ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Piazza Tienanmen Per Non Dimenticare

Posted by ernestoscontento su giugno 5, 2007

Articolo Pubblicato su : RESET – La libera voce della società civile Italiana

Ho aspettato fino ad oggi per verificare chi ricordava, non una parola sui quotidiani nazionali, non una parola ai telegiornali.

Solo la Trasmissione la Zanzara di radio 24, ieri ha ricordato gli studenti Cinesi caduti per la libertà e la Democrazia.

Ragazzi schiacciati sotto i cingoli dei carrarmati , uccisi dai loro stessi fratelli, in nome di un ideale e di una libertà che ancora deve arrivare.

Oggi la Cina è un colosso economico, che cresce grazie al connubbio sfruttamento silenzio, Convivenza con il regime in sostanza se i Cinesi non si immischiano nelle cose del partito, il partito li lascia liberi di fare.

Certo la Cina è un paese complesso ogni analisi in merito rischia di essere superficiale.

Ma quello che mi ha stupito è che la convivenza economica con la Cina fa si che anche i paesi Democratici siano di memoria corta e non ricordino.

Alcuni anni fa ho conosciuto una medaglia d’oro della resistenza Italiana, Il comandante Giotto Ciardi, nel suo testamento democratico c’era questo:

” Voi ragazzi siete uomini liberi all’interno di uno stato Democratico, NOI NON LO ERAVAMO, questa è, la massima libertà che io e i miei compagni vi abbiamo potuto dare, se lo ricordere per tutto l’arco della vostra vita. Allora vorrà dire che il mio sacrificio e quello dei miei compagni non sarà stato un sacrificio vano” .

Il Comandnte Ciardi, voleva soltanto che, noi ragazzi fossimo solo memoria di ciò che era stato.

Estratto: Da Altra Officina.

18 anni fa la brutale repressione della dittatura cinese contro gli studenti che dimostravano per la democrazia in piazza Tienanmen: centinaia di morti sotto i colpi dell’esercito.

La notte fra il 3 e 4 giugno 1989, nella capitale della Cina popolare, Pechino, l’esercito cinese intervenne con carri armati e mitragliatrici pesanti contro la folla radunata in Piazza Tienanmen, occupata per sette settimane da migliaia di studenti che reclamavano la democrazia: 320 morti secondo le fonti ufficiali, circa 1300 secondo Amnesty International.

Il 9 Deng Xiao Ping ricomparve in pubblico per la prima volta dopo tre settimane e lodò il ruolo dell’esercito nella repressione. Il 13 la polizia arrestò due dei 21 leader studenteschi ricercati per “crimini controrivoluzionari” e il 15 la televisione cinese annunciò le prime tre condanne a morte contro persone che avevano preso parte alle dimostrazioni antigovernative a Shangai. il 21 e 22 vennero già eseguite altre 50 condanne a morte. Il 24, il Comitato centrale del Pc nominò Jang Zemin segretario generale del partito in sostituzione di Zhao Ziyang, accusato di aver sostenuto il movimento di protesta.

Il 18 aprile 1989 un piccolo gruppo di studenti, diventati nel corso delle settimane alcune migliaia, aveva occupato piazza Tienanmen, lanciando slogan come “Abbasso la rivoluzione, viva la democrazia, viva la Cina”. Le richieste erano precise: lotta alla corruzione, risanamento dell’economia, che già dall’anno precedente era disastrata, e avere più voce nelle scelte future del paese.

Era da poco morto Hu Yaobang, l’ex segretario del partito licenziato per aver appoggiato le rivolte studentesche del 1987, ma il 4 maggio anche Zhao Zyiang aveva affermato: “Gli studenti sono patrioti. Vogliono solo denunciare i nostri errori”. In tutta risposta, il 20 maggio veniva introdotta la legge marziale, mentre Zhao veniva progressivamente estromesso dai vertici del partito.

Gli studenti, ormai sfiniti dalla lunga e incruenta sfida al potere, avevano iniziato lo sciopero della fame il 20 maggio, chiedendo un dialogo con le autorità. Intanto le proteste al centro della piazza proseguivano con la costruzione di una provocatoria statua della Libertà in polistirolo.

Il 4 giugno, il primo carro armato, e per tutta la notte i manifestanti tentavano invano di opporsi all’avanzata dei mezzi corazzati, con lanci di pietre, barricate e bottiglie molotov. Il mattino dopo la protesta era annientata in un bagno di sangue.

Il ricordo di Tienanmen oggi è vietato

Quasi 200 persone sono in carcere ancora oggi e centinaia di famiglie continuano a piangere di nascosto i loro morti: sono gli unici forse che in una Cina sempre più solidamente affermata nella comunità internazionale ricordano la repressione di Tiananmen di 14 anni fa.

La polizia sarà all’erta sulla Tiananmen, nel timore di dimostrazioni commemorative che già negli scorsi anni si sono ridotte ad apparizioni di una o due persone, perse nella vastità della piazza.
Il Grande Balzo in avanti, la collettivizzazione forzata nelle campagne alla fine degli anni Cinquanta, o della Rivoluzione culturale degli anni Sessanta, che fecero decine di milioni di morti, hanno trovato un colpevole, Mao, e in qualche modo sono stati ‘digeriti’, ma Tiananmen resta un’ombra scura.

Le ‘madri di Tiananmen’, alcune delle quali sono state presentate alla Commissione del Nobel perché ne consideri la candidatura per il premio per la pace, anche questa notte piangeranno i figli uccisi da sole nelle loro case. Il Partito non ha il coraggio di permettere neanche che il loro cordoglio sia pubblico.

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Approfondimenti:

La morte di Zhao Ziyang Un ex professore di piazza Tienanmen ricorda il leader che difese i giovani dell’89 .

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