ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Riccardo Illy, La Rana Cinese

Posted by ernestoscontento su gennaio 25, 2007

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 26/01/2007

Descrizione dell’editore:

Riccardo Illy, presidente della regione Friuli Venezia Giulia e presidente del gruppo Illy, è uno dei più noti industriali italiani nonché uno dei più autorevoli e ascoltati governatori regionali dell’alleanza di centro sinistra.

“Mi sono più volte chiesto se la teoria della rana bollita (e della rana scottata), che mio padre ama spesso citare, sia effettivamente – come lui assicura – il risultato di un autentico esperimento scientifico.

Però è certo che si tratta di una metafora davvero utile per capire l’effetto positivo che la globalizzazione, e in particolare la concorrenza cinese, può avere sulle imprese italiane.”

Nel fantasioso e un po’ crudele esperimento della “rana cinese”, si prendono due rane e due pentole piene d’acqua. Si lascia cadere la prima rana in una delle pentole quando l’acqua è ancora fredda, poi si mette la pentola sul fuoco e la si porta pian piano a ebollizione.

In questo caso la rana muore bollita, perché si abitua gradualmente al cambiamento di temperatura, si intorpidisce, e non si accorge quando arriva il punto di non ritorno, quando conviene saltar fuori e salvarsi.

Nel secondo caso, invece, si porta l’acqua a ebollizione e solo allora si butta dentro la rana. Appena sfiora l’acqua bollente, la rana si scotta e istintivamente schizza via il più lontano possibile. Si ritroverà con qualche ustione e qualche ammaccatura, ma si salverà.

Nel momento in cui gran parte del mercato mondiale guarda all’Oriente e al suo straordinario sviluppo economico con ansia e preoccupazione, Riccardo Illy ci invita a considerare la congiuntura presente alla stregua di uno choc salutare, capace di attivare le risorse più autentiche del nostro

Paese e di salvarlo dal fatale intorpidimento in cui, adattandosi al peggio, rischiava di cadere.

Se infatti è vero che non pochi sono gli svantaggi competitivi dell’Italia – l’eccessiva tassazione sul reddito d’impresa, il cuneo fiscale-previdenziale, la carenza di infrastrutture, la lentezza e inefficienza della burocrazia, i limiti del nostro sistema di istruzione, gli scarsi investimenti in ricerca e sviluppo, la crisi della giustizia, e non ultimo il mammismo, ovvero la mancanza di volontà dei nostri giovani di uscire dal guscio protettivo della famiglia per affermare la loro libertà e autonomia -, non bisogna però dimenticare che gli italiani da sempre mostrano un peculiare ingegno e una propensione all’estetica e alla qualità della vita pressoché unici. Tutte caratteristiche che dobbiamo imparare a valorizzare al meglio.

Rilanciare un processo virtuoso di crescita economica e coesione sociale nel nostro Paese è possibile. È giunto il tempo di ristabilire un clima di reciproca fiducia, un tempo in cui gli italiani possano davvero mettere a frutto i loro straordinari talenti.

Indice del libro
1. L’Italia al palo
2. Scenari in movimento
3. La riscoperta delle vocazioni
4. Cambiare per competere
Conclusioni. Il tempo della polietica
Polietica e capitalismo sociale

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LA PARABOLA DELLA RANA BOLLITA:

Accade spesso che l’imprenditore è pienamente coinvolto nella gestione corrente, perdendo di vista le refluenze che le sue scelte quotidiane (spesso implicite) sono in grado di esercitare su un orizzonte di più lungo periodo; succede anche che l’imprenditore non percepisca tempestivamente segnali deboli sintomatici di disfunzioni che alla fine sfociano in crisi.
Nel momento in cui gran parte del mercato mondiale guarda all’Oriente e al suo straordinario sviluppo economico con ansia e preoccupazione, Riccardo Illy ci invita a considerare la congiuntura presente alla stregua di uno choc salutare, capace di attivare le risorse più autentiche del nostro Paese e di salvarlo dal fatale intorpidimento in cui, adattandosi al peggio, rischiava di cadere.

Con questo libro l’imprenditore triestino, nonché presidente della regione, offre il suo punto di vista, sempre controcorrente, sull’attuale situazione italiana, sul ruolo che il Paese può svolgere nell’economia globale, contrassegnata, secondo lui, dalla conoscenza quale fattore competitivo fondamentale.

E propone la sua esperienza economica sui mercati di tutto il mondo come motivo di ispirazione per un Paese alla ricerca di modelli positivi da cui ripartire.

Come una rana che cade in una pentola di acqua bollente si salva perché ne salta fuori per istinto con grande velocità, così l’Italia, secondo llly, si salverà dalla scottatura dell’ingresso della Cina nell’economia internazionale per la semplice ragione che le sue conseguenze sono così immediate e violente che costringeranno tutti a reagire con rapidità.

Illy parla quindi del triangolo maledetto: protezione dalla concorrenza, divieto di licenziare e diritto di sciopero e spiega che quando cade il primo, gli altri due vertici sono mortali per le imprese.
Alla fine propone un modo per saltare dalla pentola: passare dalla cultura della protezione a quella del merito!

Illy evidenzia ache l’anomalia fra i lavoratori Spagnoli e quelli Italiani, infatti il costo del lavoro nei due paesi è uguale; ma gli Spagnoli percepiscono una paga netta maggiore rispetto agli Italiani, infatti in Spagna gli oneri prevvidenziali a carico dei lavoratori e delle aziende sono nettamente inferiori.

Il Beneficio di questo modello è sotto gli occhi di tutti, gli Spagnoli oltre ad avere un reddito maggiore con evidenti benefici individuali.

A come conseguenza indiretta che la Spagna cresce più dell’Italia visto il maggior reddito disponibile che si tramuta in consumi, aumentando il PIL Nazionale.

Facile trovarsi d’accordo, quanto difficile rendere questo fattibile proprio nel nostro paese.

Ma io non sono ottimista l’Italia è al Palo, la temperatura dell’acqua sale,la razionalità vorrebbe che si facesse un salto per sfuggire alla inevitabile fine, ma spesso manca la necessaria percezione del pericolo che si corre.

Chi si occupa di azienda sa che per raggiungere degli obbiettivi importanti è necessario motivare tutto il sistema aziendale, è questa è la cosa più difficile da attuare.

E’ chiaro che non è la ricchezza il bene da noi cercato: essa, infatti, ha valore solo in quanto “utile”, cioè in funzione di altro (Aristotele, L’Etica )
Da notare che sul dizionario della lingua Italiana De Mauro la parola polietica non esiste!!!

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