ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Lettera aperta di Ernesto Scontento per Piero Fassino.

Posted by ernestoscontento su febbraio 3, 2007

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 04/02/2007

Quanto sia difficile governare e trasformare l’Italia è sotto gli occhi di tutti. Il centrosinistra ci sta provando, ma incontra grandi difficoltà; ogni passo avanti si compie con grande fatica, quasi sempre è seguito da un mezzo passo indietro. Chi interpreta la politica come tentativo di cambiare lo stato presente delle cose non può rassegnarsi a stare immobile. Occorre interrogarsi sul perché il nostro sistema delle regole e il nostro sistema dei partiti producono una governabilità così incerta e faticosa.

Sul Corriere della sera del 03.02.2007 leggo l’intervista a Piero Fassino dal titolo:

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“ SERVONO REGOLE PER IL DISSENSO RIFONDAZIONE SMETTA DI INSEGURE I FANTASMI” Fassino: servono regole per il dissenso Il segretario Ds: temo che il Prc ascolti il richiamo della foresta «La maggioranza va sostenuta. Vale pure per Mastella sui pacs»

Estratto dell’intervista:

In sostanza, che cosa chiede?
«Mi pare evidente che non si possa archiviare ciò che è successo come un incidente di percorso. La politica è assunzione di responsabilità, non il gioco delle parti messo in scena dalla destra. Il primo punto da chiarire sono le scelte di politica estera del nostro Paese, a cominciare dal rifinanziamento delle missioni militari di pace: non è possibile che mentre l’Italia siede nel Consiglio di sicurezza dell’Onu ci sia qualcuno che ti chiede di andare via dall’Afghanistan, noi che stiamo lì su mandato dell’Onu!».
Il famoso multilateralismo…
«Appunto. Vorrei evitare che, dopo aver combattuto per anni contro l’unilateralismo di Bush perché decide da solo, prevalesse ora l’unilateralismo contro l’Onu. Sarebbe francamente assurdo».

E quali sarebbero, queste regole?
«Noi abbiamo chiesto un voto per governare, gli elettori ce l’hanno dato, e ora abbiamo il dovere di farlo. È ovvio che non si possa coartare l’opinione o la coscienza di nessuno. Ma l’impegno con gli elettori obbliga ciascuno a misurare i propri comportamenti e definire un limite al dissenso su questo o quel tema: non ci si può spingere fino al punto di mettere in discussione la maggioranza».

Già, ma come si fa?
«Un parlamentare ha il diritto di avere una posizione difforme e la può esprimere in aula, ma non ne consegue che il dissenso debba ogni volta tradursi in un voto contro. Uno può alzarsi e dire: non condivido per queste ragioni, dopodiché sostengo lealmente la maggioranza e le sue decisioni e voto assieme a tutti gli altri. Diamoci questa regola ».

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CARO PIERO MI DELUDI……

Qui il richiamo della foresta lo fai tu! Cercando di portare la sinistra radicale su un modo operativo che era del vecchio PCI (il cosiddetto centrismo democratico).

La delusione Piero nasce dal fatto che tu non sei uno sprovveduto, non sei l’ultimo arrivato che non conosce le regole della politica spesso Machiavellica più di quanto sia necessario.

Ammesso che Prodi riesca dopo l’ennesima riunione a carburare la macchina del governo, il problema rimane non si può andare dal meccanico una volta ogni 15 giorni per evidenti anomalie strutturali. La macchina è difettosa e va sostituita, PUNTO E A CAPO PIERO,NON C’E’ UNA LOGICA RAZZIONALE DIVERSA,SE VUOI COME DICI TU,ABBINARE IL MANDATO DI RAPPRESENTAZA A GOVERNARE IL PAESE,CON RESPONSABILITA’ DEMOCRATICA.

Quanto pensi che possa durare la tua richiesta di responsabilità verso il governo, facendo affogare l’anima politica (che poi sono i valori della vita di un uomo), tu vorresti affogare l’uomo,per farti appoggiare delle cose che lo stesso uomo non sente sue.

Vedi Piero l’unica cosa saggia seguendo il filo del tuo ragionamento sarebbe quello di andare di nuovo alle elezioni, abbandonando il sogno di poter fare una coalizione di governo con la sinistra radicale.

Altrimenti puoi ricorrere a un Machiavellico, quello di far cadere il governo e,ricercare un’altra maggioranza all’interno delle forse politiche, in fondo se non fosse per Berlusconi…sarebbero meno le cose che dividono il CXS dal CXD,che quelle che dividono il CXS dalla SN Radicale.

Piero tu lo sai,che quando Bertinotti dice il Governo a il diritto di governare anche con alleanze momentanee, alternative alla coalizione di governo, COSA LASCIA INTENDERE?

Però Piero lui ci vuole prendere per i fondelli….nel senso che non si rovina l’anima e sta al governo per ottenere quello che è possibile.

Così agendo, ottiene il risultato,che lui verso i suoi elettori passera per uno coerente, mentre tu pagherai il costo dell’adesione di governo, MI DOMANDO CHI TE LO FA FARE????

Non è meglio governare con una nuova alleanza ?

Non è meglio per il paese trovare una piattaforma riformista e condivisa fra CXS e CXD.

Chissà se poi non nasca anche in Italia quella cultura bipolare e matura,che vede l’alternanza di governo non impegnata nella demolizione di ciò che ha fatto l’altro, ma impegnata ad adattare ciò che c’è,per affrontare con responsabilità Pubblica i vari problemi che ci sono di volta in volta, che di fatto è il primo dovere per chi guida un paese, soprattutto in una società mutevole e complessa come quella attuale.

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