ernesto scontento

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Telecom, entra Telefonica esce Tronchetti. Che denuncia: “In Italia l’imprenditore è subalterno”

Posted by ernestoscontento su aprile 30, 2007

Post – Pubblicato: Art. Comincia l’Italia. net 30/04/20007

DA SCATOLE CINESI A SCATOLE AMICHE, COSI FINISCE LA TELENOVELLA DI TELECOM.

Si chiamera’ “Telco” la newco grazie alla quale verra’ effettuata l’acquisizione di Olimpia dalla cordata italiana cui si aggiunge la spagnola Telefonica.
Si sono così concluse le trattative per la cessione di Olimpia alla nuova cordata. Pirelli, al termine di un cda lampo, e la cordata italiana Generali, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Sintonia Sa hanno raggiunto l’accordo con la spagnola

Telefonica per l’acquisto dell’intero capitale di Olimpia.

Il prezzo provvisorio e’ di 4,1 miliardi di euro.

Le parti hanno raggiunto l’intesa sulla totalità delle questioni aperte e adesso la palla passa al consiglio di amministrazione di Pirelli. In base all’intesa raggiunta, Marco Tronchetti Provera cedera’ Olimpia, la holding che controlla il 18% di Telecom Italia, ad una cordata composta da Generali, Mediobanca, Intesa Sanpaolo, la famiglia Benetton e il partner internazionale Telefonica, preferito nelle ultime fasi delle trattative a France Telecom.

Il prezzo corrisposto agli azionisti di Olimpia (80% Pirelli e per il restante 20% la famiglia Benetton) è di 2,82 euro per azione, anche se non tutti i nuovi azionisti verseranno la stessa cifra: gli spagnoli di Telefonica dovrebbero pagare circa tre euro per azione, a fronte dei 2,65-2,70 messi dai Benetton e Intesa Sanpaolo.

Mediobanca e Generali invece non verseranno in contanti nulla, ma apporteranno, al valore di 2,82 euro, le proprie quote detenute direttamente in Telecom Italia e pari rispettivamente all’1,54% e al 4,1%.

I nuovi azionisti conferiranno le proprie azioni in una nuova società che controllerà quindi il 23,6% della compagnia telefonica e che sarà partecipata al 42% da Telefonica e per il restante 58% dai soci italiani:

Generali avrà il 25,5%, Mediobanca al 10,5%, Intesa Sanpaolo al 10,5%. Completerà la compagine la famiglia Benetton, che reinvestera’ la meta’ circa (400 milioni di euro) dell’incasso derivante dalla cessione della sua partecipazione in Olimpia nella nuova società e si assesterà all’11,5%. Solo in un secondo momento, si apriranno le porte ad altri azionisti interessati ad entrare nella compagnia telefonica, in primis Roberto Colaninno con la sua Immsi e Silvio Berlusconi con Mediaset.

I Commenti:

  • – Prodi: resto neutrale ma bene l’impegno italiano.
  • – Bernheim (Generali): abbiamo difeso l’italianità. E svela un inedito il retroscena diffuso dal presidente di Generali Antoine Bernheim, che sabato mattina ha spiegato di essere stato contattato dal ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. «Quando mi ha contattato su Telecom – ha affermato – gli ho detto che non ci occupiamo di telefoni, ma di assicurazioni; però se ci fosse stata un’azione complessiva, di interesse generale, avremmo partecipato. Poi gli ho detto: “visto che siete pronto a difendere l’italianità di Telecom, spero che, se accadrà alle Generali, il governo sia pronto a difendere l’italianità di Generali e venga in nostro aiuto”» (Fonte Il Corriere della sera).
  • – Consiglio di Amministrazione di Pirelli, riunitosi in data odierna, e dai competenti organi di Sintonia SpA e Sintonia SA, è soggetta all’approvazione e alle autorizzazioni delle autoritá competenti. Il Consiglio di Amministrazione di Pirelli, inoltre, ha espresso «apprezzamento per l’operazione e ha accolto favorevolmente la proposta del Presidente Marco Tronchetti Provera di valutare opportunitá di investimento nei core business del Gruppo (pneumatici, immobiliare, broadband e ambiente)».

La capitalizzazione di Telco

Telco, la neonata società destinata ad incorporare Olimpia sarà capitalizzata con 1.373 milioni di euro apportati in azioni Telecom da Generali (pari al 4,06% del capitale ordinario di Telecom, valutate 2,53 euro ciascuna); 522 milioni in azioni Telecom da Mediobanca (pari all’1,56% del capitale ordinario di Telecom, valutate 2,53 euro); 522 milioni di euro in contanti da Intesa Sanpaolo; 412 milioni di euro in contanti da Sintonia; 2.314 milioni in contanti da Telefonica.

A queste somme va aggiunto un finanziamento ponte fino ad un massimo di 900 milioni di euro in vista di un ulteriore aumento di capitale Telco, da effettuarsi successivamente al perfezionamento dell’operazione e che potrà essere sottoscritto in misura proporzionale dagli investitori italiani e da Telefonica.

