ernesto scontento

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Amartya Sen:La democrazia degli altri

Posted by ernestoscontento su novembre 11, 2006

Amartya Sen: La democrazia degli altri. Perché la libertà non è un’invenzione dell’Occidente.

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 17/01/2007

Due le tesi che Amartya Sen, premio Nobel per l’Economia nel 1998, vuole dimostrare nel suo libro La democrazia degli altri, edito da Mondadori. La prima è che il concetto di democrazia non è appannaggio esclusivo dell’Occidente.

Le radici della democrazia, com’è noto, risalgono all’antica Grecia, ma considerare la civiltà greca «come parte integrante di una specifica tradizione occidentale» è una cosa difficile da sostenere, secondo l’autore.

Inoltre, «c’è un’ampia storia di sostegno alla tolleranza, al pluralismo e alla deliberazione pubblica anche in altre società».Tra queste Sen cita l’Africa, l’Iran, l’India e persino i principi musulmani del mondo arabo e della Spagna medioevale che «potevano vantare una lunga storia di integrazione degli ebrei quali membri a pieno titolo della comunità sociale».

La democrazia, per Amartya Sen, non va considerata tale solo perché in uno Stato vengono indette libere elezioni, ma «secondo la più ampia prospettiva della discussione pubblica».
La seconda tesi sostenuta da Amartya Sen è che l’ascesa della democrazia è stato l’evento decisivo del XX secolo ed è da considerarsi un valore universale.

«Per tutto il XIX secolo i teorici della democrazia consideravano perfettamente naturale chiedersi se un determinato Paese fosse pronto per la democrazia. Questo atteggiamento è cambiato solo nel XX secolo, quando si è riconosciuto che la domanda stessa era sbagliata: un Paese non deve essere giudicato pronto per la democrazia, ma lo deve diventare mediante la democrazia».
Indubbiamente i due saggi contenuti in questo libro offrono uno spunto notevole alla discussione in atto sulla possibilità di ‘esportare’ la democrazia e suggeriscono a un occidentale di allargare la propria visione del mondo verso un oriente che molto spesso si conosce poco e si giudica molto, inevitabilmente, attraverso luoghi comuni o, peggio, pericolosi pregiudizi.
La democrazia non è un’invenzione dell’Occidente. Non è un “prodotto” made in Usa o Europa. Parola di Amartya Sen. Che, nel suo ultimo libro, La democrazia degli altri, intraprende un viaggio a ritroso nella storia per dimostrare che l’idea di democrazia non è patrimonio esclusivo del mondo occidentale ma anche di quello orientale. Dell’umanità intera.

E’, insomma, un valore universale. E quindi non “esportabile”.
Con numerosi esempi storici, il premio Nobel per l’economia illustra l’esistenza di secolari tradizioni democratiche in paesi attualmente oppressi da regimi totalitari, combattendo e smentendo un pregiudizio diffuso secondo cui la democrazia nei paesi asiatici non può attecchire e prosperare per il fatto che essi assegnano tradizionalmente più valore alla disciplina e all’ordine.
La democrazia, al contrario, è un concetto antico nella tradizione orientale. Le sue radici , ricorda risalgono all’antica Grecia ma la civiltà greca non è «parte integrante di una specifica tradizione occidentale».

Ed anche in altre società, aggiunge,«c’è un’ampia storia di sostegno alla tolleranza, al pluralismo e alla deliberazione pubblica»:

Africa, Iran, India e persino i principi musulmani del mondo arabo e della Spagna medioevale che «potevano vantare una lunga storia di integrazione degli ebrei quali membri a pieno titolo della comunità sociale».

La democrazia, per Amartya Sen, non va ricondotta al solo, seppur importante, svolgimento di libere elezioni ma «secondo la più ampia prospettiva della discussione pubblica».

La sua essenza, usando le parole di Rawls, sta nell’esercizio della ragione pubblica, nel governo attraverso la discussione, il discorso pubblico. «Innanzitutto occorre evitare l’identificazione fra democrazia e governo della maggioranza. La democrazia ha esigenze complesse, fra cui naturalmente lo svolgimento delle elezioni e l’accettazione del loro risultato, ma richiede inoltre la protezione dei diritti e delle libertà, il rispetto della legalità, nonché la garanzia di libere discussioni e di una circolazione senza censura delle notizie. In realtà anche le elezioni possono essere del tutto inutili se si svolgono senza aver offerto alle diverse parti un’adeguata opportunità per presentare le loro posizioni, o senza concedere all’elettorato la possibilità di avere accesso alle notizie e valutare le opinioni di tutti i contendenti. La democrazia è un sistema che esige un impegno costante, e non un semplice meccanismo (come il governo della maggioranza), indipendente e isolato da tutto il resto».

