ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

La società sotto assedio e, portatrice di una vita liquida

Posted by ernestoscontento su febbraio 7, 2007

Zygmunt Bauman è uno dei più noti e influenti pensatori al mondo. Professore emerito di Sociologia nelle Università di Leeds e Varsavia. Tra le sue opere in italiano Modernità e olocausto (Bologna 1992), Il teatro dell’immortalità. Mortalità, immortalità e altre strategie di vita (Bologna 1995), Le sfide dell’etica (Milano 1996) e Il disagio della postmodernità (Milano 2002).
Di seguito riporto una piccola recensione di alcuni sui libri, che sono come dei fari indispensabili per muoversi nella società contemporanea.

La società sotto assedio :

Riaffermare il dominio del mercato, rotto tutti i legami che la tenevano unita. Sono finiti i partiti politici e sono in crisi le associazioni, sono più deboli i nostri vincoli con la comunità religiosa e perfino i legami matrimoniali e familiari sono più labili. Sedotto dalla pubblicità e da potenti modelli televisivi, l’individuo è solo di fronte al mondo globale. In teoria può collegarsi sempre e dovunque con tutti. In pratica, i suoi contatti sono momentanei, sempre reversibili e mai duraturi. Zygmunt Bauman è professore emerito di Sociologia nelle Università di Leeds e Varsavia e uno dei sociologi più conosciuti a livello internazionale.
Esiste ancora la società nel senso tradizionale del termine, ovvero: vicinanza, prossimità, aggregazione, legami reciproci tra le persone? Siamo soli, in ansia cronica, ipercompetitivi. Siamo sotto assedio. Lo scrive Bauman nel suo splendido libro: poco sociologico in senso tradizionale, coinvolgente, caldo.

La Modernità Liquida:

Modernità liquida, del sociologo polacco Zygmunt Bauman, è un testo interessante che propone un’analisi chiara e puntuale dei cambiamenti che stanno attraversando le nostre società all’inizio del nuovo secolo.

Le due domande, che l’autore rivolge al lettore, possono servirci da introduzione a questo lavoro; innanzi tutto egli si chiede che cosa sia la modernità e quali siano i tratti caratterizzanti che la distinguono, come epoca storica, da quelle precedenti. La risposta a questo primo quesito riguarda il mutato rapporto tra lo spazio ed il tempo: “Il tempo acquisisce una storia allorché la velocità di movimento nello spazio diventa una questione di ingegno” (p. XV). Nel rapporto tra lo spazio ed il tempo, lo spazio rappresenta il lato solido e stolido, e dunque pesante della medaglia, mentre il tempo rappresenta il lato fluido, dinamico e sempre cangiante di tale rapporto. Vedremo tra poco come il tempo diventerà, nella nostra epoca liquida, l’aspetto più importate dei cambiamenti in corso.
La seconda domanda ci porta direttamente al cuore delle tematiche trattate in questo libro, e dunque la questione posta da Z.Bauman suona così: “la modernità non fu forse fin dall’inizio un processo di liquefazione?” (p. VII). Attraverso questa seconda domanda è possibile considerare la storia della modernità come un lungo processo di liquefazione continua di tutti quei corpi solidi che le società avevano precedentemente costruito.
Se consideriamo la modernità attraverso lo sguardo rivoltole da autori quali M. Weber, A.De Tocqueville scopriamo infatti che uno dei compiti assegnati alla modernità fu quello di “fondere i corpi solidi” per costruire una società più stabile e duratura; i primi corpi solidi ad essere liquefatti furono in generale gli obblighi etici e religiosi che caratterizzavano e tenevano unite invece le società pre-moderne. In questa fase di liquefazione l’unico rapporto sociale che resistette al cambiamento fu il rapporto di classe e dunque, da questo momento in poi, un nuovo tipo di razionalità prese la guida della società, e ciò lo possiamo descrivere marxianamente come il primato dell’economia intesa come razionalità che governa tutte le altre vicende umane e sociali.
L’immagine che più di ogni altra esemplifica questa prima fase della modernità è, secondo l’autore, il Panopticon, questo luogo inventato da J. Bentham e ripreso da M.Foucault, nel quale le persone vivono costantemente controllate e sorvegliate dal potere, potere che poteva contare sulla sua velocità e facilità di spostamento per tenere sotto controllo i propri sudditi: “ Il dominio del tempo era l’arma segreta del potere dei leader” (p. XVI). Un’altra immagine può chiarire, tra le tante, cosa abbia significato il potere di controllo sul tempo: la fabbrica fordista con la sua standardizzazione del tempo di lavoro nella catena di montaggio.
Questo modello di relazione tra controllori e controllati comportava il reciproco coinvolgimento tra gli attori in campo e di fatto inchiodava il potere allo stesso suolo dove i controllati svolgevano le proprie attività.
Nella nostra fase di modernità, che l’autore definisce liquida, il modello panottico e tutte le strutture sociali ad esso collegate è definitivamente entrato in crisi e, liquefacendosi, ha aperto una nuova fase della storia umana che da molti è stata interpretata come fine della storia o come fine della modernità, ma che l’autore definisce preliminarmente come post-panottica; essa tuttavia esibisce ancora il tratto caratteristico della modernità, ossia la sempre inarrestabile spinta alla modernizzazione. Questa fase di liquidità attraversa aspetti importanti della nostra vita sociale come ad esempio il lavoro, la comunità, l’individuo, il rapporto tra lo spazio ed il tempo, ed infine, ma non ultimo in ordine di importanza, l’idea di libertà e quella ad essa collegata di emancipazione.

