ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Napolitano: Un appello all’unità e alla coesione

Posted by ernestoscontento su gennaio 1, 2007

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 02/01/2007

La politica siete voi Basta toni gridati tra i poli “Evitare divorzio tra politica e gente”

Il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica che parla di equità, sviluppo e Sud Italia.

L’Italia demotivata, l’Italia scettica e delusa dalla politica, l’Italia che considera la politica «sporcizia» o «lavoro da specialisti». A questa Italia, che gli ultimi sondaggi hanno fotografato come un popolo scollato dalle istituzioni e quasi senza più punti di riferimento, Giorgio Napolitano ha voluto parlare nel suo primo messaggio di fine anno da presidente della Repubblica. E ha lanciato un appello forte: «A chi mi ascolta, a tutti gli italiani vorrei dire non allontanatevi dalla politica». Non è la difesa del “palazzo” da parte di un presidente con alle spalle anni ai vertici delle istituzioni ma il monito, il grido quasi, di chi vuole riaffermare le ragioni e le radici della politica. Che non è altro che la partecipazione di tutti, nell’interesse comune, alla gestione della cosa pubblica.

Alla politica italiana servono «forze e idee più giovani», serve uno stimolo, un rinnovamento e gli italiani devono partecipare «in tutti i modi possibili» perchè, in un paese con grandi risorse e altrettanti problemi «non ci si può rinchiudere nel proprio orizzonte personale e privato, solo dalla politica possono venire le scelte generali di cui ha bisogno la collettività». Per spiegare questa idea alta di politica Napolitano cita l’esperienza e la lezione di un ragazzo di 19 anni, Giacomo Ulivi, condannato a morte durante la Resistenza: «La cosa pubblica siamo noi stessi».

L’appello di Napolitano a una politica che non sia solo gridata e al dialogo fra i Poli sui grandi problemi del Paese è il fulcro attorno al quale ruotano le reazioni delle forze politiche.

Il richiamo ad un clima positivo nel Paese e nella politica è il secondo passaggio del discorso. «Forte è il bisogno di un clima più sereno e costruttivo. Ho creduto e credo di doverlo dire. Le diversità – prosegue – anche radicali, degli orientamenti e dei programmi, e quindi l’asprezza dei contrasti non possono preoccupare perchè fanno naturalmente parte della competizione democratica. E non cancellano – dice ancora – tutto quel che ci unisce come italiani».

Poi un richiamo alla necessità di lavorare per lo sviluppo economico e sociale del Paese, di tutto il Paese. Giorgio Napolitano sottolinea come nemmeno la parte «più dinamica e competitiva» dell’Italia che «merita la massima attenzione per il ruolo trainante che svolge, può crescere per proprio conto, con le sue sole forze. È indispensabile – sottolinea infatti – una visione unitaria e solidale: non si può fare a meno del grande potenziale rappresentato dal Mezzogiorno, occorre metterlo a frutto con politiche incisive e coraggiose».

Il Presidente si sofferma sulle donne. «Voglio sottolineare come in Italia tra le riserve preziose su cui contare ci sia quella, ancora così poco valorizzata, dei talenti e delle energie femminili». E racconta: «Vedete ho conosciuto e ascoltato un mese fa a Napoli due donne. La prima, madre di un ragazzo che si stava perdendo nelle trappole della malavita, ci ha raccontato come abbia combattuto per salvarlo, per recuperarlo alla scuola e come ci sia riuscita con l’aiuto della scuola». «La seconda – ricorda ancora il Presidente – una giovane che ha studiato con successo giungendo alla laurea e al dottorato, lavora ora a un progetto avanzato di ricerca genetica, per mille euro al mese – e si considera fortunata – con un contratto che scade nel maggio prossimo, ma “non ci penso – ha detto – perchè ho un lavoro bellissimo”». «Ecco – prosegue – due casi così diversi: ma che ci dicono entrambi quale forza morale anima tante donne e può diventare fattore essenziale di progetto civile e di crescita dell’economia e della società».

Dopo una richiesta di maggiore equità sociale, Napoletano fa un forte richiamo sulle condizioni di lavoro: più attenzione per gli operai e nessuna tolleranza per gli incidenti sul lavoro. Napolitano dice che bisogna guardare «con particolare sensibilità a chi lavora in condizione pesanti e per salari inadeguati, a cominciare dagli operai dell’industria». «E non si può più tollerare – sottolinea – la minaccia e la frequenza degli infortuni cui è esposta la sicurezza, e addirittura la vita, di troppi occupati, specie di chi, italiano o immigrato, lavora in nero».

QUESTO DISCORSO E PIENO DI CONTENUTI DI ALTRI TEMPI!

La Redazione di Comincialitalia ha gia messo in evidenza l’intervista a Enrico Berlinguer “ La questione Morale”

Io voglio ricordare le parole di Gaetano Salvemini “ VORREI VIVERE IN UN MONDO DI, GIUDICI GIUSTI, CITTADINI ONESTI, MA SOPRATTUTTO DI POLITICI DOVEROSI DEGLI UNI E DEGLI ALTRI”.

Sarebbe veramente un grande 2007 se i politici ritrovassero la voglia di fare politica all’disopra degli interessi particolari.

Potrei concludere mettendo in evidenza, l’agenda impegnativa che sarà il vero banco di prova per i Riformisti!

Invece concludo ricordando le parole di un grande economista Italiano che da poco ci ha lasciato;

“A rischio di sembrare ingenuo vorrei concludere con un auspicio, anzi con un appello accorato: I leader del centro sinistra da giovani non erano così cinici, avevano ideali che poi l’esperienza politica del nostro infelice paese li ha spinti ad abbandonare. Certo, i membri dei partiti del centrosinistra, che si rendevano conto di come stessero andando le cose, sono stati troppo timidi, forse come strascico di un’antica malintesa disciplina di partito. Oggi i segni incoraggianti si moltiplicano, forse perché vedono la morte politica. Perciò dico loro: lasciate la strada che porta all’autodisistima generalizzata descritta spietatamente da Smith e Leopardi e addirittura all’autodisprezzo. Non dovete pensare che i vostri figli saranno orgogliosi di voi perché vi siete affermati politicamente. Recuperate gli ideali della vostra giovinezza. Sono pronto a superare i giudizi negativi se vengo convinto dai fatti; le parole non bastano.
Ecco, ho cominciato questo libro con un’invettiva (Ahi serva Italia).

Lo concludo con un appello accorato.
Paolo Sylos Labini.”

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Il discorso integrale del Presidente Giorgio Napolitano per il 2007

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