ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Diliberto non si pente: “Vado avanti e tornerò in piazza”

Posted by ernestoscontento su novembre 20, 2006

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 21/11/2006
Oliviero Diliberto non si pente del corteo romano!!!

Diliberto: «Vado avanti e tornerò in piazza»

Il segretario del Pdci respinge gli attacchi di Prodi

Livorno, 20 Novembre 2006

Oliviero Di liberto non è pentito della sua presenza in piazza. Infatti sulla stampa dice: “«Nessun autodafè», nè pentimenti postumi, «nessuno mi può negare il diritto di manifestare», anche perchè al governo non può che giovare che qualcuno tenga aperto un canale di dialogo con i no global.
Oliviero Diliberto non ci sta a finire sul banco degli imputati per aver preso parte a quel corteo dove «15 provocatori» hanno dato manifestazioni stigmatizzate duramente dal mondo politico e istituzionale.
Prodi ha mandato a dire a Diliberto“Basta giocare con la piazza”.

Nell’affermazione del Premier,dal mio punto di vista molto tollerante, si nota la debolezza di questo governo che è prigioniera della sinistra
radicale antidemocratica, lastessa che ha impedito a Giampaolo Pansa di poter presentare il suo libro. Lo hanno fatto con metodi prepotenti e autoritari.
Ma come può un ministro della Repubblica italiana, affermare di essere andato ad una manifestazione sapendo che potevano esserci dei disordini senza una minima organizzazione di servizio d’ordine. Diliberto in un articolo sul Sole 24 ore dice “Certo che ai tempi del PCI queste cose non succedevano”.

Ma anche qui il ragionamento non torna!

La manifestazione di Milano è terminata senza incidenti, come mai?

Mentre aRoma, ritorna lo slogan “10, 100, 1000 Nassiriya”.

Alla manifestazione per la pace in Palestina, gruppi di estremisti vicini ai centri sociali hanno bruciato tre fantocci raffiguranti rispettivamente un soldato italiano, uno americano ed uno israeliano.

Alle fiamme anche una bandiera rossa con la svastica. Esponenti dei centri sociali del nord est hanno gridato nei megafoni: “L’unico tricolore da guardare è quello disteso sulle vostre bare”. “Viva Marx, viva Lenin”. Gli slogan intonati durante la manifestazione sono passati dal tradizionale “Viva Marx, Viva Lenin” al rivisitato “Iraq Vietnam/oggi come ieri/yankees a casa dentro i sacchi neri”, riferendosi alle custodie di plastica in cui vengono composte le salme dei soldati Usa uccise a Bagdad.

In Italia si deve divulgare democrazia e rispetto delle regole condivise. I ministri della Repubblica Italiana, dovrebbero esimersi di andare in luoghi o con persone, che possono andare contro le regole Democratiche. Ma tutto questo può avvenire, se un individuo riconosce la Democrazia come valore universalmente condiviso e da conservare, è storia che i miti degli slogan sopra riportati sono stati artefici di una delle pagine più orrende del XX secolo.
Il comunismo è stato autore di un “genocidio di classe” che ha provocato un numero di morti maggiore del “genocidio di razza” un “totale” stimato di 100 milioni di “vittime del comunismo” (fonte il libro nero del comunismo).

Il rispetto delle regole della democrazia rappresentativa e, soprattutto, il rispetto della vita e della dignità umana, deve essere la guida per ogni liberale e democratico sincero.

Concludo con alcuni pensieri su cui riflettere. Karl R. Popper dice :

“La società aperta è aperta al maggior numero possibile di idee e ideali differenti, e magari contrastanti. Ma, pena la sua autodissoluzione, non di tutti: la società aperta è chiusa solo agli intolleranti”.

E sempre Popper: “Per liberale non intendo una persona che simpatizzi per un qualche partito politico, ma semplicemente un uomo che dà importanza alla libertà individuale ed è consapevole dei pericoli inerenti a tutte le forme di potere e di autorità”.

ernesto scontento

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