ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Italiani Formiche o Cicale ?

Posted by ernestoscontento su aprile 2, 2007

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 02/04/20007

File Doc con i dati Euroispes

I FATTI SONO DURI COME MACIGNI DI GRANITO.

La crescita delle retribuzioni è inferiore a quella di altri Paesi.

In termini di potere d’acquisto solo i portoghesi stanno peggio.
Il livello dei salari Italia, in termini di potere d’acquisto è tra i più bassi d’Europa, inferiori a quelli della Grecia e superiori solo a quelli del Portogallo

Lo indica l’ultimo rapporto Eurispes, che si riferisce al periodo 2000-2005.
Nell’arco di tempo considerato c’è stata una crescita media del salario comunitario , per l’insieme dei Paesi europei del 18%, mentre nel nostro Paese i lavoratori dell’industria e dei servizi (con esclusione della Pubblica amministrazione) hanno goduto di una crescita dei livelli retribuiti del 13,7%.
Una crescita ancora minore c’è stata in Germania e la Svezia , dove però i dati di partenza erano più elevati., mentre i lavoratori di Gran Bretagna, Norvegia, Olanda e Finlandia hanno visto, nel quinquennio, la propria busta paga accrescersi di oltre il 20%
Bollettino del primo trimestre Bankitalia :

Estratto:

Segnala un miglioramento dei conti: “Risultato da consolidare” Evidenziate anche una lieve ripresa della competitività delle imprese, necessari gli investimenti
Bankitalia, Pil al 2% nel 2007 “Ora è il momento di ridurre le tasse”
“La pressione fiscale supera quella media dell’euro e si colloca in prossimità dei valori massimi storici”

Per le famiglie, a una maggiore ricchezza corrisponde una maggiore prudenza su consumi e investimenti

Famiglie più ricche ma anche più prudenti.

Migliora anche la situazione delle famiglie, che nel 2006 sono diventate ricche, circostanza che non si è però tradotta in una maggiore propensione al rischio negli investimenti. Anzi, segnala Bankitalia nel Bollettino economico, si è accentuata la tendenza a tenersi alla larga dagli strumenti finanziari più rischiosi. Così, nel 2006, le famiglie hanno ridotto gli acquisti di azioni e partecipazioni ed hanno ceduto quote di fondi comuni mentre la quota di portafoglio investita in attività di basso rischio (circolante, depositi e titoli non azionari) si è portata su valori prossimi al 50% ampliando ulteriormente il divario rispetto ai corrispondenti valori dell’area dell’euro.

Consumi modesti.

onostante la ripresa economica, “i consumi delle famiglie sono aumentati a ritmi complessivamente contenuti”. In particolare, rileva Bankitalia, “nell’ultimo trimestre del 2006 hanno decelerato al di sotto dell’1% su base annua” e “nei primi mesi di quest’anno non si prospettano significativi mutamenti di tendenza”. Tende a diminuire anche la propensione all’indebitamento delle famiglie: infatti i mutui bancari, risentendo dell’aumento dei tassi europei, hanno decelerato e anche il credito al consumo ha visto contrarsi il suo ritmo di crescita (+13%). E in estate gli economisti di via Nazionale prevedono anche una contrazione delle compravendite, per effetto di una diminuzione della domanda.

FATTA QUESTA BREVE ESPOSIZIONE HO L’IMPRESSIONE CHE I CONTI NON QUADRANO !
O MEGLIO NON MI PIACCIONO I CANTI DELLE SIRENE…..CHE CORRONO IN SOCCORSO….

Non mi piace l’articolo di Furio Colombo scritto sull’Unità del 01 Aprile 2007 dal titolo la Paga.

Infatti il dovere di cronaca è, l’onesta intellettuale dovrebbe far esporre i fatti “per quel che sono”

Quindi esaminiamo i dati dell’Euroispes da un’altra angolazione, facendo un paragone con la Spagna, paese con una economia simile alla nostra.
Ponendosi una domanda banale, perché la Spagna cresce più dell’Italia?
Comparazione Italia Spagna:

1) crescita del salario lordo anni 200072005, IT. 13,70 SP. 17,20 Differenza = – 3,50
2) Salario Lordo Euro, IT. 22,053,00 – SP. 19.828,00 Differenza = Euro. 2.225,00 il 10% in meno rispetto a quello dell’Italia.

3) Cuneo Fiscale Lavoratore senza Famiglia, IT.45,80 % – SP. 38,00 % Differenza = 7,80
4) Salario al netto del cuneo fiscale, lavoratore senza famiglia Euro , IT. 16.242,00 – SP. 17.412,00 Differenza = euro – 1.170,00

5) Crescita del Salario voce 4 anni 2004/2006, IT. 4,10% SP. 10,40% Differenza – 6,30%

6) Altro dato Interessante è il differenziale del cuneo Fiscale per i contributi sociali di un dipendente con due figli, IT. 35,10 di cui per oneri sociali 31,80 , Differenza per mantenimento dello stato 3,30.

Spagna, 33,60 di cui per oneri sociali 28,30 , Differenza per mantenimento dello stato 5,30.

La Spagna percepisce il due 2 punti in più per il mantenimento dello Stato.

Perché?

Il perché qui è noto a tutti si chiama debito Pubblico!

DEBITO PUBBLICO IN % SUL PIL dal 2001 al 2004

– Italia: 110,9- 108,3- 106,8- 106,6

– Spagna: 57,8 -55,0 -51,4 -48,9

Le tasse che ogni cittadino paga vanno perciò aumentate con la quota di partecipazione di ciascuno al pagamento del debito pubblico.

Quanto è questo valore?
Il debito pubblico italiano sfonda per la prima volta il tetto dei 1.600 miliardi di euro e a fine settembre si attesta a 1.601,5 miliardi. E’ quanto riporta il supplemento Finanza Pubblica al Bollettino Statistico della Banca d’Italia.

Il debito pubblico ha così conquistato un nuovo record assoluto, segnando nei primi nove mesi dell’anno un crescita di circa 90,6 miliardi, con un trend al rialzo del 6%. A fine dicembre, infatti, i conti avevano chiuso con un debito a quota 1.510,8 miliardi. Ai fini del Patto di Stabilità non è però il valore monetario del debito che incide nel rispetto dei parametri, ma solo il rapporto con il Pil .
Con il livello raggiunto oggi è come se ciascuno dei 48 milioni di cittadini italiani – ma si tratta ovviamente di una astrazione statistica senza valore ai fini macro economici – avesse accumulato una quota di debito pubblico pari a 27.611 euro.

Quindi Fa bene Trichet il Presidente della BCE, ad ammonirci di non sprecare il tesoretto e, di utilizzarlo per la riduzione del debito Pubblico.
Furio Colombo dovrebbe lasciare in Pace A. Olivetti ed essere meno di parte quando scrive i suoi articoli.
Il costo del lavoro in Italia non rende le imprese particolarmente competitive, a causa del carico Fiscale che,non agevola essendo fra i più alti nella UE.
Gli investimenti in Infrastrutture sono depressi per via del debito pubblico che, non imbocca il circolo virtuoso del rientro progressivo.
L’economia Interna non migliora come gli altri paesi, a causa di una minore disponibilità di moneta, da parte degli Italiani che vivono con il salario.
Bisogna diventare formiche è non cicale, o se preferite come diceva un mio vecchio amico, Ernesto in azienda vale il concetto di Famiglia Povera Impresa ricca, il che non sposta l’obbiettivo.

 

 

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