Chi sono gli Spagnoli: Telefonica, colosso da 200 milioni di clienti in 21 Paesi. Oltre 200 milioni di clienti disseminati in 21 paesi del mondo, dall’Europa all’America Latina. Grazie alle attività nella telefonia fissa, in internet e nei cellulari, Telefonica è oggi il quinto gruppo di tlc a livello internazionale per capitalizzazione di Borsa e il primo operatore integrato europeo, capace di mettere a segno nel 2006 un utile di 6,2 miliardi di euro, in aumento del 40% rispetto all’anno precedente.

Nel capitale del gruppo sono presenti, per la Spagna, il gruppo bancario basco BBVA, che detiene una partecipazione del 6,63%, e La Caixa con poco più del 5%. La partecipazione più significativa è però quella dell’americana Chase Manhattan Nominees che detiene il 9,9%. State Street Bank ha il 7,61%, mentre ancora un’istituto statunitense, Citibank, controlla il 4,66% del capitale.

Queste dunque le partecipazioni rilevanti: Chase Manhattan 9,904%, State street bank 7,610%, Bbva 6,630%, La Ciaixa 5,090%, Citibank 4,660.

Per quanto riguarda il finanziamento di tutte questa operazione, non ci dovrebbero essere problemi, nonostante l’indebitamento di Telefonica sia superiore ai 50 miliardi di euro e nonostante il presidente, Cesar Alierta, si sia impegnato con le banche a non fare nel 2007 investimenti esterni complessivi, superiori a 1,5 miliardi di euro proprio per non appesantire la situazione finanziaria.

Il gruppo spagnolo ha infatti recentemente fatto cassa (2,9 miliardi di euro) con la cessione di Airwave, mentre sta per essere venduta la partecipazione del 75% che detiene in Endemol per un controvalore non lontano dai 2,3 miliardi di euro. In totale oltre 5 miliardi di euro che, con l’aggiunta di altre disponibilità già negoziate con il sistema creditizio internazionale, serviranno a sostenere l’investimento in Telecom Italia e l’acquisizione del 50% di Vivo.

Le Coincidenze:

  • Enel: Expansion, Cne autorizza aumento quota al 24,9% Endesa. Il 26 aprile 2007 : La Commissione nazionale dell’energia (Cne) ha autorizzato, con sei voti favorevoli e tre contrari, Enel ad aumentare la sua partecipazione in Endesa dal 10 al 24,9%.Lo scrive il quotidiano spagnolo Expansion precisando che il parere della Cne condiziona l’autorizzazione alla possibilità di veto del governo spagnolo sulle decisioni della società italiana su Endesa nel caso in cui sia messa a rischio la sicurezza energetica in Spagna. Inoltre Enel dovrà rispettare i piani di investimento della utility spagnola nel mercato interno e dovrà comunque tornare a chiedere l’autorizzazione della Cne sull’opa congiunta con Acciona sul 100% di Endesa.
  • Enel:eliminato tetto voto in Endesa. Governo spagnolo concede diritto su intera partecipazione
    (ANSA) – 27 Apr 17:06 – Il Governo spagnolo ha concesso ad Enel la possibilita’ di esercitare il diritto di voto sull’intera partecipazione che detiene in Endesa. Enel ha chiesto infatti il permesso per aumentare il proprio diritto di voto oltre il limite del 3% imposto dalla normativa spagnola alle societa’ sotto controllo pubblico. Enel detiene il 24,9% di Endesa, attraverso una quota diretta del 9,9% ed una del 14,9% opzionata dalle banche Ubs e Mediobanca.

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Perchè Prodi è andato in Spagna ultimamente?

Perché il Professore viene dall’IRI e sa bene che quando non ci sono capitali bisogna creare sinergie, non solo in America del Sud India e Cina, ma anche,come evidente in Europa, dove oltre all’Italia e alla Spagna, in mercati come la Germania (dove Telefonica è il terzo operatore del Paese) e in Inghilterra (con O2) e nei Paesi dell’Est. Mentre in Francia, sia gli spagnoli, sia gli italiani sono praticamente assenti.

Cosa c’è di sbagliato? Fondamentalmente niente nel creare delle sinergie economiche e finanziarie, per acquisire da parte delle imprese, maggiori quote di mercato.Unico neo che qui i soldi liquidi e nuovi, vengono apportati solo dalla spagnola Telefonica peraltro oggetto di dismissioni. Quindi non è il concetto che è sbagliato ma è l’errore di sempre fare società con pochi capitali in proporzione agli impegni da affrontare per il riassetto del gruppo.
In secondo luogo sono coinvolti, i soliti capitalisti quelli che mantengono l’italianità facendo contento il governo di turno, ma che dall’altra sono in causa con lo Stato Italiano per altre privatizzazioni, come per esempio Autostrade.

L’Italia è il paese dove i Capitali esteri investiti nelle aziende, è il più basso dei paesi industrializzati. Siamo accusati di essere l’unico paese che fa regole incerte e retroattive.

Quanto successo con l’americana AT&T, non è un buon segno per gli investitori stranieri. Il costo lo pagheranno una miriade di PMI in cerca di capitali sul mercato.

Del resto la storia delle Privatizzazioni Italiane fatte da principianti delle regole del mercato, ora portano tutti i nodi al pettine di un paese che non solo al il più alto debito pubblico dei paesi industriali, ma a anche una classe dirigente che fino a pochi anni fa credeva nell’economia pianificata di stato.

In effetti buona scuola non mente, in certe economie i costi sono sempre stati a carico dei cittadini.

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