ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

La vittoria di Ségolène Royal, cambierà il modo di comunicare dei politici?

Posted by ernestoscontento su novembre 19, 2006

Blog di Ségolène Royal

Livorno, 19 Novembre 2006

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 20/11/2006

Ora potete scommetterci!!! Dopo la vittoria di Ségolène Royal, anche i politici Italiani correranno a costruirsi un Blog.

Ségolène Royal ha vinto le primarie Francesi,invertendo tutte le regole consolidate per la Francia è in politica.

Ma andiamo per ordine:

– Intanto è la prima volta che i Francesi puntano su una donna per l’Eliseo.

– Nel PSF sono iscritti 200.000 persone e, sono 170.000 i Francesi che si sono recati alle primarie.
– Ségolène ha capito che doveva arrivare a tutti gli elettori e farli sentire partecipi.

Il primo punto si commenta da se, non c’è mai stata un’altra donna in Francia, su cui abbia mai scommesso un partito per conquistare l’Eliseo.

Il secondo punto non è eclatante,ma significativo in termini di percentuali, 85% degli iscritti al PSF si è espresso sul suo leader. In futuro questo rafforzerà la leaderschip di Ségolène, essendo espressione diretta della sua base elettorale.

Il terzo punto è la vera novità! Perché?

Semplice Ségolène ha applicato il principio della Democrazia partecipativa, come? Arrivando a tutti gli iscritti del suo partito, non solo partecipando ai dibattiti ma utilizzando la rete.
Chi, come il sottoscritto, partecipa spesso agli incontri di carattere politico, sa perfettamente che esiste un problema in Italia! Lo scarso interesse dei giovani a venire alle riunioni, sia perché sono sfiduciati di poter incidere sulle scelte,sia perché flessibili nel senso che non voglio vincoli di orario (il vennerdi e il sabato sera sono fatti per divertirsi, ed è anche giusto) ; i giovani preferiscono comunicare i propri bisogni tramite la rete,la rete è per loro, quello che per la mia generazione è stato il telefono o il giornalino della scuola, ma molto più potente sia per velocità che per divulgazione, un pensiero in rete viene letto da centinaia di persone.

Ma se questo messaggio è rivolto ad un leader di partito e se questo leader raccoglie la maggioranza dei messaggi che convergono fra loro, partendo dal presupposto che la convergenza è una esigenza popolare (quello che una volta si chiamava il comun sentire); Bè allora qui è inutile che i nostri Baroni politici è quelli Francesi,si affannino a dire che questo modo di agire si chiama populismo, perchè si chiama Democraziapartecipativa o meglio governo del popolo.

Sarebbe populismo se un politico promettesse ciò che non può fare, esempio: alcune scelte non dipendono dagli stati membri appartenenti alla comunità Europea ma sono da concordare con la U.E.

Sarebbe populismo, se un politico, eccederebbe in tal senso rimanendo imbrigliato negli umori popolari, che come diceva Macchiavelli al principe il “popolo è volubile”.

Ma se un politico basa la sua campagna elettorale su il comun sentire e agisce su di esso, questo modo di agire si chiama politica, in fondo un partito è tale se porta i suoi uomini nelle stanze del potere, per fare gli interessi degli elettori che rappresenta.

Oggi non e più possibile attuare la Polis Greca, i motivi sono ovvi, Atene era una città ma di dimensioni ridotte, inoltre non tutti avevano diritto o potevano partecipare al dibattito pubblico.

Per certi versi da dopo la caduta del muro di Berlino, alcuni soggetti sono rimasti esclusi dal dibattito politico, vuoi per la struttura dei partiti ma anche per la caduta delle ideologie, basta confrontare gli iscritti ai partiti di oggi con quelli degli anni 70 e 80.

Ecco, la rete colmerà questo deficit è riporterà la politica vicina al popolo e, quando la politica ascolta il popolo si chiama Democrazia.

Oggi potete scommetterci che molti leader di partito rispolvereranno i loro blog, messi sù prima delle elezioni è subito abbandonati dopo essere stati eletti.

Ma,dovranno abituarsi ad ascoltare e, non fare come ha fatto L’Unione, durante l’approvazione dell’indulto, ricevendo in un solo giorno trecento commenti di dissenso, per la proposta di legge così come era stata presentata per l’eccessiva estenzione dei reati, che rientravano all’interno della legge sull’indulto, ha preferito chiudere il suo sito, invece di ascoltare.

Se andate sul sito Dell’Unione, trovate questa scritta,Sito temporaneamente non disponibile.
Ci scusiamo per l’inconveniente, il sito è attualmente in manutenzione.

MA SE IL SITO DELL’ UNIONE E’ CHIUSO!!!

IO COME PARTECIPO ? COME SCELGO? COME GOVERNO?

Oggi però molti politici dell’ Unione, dicono di essere pentiti per aver approvato l’indulto così comè……..se ascoltavano il comun sentire era meglio! venivano guidati.

ernesto scontento

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