ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Archive for novembre 2006

Sistemi elettorali a confronto: proporzionale o maggioritario????

Posted by ernestoscontento su novembre 30, 2006

Cicerone pronuncia l’orazione contro Catilina in Senato

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Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 01/12/2006

Livorno 29 Novembre 2006

Dimmi come voti e ti dirò chi sei.

Il sistema elettorale spesso definisce il carattere di un paese. A volte un modello di elezione è tanto connaturato all’identità di un paese da diventare proverbiale.

C’è dunque il “doppio turno alla francese” o “l’uninominale secca all’americana”. C’era, prima del 1994, il “proporzionale puro all’italiana”. E oggi?

I 60 anni della democrazia italiana sono stati costellati da tentativi di riforme e controriforme elettorali, spesso cadute nel vuoto o rimaste incompiute. Il risultato è un sistema elettorale misto (un po’ maggioritario e un po’ proporzionale) per le politiche.

Proviamo a tornare alla distinzione di fondo tra proporzionale e maggioritario per fare il punto sul dibattito in corso.

Proporzionale puro

Risponde al principio che ad ogni lista di candidati viene assegnato un numero di seggi proporzionale al numero di voti riportati. In questo modo riduce al minimo il numero di voti ‘inutili’, perché non efficaci al fine dell’attribuzione dei seggi, e massimizza la rappresentanza delle differenze del corpo elettorale: anche partiti molti piccoli possono portare un deputato in Parlamento.

il sistema è un proporzionale puro, perché attribuisce una quota di seggi proporzionale molto vicina a quella dei voti
(gli scarti sono fisiologici e marginali).

Un partito avrà la certezza del seggio se otterrà almeno l’1,28% dei voti, ma potrebbe bastargli anche lo 0,7-0,8% (grazie ai “resti”). Nel 2004, con meno di 240mila voti in tutta Italia, la lista della Fiamma tricolore è riuscita ad eleggere un eurodeputato.

Maggioritario puro

Risponde al principio: “Chi vince prende tutto”. In ogni circoscrizione elettorale si presentano più candidati, ognuno in rappresentanza di una lista.

Fra questi, vince colui (o coloro, se i seggi in palio sono più di uno) che raggiunge il maggior numero di consensi. La maggioranza può essere semplice, come in Gran Bretagna, o qualificata, come in Francia. In questo caso, viene eletto deputato di un collegio uninominale solo chi abbia raggiunto un certo quorum di suffragi; se ciò non avviene, una nuova consultazione elettorale (ballottaggio) decide fra i due candidati meglio piazzati.

Turno unico o Doppio turno????

Mentre il maggioritario puro a turno unico spinge la competizione elettorale al centro dello schieramento politico, penalizzando la rappresentanza dei partiti agli estremi e, in generale dei partiti medio piccoli, il meccanismo del doppio turno garantisce una certa rappresentatività ai movimenti politici minori, in quanto tende a privilegiare lo schieramento rispetto alla semplice aggregazione partitica.

Sistema elettorale: specchio della società o scelta di governo?

Storicamente, il sistema maggioritario, di origine anglosassone, ha fotografato realtà (come quella britannica) con forte legame di cittadinanza, deboli spinte centrifughe e uno scontro politico privo di forti connotati ideologici anti-sistema.

Rinunciando ad una rappresentazione il più possibile fedele della complessità del quadro sociale di riferimento, il maggioritario, offre indubbi vantaggi in termini di amministrazione, rafforzando solitamente stabilità e continuità di governo.

In Italia i sostenitori del maggioritario fanno notare che, con opportune correzioni tecniche (a cominciare dal disegno delle circoscrizioni) e bilanciamenti istituzionali, si possono evitare le distorsioni imposte dalla “tirannia della maggioranza”.

In fondo, anche in Italia, paese di forte tradizione proporzionale e altrettanto forte debolezza e brevità dei governi, il maggioritario ha offerto alternanza fra coalizioni, una competizione politica più chiara, governi più stabili. Le storture del sistema italiano, anzi, sarebbero da attribuire, sempre secondo i sostenitori del maggioritario, alla persistenza di una quota proporzionale introdotta con la legge Mattarella.

Fatta questa premessa e dichiarando alcune cose:

1. io nel referendum del 1993 pur con grossi dubbi o votato per il maggioritario.

2.Io considero l’attuale legge elettorale voluta dal CXD vermente una porcata!!!!!

3. I sistemi elettorali dovrebbero essere unici per qualunque elezione…camera,senato,parlamento Europeo,Sindaci ecc.ecc… L’italia è l’unico paese che a sistemi elettorali diversi a seconda di cosa si vota…MA STABILITO QUALE’ IL MIGLIOR SISTEMA DI VOTO PER RAPPRESENTARE I CITTADINI….QUESTO DOVREBBE ESSERE UNIVOCO.

4.Un sistema elettorale dovrebbe rispondere a due requisiti essenziali, rappresentnza dei cittatini,stabilità di governo.

Quindi quale miglior sistema elettorale per l’italia????

Il sistema elettorale francese garantisce il maggior equilibrio fra rappresantatività della base elettorale estabilità di governo.

Concludo comunque dicendo che anche il sistema maggioritario ti tipo anglosassone garantisce un ricambio delle forse di governo (vedi dispense link dipartimento studi sociali)

Ma nelle società ti tipo anglosassone ci sono valori condivisi che vanno oltre lo schieramento politico è che garantiscono l’alternanza….Libertà. Democrzia, Intresse Pubblico, non sono valori che vengono messi in discussione da nessun schieramento politico….infatti “nei governi statunitensi possono essere presenti figure appartenenti allo schieramento opposto a quello del Presidente: questo non è dovuto alla necessità di rispettare i rapporti di forza ma alla scarsa distanza ideologica e disciplina partitica, nonché alla spiccata personalizzazione della politica, che sposta molto il giudizio di valore sulla persona più che sull’appartenenza ad uno schieramento. (Fonte:Esecutivo Usa (word)Link Dipartimento di studi sociali e politici dell’università di Milano)”

La differenza tra la democrazia degli antichi e democrazia liberale

Già Benjamin Constant nel Settecento aveva mostrato le differenze tra la concezione della democrazia degli antichi e quella dei moderni. Il teorico della liberaldemocrazia Robert Dahl parla di tre percorsi storici:

1. democrazia delle città-stato;
2. democrazia degli Stati-nazione;
3. democrazia cosmopolita.

In tale approccio la differenza tra la democrazia antica e moderna sta nel fatto che nella prima prevale il concetto di eguaglianza, nella seconda prevale l’idea di libertà. Per tale motivo, mentre la democrazia antica funzionava col sistema della partecipazione dei cittadini (esclusi gli schiavi, gli stranieri e le donne) tramite i meccanismi del sorteggio e della rotazione, le democrazie liberali si fondano sulla competizione tra candidati e sul meccanismo della delega tramite elezioni.

