ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Padoa Schioppa: “Troppi macchinisti nelle Ferrovie”

Posted by ernestoscontento su marzo 28, 2007

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 29/03/200

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA Padoa Schioppa: “Troppi macchinisti nelle Ferrovie”

Se non ricordo male fu Andreotti a dire “ chi vuole risanare le Ferrovie è, come quel matto che crede di essere Napoleone”.

Ma Andreotti è e resta un Democristiano,di quelli che dopo la messa se vedono un mendicante tirano a diritto, tanto c’è la divina provvidenza che ci pensa.

Detto questo, Vorrei ricordare che Padoa Schioppa è dichiaratamente un Liberale Liberista, durante i primi mesi di governo nella sua polemica con Gavazzi a dichiarato “ una cosa sono le teorie che si insegnano a scuola, altra cosa e la pratica” come dire si predica in un modo e si razzola in altro modo.

Purtroppo la sinistra Italiana non è, stata in grado di formare e, di formarsi sotto l’aspetto economico, nel senso che, non ha assimilato la cultura dell’economia di mercato.

Infatti chi scrive è, convinto che D’Alema sia un ottimo ministro degli esteri, ma è stato, un pessimo Presidente del consiglio ( vedi privatizzazioni Telecom).

Insomma siamo passati dalla comunione dei beni di produzione, all’economia di mercato.

Paradossalmente senza passare un periodo di prova nelle politiche economiche di tipo socialdemocratico.

Bersani si definisce Liberalista ma è confuso….le sue politiche sono si liberali ed agevolano il cittadino, ma non passano nemmeno la soglia del minimo indispensabile ( le coop che non si occupano di sociale devono contribuire come tutti al mantenimento dello stato).

Se tu oggi parli (con un dirigente o amministratore dei DS) di Keynes e delle sue politiche, per sostenere la necessità dell’intervento pubblico nell’economia, con misure sia fiscali che monetarie, qualora una insufficiente domanda aggregata non riesca a garantire la piena occupazione, VIENI GUARDATO COME UN ALIENO SANGUISUGA.

J.K.Galbraith nel suo saggio dal titolo “ la buona società” afferma che nella buona società deve essere perseguito l’obbiettivo della piena e buona occupazione, che è e rimane lo strumento migliore per combattere l’inflazione, infatti Galbraith afferma che la politica monetaria è uno strumento immediato e svincolato dalle decisioni dei politici, ma non è il più efficace.

Riflessione:

Cosa c’è di male, in uno stato che gestisce dei monopoli naturali con efficienza e, che rinveste nella comunità i proventi, al fine di mantenere e sostenere l’occupazione è, il disagio sociale.,

J.S.Mill. considerato da molti uno dei padri del Riformismo nel suo saggio Principi di economia politica, sostiene che ci sono monopoli naturali, o attività che devono essere gestite dallo stato.

Mill mette in guardia dal rischio in maniera da circoscriverlo infatti nel capitolo sulle S.P.A. dirà “ la gestione dei Manager darà sempre un grado di inefficienza, in quanto non gestiscono la cosa loro, quindi avranno sempre un interesse minore a far funzionare bene le cose rispetto a chi è proprietario della cosa”.

Oggi per sopperire a questo si grida all’Italianità delle grandi aziende ex pubbliche, cercando cordate con i soliti noti.
Poi l’Italianità a cui grida il governo è diversa dall’Italianità di Fazio???? ( il concetto non il suo realizzo)

Non solo ma un piccolo o grande imprenditore che sia si deve sentire anche falsi profeti che danno lezioni di gestione di impresa ” che gli imprenditori Italiani siano tali”.

La differenza che esiste fra una mentalità vera di mercato è una falsa, è che quella vera ragiona in termini di comunità responsabile, quella falsa predica ma quando agisce pensa di fare un regalo all’imprenditore di turno.

In fondo forse siamo ancora troppo comunisti ( comunismo = comunione dei beni di produzione).

L’efficienza del sistema, non può prevaricare il diritto al lavoro!!!!
Una politica di sinistra è tale (e di conseguenza il politico) se sa mettere in pratica l’equilibrio migliore fra efficienza e solidarietà / o dignità della persona.
NON SI PUO’ PASSARE DA LENIN A MILTON FRIEDIMAN CON UN SOLO SALTO.

Se non ricordo male ( ma penso proprio di no) per sapere le prossime liberalizzazioni di Bersani, basta leggere Capitalismo è Libertà di M. Friedman .

Ma Friedman in economia è stato un liberista convinto , più volte definito l’anti-Keynes, per il suo rifiuto verso qualsiasi intervento dello Stato nell’economia, ed il suo sostegno convinto, a favore del libero mercato e della politica del laissez-faire.

Le sue teorie hanno esercitato una forte influenza sulle scelte del governo inglese della Thatcher e di quello americano di Reagan, che decisero gran parte della politica economica degli anni ottanta. Le sue idee sono ancora oggi oggetto di accesi dibattiti: ad esempio, rigettò la stakeholder view e la responsabilità sociale d’impresa, sul piano economico ed etico, sostenendo che i manager sono agenti per conto terzi e dipendenti dei proprietari-azionisti, e che devono agire nell’interesse esclusivo di questi ultimi (per lui utilizzare il denaro degli azionisti per risolvere problemi sociali, pur se l’impresa ne è causa, significa fare della beneficienza con i soldi degli altri, senza averne il permesso e tassarli senza dare un corrispondente servizio, violando il principio del «no taxation without rapresentation»).

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