ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Dal Pci al socialismo europeo Un’autobiografia politica di Giorgio Napolitano

Posted by ernestoscontento su gennaio 12, 2007

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 Giorgio Napolitano

È il primo presidente della Repubblica ad aver servito ai tavoli di una festa dell´Unità. Ancora l´anno scorso, a Roma. Il primo a potersi fregiare di una targa ricordo della sua sezione per i 50 anni di iscrizione al «Partito». Pci, Pds, infine Ds: un percorso senza strappi, abiure o colpi di spugna. Giorgio Napolitano non ha mai rinnegato di essere stato comunista ed è salito sul Colle senza rinnegare un solo giorno della sua storia. «Dal Pci al Socialismo europeo», come recita il titolo della sue recente autobiografia.

A lungo Napolitano è stato il ministro degli esteri “ombra” del Pci, tessendo la rete dei rapporti diplomatici con i governi occidentali e con le forze socialdemocratiche, dal primo incontro fra Berlinguer e Willy Brandt all´ingresso del Pds nell´Internazionale e nel partito del socialismo europeo.

Minoranza sospetta del comunismo italiano, a lungo, nella ostinazione di un´eresia riformista, finché nel 2001 al congresso di Pesaro Piero Fassino lo ha indicato come il «compagno che aveva avuto ragione prima». Prima della caduta del muro, ma anche prima che si sgretolasse la convinzione che la “differenza”, etica e politica, del Partito comunista italiano sarebbe stata la sua salvezza.

Il nuovo presidente, però, non è un profeta.

E non ha mai amato le fughe in avanti: nel 1956 non ha condannato pubblicamente l´invasione sovietica dell´Ungheria, il che avrebbe significato porsi fuori dal partito.

Salvo, dagli anni ´70, appoggiare con convinzione l´affrancamento del Pci da Mosca. Senza nulla omettere, ma ammettendo i propri errori. Il giorno prima della sua elezione, intervistato dal Tg1, si è descritto così:

«Nel vecchio Pci si sono confrontate posizioni diverse e quelle che ho via via cercato di esprimere e di sostenere erano quelle che volevano una evoluzione profonda di quel partito, l’apertura verso l’occidente e verso l’Europa e l’impegno conseguente per una dialettica democratica che conducesse all’alternanza nel governo del paese. Questo significa nella sostanza la linea che ho seguito e il rifiuto di ogni massimalismo ed estremismo».

Una linea che gli ha permesso di lasciare senza rimpianti il Pci per il nuovo partito perché lì stava l´orizzonte riformista ancora da conquistare e lì, nel socialismo europeo, un approdo.

