia della concentrazione del potere: legislativo, governativo, giudiziario (da determinare nel caso comunista o da esautorare nel caso pseudo-liberista), economico (da condurre nel caso comunista, o da limitare attraverso il monopolio, o forme di carteggi che inficino la concorrenzialità nel caso “pseudo-liberista”), mediatico (TV di Stato nel caso comunista, o predominanza delle reti private personali e condizionamento di quelle pubbliche nel caso “pseudo-liberista”),…
Se analizzi con attenzione questi fattori ti renderai conto di quanto siano labili a volte le definizioni con cui ci si rappresenta, l’importante è che attraverso l’immagine stereotipata si riesca a gestire il consenso ed il dissenso per i propri interessi di dominio. I fattori principali per conseguire il quale sono: l’ignoranza (da ottenere con l’assenza di istruzione, o la mistificazione della verità ed il plagio delle menti e l’istupidimento dando risaltando attraverso i media elementi amenti e superficiali) e la paura (da ottenere con la repressione violenta, o con la minaccia di ritorsioni gravi sulla propria vita)…
I dittatori di qualunque estrazione adottano questi metodi: rossi o neri, non è il colore a distinguerli, ma il predominio. L’unico elemento che si oppone a questa condizione egemonica, è l’espressione consapevole della VOLONTà DI MOLTI: (democrazia vera).
Paolo Cicerone 20.10.06 13:33
Quando andavo a scuola io (anni 70 e 80) non una parola sulle foibe nei libri di testo (elementari, medie e superiori)

******

Onestamente qualcosa non quadra e io qualche legittimo dubbio c’è lo…..intendiamoci nessuno vuole togliere nulla ALLA RESISTENZA ITALIANA….E per quanto mi riguarda più volte o scritto che io credo nei valori è nel testamento Democratico che Giotto Ciardi medaglia d’oro alla resistenza Italiana ha lasciato ai ragazzi delle scuole Livornesi negli anni 70.

MA IL FUTURO DI UNA NAZIONE NON SI SCRIVE SULLE BUGIE…. NEL BENE E NEL MALE SI SCRIVE SULLA VERITA’ !!!!! NOI SIAMO CIO CHE SIAMO E NON CIO CHE VOREMMO IDEALMENTE ESSERE.

La differenza è la nostra morale che altro non è che il risultato delle azioni che noi facciamo….vero spesso ci pentiamo di aver fatto certe cose….avremmo voluto non farle….MA NON POSSIAMO CANCELLARLE…POSSIAMO SOLO CHIEDERE SCUSA.

Ralf Gustav Dahrendorf nel suo libro Dopo la Democrazia scrive

“Per un Liberale è imprescindibile la Democrazia è lo stato di Diritto”

Lunedì 16 Ottobre 2006 a Reggio Emilia Democrazia e Stato di Diritto sono stati Calpestati da chi Democratico non è.

ernesto scontento


Approfondimenti:

  • Dal Coriere Della sera del 17/09/2006
    Reggio Emilia, pugni e schiaffi alla presentazione del libro. Lo scrittore: disonorate la Resistenza Skinhead di sinistra e partigiani, rissa per Pansa Calci e pugni, lo scrittore: disonorate la Resistenza
  • (19 ottobre, 2006) Corriere della Sera
    Intimidazioni e accuse di «rovescismo» per l’ autore di «La grande bugia» Caso Pansa, la critica non diventi una scomunica Vittorio Foa: «Imparo dai suoi libri, non minacciano la Resistenza»
  • (19 ottobre, 2006) Corriere della SeraFoa: dai libri di Pansa io imparo – Giampaolo Pansa mi ha insegnato tante cose che non sapevo e che ora so». Vittorio Foa, classe 1910, commenta il clima di scomunica e violenza che si sta creando attorno al libro la «Grande bugia».
  • (4 ottobre, 2006) Corriere della SeraCome leggere «LA GRANDE BUGIA», il nuovo saggio di Giampaolo Pansa sulle verità taciute della guerra civile LA RESISTENZA E I MITI DA SFATARE, La ricerca di legittimazione del Pci con la retorica della Resistenza
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