ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Alta velocità, quel treno che l’Italia non può perdere

Posted by ernestoscontento su giugno 14, 2007

 

Articolo Pubblicato su : RESET – La libera voce della società civile Italiana

Come sempre siamo quelli dell’ultimo minuto….eppure ormai dovrebbe essere chiaro che il progresso viaggia insieme alle infrastrutture.

Alexis de Tocqueville nella Democrazia in America scrive ” in questo paese prima di costruire una città, un gruppo di persone chiamati pionieri va in esplorazione, segna una mappa, dopo centinaia di persone si muovono creando i primi sentieri di collegamento, affinché la nuova città sia collegata alle altre. Solo così potrà crescere e fiorire il commercio e con esso il benessere della comunità civile”.

Ecco a cosa servono le infrastrutture moderne, a modernizzare un paese che, altrimenti rimarrebbe estromesso dai commerci Internazionali.

Ma non solo Riccardo Illy nel suo saggio la Rana Cinese, scrive “ Qui nel nord est quando un operaio esce dalla fabbrica per tornare a casa gli ci vogliono quasi tre ore per coprire un tratto di 30 o 40 KM. Il problema delle infrastrutture non riguarda solo le industrie ma ormai è un problema di tutti.

Illy ha ragione, dopo una giornata lavorativa un pendolare ha diritto a godersi il suo tempo libero,come meglio crede, ma come fa…. se perde tre ore per tornare a casa, in tratte che dovrebbero essere percorse in 30 o 40 minuti (questo è il tempo che io ci metto sulla FI-PI-LI per fare 40 KM per andare sul lavoro).

Da questa breve analisi emerge che un lavoratore pendolare nel Nord Est perde circa 140 minuti del suo tempo libero.

Sognavamo la società dove ad ognuno doveva essere concesso “ in base ai propri bisogni e alle proprie necessità” per non essere alienato, non ci siamo riusciti, oggi sappiamo che non è possibile, cerchiamo almeno di non alienare ulteriormente l’uomo con la nostra stupidità egoistica.

CHI APPARTIENE AL PARTITO DEL SEMPRE NO A PRESCINDERE…..NON E’ PORTATORE DI BENESSERE E DI PROGRESSO.

Certo con i grandi affari in Italia, c’è il pericolo anche delle grandi truffe, ma su questo deve essere vigile la magistratura e la politica.

La prima per ora regge, ed è l’unica che da il senso di equità morale che gli Italiani chiedono, la seconda è debole (se era forte la prima non invadeva il campo cosi spesso), sta a noi cittadini far si che la politica ritorni ad essere guida del paese.

NON IMPORTA, SE SIETE DI DESTRA O DI SINISTRA, IMPORTANTE E’ CHE SIATE DEMOCRATICI E LIBERALI.

Importante è battersi per il rispetto del cittadino, che si ottiene con il rispetto delle regole condivise, importante è che lo scontro politico sia trasparente e basato sulla giusta dialettica per sostenere le proprie vedute.

Uno studio dell’Università di Milano facoltà di scienze politiche, dimostra che il bipolarismo è sicuramente Democratico, perchè garantisce l’alternanza delle idee politiche, mai nessuna coalizione in America ha governato più di due mandati. L’unica eccezione è Tony Blair con i New Labur che è riuscito a fare tre mandati.

Questo e soltanto questo è la paura di una piccola minoranza che non vuole accettare il maggioritario, la paura di contare per i numeri che possiede, contare per il peso che si ha in Democrazia è vitale, anche questo viene da lontano è Pericle che c’è lo tramanda 400 anni A.C. “ la nostra costituzione si chiama Democrazia, perchè è il governo dei molti e non dei pochi” cosi riporta lo storico Tucidite nella guerra di Peloponesso (discorso di pericle ai caduti di Atene).

Ma è sempre Tucidite che nel solito scritto ci da un’altra lezione tramandata da Pericle “ noi Ateinesi ,anche se siamo impegnati con il lavoro, ci occupiamo della cosa pubblica della Polis, per il semplice fatto che, non farlo darebbe adito a conseguenze peggiori”.

La Democrazia diretta oggi non è più possibile, a causa delle dimensioni dello stato nazione e, dello stato trasnazionale, ma un ampliamento della Democrazia partecipativa oggi è possibile e, doveroso per il vivere civile, ma occorre una politica forte che, non vede in questo un indebolimento dello status quo, ma soprattutto occorre la materia prima “ la partecipazione di massa dei cittadini”.

Il resto viene da se, basta pensare positivo e agire con il buon senso, quell’agire pragmatico che ti fa dire dentro di te che, per dare bisogna avere, se ho e do e, sento di dare allora posso realizzare l’essere civile che è in me, un essere che si realizza anche tramite la comunità in cui vive se essa è socialmente responsabile.

Ecco perchè mi viene da sorridere quando P. Fasino nel suo ultimo discorso al congresso Nazionale dei DS dice “ oggi ci sono società Bancarie che alla fine dell’anno donano al sociale una parte dei propri utili, AVRA’ UN SENSO QUESTO…”

CERTO CHE HA UN SENSO!!!! MA NON QUELLO CHE INTENDE FASSINO, ALTRIMENTO SE LA MAFIA DONA AL SOCIALE UN TOT DI EURO E MORALEMNTE SANA???

Ma non solo, il concetto espresso da Fassino è fortemente Liberista è in quanto tale debole socialmente, i bisogni dei più deboli è lasciato alla donazione dei possidenti, quindi è un concetto volubile e non certo .

Nella società responsabile la donazione di chi può è, ben accetta ma è, un valore aggiunto alla ricerca di risolvere il problema, ma non è la regola.

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Dossier TAV: Fonte Il sole 24 ore.

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