Indice completo

  • Premessa
  • 1942-1953. L’incontro con la politica, le prime esperienze nel Pci
    Un semestre a Padova – L’incontro col gruppo napoletano – Una conoscenza singolare: Curzio Malaparte – Mario Alicata e l’inizio della collaborazione col partito – Mio padre – Dal V Congresso del Pci al mio primo lavoro politico – Funzionario del Pci, tra gli operai napoletani – Il movimento dei Consigli di gestione; il Piano del lavoro della Cgil – Il peso dell’ideologia e le ricadute della «scelta di campo» – Segretario della Federazione di Caserta
  • 1953-1962. In Parlamento e nel Meridione in un’Italia che cambia
    Dagli «shock» del ’48 allo sbocco del ’53 – Apprendistato parlamentare. Prove di dialogo tra opposizione e maggioranza – Il trauma dell’autunno 1956. Le radici della posizione del Pci – Continua il confronto in Parlamento – Un curioso episodio di lotta politica nel Pci – Tensioni tra Psi e Pci, e Movimento per la rinascita del Mezzogiorno – Piena immersione nella realtà meridionale – L’iniziativa per lo stabilimento siderurgico a Taranto – Il ruolo del Pci in un grande processo storico – Il maturare dell’«apertura a sinistra» – «Lavoro di massa» e rapporti con la Cgil – La prima prova di governo del centro-sinistra – L’impatto sul Pci del XXII Congresso del Pcus – Missione a Mosca – Ritorno a Napoli
  • 1963-1968. Involuzione del centro-sinistra, contrasti nel Pci, dissenso dell’Urss sulla Cecoslovacchia
    Preparando a Napoli le elezioni del 1963 – Due linee nel Pci verso il centro-sinistra – Il balzo in avanti del Pci. Un solco tra i militanti di Pci e Psi – Il declino del centro-sinistra – Il dramma della sinistra – Incontri con Togliatti – L’ultimo Togliatti – Longo segretario. Amendola e la polemica sul «partito unico» – L’elezione di Saragat a Presidente della Repubblica – Dibattito aperto in preparazione dell’XI Congresso del Pci – La riorganizzazione del vertice del partito – La repentina scomparsa di tre forti personalità – La nascita della Sinistra indipendente – La «rosa» per la successione proposta da Longo – La primavera di Praga e la riformabilità del comunismo – L’invasione sovietica: il «grave dissenso» del Pci – Il malore di Longo. La scelta del vicesegretario
  • 1968-1975. Dopo il Sessantotto: la politica culturale del Pci
    Una relazione e discussione sul movimento studentesco – La conferenza nazionale del Pci sulla scuola – Il «lavoro culturale» – L’amicizia con Ranuccio Bianchi Bandinelli – L’impegno di Ernesto Ragionieri – Squarci di verità sulla «storia segreta» del Pci – Il convegno su «Il marxismo degli anni ’60» – Badaloni, Luporini e la questione del «Manifesto» – Fermenti e iniziative nel mondo musicale – Le «Giornate del cinema italiano» – L’incontro con Pier Paolo Pasolini – Dopo il dissenso sulla Cecoslovacchia – L’atteggiamento del Pci verso i paesi socialisti dell’Est europeo – Gli sviluppi del movimento sindacale dopo il 1968. L’«autunno caldo» – Una crisi politica di fondo – L’identità del Pci e l’idea di rivoluzione – L’«illusione rivoluzionaria» del biennio 1968-1969 – Di fronte alla strategia della tensione: antifascismo e arco costituzionale – Gli articoli di Berlinguer sul Cile – La situazione politica si rimette in movimento
  • 1976-1979. La prova della «solidarietà democratica»
    La legge e il referendum sul divorzio – Lo storico risultato del 1976. Un partito «cresciuto nell’errore»? – La strada dei rapporti col socialismo europeo – Il ruolo di opposizione del Pci – La crisi italiana – Un concreto compromesso politico: il «governo della non sfiducia» – Cade la preclusione anticomunista. Inizia una prova di governo – Per «un nuovo tipo di sviluppo». Sacrifici e contropartite – Dall’accordo programmatico alla crisi del gennaio 1978 – L’attacco delle Brigate Rosse – La fermezza del Pci di fronte al terrorismo di sinistra – Inizia la fine della solidarietà democratica. Uno dei «periodi meno infelici» dell’Italia repubblicana – I rapporti del Pci con la classe operaia – Convergenze e tensioni con i sindacati – Il «compromesso storico»: reazioni del Psi, difficoltà di fondo con la Dc – Un fatale intreccio – La proposta dell’«alternativa socialista». Il Pci privo di una strategia – I frutti e gli stimoli dell’esperienza 1976-1979 – Nuovi orizzonti culturali e politici. L’amicizia con Piero Sraffa – Viaggio in America
