ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Ti ricordi di Jan Palac

Posted by ernestoscontento su ottobre 26, 2006

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Jan Palac eroe della primavera di Praga

“Poiché i nostri popoli sono sull’orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo.
Il nostro gruppo è costituito da volontari, pronti a bruciarsi per la nostra causa.
Poiché ho avuto l’onore di estrarre il numero 1, è mio diritto scrivere la prima lettera ed essere la prima torcia umana.
Noi esigiamo l’abolizione della censura e la proibizione di Zprav (giornale delle forze di occupazione sovietiche). Se le nostre richieste non saranno esaudite entro cinque giorni, il 21 gennaio 1969, e se il nostro popolo non darà un sostegno sufficiente a quelle richieste, con uno sciopero generale e illimitato, una nuova torcia s’infiammerà”.
Firmato: la torcia numero uno.
Jan Palac

*****

“La storia fatta di silenzi, di falsificazioni, di mistificazioni, non è maestra di vita…”

Ogni dieci anni ci si ricorda di Jan Palach. E’ la truffa degli anniversari, delle commemorazioni, è l’occasione per rifare i conti col passato facendolo aderire, se possibile, alle convenienze del presente.Jan Palach era uno studente di Praga che oltre trent’anni fa si diede fuoco in piazza San Venceslao. Morì dopo 3 giorni di agonia. Aveva 21 anni. Da cinque mesi, le truppe del Patto di Varsavia occupavano la Cecoslovacchia, il paese della Primavera di Praga.

Anche la biografia di Jan Palach offriva qualche sorpresa. Aveva studiato per sei mesi in Unione Sovietica, intendeva laurearsi in filosofia con una tesi su Marx e la Terza Internazionale. Il gruppo politico clandestino di cui faceva parte non era “anticomunista”, non chiedeva nemmeno il ritiro delle truppe del Patto di Varsavia.

Chiedeva la fine della censura sulla stampa e il divieto di pubblicazione per il giornale dell’esercito occupante. Anche per questo, quel suicidio è divenuto il simbolo di un popolo umiliato, eppure capace di non rassegnarsi. Il carattere della Resistenza fu a volte segnato dalla disperazione, più spesso ironico, tramite forme di lotta non violente come lo sciopero della fame e tattiche di guerriglia pacifica: qualcuno ricorderà le immagini dei cartelli segnaletici che venivano tolti dalle strade, per confondere i carri armati.

Come fosse vissuta quella Primavera, lo ha scritto Milan Kundera nell’Insostenibile leggerezza dell’essere: una “vertigine” umana e politica, un soffio di libertà, la sensazione di ebbrezza derivata da grandi cambiamenti politici – il comunismo dal volto umano
– che coinvolgevano tanti giovani. Senza quella vertigine non si può spiegare il senso del gesto di Jan Palach, la disperazione sua e di tanti altri, l’invincibile spinta a diventare simbolo.

Io sono nato il 22/01/1959 avevo 10 anni quando Jan Palac si diede fuoco,non ricordo molto di allora ma ricordo che negli anni succesivi il suo nome era spesso fatto dai ragazzi più grandi di me nelle riunioni del circolo che frequentavo all’ora….

MA RICORDO BENE CHE NESUNO DEGLI ANZIANI DIRIGENTI DELLA ADIACENTE SEZIONE DEL P.C.I. CHE FREQUENTAVO GRADIVA CERTI ARGOMENTI.

IO NON HO MAI SENTITO NESSUNO DIRE CHE JAN PALAC ERA UN EROE CHE SI ERA BATTUTO PER LA LIBERTA’.

ALLORA MI DOMANDO MA I RAGAZZI CHE STANNO MANIFESTANDO IN UNGHERIA SONO DAVVERO FASCISTI!!!!!!(USARE IL TERMINE ESTREMISTI DI DESTRA IN ITALIA EQUILALE A FASCISTA)

ernesto scontento


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