ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Telecom, Alitalia: si riaprono i giochi

Posted by ernestoscontento su aprile 3, 2007

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 03/04/20007

Tronchetti Provera chiama lo straniero……

“Francia o Spagna Purchè si Magna” potrebbe essere una mezza verità…..nel senso che noi Italiani per natura probabilmente ci adattiamo, basta tirare a campare.

Infatti dovremmo analizzare la storia dell’industria Italiana dal dopoguerra ad oggi e, del suo Capitalismo.

Analisi che dovrebbe tenere in considerazione anche le peculiarità Italiane che è un paese senza risorse naturali ( ad eccezione del genio, dell’arte, e del paesaggio).

Se ci metto anche la mia convinzione che l’attuale classe politica, impara le regole del libero mercato a spese dello stato Italiano ( la privatizzazione di Telecom fa scuola) ed è, per questo motivo che io spesso dico che sono solo confusi.

La domanda che mi pongo è “ quale capitalismo esiste in Italia”

A questa domanda nemmeno Romano Prodi ha saputo rispondere, nel suo saggi Il capitalismo temperato ( edito dal mulino nella prima esperienza dell’ulivo) Prodi si interroga sul capitalismo anglosassone, su quello renano, su quello fiammingo, per concludere che in Italia non c’è un modello che si può importare ed adattare, ma si deve scegliere di volta in volta.

L’economista A. Bonomi ( Direttore del Consorzio A.A.STER), per L’Italia invece ha coniato la formula di Capitalismo di territorio, ma avverte che e un capitalismo corto sia per relazioni che per capitali.

Se in Italia il 95% delle imprese è una piccola impresa, con prevalenza di micro imprese che non supera i tre dipendenti, qualcosa vorrà dire???

Quindi ribadisco che sono confusi, che un capitalismo per crescere deve essere riconosciuto come funzionale alla società e, quindi deve avere un territorio fertile.

Lo stato In Italia doveva attuare politiche Kenesyane di crescita ( che non vuol dire alti stipendi a Cimoli) è, accompagnare nella crescita le imprese.

Doveva mantenere la proprietà degli Asset strategici.

Se non abbiamo materie prime industriali, forse potevamo sfruttare meglio il mercato interno in un circuito virtuoso ( anche qui non vuol dire monopolio dove pagano i contribuenti).

Quindi ribadisco quanto gia scritto in precedenti Post.


Cosa cera di male, in uno stato che gestiva, dei monopoli naturali con efficienza e, che rinvestiva nella comunità i proventi, al fine di mantenere e sostenere l’occupazione è, il disagio sociale.
J.S.Mill. considerato da molti uno dei padri del Riformismo nel suo saggio Principi di economia politica, sostiene che ci sono monopoli naturali, o attività che devono essere gestite dallo stato.
Mill, mette in guardia dal rischio in maniera da circoscriverlo infatti nel capitolo sulle S.P.A. dirà “ la gestione dei Manager darà sempre un grado di inefficienza, in quanto non gestiscono la cosa loro, quindi avranno sempre un interesse minore a far funzionare bene le cose rispetto a chi è proprietario della cosa”.
Oggi per sopperire a questo si grida all’Italianità delle grandi aziende ex pubbliche, cercando cordate con i soliti noti.
Poi l’Italianità a cui grida il governo è diversa dall’Italianità di Fazio???? (il concetto non il suo realizzo)

NON SI PUO’ PASSARE DA LENIN A MILTON FRIEDIMAN CON UN SOLO SALTO.
L’unica verità è, che questa classe dirigente, fa scuola di mercato a spese dello Stato.
I veri azionisti di Telecom e Alitalia, siamo stati noi cittadini.
Quando hanno deciso di privatizzare, le aziende di stato, nessuno ha chiesto il nostro parere.
Ormai i Buoi sono scappati dalla stalla, ma la cosa desolante è che questi persistono nell’errore.
Il che vuole dire che sono confusi perchè mancano di cultura vera delle regole che regolano i mercati è le aziende private.
Tronchetti, con i nostri ministri ci fa la birra, se pensano di giocare la partita sul suo territorio.
Lui quella scuola, la studia da anni, Bersani, D’Alema, Fassino,Amato, a quel gioco sono dei dilettanti allo sbaraglio.
L’unico con esperienza è Romano Prodi, ma è, una esperienza limitata, perchè rispondeva allo stato che ripianava sempre le perdite e, copriva gli errori.

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