  • 1979-1984. Gli ultimi anni di Berlinguer: «diversità» e isolamento del Pci
    Il discorso di Genova: annuncio di una ritirata – Una correzione di rotta da cui non nasceva una prospettiva politica – L’intervista a Scalfari del 28 luglio 1981 – Il mio intervento sull’«Unità» del 21 agosto – Emerge un orientamento e raggruppamento critico nel Pci – Lo spartiacque dell’anticapitalismo – I rapporti con i sovietici: «l’oro di Mosca» – L’invasione dell’Afghanistan e l’estrema posizione di Amendola – Radicalizzazioni e oscillazioni nella linea del Pci – L’«ossessione» dell’unità a sinistra – Il «colpo» militare in Polonia – Lo «strappo» con l’Urss. Ma con una contraddizione di fondo – Un dibattito a Torino con Norberto Bobbio – Per un «governo diverso» in Italia – Il Congresso di Milano (1983): verso l’alternanza? – Il tema delle riforme istituzionali. Avvicinamento tra Pci e Psi – Opposizione per l’alternativa – Craxi assume la presidenza del Consiglio. Nuova contrapposizione tra i due partiti – Il lungo scontro sul decreto per la scala mobile – Lotta a oltranza in un clima parossistico – L’annuncio del ricorso al referendum – Un penoso epilogo politico. La morte di Berlinguer
  • 1984-1989. Il lento cammino del Pci in anni di stagnazione istituzionale
    Natta segretario: continuità e novità – L’impegno in Parlamento: l’opposizione al governo Craxi Ancora sulla «questione morale» – Confronti, ma senza risultati, sulle riforme istituzionali – I rapporti a sinistra – Il dialogo con la Spd. «Due lettere d’amore» – Un pigro continuismo nel governo del paese – Il Congresso di Firenze (1986) – Responsabile della politica estera del Pci – Nell’Assemblea Nato – Missione in Israele – Gorbaciov segretario del Pcus. Incontri a Mosca – Libertà per DubcŠek – Nuove relazioni con i partiti dell’Internazionale socialista – Un impegno di revisione e di ricerca – Il contrasto su Occhetto vicesegretario – Il Congresso di Roma (1989) – «Un nuovo Pci» o cambiare nome e partito? – Il crollo dei regimi comunisti
  • 1989-1992. La contrastata nascita del Pds
    L’incontro del 9 novembre 1989 con Willy Brandt – L’annuncio della svolta. «La ‘cosa’ che vogliamo» – Il documento dell’area riformista per il Congresso di Rimini – Confronto sulla politica estera – La scissione di Rifondazione comunista – Il rapporto con l’esperienza del Pci – Il rifiuto di «entrare» nella tradizione del socialismo democratico – L’atteggiamento di Craxi verso il Pds – Attacco all’area riformista – Il voto del 5 aprile 1992 – La fine dell’Urss – Storia di un riformista
  •  1992-1998. Da Montecitorio al Viminale
    Presidente della Camera – Centinaia di domande di autorizzazione a procedere – Un sentiero stretto e difficile. Il suicidio di Sergio Moroni – Contro la tesi del «Parlamento delegittimato» – Il «caso Craxi» – Dimissioni di Amato e designazione di Ciampi – Riforme elettorali e riforma costituzionale – Sull’orlo di una crisi finanziaria – Una transizione incompiuta – La morte di Gerardo Chiaromonte – Dalla sconfitta del 1994 alla nascita dell’Ulivo – Dopo cinquant’anni la sinistra al Viminale – Nuove responsabilità per i prefetti – Crimine organizzato e micro-criminalità – Ruolo delle amministrazioni locali e indirizzi della politica di sicurezza – L’agitazione secessionista della Lega nord – La prima legge organica sull’immigrazione – Dimensione europea e visione globale dei problemi della sicurezza – Dalla caduta del governo Prodi all’incarico a D’Alema
  • 1999-2004. L’approdo europeo
    Ciampi Presidente – L’Europa, l’Occidente, la Comunità – Confini e valori della «piccola Europa» – L’europeismo del Pci: una radicale rottura col passato – Altiero Spinelli e i comunisti italiani – I conti col comunismo reale – La lezione di Thomas Mann – La mistificazione e il mito del «socialismo diventato realtà» – L’«utopia capovolta» – L’ideale di una federazione europea – Jacques Delors e i rischi di deriva dell’integrazione europea – Convergenze e distinzioni tra le forze europeistiche – I punti di riferimento della mia generazione – Il rapporto con la cultura liberale – Come coltivare la memoria storica – Un bilancio personale?
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