La democrazia partecipativa classica era possibile in epoca antica grazie a determinate condizioni: la sovranità limitata ad una sola città, la cui popolazione raramente superava i 100.000 abitanti; i diritti politici riconosciuti a una ristretta fetta di popolazione, poiché erano esclusi quasi i tre quarti degli abitanti (donne e schiavi). La Grecia delle polis, la Roma repubblicana e in parte i Comuni italiani tra XII e XIV secolo sono i luoghi e i periodi storici in cui questo tipo di democrazia poté realizzarsi. Alcuni pensano che le moderne tecnologie elettroniche e di telecomunicazioni potrebbero oggi consentire forme di democrazia diretta in qualche modo analoghe.

In età moderna Rousseau tentò di far rifiorire il concetto di democrazia degli antichi. I giacobini e poi i socialisti si fecero interpreti di questa idea. Il presupposto della democrazia liberale moderna, cioè il principio della rappresentanza, fu proposto tra i primi da John Stuart Mill ed è oggi alla base dei regimi democratici.

Democrazia Partecipativa

La Democrazia degli antichi che si radunavano in una piazza per prendere decisioni oggi non è più realizzabile, ma va detto che li nascevano i primi Think Tank.
Oggi per ovvi motivi questo strumento di partecipazione può essere sostituito da internet…con gruppi organizzati per svolgere ricerca e proporre soluzioni a problemi inerenti all’area della strategia politica, sociale o tecnologica (noi siamo un piccolo esempio di Think Tank).
Per approfondire l’argomento puoi leggere “La vittoria di Ségolène Royal e la democrazia partecipativa”

Diverso è porsi la domanda di Popperiana memoria su come mandare a casa l’eletto dal popolo quando non rispetta il mandato prima che faccia troppi danni?????

MA QUESTO E’ UN ALTRO POST !!!

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Approfondimenti:

Documentazione sui sistemi elettorali:

Francia,Germania,Polonia.Spagna,Gran Bretagna,Stati Uniti.

Università di Milano – Dipartimento di studi sociali e politici

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Prodi marxista e le spire della sinistra radicale

Posted by ernestoscontento su novembre 29, 2006

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 29/11/2006

Livorno 29 Novembre 2006

La sinistra radicale può cantare vittoria è riuscita a egemonizzare Romano Prodi.

Infatti il professore non sopporta le critiche che gli vengono mosse per la sua finanziaria.

Ora pazienza per le critiche dell’On. Tremonti che sono di parte ( si legga Il sole24ore.it – NORME E TRIBUTI del 8 novembre 2006 «La cura Prodi fa male ai conti pubblici») !
Ma anche oggi sulla Repubblica viene riportato un articolo degli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi che bocciano questa Finanziaria, l’articolo è consultabile su www.lavoce.info.

Come se non bastasse anche L’ Ocse boccia la Finanziaria ( L’articolo sulla stampa).
Insomma di questa Finanziari sono contenti solo Epifani, Prodi, Visco e Padoa Schioppa, persino E. Scalfari dalle pagine di Repubblica a smesso di difendere la Finanziaria.

D’altronde come poter dar torto ai critici,è una Finanziaria fatta di tasse senza tagli strutturali con un barlume di congruità per alcuni ceti, sul sole 24 ore del 27/11/2006 viene riportato l’analisi del centro studi sintesi che rileva un risparmio annuo di €.120,00 per la famiglia media Italiana, MA ATTENZIONE, NON TIENE DI CONTO DELLE TASSE REGIONALI.

Infatti La Toscana e la Liguria, per coprire il minor gettito che avranno dallo Stato, aumenteranno i Bolli auto del 10%, quindi il beneficio si assottiglia se si considera poi la critica l’Adusbef che evidenzia come «dopo un anno durissimo di rincari ed aumenti che hanno falcidiato i redditi delle famiglie,resterà poco per festeggiare». Secondo l’associazione sarà un Natale «tra i più duri» anche per effetto di una finanziaria di 35 miliardi di euro, «basata prevalentemente sulle tasse».

LA DOMANDA SORGE SPONTANEA MA TUTTO QUESTO BACCANO PER COSA?

Secondo quanto affermato dal Ministro Prodi gli Italiani lo ringrazieranno fra 5 mesi quando gli effetti della finanziaria saranno evidenti.

Ma per non perdere terreno, ribadisce anche insieme a Visco che le maggiori entrate per tributi è gettito iva che lo Stato sta incassando, è non sono pochi soldi, visto che si stanno sbilanciando a dire forse ridurremmo la pressione fiscale in futuro, sono frutto della paura che gli Italiani hanno di questo governo rigoroso e miticoloso.

Bè qui il paradosso non è solo nella comunicazione ma anche nelle affermazioni.

Primo, nella vita e buona norma dare a Cesare quel che è di Cesare, il maggior gettito è frutto di avvenimenti antecedenti a questo governo, Tremonti sarà anche creativo ma qualcosa avrà pure azzeccato.

Secondo, incutere paura agli elettori non è che sia un grande vanto con il clima che tira, mi sa di purghe Staliniane.

Terzo, se Milano Finanza all’inizio di questa Finanziaria, non usciva con un Report dal titolo o Incompetenti o Dilettanti facendo vedere che se la manovra sull’iva nell’edilizia sbandierata da Visco veniva portata avanti, L’Italia falliva, tanto da far dire all’On. Visco in una intervista su radio 24, che i conti non li aveva fatti lui altrimenti non sbagliava, mi sembra che il senso di coerenza e responsabilità sia al limite del decente.

Chi legge potrà pensare che io sia un elettore di CD, invece vi sbagliate perchè io sono uno di CS, molto al centro certo! ma tendenzialmente a sinistra, allora perchè sono critico?

Semplice non mi piacciono i tradimenti…questa è la finanziaria di Giordano e Bertinotti che Prodi avvalla per non far cadere il Governo, del resto è già stato bruciato una volta e le ferite scottano sempre.

Il Senatore Polito ex Direttore del riformista sul Corriere della sera di alcuni giorni fa è stato chiaro, RIFORMISTI SCHIACCIATI ALL’ANGOLO, O SI TENGONO IL GOVERNO PRODI DANDO SFOGO ALA SN. RADICALE, O AFFONDANO IL GOVERNO PRODI.

Quindi siccome nell’ultima sua apparizione a porta a porta il Sen Giordano alla domanda se Il PRC entra nel Partito democratico lui risponde cosi “ purtroppo le strade ra noi e i Ds si sono divise irrimediabilmente, perchè loro nei confronti del male si limitano alla cura, noi lo vogliamo estirpare alla radice”; Qui non i sono equivoci!!! il male è il Capitalismo o economia di mercato vedete voi, estirpare alla radice, equivale a eliminare in profondità, MA TALMENTE IN PROFONDITA’ CHE NON DEVE PIU’ RICRESCERE.

Devo dire che la sinistra radicale ha vinto due volte, una facendo cosa gli pare nel governo, l’altra convertendo Prodi al Marxismo!!!

non ci credete? e si che ieri ho scritto in perfetta sintonia Marxista che “la società pluralistica è società composta da classi sociali, le lotte sociali sono lotte di classe”, oggi Prodi sul Corriere della sera dice “se Briatore farà un partito sarà quello degli evasori fiscali”

che cose questo messaggio?

L’equivalente di imprenditori evasori e, non vi sembra un linguaggio da lotta di classe!

Comunque va detto che Prodi è in buona compagnia in quanto a rigore e responsabilità, infatti il Ministro Padoa Schioppa alla domanda “come mai i suoi colleghi criticano la finanziaria” lui risponde “ una cosa e la teoria altra cosa è la realtà” e dire che si proclama anche liberale, ma quale il compito di un economista convinto?

Non è quello di attuare le teorie economiche da lui predicate per anni anche ai suoi allievi!!!!

Ecco io non sono di centro destra, sono solo un elettore di centro sinistra, che deve dare atto a Berlusconi di sentirsi un coglione, perchè io ho votato come la maggioranza degli elettori di CS i riformisti , è non la sinistra radicale quella che mi vorrebbe eliminare in profondità fino alla radice.

ernesto scontento

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La responsabilità sociale nella società responsabile

Posted by ernestoscontento su novembre 27, 2006

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 27/11/2006

Livorno,27 Novembre 2006.

L’articolo di Carlos Gouveia Freitas dal titolo “I valori per una sana gestione della cosa pubblica”

È interessante sia per chiarezza con cui l’autore ci fa capire la posizione della chiesa in merito, sia perché solleva l’eterno enigma di sempre “ la società pluralistica è società composta da classi sociali” le lotte sociali sono “ lotte di classe”.
In tutto questo come si configura l’interesse pubblico che come dice l’autore è la gestione delle cose dello stato.
Se non ricordo male i tre principi guida della P.A. sono efficienza intesa come miglior gestione delle risorse nel perseguire e gestire la P.A., trasparenza nel senso che la P.A deve agire nel rispetto delle norme, imparzialità nel senso che tutti i cittadini ( o utenti della P.A.) sono uguali per la stessa.
Questi tre semplici criteri, basterebbero per farci riflettere come mai siamo arrivati a un degrado così abominevole nella gestione della cosa pubblica in generale.
Potremmo scomodare John Stuart Mill che nel suo saggio “Principi di economia politica” individua chiaramente le problematiche di alcune gestioni imprenditoriali, sintetizzo con due mezze battute vecchie come il mondo “ l’occhio del padrone ingrassa il cavallo” “ quando non c’è il gatto i topi ballano” ho detto mezze perché l’altra mezza è verità. Ma per capire ciò che accade nel pubblico che di fatto spesso è quello che accade anche nel privato ( vedi il caso ENRON in America) bisogna capire come si forma l’interesse Pubblico e, come si evolve quindi riporto l’estratto, dell’articolo della Dott.ssa Iole Petrone esperta di Diritto Amministrativo, invitando il lettore interessato ad approfondire l’argomento a leggere per intero l’articolo menzionato.
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“Evoluzione storica del concetto di interesse pubblico”

Interesse Pubblico, l’interesse della collettività, dello Stato ma anche e soprattutto di quelle entità sociali intermedie, che l’ordinamento qualifica in senso oggettivo, perché sono centri di interesse e di attività alle quali sono immediatamente da riferire quegli interessi e, da imputare quelle attività e le loro conseguenze.

E’ la base, l’elemento portante, del diritto amministrativo.

Questa figura, un tempo, astratta, incomprensibile ed evanescente è divenuta sempre più chiara in seguito all’analisi dell’interesse pubblico nei suoi aspetti concreti, quale fine di provvedimenti tipici e, soprattutto, in seguito alla sua collocazione nell’ambito del procedimento, così come viene oggi inteso, alla luce dei principi contenuti nella legge sulla trasparenza.

E’ ancora oggi difficile definire l’interesse pubblico che, non a caso, è stato descritto come “un personaggio oscuro e misterioso, nel nome del quale se ne combinano di ogni genere” [1].

Probabilmente ciò deriva anche dalla circostanza che non si ha sufficiente consapevolezza del fatto che gli interessi pubblici subiscono decisivi condizionamenti dalle ideologie politiche o sociali dominanti [2].

Nonostante la difficile comprensione del termine , esso costituisce la base, l’elemento portante senza il quale non esisterebbe il diritto amministrativo .

[1] M. STIPO, L’interesse pubblico un mito sfatato?, in Scritti in onore di M.S. Giannini – Vol. III, Milano, 1988, pag. 912.

[2] M.S. GIANNINI, Diritto Amministrativo, Milano, 1993.

E’ fuori di dubbio che le modificazioni radicali della società, conseguenti al passaggio dallo Stato monoclasse borghese allo Stato pluriclasse, abbiano influito sulla evoluzione del concetto di interesse pubblico.

SOMMARIO ARTICOLO:
1. – L’evoluzione della pubblica amministrazione e le sue implicazioni sulla nozione di interesse pubblico:
a) Lo Stato monoclasse.
b) Lo Stato pluriclasse.
2. – Il superamento dei principi di gerarchia e autarchia e l’affermazione dei principi di coordinamento e autonomia.
3. – Pluralismo sociale e Pluralismo amministrativo.
4. – Dall’interesse pubblico agli interessi pubblici.

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E’ EVIDENTE CHE LA PLURALITA’ PROPRIA DELLA DEMOCRAZIA ESPRESSA DAI PARTITI, FA SI CHE GLI INTERESSI IN GIOCO SIANO MOLTEPLICI ( fortunatamente).
Dando per scontato, che la dove ci sono attività umane è sempre possibile, che ci sia l’inefficienza e la disonesta, i fondo sbagliare è umano e l’uomo davanti al denaro è debole.
Emerge una riflessione! il mal costume è l’inefficienza devono essere l’eccezione e non la regola…..

COME INVECE ACCADE OGGI !

Tralascio volutamente (ci vorrebbe un libro per trattare in maniera adeguata l’argomento) una valutazione sull’evoluzione Industriale, con il passaggio dal controllo proprietario dell’impresa, alla delega della proprietà ai Manager per la gestione della stessa e, allo stato attuale misurano la loro efficienza con la massimalizzazione dei margini di profitto.

Quindi emerge la necessità, di creare un denominatore comune a cui aderire liberamente, indipendentemente dall’essere cattolici o laici.

Il denominatore comune si potrebbe chiamare Responsabilità sociale.

Sull’espresso in edicola c’è un bell’articolo di Sebastiano Maffettone, che parla di Responsabilità sociale dell’impresa, principio che viene dalle società Socialdemocratiche e, che oggi vede in America fra i suoi divulgatori, vari filantropi fra cui Bill Clinton.

Ricordo di aver letto, questa risposta di Ralf Gustav Dahrendorf alla domanda, come guarda all’impresa la socialdemocrazia “nelle socialdemocrazie evolute non si distingue l’impresa fra grande è piccola, ma fra essere o non essere responsabili socialmente”,in
questo contesto,,, l’impresa è un bene per la collettività perché parte di essa e, portatrice di sviluppo e benessere.

Che lo sviluppo e, il benessere di una nazione, passa attraverso l’impresa che produce beni, lo aveva capito anche Ernesto Guevara (si legga L’economia).
Sono anni, che nel mio piccolo mi batto e divulgo questo concetto di impresa e di modello sociale, sia fra i miei colleghi imprenditori Artigiani e, sia con il dialogo quando ho l’opportunità presso le istituzioni e associazioni di categoria, non è facile, ma oggi si comincia a parlarne.

Sicuramente hanno aiutato gli scritti, di alcuni economisti come Amartya Sen,J.K. Galbraith, e L’Italiano Sylos Labini , che hanno indicato criteri di sviluppo economico sostenibili, equi e soprattutto compatibili con il pensiero liberal liberista.
Dice Sen, non si può leggere solo la “La ricchezza delle nazioni (1776)” senza interpretarlo con la lettura della “Teoria dei sentimenti morali (1759)” perché il pensiero di Smith verrebbe fuorviato .

Anzi per Sen“La ricchezza delle nazioni”(dove Smith parla della famosa mano invisibile) essendo successiva alla “Teoria dei sentimenti morali”, i due saggi andrebbero letti nella sequenza temporale pubblicata da Smith ,essendo in due volumi imprescindibili l’uno dall’altro.
Labini riprende lo stesso concetto nel saggio “La crisi Italiana”.

Nella nostra piccola Italia, il dibattito politico e, tutto centrato sul Bipolarismo e i partiti unici sia di ds e di sn.

L’ostacolo maggiore è nella sinistra, che deve contaminare ex cattolici con ex Marxisti per la costituzione del Partito Democratico.

Io credo che molte persone oltre a quelle sopra esposte, abbiano contribuito con i loro scritti, mettendoci in condizione di non porci la domanda!
CON CHI SI VA…..MA PER COSA SI VA?!?!

ALLORA, io sono sicuramente l’ultimo degli ignoranti e, mi scuso se confondo cacio con maccheroni, ma in questo contesto storico, io vedo bene e appropriato, anche una lettura di “MATER ET MAGISTRA”
LETTERA ENCICLICA DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PP. XXIII.

ernesto scontento

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Il video di Google ha sollevato una denuncia sul bullismo

Posted by ernestoscontento su novembre 25, 2006

MEDIA E TECNOLOGIE

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 25/11/2006

Livorno, 25 Novembre 2006

Confesso volevo scrivere un articolo sull’attuale situazione italiana, ma lo rimando, perché?Leggendo l’articolo di Donatella Papi è condividendone la critica finale che impone a noi genitori troppo
democratici (noi genitori democratici, era il titolo di un articolo sul Sole 24 ore di qualche anno fa, che evidenziava già allora certi pericoli nel modo di educare gli adolescenti) di rivedere è correggere il modo di rapportarci con i nostri figli, certo non è facile, il mestiere di genitore non si impara facendo un corso ad hoc, inoltre il mondo corre velocemente molto più di prima e con esso anche i costumi cambiano
velocemente, tutto questo certo non aiuta nel mestiere di genitore.
Io posso solo dire, che a mio figlio ho insegnato che il coraggio non è nell’uomo forte che fa il prepotente con uno meno forte..ma casomai è l’opposto. Ricordate quel barbone Romano che difese due ragazze da degli scippatori, rimanendo ferito per le bastonate ricevute, ecco io quel giorno a mio figlio dissi: che l’azione fatta da quell’uomo non era incoscienza, ma senso civico e,in quel gesto doveva vedere un uomo coraggioso è non incosciente ( il Presidente C.A. Ciampi gli ha riconosciuto la medaglia doro al valor civile). Condivido anche la parte che riguarda le responsabilità di google che non ci sono per i motivi da lei esposti è che ci invita a vedere il bicchiere mezzo pieno, nel senso che senza Google oggi quel ragazzo subirebbe ancora le prepotenze dei suoi coetanei. La rete, a le stesse insidie che ci sono nel camminare in una metropoli di notte, ne più ne meno, ma non per questo noi ci limitiamo nel vivere il quotidiano.
Rimango invece colpito e, vorrei approfondire questo pensiero di Donatella. “Vi siete accorti che da un po’ di tempo a questa parte non si fa altro che parlare di leggi speciali, di eserciti, di divieti, di neccesità di misure contenitive di comportamenti che pare gli uomini non sappiano più assumere da soli?”. Leggendo queste righe mi sono subito apparse nella memoria una affermazione e un ammonimento.

L’affermazione è di Tiziano Terzani che scrive nel suo ultimo libro “La fine e il mio inizio” ” le guerre iniziano sempre con la demonizzazione dell’avversario”.

L’avvertimento invece e di Ralf Gustav Dahrendorf che nel suo libro “Quadrare il cerchio” ( Laterza 1995) lancia un ammonimento alla tentazione di derive autoritarie.
Scrive Dahrendorf ” Cambiare benessere economico, coesione sociale e libertà politica è la sfida che si trovano di fronte le società del duemila. Alcune hanno gia rinunciato alla libertà individuale, altre rischiano di perdere il benessere o la coesione sociale. Riusciremo a quadrare il cerchio?”.

Ma in sostanza su cosa ci mette in guardia Dahrendorf ?Per restare competitivi in un mercato mondiale in crescita devono prendere misure destinate a danneggiare irreparabilmente la coesione della rispettive società civili.

Dal suo punto di vista “i paesi industrializzati, hanno raggiunto un livello di sviluppo in cui le opportunità economiche dei loro cittadini mettono capo a scelte drammatiche.Se sono impreparati a prendere queste misure, devono ricorrere a restrizioni delle libertà civili e della partecipazione politica che configurano addirittura un nuovo autoritarismo” ( pag 13 e 14 del libro).

TENTAZIONI AUTORITARIE ” La fusione di competitività globale e di disintegrazione sociale non è una condizione favorevole alla costituzione di libertà. La libertà fiorisce: fiducia in se stessi e nelle opportunità offerte dal proprio ambiente, ma anche nella capacità del gruppo sociale del gruppo sociale in cui si vive di garantire certe regole fondamentali, lo stato di diritto” ( pag.45 del libro).

Conclude dicendo che quando la fiducia viene a mancare, anche la libertà arretra su posizioni meno articolate, quelle della guerra contro tutti e contro tutto. Va detto che è lo stesso Dahrendorf che successivamente nel suo libro “Dopo la Democrazia” (Laterza 2001) dirà che nelle previsioni fatte nel suo libro “quadrare il cerchio” in alcune era stato troppo pessimista.
Ernesto aggiunge! che l’autocritica non era per gli esempi sopra esposti, ma sull’evoluzioni del mondo asiatico e dei paesi post comunisti.

