ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

I NULLAFACENTI DI PIETRO ICHINO

Posted by ernestoscontento su novembre 9, 2006

Il Libro, Prefazione sul sito dell’editore

Perché e come reagire alla più grave ingiustizia della nostra amministrazione pubblica.

Perché, mentre si discute di tagli dolorosi alla spesa pubblica per risanare i conti dello Stato, nessuno propone di cominciare a tagliare l’odiosa rendita parassitaria dei nullafacenti?” Il 24 agosto 2006, dalle colonne del “Corriere della Sera”, Pietro Ichino lancia una proposta che scuote il mondo politico e sindacale. Chiave di volta del progetto è l’istituzione di organi indipendenti di valutazione (OIV) capaci di stimare l’efficienza degli uffici pubblici e dei loro addetti, per consentire il licenziamento nei casi più gravi, ma anche l’aumento delle retribuzioni dei dipendenti che lavorano per due. Fin dal primo giorno il “Corriere” è sommerso da un fiume di mail, in grande maggioranza favorevoli alla proposta. I sindacati del settore pubblico esprimono indignazione per “l’attacco inaudito” portato alla categoria. Prodi apre; il ministro della Funzione pubblica frena; la sinistra radicale spara ad alzo zero. L'”International Herald Tribune” dedica al dibattito italiano sui loafers (nullafacenti) un lungo articolo. La polemica divampa: è stato toccato un nervo da troppo tempo scoperto. Intanto, al forum del “Corriere” arrivano in un giorno e mezzo 1500 interventi, tra cui molte istantanee di nullafacenti ritratti dal vivo: dall’impiegata che timbra il cartellino e poi va dal parrucchiere, al funzionario sano come un pesce che usa “prendersi la malattia” tutte le volte che torna al paese, al professore semianalfabeta.
In questo libro Pietro Ichino, oltre a spiegare la sua proposta, affinata in collaborazione con altri studiosi, raccoglie una piccola antologia di quegli interventi. E, a chi gli obietta che per il risanamento della pubblica amministrazione occorre “ben altro”, risponde sfidandolo a dire in che cosa precisamente quel “ben altro” consista: altrimenti – avverte – questo è solo un pretesto dietro cui si nasconde la scelta di lasciare le cose come stanno.

L’autore:

Pietro Ichino, docente di Diritto del Lavoro all’Università statale di Milano ed editorialista del “Corriere della sera”, è uno dei massimi esperti italiani di politiche e mercato del lavoro. Autore di numerosi libri, da Mondadori ha pubblicato Il lavoro e il mercato (1996) , un saggio del volume Non basta dire no (2002), A che cosa serve il sindacato (2005) e I nulla facenti (2006).


LICENZIARE I NULLAFACENTI, SAREBBE UN VERO ATTO DI GIUSTIZIA SOCIALE!!!!!

  • Il colore Arancione identifica i riformisti….SARA’ UN CASO IL COLORE DELLA COPERTINA DEL LIBRO????
  • Intanto cominciamo anche da qui…visto il disastro demagogico che avete combinato con la finanziaria!!!!
  • Dopo sarebbe opportuno ridurre i costi della politica….e gli sprechi di Stato.

ernesto scontento

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Pietro Ichino

La Proposta:

Licenziare gli “statali” nullafacenti. Ecco come e perché

La cura al tarlo della pubblica amministrazione. Intervista al professor Pietro Ichino

Negli ultimi cinquanta anni non si registra un solo caso di licenziamento per scarso rendimento e l’inamovibilità del dipendente pubblico italiano è divenuta ormai leggendaria.
Tre milioni e quattrocentomila “statali” lavorano oggi in un regime in cui vige la paralisi del potere disciplinare.
La proposta di stroncare il tarlo dei nullafacenti nella pubblica amministrazione giunge da Pietro Ichino, uno dei massimi esperti italiani di politiche e mercato del lavoro, docente di Diritto del Lavoro all’Università statale di Milano ed editorialista del Corriere della sera.
www.lavoce.info

Come mettere in riga il nullafacente della pubblica amministrazione

Incentivi adeguati per i meritevoli e misure di rigore per i nullafacenti (fino al licenziamento), a partire dai vertici delle amministrazioni.

lavoro.economia.alice.it

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Breve Curriculum di Pietro Ichino:

Università degli Studi di Milano

Nato a Milano il 22 marzo 1949 laureato in diritto del lavoro nel 1972, è stato dirigente sindacale della Fiom-Cgil dal 1969 al 1972; dopo il servizio militare, prestato in qualità di marconista nel Genio-Trasmissioni, dal 1973 al 1979 è stato responsabile del Coordinamento servizi legali della Camera del Lavoro di Milano. Dal 1975 è iscritto all’Albo degli Avvocati e Procuratori di Milano ed esercita la professione forense. Nell’ottava legislatura (1979-1983) è stato membro della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, eletto nelle liste del Partito comunista italiano. Ricercatore dal 1983 presso l’Università statale di Milano, dal 1986 al 1991 è stato professore straordinario di diritto del lavoro nell’Università di Cagliari; dal 1991 è professore ordinario della stessa materia nell’Università statale di Milano, dove dal 1999 è direttore del Master Europeo in Scienze del Lavoro. Nel 1985 ha assunto l’incarico di coordinatore della redazione della “Rivista italiana di diritto del lavoro” (diretta dal prof. Giuseppe Pera), della quale è stato vicedirettore dal 1991 ed è ora direttore responsabile. Dal 2003 è membro del Comitato di direzione della rivista “Giustizia civile”. Giornalista pubblicista dal 1970, dal 1997 è editorialista del Corriere della Sera. Dall’aprile 1998 al marzo 1999 ha collaborato anche con l’Unità.


Approfondimenti:

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