Vita Liquida:

«Abbandonate ogni speranza di totalità, futura come passata, voi che entrate nel mondo della modernità liquida…»: una metafora per descrivere la fase attuale della nostra modernità che suona a epitaffio di un modo stabilizzato e rassicurante di sentirsi nel mondo.
Stress, consumismo ossessivo, paura sociale e individuale, città alienanti, legami fragili e mutevoli: il mondo in cui viviamo sfoggia una fisionomia sempre più effimera e incerta.
È ‘liquido’. «Una società può essere definita ‘liquido-moderna’ se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure. La vita liquida, come la società liquida, non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo.»
Sospinta dall’orrore della scadenza la società liquida deve modernizzarsi, o soccombere. E chi la abita deve correre con tutte le proprie forze per restare nella stessa posizione.
La posta in gioco di questa gara con il tempo è la salvezza (temporanea) dall’esclusione.

il mondo in cui viviamo sfoggia una fisionomia sempre più effimera e incerta. È ‘liquido’. “Una società può essere definita ‘liquido-moderna’ se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure. La vita liquida, come la società liquida, non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo.” Sospinta dall’orrore della scadenza la società liquida deve modernizzarsi, o soccombere. E chi la abita deve correre con tutte le proprie forze per restare nella stessa posizione.
La vita liquida è una vita precaria vissuta in condizioni di continua incertezza. Le preoccupazioni maggiori che l’affliggono nascono dal timore di esser colti alla sprovvista, di non riuscire a tenere il passo di avvenimenti che si muovono velocemente, di rimanere indietro. Zygmunt Bauman prosegue in questo nuovo saggio la sua riflessione sociologica sulla società “liquido-moderna” in cui viviamo e, dopo le analisi di Modernità liquida e Amore liquido, propone qui una serie di intuizioni su vari aspetti della vita nella società flessibile contemporanea.

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Bauman è uno scrittore prolifico dopo la “modernità liquida” “La società sotto assedio”e “ vita liquida”, continua la sua analisi ad illustrare come la “società”, ovvero il vocabolo fondante e l’oggetto di studio della sociologia, sia stato sostituito dalla “rete”: rete in cui si naviga senza mai abbandonarne la superficie e in cui è sempre più difficile immaginare un’agorà, un luogo pubblico in cui i cittadini tornino ad essere attori e non solo spettatori. Ma per essere cittadini occorre una città, uno Stato, un luogo a cui corrispondano dei poteri. I poteri invece sono sempre più invisibili, extraterritoriali, al di fuori di ogni controllo.
Ma i cittadini che sono coloro che vivono nella società, conducono una vita liquida.

Si devono adattare di volta in volta al nuovo involucro, tutto scorre in fretta e spesso non ci dà neanche il tempo di assaporare l’esperienza che stiamo vivendo.

Vivere è il primo dovere di dell’uomo, ma per non rimanere ai margini di una società che corre in fretta, si deve capire e, Bauman ci da una mano in questo, non è solo l’esperto a scrivere ma qui entra anche in gioco l’esperienza dell’uomo che a già vissuto 84 anni.

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