Mi fermo qui, e sono certo che capirete il mio brivido quando ho letto l’articolo di Donatella Papi, mi scuso per aver fatto un articolo dove prevalentemente riporto il testo di altri autori, ma lo fatto volutamente, per dare spessore alla riflessione che dovrebbe emergere pensando all’attuale situazione che vive L’Italia.

ernesto scontento

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Destra e Sinistra, Si Stanno Mangiando L’Italia a Morsi !!!! >

Posted by ernestoscontento su novembre 24, 2006

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 25/11/2006

Livorno 24 Novembre 2006

I Fatti, il primo riguarda il presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro, che dopo avere elargito posti di lavoro a mani piene…

La Regione Sicilia conta diciassettemila dipendenti, dei quali alcuni dirigenti amici di partito, guadagnano più del governatore della Banca D’Italia ( 1). L’economista e Statista Totò Cuffaro per far cassa cosa si inventa!!!! vende gli immobili di proprietà della Regione a una cordata guidata da Marco Tronchetti Provera.
La cordata Pirelli Real Estate che comprende Banca Intesa, Caboto, Mcc e Capitalia, non era l’unica ad essere interessata all’asta pubblica,ma all’apertura delle buste, pochi giorni fa, il colpo di scena: l’unica offerta a rimanere in piedi è proprio quella Pirelli, gli altri quattro gruppi alla fine hanno deciso di non partecipare alla gara.
Ancora le condizioni economiche dell’offerta non sono state rese note, ma è noto parte del patrimonio venduto.
Quindi sloggeranno (o diventeranno inquilini di Tronchetti pagando un canone annuo fino all´8,5% del valore
dell´immobile) numerosi assessorati, da quelli che si affacciano sulla centralissima via Notarbartolo di Palermo: Turismo, Sanità e Bilancio, a quelli dei Lavori pubblici e dell´Agricoltura, poi ci sono le sedi dell´ufficio legislativo e legale, l´Esa (Ente sviluppo agricolo) e la Corte dei Conti, tutti in pieno centro, le sedi dell´autoparco della Regione e l´Ausl 6, una delle più grandi d’Italia, fino ad arrivare al Castello Utveggio che sovrasta la città dal monte Pellegrino, luogo simbolo di Palermo e dei palermitani. E ancora, l´ex ospedale delle donne di Caltagirone dal prospetto rinascimentale, che oggi ospita la sede della galleria civica di arte contemporanea, l´albergo Europa di Catania e i palazzi storici Grignani e Fici-Valenti di Marsala.

Quindi riepiloghiamo, la Regione Sicilia vende per far fronte agli eccessivi costi della spese corrente, si impoverisce patrimonialmente…. e aumenta la spesa corrente per via dei canoni di affitto da pagare al nuovo proprietario.

L’esatto contrario di cosa dovrebbe fare una sana gestione, al limite la Regione Sicilia, qualora fosse in crisi di liquidità poteva accedere ad un mutuo TRENTENNALE dando in garanzia i beni oggi venduti, ATTENZIONE SI RICORRE AI DEBITI A LUNGO TERMINE QUANDO LE DIFFICOLTA SONO DI LIQUIDITA’ MOMENTANEA E NON PERDITE COSTANTI E STRUTTURALI, LI SI DEVE INTERVENIRE CON TAGLI CHE INCIDONO STRUTTURALMENTE SULLA SPESA CORRENTE.

Va bè, si vede che lo statista economista Totò Cuffaro ha deciso di vendersi il mare per far fronte ai prossimi debiti che la regione produrra a breve.

Intanto qui l’unico affare lo fa Tronchetti con Real Estae, che oltre a comprare a buon prezzo, trova anche gli inquilini sicuri perchè in Italia ,i debiti degli enti fatti dai politici e, risaputo che li pagano i cittadini!!!

MA ANCHE A SINISTRA ,IN QUANTO A LUNGIMIRANZA NON SONO DA MENO.

Sergio Chiamparino sindaco di Torino, vende anzi sarebbe meglio dire svende casa Gramsci per un tozzo di pane e pure duro.

I fatti qui sono lampanti!!!

”il Comune ha venduto 10.500 metri quadrati in pieno centro (ampliabili a 11.900) a poco piu’ di 7 milioni di euro. Vuol dire che il metro quadro da ristrutturare e’ stato pagato meno di 700 euro. A fare l’affare di certo non e’ stato il venditore, cioe’ il Comune. Sfido chiunque a trovare un immobile simile in pieno centro svenduto a questo prezzo”(2).

Inoltre anche qui va considerato che il Comune intendeva realizzare 18 milioni di euro, ma all’asta si sino presentati in due imprese interessate,ma la Radisson non è stata ammessa all’asta pubblica perchè si è presentata
con un assegno circolare da 710mila euro, mentre il bando prevedeva un assegno bancario per le garanzie di legge. Un cavillo procedurale che lasciato la strada libera all’unico altro concorrente, la spagnola Nh a cui è associata «all’immobiliare Galileo» di Riccardo De Giuli, impresa che ha ristrutturato gran parte del centro storico torinese e che si è potuta aggiudicare l’ex casa di Gramsci rilanciando solo di 7mila euro.

COME POTETE BEN NOTARE IN ENTRAMBI I CASI, SIAMO DI FRONTE A COSE GESTITE GROSSOLANAMENTE….E SENZA COMPETENZA.
NEI BANDI DI GARA PUBBLICI, PER TUTELARE L’INTERESSE PUBBLICO E’ POSSIBILE, INSERIRE LA CLAUSOLA CHE SE LA PARTECIPAZIONE DEI CONCORRENTI E’ INFERIORE AD UN NUMERO x, L’INVITO ALL’ASTA E NULLO, SI CHIAMA CLAUSOLA DI SLVAGUARDIA, PER TUTELARE IL MERCATO E L’INTERESSE PUBBLICO, CHE OLTRE AD ESSERE QUELLO ECONOMICO!!!! E’ ANCHE QUELLO DEL RISPETTO DEL MERCATO E DELLE SUE REGOLE.

Inoltre è molto anomalo che l’Amministrazione Comunale di Torino volendo realizzare 18 milioni di euro parta da una base d’asta di soli 7 milioni, i valori economici del bene c’erano per partire da 18 milioni come base d’asta e, qualora l’asta fosse andata deserta, successivamente poteva procedere ad abbassare il prezzo di partenza della base d’asta.

Comunque per il caso di Torino l’opposizione di F.I. ha fatto un esposto alla corte dei conti, vediamo come andrà a finire.

ernesto scontento

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1)Presidente della società che gestisce l’acqua in Sicilia percepisce 579mila euro anno,il Governatore della Banca D’Italia 450 mila euro anno.

2)Fonte Tecnocasa Web – Località Torino Centro-Storico IN VENDITA, Tipologia MONOLOCALE Mq. 30, Prezzo €100.000, Numero locali 1, Numero bagni 1, Cucina CON ANGOLO COTTURA, SECONDO PIANO. RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO.

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Partiti, una “voragine di debiti da 350 milioni di euro”.

Posted by ernestoscontento su novembre 23, 2006

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 23/11/2006

Livorno, 23 Novembre 2006

Sul sole 24 ore del 22 Novembre 2006 leggo, l’articolo sui costi della politica, che evidenzia chiaramente, come ormai sia diventato insostenibile il sistema gestionale della politica.

Tutti I partiti Italiani al 31/12/2005 sono indebitati, con un andamento costantemente che peggiora di anno in anno, a causa degli interessi che matura l’esposizione Bancaria è l’aumento costante della spesa corrente.

I maggiori partiti indebitati sono i DS. con . 179. milioni di €. Oltre il 51% dell’intero debito, F.I con 113. milioni di €. poco più del 32% dell’intero debito, per un totale del 83% del debito complessivo.

Ora in questi giorni si è parlato spesso dei costi della politica, gli stipendi dei parlamentari più alti d’Europa, i costi dei Manager di Stato, i rimborsi per le spese sostenute in campagna elettorale che sono il doppio di quelle realmente sostenute, con punte di 185 volte superiori al reale da parte del partito dei pensionati (fonte il corriere della sera).

Mi sorge un dubbio????

Spesso i nostri parlamentari quando vengono attaccati sugli stipendi dei politici, si difendono dicendo che loro donano una parte degli stipendi al partito “ e vero e risaputo, non è una percentuale uguale per tutti i partiti , si va dal 50% al 20% dello stipendio” questo sistema non è solo dei Parlamentari ma è un “sistema” nel senso che anche i Manager locali, iscritti ai partiti devono dare una parte dello stipendio al partito sotto forma di donazione liberale.

Ma dai Bilanci si legge, sempre sul sole 24 ore, che ci sono anche tutta una serie di donazioni fatte dai mecenati Italiani grandi industriali e finanzieri, il tutto intendiamoci è legale, sono donazioni liberali.

Fermo restando, che ogni uomo o impresa, può donare cosa vuole a chi vuole,deve però essere chiaro, che se questo è un soggetto imprenditoriale e, se successivamente il partito prende posizione nella sfera economica per quel soggetto, con comunicati o leggi ad hoc, questo si chiama lobbysmo.

Caso emblematico i 150.000 euro da parte di Autostrade Spa a tutti i partiti ( qui non si finanzia le idee condivise, ma tutti).

Caso diverso invece, sono gli stipendi dei politici e dei Manager Pubblici!!!!

In Italia il finanziamento pubblico ai partiti è stato abrogato con il referendum del 1993, che si chiuse con una sorta di plebiscito: a favore della cancellazione si espresse il 90,3 per cento dei votanti, che furono il 65,8 per cento degli aventi diritto. Ma naturalmente il referendum non poteva azzerare il finanziamento pubblico dei partiti, che ha semplicemente assunto un’altra forma, quella dei fondi destinati con periodicità annuale al rimborso delle spese elettorali.

Allora, perché è un caso diverso secondo il mio punto di vista, il costo dei politici e dei Manager Pubblici?

Ovvio si aggira l’ostacolo del finanziamento ai partiti abrogato con il referendum, istituzionalizzando un sistema di donazioni liberali, questo spiega anche il proliferare di enti non utili, ma in quegli enti siedono uomini di partito, designati dai partiti con stipendi d’oro.

Io mi sono stupito!!! quando ho letto, che il compagno Consorte (visto che Fassino dice che era tesserato ai DS non si offenderà) aveva uno stipendio da 1.500.000 mila euro anno, se confrontato con quello del governatore della Banca D’Italia, che prende 450.000 mila euro anno e, deve decidere sulla politica monetaria che influenza l’economia sul serio, la sproporzione è evidente.

Ma è evidente, anche la libertà del compagno Consorte, che da consulenze, a società in conflitto di interessi con UNIPOL, cosa normalmente vietata nelle società e, normata dal codice civile, salvo deroga concordata fra le parti.

Certo lo so, io sono pieno di fantasia…ma devo dire che se il mio teorema fosse vero…. saremmo di fronte a un vero e proprio conflitto di interessi….ANZI IL CONFLITTO VERO…. CHI VIENE BENEFICIATO DA CERTE AZIONI E’ COLUI O COLORO CHE DECIDONO, A DISCAPITO DI ALTRI… ( in questo caso dei cittadini Italiani, anche in presenza di donazioni liberali private la cosa e dubbia, i favori vanno restituiti la regola è vecchia come il mondo).

Quindi faccio una riflessione!!!!

Il bipolarismo e, l’aggregazione dei partiti, oggi e anche una necessità economica????

Secondo me si, perché è storia Industriale, che due società in perdita, che si fondono insieme non lo fanno per aumentare il loro debito che senso avrebbe!!!!

Lo fanno, per modificare l’incidenza del debito in proporzione al fatturato, ma l’estinzione dei debiti passa attraverso una riorganizzazione del sistema, le banche quando si fondano chiudono gli sportelli attigui, eliminano i servizi doppi razionalizzandoli, insomma razionalizzano il sistema, ma lo possono fare perché le decisioni vengono prese dalla proprietà.

Certo qualcuno può obbiettare che non è giusto, ma qui stiamo parlando di conduzione aziendale che segue una logica razionale, il problema e la soluzione del problema, il giusto o sbagliato non c’entra e, onestamente ora il mio scopo è evidenziare un altro aspetto…..cioè quello che può fare un’impresa, che prende decisioni razionali dal suo punto di vista, nell’interesse della stessa, senza conflitto di interessi (chi decide, in questo caso non subisce la decisione che prende).

Ora razionalità e, stabilità del sistema, vorrebbe che i partiti seguissero questo processo di unificazione, MA CHI DECIDE! SA CHE LUI SARA’ IL DESTINATARIO DELLE SUE AZIONI…..

Aldilà delle scelte politiche, io credo che questo problema sarà l’ostacolo maggiore alla nascita di un vero Bipolarismo in Italia, soprattutto finché l’albero della cuccagna continua a elargire doni.

COME FINIRA’ ?

Purtroppo qui mi sono svegliato….. rendendomi conto che stavo dormendo sul divano con il giornale in mano, quindi non so dirvi cosa poteva partorire la mia fantasia sui fatti che potrebbero accadere nei prossimi mesi in Italia.

ernesto scontento

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Diliberto non si pente: “Vado avanti e tornerò in piazza”

Posted by ernestoscontento su novembre 20, 2006

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 21/11/2006
Oliviero Diliberto non si pente del corteo romano!!!

Diliberto: «Vado avanti e tornerò in piazza»

Il segretario del Pdci respinge gli attacchi di Prodi

Livorno, 20 Novembre 2006

Oliviero Di liberto non è pentito della sua presenza in piazza. Infatti sulla stampa dice: “«Nessun autodafè», nè pentimenti postumi, «nessuno mi può negare il diritto di manifestare», anche perchè al governo non può che giovare che qualcuno tenga aperto un canale di dialogo con i no global.
Oliviero Diliberto non ci sta a finire sul banco degli imputati per aver preso parte a quel corteo dove «15 provocatori» hanno dato manifestazioni stigmatizzate duramente dal mondo politico e istituzionale.
Prodi ha mandato a dire a Diliberto“Basta giocare con la piazza”.

Nell’affermazione del Premier,dal mio punto di vista molto tollerante, si nota la debolezza di questo governo che è prigioniera della sinistra
radicale antidemocratica, lastessa che ha impedito a Giampaolo Pansa di poter presentare il suo libro. Lo hanno fatto con metodi prepotenti e autoritari.
Ma come può un ministro della Repubblica italiana, affermare di essere andato ad una manifestazione sapendo che potevano esserci dei disordini senza una minima organizzazione di servizio d’ordine. Diliberto in un articolo sul Sole 24 ore dice “Certo che ai tempi del PCI queste cose non succedevano”.

Ma anche qui il ragionamento non torna!

La manifestazione di Milano è terminata senza incidenti, come mai?

Mentre aRoma, ritorna lo slogan “10, 100, 1000 Nassiriya”.

Alla manifestazione per la pace in Palestina, gruppi di estremisti vicini ai centri sociali hanno bruciato tre fantocci raffiguranti rispettivamente un soldato italiano, uno americano ed uno israeliano.

Alle fiamme anche una bandiera rossa con la svastica. Esponenti dei centri sociali del nord est hanno gridato nei megafoni: “L’unico tricolore da guardare è quello disteso sulle vostre bare”. “Viva Marx, viva Lenin”. Gli slogan intonati durante la manifestazione sono passati dal tradizionale “Viva Marx, Viva Lenin” al rivisitato “Iraq Vietnam/oggi come ieri/yankees a casa dentro i sacchi neri”, riferendosi alle custodie di plastica in cui vengono composte le salme dei soldati Usa uccise a Bagdad.

In Italia si deve divulgare democrazia e rispetto delle regole condivise. I ministri della Repubblica Italiana, dovrebbero esimersi di andare in luoghi o con persone, che possono andare contro le regole Democratiche. Ma tutto questo può avvenire, se un individuo riconosce la Democrazia come valore universalmente condiviso e da conservare, è storia che i miti degli slogan sopra riportati sono stati artefici di una delle pagine più orrende del XX secolo.
Il comunismo è stato autore di un “genocidio di classe” che ha provocato un numero di morti maggiore del “genocidio di razza” un “totale” stimato di 100 milioni di “vittime del comunismo” (fonte il libro nero del comunismo).

Il rispetto delle regole della democrazia rappresentativa e, soprattutto, il rispetto della vita e della dignità umana, deve essere la guida per ogni liberale e democratico sincero.

Concludo con alcuni pensieri su cui riflettere. Karl R. Popper dice :

“La società aperta è aperta al maggior numero possibile di idee e ideali differenti, e magari contrastanti. Ma, pena la sua autodissoluzione, non di tutti: la società aperta è chiusa solo agli intolleranti”.

E sempre Popper: “Per liberale non intendo una persona che simpatizzi per un qualche partito politico, ma semplicemente un uomo che dà importanza alla libertà individuale ed è consapevole dei pericoli inerenti a tutte le forme di potere e di autorità”.

ernesto scontento

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La vittoria di Ségolène Royal, cambierà il modo di comunicare dei politici?

Posted by ernestoscontento su novembre 19, 2006

Blog di Ségolène Royal

Livorno, 19 Novembre 2006

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 20/11/2006

Ora potete scommetterci!!! Dopo la vittoria di Ségolène Royal, anche i politici Italiani correranno a costruirsi un Blog.

Ségolène Royal ha vinto le primarie Francesi,invertendo tutte le regole consolidate per la Francia è in politica.

Ma andiamo per ordine:

– Intanto è la prima volta che i Francesi puntano su una donna per l’Eliseo.

– Nel PSF sono iscritti 200.000 persone e, sono 170.000 i Francesi che si sono recati alle primarie.
– Ségolène ha capito che doveva arrivare a tutti gli elettori e farli sentire partecipi.

Il primo punto si commenta da se, non c’è mai stata un’altra donna in Francia, su cui abbia mai scommesso un partito per conquistare l’Eliseo.

Il secondo punto non è eclatante,ma significativo in termini di percentuali, 85% degli iscritti al PSF si è espresso sul suo leader. In futuro questo rafforzerà la leaderschip di Ségolène, essendo espressione diretta della sua base elettorale.

Il terzo punto è la vera novità! Perché?

Semplice Ségolène ha applicato il principio della Democrazia partecipativa, come? Arrivando a tutti gli iscritti del suo partito, non solo partecipando ai dibattiti ma utilizzando la rete.
Chi, come il sottoscritto, partecipa spesso agli incontri di carattere politico, sa perfettamente che esiste un problema in Italia! Lo scarso interesse dei giovani a venire alle riunioni, sia perché sono sfiduciati di poter incidere sulle scelte,sia perché flessibili nel senso che non voglio vincoli di orario (il vennerdi e il sabato sera sono fatti per divertirsi, ed è anche giusto) ; i giovani preferiscono comunicare i propri bisogni tramite la rete,la rete è per loro, quello che per la mia generazione è stato il telefono o il giornalino della scuola, ma molto più potente sia per velocità che per divulgazione, un pensiero in rete viene letto da centinaia di persone.

Ma se questo messaggio è rivolto ad un leader di partito e se questo leader raccoglie la maggioranza dei messaggi che convergono fra loro, partendo dal presupposto che la convergenza è una esigenza popolare (quello che una volta si chiamava il comun sentire); Bè allora qui è inutile che i nostri Baroni politici è quelli Francesi,si affannino a dire che questo modo di agire si chiama populismo, perchè si chiama Democraziapartecipativa o meglio governo del popolo.

Sarebbe populismo se un politico promettesse ciò che non può fare, esempio: alcune scelte non dipendono dagli stati membri appartenenti alla comunità Europea ma sono da concordare con la U.E.

Sarebbe populismo, se un politico, eccederebbe in tal senso rimanendo imbrigliato negli umori popolari, che come diceva Macchiavelli al principe il “popolo è volubile”.

Ma se un politico basa la sua campagna elettorale su il comun sentire e agisce su di esso, questo modo di agire si chiama politica, in fondo un partito è tale se porta i suoi uomini nelle stanze del potere, per fare gli interessi degli elettori che rappresenta.

Oggi non e più possibile attuare la Polis Greca, i motivi sono ovvi, Atene era una città ma di dimensioni ridotte, inoltre non tutti avevano diritto o potevano partecipare al dibattito pubblico.

Per certi versi da dopo la caduta del muro di Berlino, alcuni soggetti sono rimasti esclusi dal dibattito politico, vuoi per la struttura dei partiti ma anche per la caduta delle ideologie, basta confrontare gli iscritti ai partiti di oggi con quelli degli anni 70 e 80.

Ecco, la rete colmerà questo deficit è riporterà la politica vicina al popolo e, quando la politica ascolta il popolo si chiama Democrazia.

Oggi potete scommetterci che molti leader di partito rispolvereranno i loro blog, messi sù prima delle elezioni è subito abbandonati dopo essere stati eletti.

Ma,dovranno abituarsi ad ascoltare e, non fare come ha fatto L’Unione, durante l’approvazione dell’indulto, ricevendo in un solo giorno trecento commenti di dissenso, per la proposta di legge così come era stata presentata per l’eccessiva estenzione dei reati, che rientravano all’interno della legge sull’indulto, ha preferito chiudere il suo sito, invece di ascoltare.

Se andate sul sito Dell’Unione, trovate questa scritta,Sito temporaneamente non disponibile.
Ci scusiamo per l’inconveniente, il sito è attualmente in manutenzione.

MA SE IL SITO DELL’ UNIONE E’ CHIUSO!!!

