ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

La Casta

Posted by ernestoscontento su maggio 3, 2007

Articolo Pubblicato su : RESET – La libera voce della società civile Italiana

Il libro “ La Casta” di Sergio Rizzo e Antonio Stella e corrosivo e documentatissimo spiega come la classe dirigente del Paese sia diventata una casta di intoccabili, pronti a sguazzare negli sprechi e nei privilegi delle principali istituzioni statali e delle amministrazioni locali. Racconta il business siciliano delle cliniche private e gli appalti per lo smaltimento delle scorie nucleari russe, le scandalose rendite di posizione dei sedicenti rappresentanti dei pensionati e delle casalinghe e l’indecente e matematico riciclaggio dei trombati alle elezioni.

Senza guardare in faccia a nessuno, Stella e Rizzo vogliono suscitare quella sana indignazione da cui dovrebbe nascere la necessaria ribellione dei cittadini.

Insieme al precedente Libro “ il costo della Democrazia” di Cesare Salvi e Massimo Villone, completa il panorama dell’ Italia Politica Politicante e sprecona.

Ecco perché l’attuale classe politica è una oligarchia chiusa!!! Che convive con la dissipazione dei soldi dei contribuenti.

“Non si tratta solo del fatto che i parlamentari italiani percepiscono ingenti somme di denaro, vi è anche stata una moltiplicazione del numero dei funzionari nominati.

Quasi 150.000 persone in Italia sono pagate per lavorare nell’interesse del bene pubblico.

Ci sono 78 rappresentanti del Parlamento Europeo, 945 membri del Parlamento (315 senatori e 630 membri della Camera dei Deputati), e rappresentanti delle amministrazioni regionali, provinciali, locali e municipali.

Ma il numero cresce fino a quasi 430.000 quando si considerano anche i consulenti a pagamento e gli incaricati politici.”

A Montecitorio, per dire, i rimborsi spese sono cresciuti oltre l’inflazione del 9,5%.

I vitalizi agli ex deputati (che pesano per 127 milioni di euro: 35 più delle indennità dei parlamentari in carica, a riprova di come per anni la gestione delle pensioni agli onorevoli sia stata scriteriata) del 10,3%. I «servizi personale non dipendente» (cioè?) del 55%.

La «comunicazione e informazione» del 40%.

I «servizi igiene e pulizia» del 38%.

I «servizi di guardaroba» del 43%. Le «spese di missione» del personale del 57,5%.

Per non dire delle impennate più stupefacenti: mentre destra e sinistra, dalla Lega a Rifondazione, ammettevano che andava chiusa la stagione delle autoblù, la voce «noleggio di automezzi» ha visto una impennata da 28 a 140 milioni di euro. Pari a un aumento reale del 357%.
Secondo i funzionari eletti e i finanziamenti ai partiti politici verrebbero a costare oltre un miliardo di euro all’anno.

Certo, un importo non decisivo ai fini dell’equilibrio dei conti pubblici, ma certamente dal grande valore segnaletico e “pedagogico”.
Questo è il grande tema del “costo della politica”, che sta molto a cuore al nostri eletti!!!! noti moltiplicatori di poltrone e strapuntini ministeriali.

Pensate, il nostro inconsapevole parlamento ha avuto bisogno dello scoop di alcuni guitti televisivi ( le Iene) per accorgersi che il tanto deprecato “nero” contributivo vive e prospera anche tra le sacre mura del tempio della democrazia.
Forse per permettere ai parlamentari di massimizzare il proprio reddito disponibile minimizzando le spese vive, visto che l’indennità per assistente parlamentare viene erogata anche a chi sceglie di fare a meno del portaborse.

Potenza della tanto deprecata flessibilità è utile avere presente la struttura retributiva dei parlamentari.

Che ad oggi, alla voce “Rimborso per spese inerenti il rapporto tra eletto ed elettori“, prevede un importo mensile pari a 4.190 euro.

Ma sembra che non bastano alla Casta per riuscire a pagare tutto….

Piccoli esempi di soldi gettati al vento:

Il Senato spende 400.000,00 euro l’anno di acqua l’equivalente di una piscina olimpica al giorno.

Tre medici personali alla camera dei deputati costano 250.000,00 euro anno cadauno, l’equivalente di cinque primari ospedalieri.

Un pasto a Montecitorio costa 9,00 euro in una sala dove c’è un cameriere ogni 5 parlamentari, gli introiti non coprono neanche le spese del personale.

Il libro evidenzia chiaramente che lo sperpero dei soldi pubblici è trasversale, non c’è ne destra ne sinistra che si possa dire estranea.

Se ci aggiungete che oltre a tutto questo, aggirando le leggi la politica finanzia anche testate giornalistiche che niente anno a che vedere con la politica, il quadro è veramente deprimente.

Alcune stranezze:

Il Quirinale costa 224.000.000 euro anno, con un incremento dal 1997 al 2007 del 91,1%. Non c’è equivalente nei paesi Democratici che costi cosi tanto.

In Dettaglio :
I parlamentari italiani guadagnano circa 16.000 euro al mese oltre i Benefit ( che non sono pochi), cifra che comprende una somma giornaliera e stanziamenti per i membri del loro staff, anche se non ne hanno.
In Francia i membri dell’Assemblea Nazionale percepiscono un po’ meno di 7.000 euro al mese, compresa un’indennità per l’alloggio. In Svezia i membri del Riksdag devono accontentarsi di 5.000 euro.
Il contrasto è ancora più stridente al Parlamento Europeo di Bruxelles, dove l’indennità mensile dei politici italiani è la più alta: ben 11.109 euro, mentre i tedeschi percepiscono 7.009 euro e gli spagnoli 2.914 euro.

I rappresentanti della Lituania sono quelli che guadagnano meno di tutti: i loro 4.085 lita equivalgono ad appena 1.183 euro, in base alle statistiche fornite dall’ufficio del Parlamento che si occupa delle relazioni con i media.

“Non si tratta solo del fatto che i parlamentari italiani percepiscono ingenti somme di denaro, vi è anche stata una moltiplicazione del numero dei funzionari nominati”, ha affermato Cesare Salvi ( il costo della Democrazia), senatore dei Democratici di Sinistra, riferendosi ai numerosi rappresentanti del governo.
Quasi 150.000 persone in Italia sono pagate per lavorare nell’interesse del bene pubblico. Ci sono 78 rappresentanti del Parlamento Europeo, 945 membri del Parlamento (315 senatori e 630 membri della Camera dei Deputati), e rappresentanti delle amministrazioni regionali, provinciali, locali e municipali.
Ma il numero cresce fino a quasi 430.000 quando si considerano anche i consulenti a pagamento e gli incaricati politici, ha sottolineato Salvi nel 2005 in “Il costo della democrazia,” che ha scritto con Massimo Villone, un altro senatore disinistra.
Secondo i loro calcoli i funzionari eletti e i finanziamenti ai partiti politici verrebbero a costare almeno un miliardo e ottantacinque milioni di euro all’anno.
Salvi e Villone hanno preparato vari disegni di legge per porre un freno alla macchina politica italiana. “Devo dire di essere alquanto pessimista”, ha affermato Salvi.
Egli ha fatto notare che una misura da lui proposta per ridurre gli stipendi, in occasione del dibattito sul bilancio avvenuto a dicembre, è stata respinta.
Paragonate alle retribuzioni del settore privato, le buste paga dei rappresentanti elettivi possono essere definite cospicue.
Ad esempio secondo Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, nel 2003 lo stipendio lordo annuale medio in Italia ammontava a meno di 22.000 euro.

“Sono strapagati e non c’è molto che giustifichi quello che guadagnano” è .il pensiero degli italiani e, “Alla fine noi paghiamo per tutto”, compreso guardie del corpo, e le berline con autista.

“I politici dovrebbero curare gli interessi del proprio paese, ma sembra che invece badino più ai propri interessi personali”.

Secondo molti sociologhi, il vero motivo di preoccupazione è il messaggio che i giovani ricevono dai loro parlamentari riguardo l’intoccabile settore pubblico.

“È come se stessero dicendo: entrate in politica, è il lavoro pagato meglio per il minimo sforzo”.
Facendo riferimento al malessere pubblico nel discorso che ha preceduto il voto di fiducia al Senato del 28 febbraio, che ha ottenuto, Prodi ha riconosciuto che ridurre i costi del governo era fondamentale per costruire il consenso degli elettori.

“Questo è uno dei punti fondamentali della nostra credibilità,” ha asserito. “Non possiamo chiedere ai cittadini sacrifici né la diminuzione della spesa pubblica, se non cominciamo a prendere decisioni che ci riguardano.”

Il suo governo, ha detto, ha già ridotto del 30 per cento l’indennità dei ministri, inclusa la sua. Ma, ha aggiunto, “non abbiamo ancora fatto abbastanza”.
Tuttavia alcuni esperti sostengono che tagliare gli stipendi del governo è una goccia in un oceano. “ Per me è utile e doveroso”, per il messaggio etico che un tale taglio trasmette ai cittadini.
Bisogna iniziare dalle cose di minore importanza per mettere mano anche agli sprechi, enormi per cercare di risolvere i problemi dell’Italia.
Certamente non è con gli esempi che fino ad oggi sono stati dati che, si può pretendere che i cittadini siano ligi alle regole, i primi a cercare le scappatoie sono i governanti se loro percepiscono una voce “Rimborso per spese inerenti il rapporto tra eletto ed elettori“, prevede un importo mensile pari a 4.190 euro che ,evidentemente non bastano a per riuscire a pagare il compenso del proprio assistente parlamentare.

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Approfondimenti: agg. 18/05/2007

L’ITALIA RECORD MONDIALE DI AUTO BLU

Proposta di Riduzione dei costi dellla Politica nella Finanziaria

Struttura retributiva dei parlamentari

Dopo la denuncia delle Iene interviene l’ufficio di presidenza di Montecitorio
Bertinotti aveva parlato di “grave slealtà” e promesso di agire presto.

Trasmissione televisiva le Iene

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