ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Karl R.Popper, Cattiva maestra televisione

Posted by ernestoscontento su novembre 12, 2006

Descrizione

“Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto.”(Karl R. Popper)

Un classico che ha suscitato un dibattito inesauribile e oggi è più che mai attuale, un una nuova edizione arricchita da un saggio introduttivo di Giancarlo Bosetti e dai testi di John Condry, Karol Woytila, Raimondo Cubeddu e Jean Baudoin.
Tutti i contributi sono nel solco della denuncia di Popper a proposito della cattiva televisione, e delle sue riflessioni su come trasformare la potenza della Tv in uno strumento di crescita civile.
Estratto Articolo di Dario Antiseri:

Tra le tante idee popperiane in pillole, professore,c’è quella di una patente per chi lavora in televisione: non si può considerare in contraddizione con un’idea totalmente liberale della società?

” Nient’affatto”.
Popper non ha mai detto che la televisione fosse tout court malvagia.
Ma che la sua violenza scaricata sui bambini fosse da eliminare.
Perché la fa diventare normale, producendo una minaccia fortissima per la società.

“La patente per chi lavora in tv significava, come per i medici che fanno il giuramento d’Ippocrate, munirsi di un codice di autoregolamentazione”.
Per Popper, professore, non è sufficiente il consenso, anche il più massiccio, per assicurare a una società il connotato di democrazia.
Vuol dire che se oggi fosse ancora vivo potrebbe anche definire non democratico un governo uscito dalle elezioni?

“Popper diceva: Platone ha inquinato la teoria politica dell’Occidente, perché nel porsi il problema del leader ha indicato il filosofo, colui che sa che cosa è bene. Poi è venuto il nostro secolo, il più sanguinario: si è stabilito che dovesse comandare una razza ed è venuto il nazismo, o una classe – ed è venuto il comunismo”.

Dunque, per Popper “chi deve comandare?

” è una domanda irrazionale, perché non esiste nessuno – individuo, ceto, razza o classe, venuto al mondo con l’attributo della sovranità sugli altri”.

Cioé, direbbe Popper, non esistono gli unti del Signore?

“Direbbe: definire la democrazia “governo del popolo” è un’affermazione vuota, perché tutto il popolo potrebbe dare il consenso a un dittatore. Quello che è importante, nella società aperta, è il consenso che preveda possibilità di dissenso anche per uno solo”.Ecco, allora, che si torna al vecchio caro Voltaire di “non sono della tua idea, ma darei la mia vita perché tu possa esprimerla sempre”.Non c’è frase più citata nel dibattito politico: anche su questo, come per Popper, tutti sono d’accordo. A parole.

C’è qualcuno convinto che basti questo per concludere che in giro ci sono solo sinceri democratici?

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