ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Il futuro della democrazia

Posted by ernestoscontento su maggio 10, 2007

Ralf Gustav Dahrendorf

DOMANDA: Nell’attuale contesto politico è innegabile l’influenza dei media. Prof. Darhendorf, come concepisce uno spazio politico in cui al cittadino sia garantito un reale potere di rappresentanza?

La democrazia esige uno spazio pubblico che sia in condizioni di mediare interessi ed opinioni degli uomini col processo decisionale delle istituzioni politiche, o di mediarli nelle istituzioni politiche. Il caso ideale è rappresentato da uno spazio pubblico costituito da uomini liberi, da individui che s’incontrano sulla piazza del mercato. Quello che è ancora usuale nelle assemblee elettorali dei cantoni svizzeri si avvicina molto a questo spazio pubblico ideale. In verità questo caso ideale non si è mai verificato per intero, e nelle grandi società è molto difficile che possa verificarsi.

Il caso ideale viene sempre influenzato da altri fattori. Lo spazio pubblico, l’ideale spazio pubblico democratico, viene sempre falsificato, sia mediante la rappresentanza, sia anche mediante la manipolazione.

La manipolazione può avvenire in modi molto diversi. Nel XIX secolo e fino al nostro secolo, la manipolazione degli elettori avveniva spesso ad opera dei potenti del posto, i grandi proprietari terrieri, o proprietari di altro tipo, o comunque persone per questa o quella ragione potenti. Una forma di manipolazione oggi particolarmente attuale è senza dubbio quella che avviene mediante i mass-media e i pochi proprietari dei mass-media: dunque, la manipolazione dello spazio pubblico è sempre stato un pericolo, e lo è ancora oggi.

Per questo mi preme l’accesso all’istruzione: ogni uomo e ogni donna deve aver la chance, l’opportunità, di sviluppare i propri talenti, interessi e desideri, nelle scuole e nelle università. In questo senso per me l’istruzione è un diritto civile. L’istruzione ha naturalmente anche una funzione nella formazione di uno spazio pubblico democratico: ha naturalmente una funzione allorché si tratta di porre gli uomini in condizioni di far uso dei propri diritti civili

Non sono mai stato convinto, come altri, che con l’educazione politica si possa giungere chissà dove: credo molto — è un tratto anglosassone in me — al common sense, alla capacità di fondo di ogni singolo uomo di formulare giudizi su questioni politiche importanti. Ma in un mondo complicato, questa capacità esige, ad esempio, che si sia in grado di leggere un giornale, e che lo si legga realmente; esige che si sia in grado di ascoltare e comprendere notiziari, e qui è ancora una volta necessario un certo grado di preparazione, di istruzione.

Ma già dal modo in cui io dico questo si può dedurre che per me l’istruzione è un presupposto primario nel concetto di diritti civili, nei concetti di organizzazione della vita umana, di organizzazione delle capacità e opportunità di cui abbiamo bisogno nella vita.

Tratto dall’intervista “Democrazia e totalitarismo” – Oxford, biblioteca del S. Anthony’s College, domenica 23 luglio 1989

Annunci

Sorry, the comment form is closed at this time.

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: