ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Riformisti lottate per le vostre idee

Posted by ernestoscontento su gennaio 10, 2007

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 10/01/2007

Riformisti è giunto il momento di dare battaglia!!!!!

Detto questo per chi n on li avesse letti lo invito a leggere gli articoli di Piero Fassino su Repubblica del 07 Gennaio 2007 e Nicola Rossi sul Corriere del 08 gennaio 2007.

Del quale riporto alcuni stralci.

( Eugenio Scalari lo lascio ai machiavellici ” Breviario dei riformisti girotondini”.)

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Il segretario dei Ds chiede un “colpo d’ala” al governo
“Dal vertice di Caserta innovazioni per dare senso alla Finanziaria dei sacrifici”

“Riforme subito o rischiamo grosso”
L’idea di far calare dall’alto, sul paese, un accordo sottoscritto solo tra la Cgil di Epifani, insieme alla Cisl, alla Uil e alla Confindustria, sembra ormai asfittica. C’è una fetta sempre più estesa di società che non sta più dentro questo perimetro. Lei non crede?
“Sì, questo è vero. Il problema della Finanziaria, che abbiamo sottovalutato, è il mancato riconoscimento di ampie fasce di questa società.

Una strategia di condivisione sulle riforme vuol dire non fermarsi di fronte ai veti di nessuno. Una politica autenticamente riformista deve sapere che la società italiana è complessa e più fluida, e richiede anche accordi più avanzati”.

In fondo Nicola Rossi si è dimesso proprio per questo. Non nasce anche da qui il disagio di tanti riformisti?
“Sì, ma proprio di qui nasce anche il mio disaccordo con Rossi. Lui è un uomo di valore, un riformista vero, che mi auguro possa tornare sui suoi passi. Capisco la sua ansia riformista, che non nasce certo da ostilità o pregiudizio. Ma Rossi dovrebbe rimproverare qualcun altro di mancato riformismo, invece di imputarlo al partito che, per primo, ha sottolineato la necessità e l’urgenza della cosiddetta fase due”.

Lei sta dicendo che Rossi dovrebbe muovere le sue critiche a Prodi, invece che a Fassino?
“Io dico che tutti devono fare i conti con questo problema. Dal presidente del Consiglio in giù.

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«Il partito democratico? Nasce sulla sabbia «Cari leader non siete più credibili»
Dibattito sul riformismo, nuovo contributo dell’economista che ha lasciato polemicamente i Ds
Conviene partire dalla sera dell’ultimo dell’ anno

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Oggi sulla Repubblica si legge della Riunione di Ieri organizzata dalla sinistra dei DS, dove Fassino è stato accolto con freddezza.

Dal conclave di Caserta vedremo cosa emerge!

Ma una cosa è chiara il centro sinistra deve trovare una strada “COSTI QUEL CHE COSTI” non è pensabile che la sinistra radicale sia al governo mettendolo sotto ricatto ad ogni richiesta non condivisa, il costo dell’unità di governo è a carico dei riformisti!

La politica non è sempre l’arte del compromesso!!! Ma è anche scontro e battaglia! nella convinzione di essere nel giusto.

Politica è parlar chiaro! politica è mettere i cittadini di fronte alla realtà, dando la propria risoluzione ai problemi reali.

Il politico dove ritenere un onore essere stato eletto e, quindi dove coerentemente mettere in pratica le idee con cui si è candidato, per quelle idee o progetti i cittadini lo hanno ritenuto meritevole a rappresentarli.

Dallo scontro in atto all’interno del centro sinistra quella radicale uscirà rinforzata se i DS non si svegliano.

I DS oltre a perdere i consensi alla sinistra del partito, li perderanno anche alla destra del partito, ogni cambiamento è una piccola rivoluzione e, le rivoluzioni come diceva Mao “ non sono un pranzo di gala”.

Io rischio di sembrare duro, ma da imprenditore ho imparato, che il non affrontare i problemi non porta alla soluzione degli stessi! anzi spesso il problema si aggrava diventando sempre più complicato da risolvere.

Il non aver affrontato negli anni passati all’interno dei DS, un percorso di rinnovamento politico culturale, oggi ha come conseguenza un trauma maggiore per la base del partito, perché non è solo la vecchia militanza radicale a non capire….ma anche molti giovani sono venuti su nello stesso sistema con cui si faceva militanza politica negli anni 80 (critica esterna verso il partito inesistente, critica interna alle stanze di partito molto velata).

Inoltre mancando un vero è proprio leader (dopo Berlinguer è il vuoto a sinistra) forte, tutti hanno cercato di conquistare la leaderscip creando le loro correnti interne, che spesso sono peggiori e più insidiose dei nemici politici che stanno nell’esatto opposto.

Quello che mi dispiace di più! e che non riesco a capire? è perché non si reagisca!

Infondo la sinistra radicale a un suo percorso ben preciso, sta al governo è nello steso tempo sta all’opposizione sul territorio…con l’intento di prendere consensi a tutto campo sul versante degli indecisi a sinistra “ insomma gioca una battaglia aperta visto che non entrerà mai nel P.D.” , noi invece stiamo dormendo!

Ecco queste cose mi fanno rabbia… come è possibile non capire la strategia messa in campo!!!

Oggi siamo ex comunisti, ma essere ex vuol dire essere stati in passato iscritti o simpatizzanti del più grande partito di sinistra dell’Europa occidentale , NON DOVREBBERO ESSERE GLI EX COMPAGNI A DARCI LEZIONI DI STRATEGIA POLITICA….NOI ABBIAMO I SOLITI STRUMENTI DI ANALISI…VENIAMO DALLA SOLITA SCUOLA!!!!!

Lo sappiamo che in fondo la battaglia politica è anche lotta di classe!!! LO SAPPIAMO che gridando all’odio di classe in fondo qualcuno che ti segue lo trovi sempre (leggi Sanguinetti) come disse Bertinotti a Berlusconi nell’incontro a porta a porta ”finché ci sarà un capitalista come lei, ci sarà sempre in qualche parte del mondo un comunista a contrapporsi”.

Ma questi sono due estremi di concetti politici, ma da sempre esistono le vie di mezzo, diverse interpretazioni o letture, in fondo anche Adam Smith cambia completamente a secondo di cosa leggi dei suoi scritti.

In un momento come questo, di cambiamento politico in profondità, occorre come dice Riccardo Illy il coraggio delle scelte o più semplicemente è giunto il momento della “ Polietica”.

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