ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Gara Alitalia: Prodi, non si deciderà solo in base al prezzo offerto

Posted by ernestoscontento su maggio 4, 2007

Rush finale tra le tre cordate rimaste in gara per rilevare il controllo di Alitalia.

Sul futuro della compagnia di bandiera si è espresso oggi il presidente del Consiglio, Romano Prodi, nel corso di un intervento a Radio Anch’io. “C’è un’asta e vincerà il migliore, nessun inciucio”, sono state le parole del premier che ha aggiunto come il giudizio sull’offerta non si baserà solo sulla somma offerta per la privatizzazione, ma “sul piano industriale e sul progetto che sia in grado di servire al meglio il Paese”.

Quanto espresso da Romano sono le parole di uno Statista, ma purtroppo non tengono di conto che Alitalia non è una società che produce utili ma perdite consistenti da diversi anni infatti:

Dalla nota di Alitalia del CDA del 12/09/2001 Risultava:

L’indebitamento finanziario di medio – lungo termine registra un incremento di 271 miliardi (da 1.524 di fine 2000 a 1.795 miliardi), mentre la posizione a breve migliora di 85 miliardi (incremento delle disponibilità da 56 miliardi a 141 miliardi). La posizione finanziaria netta a giugno 2001 è risultata, conseguentemente, negativa per 1.654 miliardi, a fronte dei 1.467 miliardi di fine 2000.

La situazione di Alitalia oggi è che ,Libonati smentisce decisamente le stime di Cimoli.

Quest’ultimo stimava la perdita dell’esercizio 2006 dell’Alitalia in 380 milioni, ma il suo successore lo ha corretto: 405 milioni la perdita ante imposte, peggiorata di 261 milioni sul 2005.

Per la perdita netta bisogna attendere il bilancio che sarà varato dal cda il entro maggio 2006.

Ecco la nota della compagnia aerea. Il Consiglio di Amministrazione di Alitalia – Linee Aeree Italiane S.p.A., che ha approvato la relazione consolidata trimestrale al 31 dicembre 2006.

L’intero esercizio 2006 del Gruppo Alitalia avrebbe dovuto concludere la fase di risanamento avviata nel 2005.

Tale esercizio per contro è stato caratterizzato da crescenti problematicità, complessità e gravità riconducibili essenzialmente ai seguenti fattori:

– l’aumento del prezzo del carburante. Le quotazioni del jet fuel estremamente elevate e comunque non stabilizzate, sono infatti cresciute nell’anno, su livelli mediamente pari a +16% rispetto al 2005.

Quale conseguenza, è stato consuntivato un aumento dei costi per carburante sul conto economico di Alitalia di circa 147 milioni di euro;

– il parziale mancato raggiungimento di obiettivi di riduzione degli altri costi. Gli altri costi operativi si sono infatti ridotti di soli 8 milioni di euro.

Dalle analisi finanziarie prospettiche sviluppate alla luce delle richiamate assunzioni contenute nel budget 2007 e dalle previsioni relative al primo trimestre 2008, si rileva come i livelli della liquidità siano sufficienti alla copertura dei fabbisogni generati dalla gestione operativa e finanziaria per un arco temporale di ben oltre 12 mesi a partire da fine marzo.

Cosi si concludeva la relazione del CDA di Marzo 2006.

Ora è risaputo che in Italia quando si vende una azienda di Stato lo Stato intende farla sempre da padrone, i sindacati credono di avere a che fare con lo Stato è, quindi non vorranno piani industriali che razionalizzano l’efficienza passando anche da prepensionamenti o licenziamenti con buonuscita.

Chi comprerà Alitalia?

Ma soprattutto con quali soldi?

Ecco per i soldi, azzardo una risposta, visto che come dice Epifani il Capitalismo Italiano è precario e straccione ( congresso DS),gli unici in Italia a non essere straccioni ma neanche capitalisti in senso stretto sono le banche.

Ma le Banche avrebbero un’altra funzione, quella di far crescere il sistema paese in modo omogeneo, aiutando anche le PMI.

Invece come sempre noi non siamo un paese normale, da una parte c’è chi i soldi li brucia è sottrae risorse al paese, dall’altra c’è un paese fatto di piccole imprese che stanno facendo il loro dovere, basta voler leggere i dati sulla ripresa economica e di chi sono i meriti della ripresa, meriti che tutti si vogliono attribuire tranne i legittimi proprietari, quella miriade di PMI che da oltre 60 anni in questa Repubblica fatta di politici politicanti, si sono sempre turate il naso è sono andate a diritto per la loro strada.

Certo è, che anche per loro verrà un giorno che, invece di essere riconosciute per evasori, gli verrà riconosciuto il vero ruolo che hanno svolto nella società Italiana, ruolo produttivo e di benessere, conseguito con le loro maestranze che, certamente non si tirano indietro quando c’è da produrre per rispettare gli impegni presi dall’azienda in cui lavorano.

In quelle aziende spesso il sindacato non è presente, ma per lo steso volere dei lavoratori.

Anche questa è L’Italia, ma non è da confondersi con Alitalia..

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