ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Il PD e l’etica della responsabilità

Posted by ernestoscontento su aprile 26, 2007

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 26/04/20007

Il PD e il vero cambiamento.
Il mio sogno nascosto nel cassetto è vedere un PD che passa dalle responsabilità di classe alle responsabilità individuali.


Se l’economia di mercato solidale e, responsabile,viene acquisita come un bene per la collettività, mi domando:
1 – Come è possibile far convivere imprenditori, professionisti, commercianti, Manager e lavoratori salariati?

2 – Come è possibile riformare lo stato sociale in un modello solidale di tipo Scandinavo?


3 – Come è possibile premiare il lavoro e, penalizzare i fannulloni ( per dirla come Ichino) con l’poggio del sindacato?


4 – come sgominare I baroni di ogni tipo per premiare il merito?

Se nel 900 il collante è stata, la lotta di classe e, i partiti erano partiti di classe, che organizzavano le masse per combattevano le classi avverse; Nel XXI secolo i partiti sono fatti da cittadini Responsabili e, le responsabilità dei cittadini sono individuali.
Allora la difesa e l’organizzazione dei partiti , sarà sulle regole, rompendo l’egemonia di classe CHE NON AVRA’ PIU’ MOTIVO DI ESISTERE.
La diversità fra i due poli maggioritari di CXD e di CXS, sarà solo sul chi vuole meno stato e socialità in economia, e chi invece vuole più socialità e, la presenza dello stato per correggere il fallimento del mercato.
Tradotto:


a) c’è chi misurerà il successo del proprio essere con il conto in banca ,

b) c’è chi invece misurerà il successo del proprio essere, non solo con il conto in banca ma anche con la qualità della vita collettiva, entrambi i criteri formano il tutto.
L’ utilitarismo individuale del riformista Democratico agisce con la consapevolezza che la sua azione a una conseguenza sulla società ( A. SEN. Etica dell’economia).

Il vero riformista democratico agisce secondo l’etica della responsabilità.
Mentre Mussi lasciando i DS dice: esiste l’etica della convinzione (cita M.Weber).

Definizione delle tue etiche introdotte da M. Weber.
“Ma l’etica assoluta ( della convinzione) non si preoccupa delle conseguenze”, e come tale il politico non può farla propria. L’etica della convinzione è tipica del rivoluzionario.
Chi invece segue l’etica della responsabilità assume come massima: “queste conseguenze saranno imputate al mio operato”, non scaricate sulle spalle di altri.
Quando parla di etica della responsabilità Weber sottintende che essa sia preceduta da un momento di convincimento, ovvero che sia stato scelto un fine da perseguire e rispetto al quale misurare i mezzi; in caso contrario si tratterebbe di puro opportunismo.
Non è una contraddizione: l’etica della responsabilità implica un’etica della convinzione, ma non viceversa.
La vera etica della responsabilità è quella in cui le convinzioni vengono commisurate ai mezzi. L’etica della convinzione invece è unilaterale.
Anche in questo caso siamo di fronte a una concezione tipico-ideale, perché tipologicamente si tratta di due etiche inconciliabili, ma ciò non implica che chi segue l’etica della responsabilità sia privo di convinzione.
SAREMO CAPACI DI UNA TALE RIVOLUZIONE ?

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