Non si è pronti per, ma mediante la democrazia, chiarisce Sen: in altre parole, essa cresce nel suo stesso farsi, vive realizzandosi. Esiste, dice, un nesso tra la democrazia e l’arricchimento e il miglioramento della vita e del benessere degli individui.

Scrive Sen:

La libertà politica è parte integrante della libertà umana in generale, e i diritti civili e politici sono fondamentali per garantire agli individui un pieno inserimento nella vita della società. La partecipazione politica e sociale costituisce un valore intrinseco per la vita e il benessere dell’uomo.»;
• e ancora, La democrazia ha un importante valore pratico per accrescere l’attenzione ottenuta dal popolo quando dà voce alle proprie richieste e pretende di svolgere un effettivo ruolo politico (anche per soddisfare le proprie necessità economiche);
• La pratica della democrazia offre ai cittadini l’opportunità di imparare gli uni dagli altri, e alla società quella di formare i propri valori e definire le proprie libertà. Lo stesso concetto di “bisogno” (inclusa la definizione dei “bisogni economici”) richiede una discussione pubblica e uno scambio di informazioni, opinioni e analisi. In questo senso la democrazia ha una funzione costruttiva, che si aggiunge al suo valore intrinseco per la vita dei cittadini e al suo valore pratico nella formulazione delle decisioni politiche.
• Il concetto fondamentale e definitivo di una democrazia deliberativa è quello della deliberazione stessa. Quando i cittadini deliberano, si scambiano le proprie opinioni e discutono le loro rispettive idee sulle principali questioni politiche e pubbliche.
• L’economista, inoltre, contesta che l’efficienza sia possibile solo a danno della libertà e della democrazia, facendo notare che, in realtà, sono le società libere le meno esposte al rischio di crisi e catastrofi: «Di fatto, scrive, non c’è alcuna testimonianza convincente che il governo autoritario e la soppressione dei diritti civili e politici favoriscano davvero lo sviluppo economico. Le ricerche sul campo e gli studi di carattere sistematico non offrono alcun sostegno concreto alla tesi dell’esistenza di una contraddizione di fondo tra diritti civili ed efficienza economica. Il carattere e l’andamento del rapporto sembrano dipendere da molti altri fattori, e mentre alcuni studi statistici riconoscono un rapporto leggermente negativo, altri ne individuano uno molto positivo.

Cinque pezzi facili :occasioni. Ritornare su questo pensiero è particolarmente importante oggi, mentre l’Occidente si confronta con l’idea di esportare la democrazia in paesi che per lungo tempo non l’hanno praticata..

1. Nella politica del mondo contemporaneo ci sono ben poche cose che, per importanza, possono reggere il confronto con il consolidamento e la diffusione della democrazia.

2. Lo stesso Confucio non ha mai raccomandato una cieca obbedienza allo Stato. Allorché Tzu-lu, il duca di She, lo interroga sul modo di servire il principe, Confucio risponde: “Digli la verità, anche se lo offende”.

3. I diritti politici e civili conferiscono al popolo l’autorità necessaria per richiamare energicamente l’attenzione sui propri bisogni generali e per esigere un adeguato intervento da parte dello Stato.

4. Il valore della democrazia comprende la sua importanza intrinseca per la vita umana, il suo ruolo strumentale nella creazione di incentivi politici e la sua funzione costruttiva nella formazione di valori (e nella comprensione della forza e dell’attuabilità di richieste e bisogni, diritti e doveri).Questi non sono meriti di carattere regionale. E lo stesso vale per la difesa della disciplina e dell’ordine in contrapposizione alla libertà e la democrazia. L’argomento culturale non preclude, ne limita in modo sostanziale, le scelte che oggi possiamo fare.

5. Quando il Mahatma Gandhi proclamò il valore universale della nonviolenza, non sosteneva che i popoli di tutto il mondo lo stessero già riconoscendo, bensì che avessero buone ragioni per farlo.

Una Precisazione:

Il libro è la testimonianza di un pensiero che Sen ha sviluppato negli anni ed espresso in precedenti occasioni.

Ritornare su questo pensiero è particolarmente importante oggi, mentre l’Occidente si confronta con l’idea di esportare la democrazia in paesi che per lungo tempo non l’hanno praticata..

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