ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

I lettori del manifesto indignati per la verità su Cuba

Posted by ernestoscontento su giugno 5, 2007

Articolo Pubblicato su : RESET – La libera voce della società civile Italiana

Certo solo in Italia si possono sentire delle scemenze del genere, lettori che si dicono schifati per l’articolo pubblicato sul manifesto dal titolo “ I giovani scappano da Cuba”.

Dove l’autore dell’articolo non faceva altro che fotografare la realtà cosi come è!!!!

Ma per i rivoluzionari all’acqua di rose, quelli che la sera tornano a casa da mamma a cenare, per chi a Cuba ci va in vacanza magari in cerca di compagnia e nemmeno gli passa per la testa, che la vendita di un corpo è segno di degrado e miseria.

Per quei signori Cuba è il paradiso….si dicono indignati e scioccati per quanto rilevato dall’articolo.

MA DOVE VIVONO QUEI SIGNORI??????

Fidel Castro e un dittatore alla guida del paese che governa con pugno di ferro da ben 48 anni.

Cosi come si trasformerà in una dittatura il Venezuela guidato da Hugo Chavez.

Solo in Italia succedono queste indignazioni…… siamo il paese dei sessantenni mai cresciuti, che vivendo in una democrazia senza sentire il peso della Dittatura, ancora oggi fanno fatica a dire cosa è una dittatura e, cosa non lo è, fanno fatica a dire, che i terroristi sono dei volgari assassini.

Quindi non c’è da meravigliarsi se ancora oggi c’è qualcuno che manifesta in favore dei terroristi e con gli ex terroristi come a L’Aquila.

E’ frutto di una classe dirigente incapace di parlare chiaro, in fondo tutti sono stati orgogliosamente sessantottini.

Anche se oggi siedono sulle poltrone dello stato, prendono lauti stipendi, in barba alle difficoltà dei pensionati al minimo o, dei disoccupati senza un minimo salariale.

Si loro i fideisti che non disdegnano e, mantengono alti i costi della politica, con i loro partiti pieni di debiti, costretti a fare lobby e consorterie di ogni tipo.

Insomma sono tutti si Fideilisti, ma nel senso che in un modo o nell’altro cercano tutti di mantenersi saldi al comando, senza rinunciare ai loro privilegi, in fondo quella di rimanere saldi al potere è, un’arte Bipartisan, il vecchio Andreotti ha fatto scuola in merito, fu lui che conio il detto “ il potere logora chi non ce l’ha”.

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Approfondimenti:

Estratto: Radio Radicale

“Eccolo, il culto della personalità (…) questo mi obbliga a sparire dalla scena politica (…) non ho più niente da fare a Cuba (…) è la mia rivoluzione, ma non è la mia Cuba”.

Il nome di Dariel Alarcon Ramirez non dice molto a chi non conosca la storia di Cuba, più noto il suo nome di battaglia “Benigno”. E’ stato il compagno inseparabile di Che Guevara, con lui anche in Bolivia quando fu catturato ed ucciso. Un uomo che ora prova a ricordare ed a raccontare. Ci consegna riflessioni davvero importanti, che spero trovino un editore italiano interessato ai suoi cinque libri, e specialmente all’ultimo, dove racconta la rivoluzione, la conquista del potere, il tentativo guevarista d’esportare la rivoluzione in tutta l’America Latina, l’imboscata e la morte del Che, poi i suoi anni al fianco di Fidel Castro. Il 9 ottobre 1967 una raffica uccide Guevara. I boliviani gli avevano consentito di consumare un pasto, tenendolo prigioniero in una scuola, poi erano passati all’esecuzione sommaria.

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Fonte: Cuba e i suoi volti

Il NIPOTE DEL “CHE”, CUBA?UN CAPITALISMO DI STATO

“Siamo onesti un giovane rivoluzionario come lo fu Castro, nella Cuba attuale sarebbe fucilato e, non condannato all’esilio come lo fu lui” parole di Canek Guevara.

La rivoluzione castrista non fu democratica e, non lo è adesso, attualmente è un volgare capitalismo di stato, chiamato fidelismo, così affermò il nipote del CHE Canek Sanchéz Guevara. In una lettera e “autointervista” pubblicata ieri dal settimanale messicano Processo Canek criticò energicamente il regime castrista, “Castro è passato da giovane rivoluzionario a vecchio tiranno e, ha falsificato un ideale”. La rivoluzione ha partorito una borghesia e, apparati repressivi pronti ha difenderla dal popolo, però soprattutto fu antidemocratica per il messianismo di Castro, ha detto.Nell’intervista Canek smonta uno ad uno i punti che hanno allontanato la rivoluzione dal popolo, come la “criminalizzazione delle differenze” perseguendo omosessuali, hippies, liberi pensatori, sindacalisti e poeti.

Al potere si è installata una borghesia socialista fintamente proletaria. La rivoluzione a Cuba è morta da anni: è stata assassinata da chi l’ha voluta per evitare che li si rivoltasse contro. La burocrazia, la corruzione e la mancanza di libertà hanno fatto il resto. Tutte le mie critiche a Fidel Castro partono dal fatto che si sia allontanato dei suoi ideali libertari e, ha tradito le attese del popolo.

La gran macchina repressiva messa in piedi per preservare lo “stato” sopra le persone, è un orrore. Il nipote del Che Guevara segnala, che la repressione e, la totale mancanza di libertà d’associarsi nella quale si vive a Cuba, non è altro che un volgare capitalismo di stato, che morirà con Fidél Castro. “Siamo onesti un giovane rivoluzionario come lo fu Castro, nella Cuba attuale sarebbe fucilato e, non condannato all’esilio come lo fu lui” parole di Canek Guevara.

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