ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Partiti, una “voragine di debiti da 350 milioni di euro”.

Posted by ernestoscontento su novembre 23, 2006

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 23/11/2006

Livorno, 23 Novembre 2006

Sul sole 24 ore del 22 Novembre 2006 leggo, l’articolo sui costi della politica, che evidenzia chiaramente, come ormai sia diventato insostenibile il sistema gestionale della politica.

Tutti I partiti Italiani al 31/12/2005 sono indebitati, con un andamento costantemente che peggiora di anno in anno, a causa degli interessi che matura l’esposizione Bancaria è l’aumento costante della spesa corrente.

I maggiori partiti indebitati sono i DS. con . 179. milioni di €. Oltre il 51% dell’intero debito, F.I con 113. milioni di €. poco più del 32% dell’intero debito, per un totale del 83% del debito complessivo.

Ora in questi giorni si è parlato spesso dei costi della politica, gli stipendi dei parlamentari più alti d’Europa, i costi dei Manager di Stato, i rimborsi per le spese sostenute in campagna elettorale che sono il doppio di quelle realmente sostenute, con punte di 185 volte superiori al reale da parte del partito dei pensionati (fonte il corriere della sera).

Mi sorge un dubbio????

Spesso i nostri parlamentari quando vengono attaccati sugli stipendi dei politici, si difendono dicendo che loro donano una parte degli stipendi al partito “ e vero e risaputo, non è una percentuale uguale per tutti i partiti , si va dal 50% al 20% dello stipendio” questo sistema non è solo dei Parlamentari ma è un “sistema” nel senso che anche i Manager locali, iscritti ai partiti devono dare una parte dello stipendio al partito sotto forma di donazione liberale.

Ma dai Bilanci si legge, sempre sul sole 24 ore, che ci sono anche tutta una serie di donazioni fatte dai mecenati Italiani grandi industriali e finanzieri, il tutto intendiamoci è legale, sono donazioni liberali.

Fermo restando, che ogni uomo o impresa, può donare cosa vuole a chi vuole,deve però essere chiaro, che se questo è un soggetto imprenditoriale e, se successivamente il partito prende posizione nella sfera economica per quel soggetto, con comunicati o leggi ad hoc, questo si chiama lobbysmo.

Caso emblematico i 150.000 euro da parte di Autostrade Spa a tutti i partiti ( qui non si finanzia le idee condivise, ma tutti).

Caso diverso invece, sono gli stipendi dei politici e dei Manager Pubblici!!!!

In Italia il finanziamento pubblico ai partiti è stato abrogato con il referendum del 1993, che si chiuse con una sorta di plebiscito: a favore della cancellazione si espresse il 90,3 per cento dei votanti, che furono il 65,8 per cento degli aventi diritto. Ma naturalmente il referendum non poteva azzerare il finanziamento pubblico dei partiti, che ha semplicemente assunto un’altra forma, quella dei fondi destinati con periodicità annuale al rimborso delle spese elettorali.

Allora, perché è un caso diverso secondo il mio punto di vista, il costo dei politici e dei Manager Pubblici?

Ovvio si aggira l’ostacolo del finanziamento ai partiti abrogato con il referendum, istituzionalizzando un sistema di donazioni liberali, questo spiega anche il proliferare di enti non utili, ma in quegli enti siedono uomini di partito, designati dai partiti con stipendi d’oro.

Io mi sono stupito!!! quando ho letto, che il compagno Consorte (visto che Fassino dice che era tesserato ai DS non si offenderà) aveva uno stipendio da 1.500.000 mila euro anno, se confrontato con quello del governatore della Banca D’Italia, che prende 450.000 mila euro anno e, deve decidere sulla politica monetaria che influenza l’economia sul serio, la sproporzione è evidente.

Ma è evidente, anche la libertà del compagno Consorte, che da consulenze, a società in conflitto di interessi con UNIPOL, cosa normalmente vietata nelle società e, normata dal codice civile, salvo deroga concordata fra le parti.

Certo lo so, io sono pieno di fantasia…ma devo dire che se il mio teorema fosse vero…. saremmo di fronte a un vero e proprio conflitto di interessi….ANZI IL CONFLITTO VERO…. CHI VIENE BENEFICIATO DA CERTE AZIONI E’ COLUI O COLORO CHE DECIDONO, A DISCAPITO DI ALTRI… ( in questo caso dei cittadini Italiani, anche in presenza di donazioni liberali private la cosa e dubbia, i favori vanno restituiti la regola è vecchia come il mondo).

Quindi faccio una riflessione!!!!

Il bipolarismo e, l’aggregazione dei partiti, oggi e anche una necessità economica????

Secondo me si, perché è storia Industriale, che due società in perdita, che si fondono insieme non lo fanno per aumentare il loro debito che senso avrebbe!!!!

Lo fanno, per modificare l’incidenza del debito in proporzione al fatturato, ma l’estinzione dei debiti passa attraverso una riorganizzazione del sistema, le banche quando si fondano chiudono gli sportelli attigui, eliminano i servizi doppi razionalizzandoli, insomma razionalizzano il sistema, ma lo possono fare perché le decisioni vengono prese dalla proprietà.

Certo qualcuno può obbiettare che non è giusto, ma qui stiamo parlando di conduzione aziendale che segue una logica razionale, il problema e la soluzione del problema, il giusto o sbagliato non c’entra e, onestamente ora il mio scopo è evidenziare un altro aspetto…..cioè quello che può fare un’impresa, che prende decisioni razionali dal suo punto di vista, nell’interesse della stessa, senza conflitto di interessi (chi decide, in questo caso non subisce la decisione che prende).

Ora razionalità e, stabilità del sistema, vorrebbe che i partiti seguissero questo processo di unificazione, MA CHI DECIDE! SA CHE LUI SARA’ IL DESTINATARIO DELLE SUE AZIONI…..

Aldilà delle scelte politiche, io credo che questo problema sarà l’ostacolo maggiore alla nascita di un vero Bipolarismo in Italia, soprattutto finché l’albero della cuccagna continua a elargire doni.

COME FINIRA’ ?

Purtroppo qui mi sono svegliato….. rendendomi conto che stavo dormendo sul divano con il giornale in mano, quindi non so dirvi cosa poteva partorire la mia fantasia sui fatti che potrebbero accadere nei prossimi mesi in Italia.

ernesto scontento

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