ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

La società è impazzita, se si muore allo stadio per il calcio

Posted by ernestoscontento su febbraio 2, 2007

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 03/02/2007

 

La società è impazzita, se si muore allo stadio?

Scontri Catania Palermo: Morto un polizziotto, oltre 100 feriti.

Navigando sulla rete leggo sui vari siti dei quotidiani una notizia che ha dell’incredibile..assurda …inimmaginabile.

Scontri dopo Catania-Palermo:morto un poliziotto, oltre 100 feriti

Un agente di polizia, Filippo Raciti, è morto per le gravi ferite riportate negli scontri dopo la partita Catania-Palermo. Raciti, 40 anni, è morto nel reparto di rianimazione dell’ospedale «Garibaldi», dove i medici hanno tentato inutilmente un intervento chirugico per salvargli la vita.Secondo quanto si è appreso, il poliziotto, in servizio al Reparto Mobile di Catania, ha subito gravissime lesioni per lo scoppio di una bomba carta lanciata all’interno del mezzo della polizia su cui si trovava. All’ospedale «Garibaldi» è giunto il sostituto procuratore della Repubblica, Ignazio Fonzo, accompagnato dal capo della Squadra Mobile, Giovanni Signer. All’ospedale «Garibaldi» sono arrivati i genitori del poliziotto, circondati dai colleghi di Raciti, in clima di dolore e commozione ma anche di rabbia.Sospesi tutti i campionati per il prossimo week end Il Coni appoggerà le decisioni prese dalla Figc Pancalli: “Stop per tutto il calcio adesso basta, veramente basta”

 

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Cosa c’è che non va? cosa si è rotto nella nostra società?

Stadi e bullismo a scuola sono alcuni dei segnali del disagio sociale che ormai stiamo attraversando.

Parliamo di Europa dei popoli è non siamo capaci di andare allo stadio per vedere uno spettacolo sportivo.

Abbiamo perso ogni sentimento umano, se ci sentiamo forti facendo i prepotenti con i più deboli.

Quale ruolo per la Famiglia nella società attuale?

Nella società attuale fortemente caratterizzata da una complessità globale, che coinvolge ed involve ogni aspetto ed esperienza della vita moderna, anche la famiglia viene investita da profondi mutamenti.

Oggi più che mai essa lamenta grossi disagi, manifesta segni (sempre più spesso violenti) di malessere, appare disorganizzata e destrutturata, assolutamente confusa.

Partendo dal presupposto che la famiglia è una relazione sociale piena che muta forma a seconda dell’esperienza e dei progetti di vita di ciascun individuo,consideriamo “la famiglia contemporanea come un sistema vivente, altamente complesso, differenziato e a confini variabili, in cui si realizza quell’esperienza vitale specifica che è fondamentale per la strutturazione dell’individuo come persona, cioè come individuo in relazione (essere relazionale), nelle sue determinazioni di genere e di età, quindi nei rapporti fra i sessi e le generazioni”.

La difficoltà esistenziale nella gestione quotidiana porta gli individui ad una continua tensione, tensione dovuta anche alla fortissima competitività su cui si basano molti rapporti sociali e lavorativi, i modelli culturali che si impongono poi si basano sul successo ad ogni costo e senza scrupoli, per cui alla fine l’individuo si ritrova stretto tra una realtà macrosociale difficile da affrontare e da superare ed una famiglia che non è più capace di dare certezze e stabilità. In questo modo la via “più semplice” è quella di scaricare le frustrazioni sui più deboli come donne e bambini, o come succede allo stadio sugli altri un nemico che non conosco ma lo percepisco come il mio concorrente sociale.

Quale ruolo della scuola ?

Formare uno studente è chiaramente lo scopo principale dell’insegnamento scolastico, e per formazione è inteso l’apporto allo studente di conoscenze e capacità basilari per la creazione di un proprio senso critico, fondamentale per condurre una vita attiva nella società, quindi vantaggiosa per la stessa.

La scuola è una palestra formativa e orientativa insostituibile, perché insegnare non è solo trasmettere il sapere, ma anche stimolare lo studente a conoscersi, a costruire il suo sapere, a trovare un efficace metodo di studio, a costruirsi capacità decisionali, a convivere con il nuovo, a conoscere i cambiamenti della società sapendoli affrontare, insomma ad auto-orientarsi. Orientativo è fare esperienze, acquisire un metodo per procedere, per cavarsela da soli, per imparare ad imparare.

Oggi però stiamo assistendo a processi di riforme scolastiche, che influenzate da scelte politiche di risparmio e dalle esigenze del mercato del lavoro, trascurano questo tipo di formazione.

Quindi il ruolo della Famiglia e della scuola è di fornire una formazione, con la quale i nostri figli potranno in futuro affrontare la società criticamente e autonomamente.

Questo oggi non sembra essere stato mantenuto, anzi sembra che i nostri figli siano facile preda di indottrinamenti di qualsiasi tipo e credo.

Con il termine nostri figli intendo le giovani generazioni, i cittadini di domani, quelli che dovranno guidare il paese in futuro, ma come faranno a guidare una società se non sono in grado di guidare loro stessi?

Il disagio sociale non è un problema dei singoli, ma è un problema sociale (di tutti noi).

Domandarsi il perché non siamo più capaci di affrontare razionalmente le relazioni sociali, e la prima domanda per poter trovare un percorso alternativo prima che si arrivi a un punto di non ritorno.

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