ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

A Caserta conclave senza Riformisti,c’erano solo i Trasformisti e i Massimalisti

Posted by ernestoscontento su gennaio 12, 2007

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 13/01/2007
Nicola Rossi chi?

Il professore che ha lasciato i Ds non è, come vorrebbe Scalfari, uno sconosciuto.

Eugenio Scalfari, nel suo fondo domenicale “Breviario dei riformisti girotondini” su Repubblica del 7 gennaio 2007, spende “qualche parola sulla vicenda di Nicola Rossi, distinto economista, già consigliere del governo D’Alema, attualmente deputato designato dai Ds e iscritto a quel partito”.
Scalfari ricorda che “pochi giorni fa, il Rossi ha deciso di non rinnovare la sua iscrizione ai Ds” proponendosi “di operare con un’alleanza dei volenterosi scelti tra i due schieramenti politici per costituire un ponte ‘bipartisan’ e affrontare a quel tavolo i temi delle riforme economiche, dalle pensioni al pubblico impiego e giù tutto l’interminabile elenco.”
Dopo avere ironizzato sul “girotondismo del club economista”, Scalfari scrive: “Nicola Rossi era ed è fino ad oggi un uomo ignoto ai più. Il fatto che non rinnovi la tessera Ds non può interessare di meno. Ma per il circolo mediatico renderlo noto, come lo fece a suo tempo per Pancho Pardi, è un gioco da bambini. Riformista o trasformista? No, per Rossi il problema non si pone,LA SUA ONESTA INTELLETUALE, CHE POI EQUIVALE NEL VOLER ATTUARE LE COSE IN CUI CREDE, NON CRDEDO CHE SIA MESSA IN DISCUSSIONE DA NESSUNO.

E tutto questo proprio non se lo aspettavano. Dopo lo strappo della tessera ora anche il megafono del lungo intervento sul Corriere della Sera. Una circonstanziata accusa che l’autorevole economista Nicola Rossi rivolge ai leader della maggioranza che non sanno portare avanti un progetto riformista credibile.

Uno strale di fuoco che è piombato nel bel mezzo dei preparativi del vertice di Caserta e mentre il segretario Ds Piero Fassino sta spendendo tutto se stesso per far partire proprio dal summit campano la fase delle riforme.

Non è stato quindi difficile per Fassino interpretare le accuse di Rossi come un attacco soprattutto ai Ds. Ma, secondo voci maliziose, ad accrescere l’irritazione di Piero Fassino sarebbe il silenzio che finora c’è stato da parte di Massimo D’Alema sulla vicenda delle dimissioni di Rossi, un economista che era particolarmente legato al presidente Ds, tant’è che ne fu consigliere a Palazzo Chigi. «Questa vicenda sta ricadendo tutta sulle spalle di Fassino, ma nessuno che sia andato a chiedere il parere di D’Alema…», è la critica che si sente in alcuni ambienti della maggioranza fassiniana.

Condivisione anche dal deputato diessino Giuseppe Caldarola. «La denuncia di Nicola Rossi non può passare sotto silenzio.

Nella sua critica c’è il racconto drammatico e veritiero della crisi della politica e della crisi del riformismo a sinistra. Mette sotto accusa la classe dirigente della sinistra impuntando un deficit di riformismo che io considero condivisibile».

Per l’ex direttore dell’Unità «in un partito normale quando personalità come Nicola Rossi decidono di andarsene l’unica cosa che non si può fare è far prevalere il silenzio sperando che l’effetto mediatico si spenga rapidamente».

E Gianni Cuperlo (Ds-Ulivo): «acceleriamo la costruzione del Partito Democratico».

Ormai è da qualche anno si ricomincia a parlare con insistenza di riformismo, ma non vediamo atti concreti.

Questa mancata azione ha spinto un gruppo di economisti come Giavazzi, Boeri, Tito, Salvati a mettere in guardia il centrosinistra dal dare un’ulteriore delusione ai cittadini.

I quali vengono chiamati ora cittadini-clienti perché come tali intendono essere trattati.

E intendono essere trattati come cittadini-datori di lavoro dei dipendenti pubblici e mandanti degli eletti a livello statale, regionale e locale.

La gente si aspetta riforme profonde e indigeribili per le categorie che fino ad ora sono state parassite.

Fassino dice: «Riforme subito, o perdiamo le amministrative del 2007». Rutelli concorda su questa linea ma Prodi, che è compromesso dal giogo di comunisti e di Epifani, frena perché sa che i primi ad essere colpiti dalle riforme sarebbero proprio comunisti e sindacalisti corporativi.

E Caserta è sarà l’ennesima delusione dove l’unica cosa certa sarà il convitto a spese dei contribuenti ! ma abituiamoci perché questa colazione come avevo già pronosticato qualche mese fa, dovrà dare una carburatina al motore ogni sessanta giorni (vedere post A.A.A. Grande centro cercasi? le aree della politica di R. G. Darendhorf).

Quindi non stupitevi se Bersani fa suo l’abolizione delle ricariche telefoniche, che sua non è!!!! ma è del popolo della rete che ha raccolto 800 mila firme onlaine per volere di Andrea D’Ambra autore della petizione popolare per far aprire una inchiesta all’Agcom, e sponsorizzata anche dal Blog di Beppe Grillo .

QUINDI MI SEMBRA CHE PER ORA GLI UNICI RIFORMISTI A SOSTENERE I CITTADINI CLIENTI SONO GLI STESSI CITTADINI.

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