IO COME PARTECIPO ? COME SCELGO? COME GOVERNO?

Oggi però molti politici dell’ Unione, dicono di essere pentiti per aver approvato l’indulto così comè……..se ascoltavano il comun sentire era meglio! venivano guidati.

ernesto scontento

Approfondimenti:

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IL CENTRO SINISTRA RIFORMISTA E LA RETE…..

Posted by ernestoscontento su novembre 18, 2006

Livorno,18 Novembre 2006

Se andate sul sito Dell’Unione, trovate questa scritta.

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Sito temporaneamente non disponibile
Ci scusiamo per l’inconveniente, il sito è attualmente in manutenzione.

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MA SE IL SITO DELL’ UNIONE E’ CHIUSO!!!

IO COME PARTECIPO ? COME SCELGO? COME GOVERNO?

La mia impressione è che l’Unione, abbia fatto un sito all’inizio della campagna elettorale, non per avere una comunicazione diretta con la base elettorale ( questo è lo scopo di un sito strutturato come blog), ma perché era da radical chic (1) averlo.

Cosa è successo? dopo l’approvazione dell’indulto in un solo giorno circa trecento commenti di indignazione si sono rivoltati contro il blog dell’Unione; ci sono stati i primi tagli da parte della redazione, ma dopo la velocità e, la quantità dei commenti possibili grazie alla comunicazione in rete, i gestori presi dal panico…. hanno cambiare idea DECIDENDO CHIUDERLO!!!!!

Il dott. Padellaro sulle pagine dell’Unita si è pure scomodato dicendo “ non sentiremo grillini di sorta, vi siete già scordati i cinque anni di Berlusconi”

ECCO COSA DEVE IMPARARE L’UNIONE, E IL CENTRO SINISTRA …..A DIALOGARE CON LA BASE ELETTORALE TUTTA!!!!!!!

INVECE LORO DIALOGANO SOLO CON QUELLA TESSERATA….. MA LORO SONO UNA MINORANZA DEGLI ELETTORI!!!!!!

I DINOSAURI SONO LENTI AD ESTINGUERSI, MA VERRA’ ANCHE IL GIORNO DELLA LORO ESTINZIONE NATURALE……

  • (1) Fonte Dizionario de Mauro
    Radical chic = chi manifesta per moda e snobismo tendenze politiche di sinistra

ernesto scontento

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Berlinguer vorrebbe il partito democratico?

Posted by ernestoscontento su novembre 16, 2006

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 16/11/2006

Ernesto Scontento Livorno, 16 Novembre 2006

Estratto dell’intervista a Massimo D’Alema .
29 Settembre 2006 Intervista di Stefano Brusadelli – Panorama

D – Lei è un fautore del partito democratico. L’intesa tra i Ds e la Margherita, dove c’è una forte componente cattolica, sarebbe piaciuta a Berlinguer?

R – Penso di sì: Berlinguer era aperto verso la cultura cattolica e liberale, e ho sempre pensato che la sua analisi della questione morale fosse improntata anche da quelle posizioni culturali. È stato un grande leader comunista, ma sapeva guardare oltre i confini del movimento operaio.

Credo che qui D’Alema abbia ragione!!!!

Berlinguer non era una persona chiusa e piena di se e dei suoi ragionamenti, ma era persona attenta alle esigenze e al comun sentire.
Negli estratti delle sue interviste riportati in fondo, emerge chiaramente la sua posizione in merito, il lettore dovrà solo fare attenzione a capire il particolare periodo storico…..Il Muro di Berlino non era ancora caduto
(Attenzione nessuno immaginava la fine del comunismo nei paesi dell’ex URSS), le ideologie dominavano ancora gran parte della militanza politica.

Va tenuto conto anche che per il vecchio PCI l’unità del partito era un punto fondamentale ( anche oggi gli eredi del PCI soffrano di questo valore ma che è anche un limite all’emancipazione).

Contemporaneamente va tenuto conto che sulla scena politica c’erà il PSI di CRAXI che stava prendendo consensi e si era già posizionato su una via socialdemocratica Europea, quindi emerge la necessità di essere qualcosa di diverso.

Oggi i DS sono nella casa Europea, il PSE, dove un tempo era collocato il PSI.

Ma nel frattempo in Italia il PSI è scomparso, come molti altri partiti storici del dopoguerra sotto il tritacarne di Tangentopoli.

MA PERCHE’ QUESTO RIASSUNTO?

Perlomeno per due validi motivi:

uno per i più giovani ,che potrebbero non avere vissuto quel particolare periodo sociopolitico, infatti da una mia piccola ricerca fai da te, risulta che sono molti gli aderenti ai DS in età fino a 35 anni che non anno mai letto l’intervista intitolata la “LA QUESTIONE MORALE”, e questo nonostante ultimamente, se ne sia parlato molto per via dello scandalo conosciuto con il nome i “ I FURBETTI DEL QUARTIERINO”e i temi trattati nella famosa intervista…. sono stati riportati a galla.

Il secondo perché dopo l’intervista, il Senatore Cesare Salvi, uno del cosiddetto correntone interno ai DS, che non sono favorevoli alla costituzione del P.D. dice “ma quale volo pindarico fa D’alema” prima ci dice! che il padre di terza via che ispira il partito Democratico e Bill Clinton, dopo Tony Blayer, ma …sarà meglio che c’è lo spieghi, staremo a sentire se ci convince”.

COME FINIRA?

Io credo che la lotta sarà dura e all’ultimo colpo……

Lunedì 13/11/2006, sono andato alla prima riunione indetta dalla sezione dei DS e, aperta alla cittadinanza, con all’ordine del giorno, la finanziaria e il P.D.

I mal di pancia emersi alla riunione sul P.D. non sono pochi e soprattutto vengono da lontano….alleanze con esponenti EX DC, paura di perdere la struttura partito, i valori no! per quelli c’è la coscienza che sono propri e che sarà compito dei militanti portarli all’interno del nuovo soggetto.

Il mio intervento a fine dibattito, si è limitato a correggere le analisi politiche emerse,infatti se è vero che fondersi con gli ex DC da la nausea a qualcuno…. è altrettanto vero! che bisogna decidere cosa si vuole fare da grandi…. il CS è al governo grazie alla porcata di calderoni!!!!

E da li che deve partire l’analisi politica, i DS erano al 17% cinque anni fa e sono rimasti al 17% ora!!!!

Se il compito della politica e, portare i propri rappresentanti nei posti di comando, per fare l’interessi degli elettori….allora, qualcuno deve diventare razionale e tapparsi il naso, per guardare avanti……ma lo può fare se cambia il punto di partenza del ragionamento.

PARTENZE SBAGLIATE, PORTANO A CONCLUSIONI SBAGLIATE, in buona fede certo….ma errate.

Nel mio articolo precedente, parlavo della distinzione che Dario Antiseri fa sui Riformisti,dividendoli in due categorie,
quelli intelligenti e quelli costruttivisti.

Oggi spero vivamente, che possa esistere una terza categoria, quella dei Riformisti Razionali.

ernesto scontento

Estratti Interviste a Enrico Berlinguer.

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