ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Come deve agire un politico???

Posted by ernestoscontento su giugno 16, 2007

Articolo Pubblicato su : RESET – La libera voce della società civile Italiana

Ripropongo qui uno scambio di vedute, avuto su un’altro blog.

@ Voltaire Says: Giugno 15th, 2007 at 3:56 pm

La domanda di ernesto:

UN POLITICO FA COSA GLI PARE O SEGUE GLI INDIRIZZI DELLA BASE?

La Rispossta di Voltaire:

è ovvio, fa quello che viene deciso negli organismi di vertice. la base elegge i vertici e i vertici decidono. se dovessero dar retta alla base…..starebbero freschi.

La Controrisposta di ernesto a Voltaire:

Il problema caro Voltaire è un altro che a stare freschi siamo noi…..

Pero verrei capire meglio, leggendo la tua risposta ( è questo “starebbero freschi” che mi fa pensare questo)si direbbe che tu condividi il principio che in politica i vertici eletti dettino il percorso del partito, la base una volta che li a eletti esaurisce il suo compito, al massimo gli rimane solo quello di protestare, ma come si dice non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. Quindi gli eletti se son sordi continuano a fare cosa gli pare, se rimangono nella sfera legale, il problema è politico e, quindi non succede niente fino a nuove elezioni.
Siccome non voglio passare per ingenuo perchè non lo sono, non voglio passare per un non realista perchè non lo sono, non voglio passare per una persona non concreta per i solito motivo.

Ad onor del vero, domani mattina tengo un consiglio di Amministrazione, dove ho dovuto ritirare fuori la sciabola e portarla dall’arrotino.
Detto questo, chiarisco cosa intendo per volere della base, che non è certo sentire gli umori giornalieri di tutti e farne magari una sintesi perchè sarebbe solo e soltanto impossibile.

Ma vuol dire governare e decidere in base al programma per cui sei stato eletto, vuol dire che quando decidi cose fuori dal programma, magari cerchi di decidere in base ai valori condivisi.
Lo so che in politica come nell’impresa questi principi sono spesso aleatori, ma proprio per questo il rigore morale di una persona in politica conta di più che nell’impresa.
Vedi in una Impresa il consiglio di Amministrazione può essere sostituito in 24 ore se detieni ( o convinci) il 51% del capitale sociale.
In politica no ma il problema è noto e risaputo Karl R. Popper ne aveva fatto un cavallo di battaglia ponendosi la domanda “ come possiamo mandare a casa chi ci governa prima che faccia altri danni”.
Purtroppo una risposta democratica non c’è solo un evento di forza e di rottura potrebbe risolvere il problema.
Inoltre Come già scritto in nell’altro post I politici Italiani sono influenzati da Macchiavelli e da T. Hobbes, bada anche quelli che non li hanno mai letti perchè è prima Gramsci e poi N.Bobbio che giustificano il fine per raggiungere il mezzo e, con esso anche un certo distacco dalla base.

Caro Voltaire, in politica come in Economia se non si butta nel WC. Questo modo di pensare e di agire, oggi potremmo dire tranquillamente si salvi chi può…..
I problemi politici sono evidenti si giustifica un agire lobbystico affaristico sul quale nessuno ha dato mandato, ma serve solo per dire la politica costa i partiti costano cosa volete da noi, cosi la forcella fra base militante e eletti si allarga sempre di più.
In economia nessuno si è mai azzardato a contestare il sig. Milton Friedman considerato uno degli economisti più importanti degli ultimi 50 anni. Premio Nobel per l’economia nel 1976.
Le sue teorie hanno esercitato una forte influenza sulle scelte del governo britannico di Margaret Thatcher e di quello statunitense di Ronald Reagan, degli anni Ottanta.
Le sue idee ancora oggi sono oggetto di accesi dibattiti: ad esempio, rigettò la stakeholder view e la responsabilità sociale d’impresa, sul piano economico ed etico, sostenendo che i manager sono agenti per conto terzi e dipendenti dei proprietari-azionisti, e che devono agire nell’interesse esclusivo di questi ultimi (utilizzare il denaro degli azionisti per risolvere problemi sociali, significa fare della beneficienza con i soldi degli altri, senza averne il permesso e tassarli senza dare un corrispondente servizio).
L’esempio lampante è la Telecom e Tronchetti che detenendo solo il 18% della società decideva.
Ora in una SPA ad azionariato diffuso, il 18% è un po pochino, perchè c’è un 82% di capitale che non si aggrega per ovvi motivi ma compone la maggioranza del capitale sociale.
ALLORA TRONCHETTI E’ LEGITTIMATO A PENSARE CHE 82% LA PENSA COME LUI…….
Io credo di no, credo che 82% siano persone che anche se non masticano di economia o di finanza, ma se vivono in una società Democratica, conoscono le regole del vivere Democratico, che riconoscono ad una impresa lo scopo per cui nasce che è perseguire il suo Bussines per creare valore ( utile per gli azionisti) ma in modo socialmente responsabile, che tradotto vuole dire rispettare le regole condivise, usando il buon senso nell’interpretazione, seguendo il criterio del buon padre di famiglia.
QUESTO DEVE FARE CHI AMMINISTRA, QUANDO A DUBBI SU COME AGIRE.
Altrimenti si fa come Tronchetti che spiava tutti senza avere il permesso della maggioranza degli azionisti, ma lo ha fatto usando una cosa che non è tutta sua ma anche di altri, quindi concettualmente gli a coinvolti moralmente in una cosa illecita ( le responsabilità penali sono personali).
Tronchetti dovrebbe risarcire per danni morali 82% dei suoi soci per quello che ha fatto.

Probabilmente neanche Milton Friedman quando afferma quanto riportato sopra, pensava che il suo pensiero poi venisse stravolto, per essere giustificazione del perseguimento dell’utile ad ogni costo.
Di solito chi è onesto intellettualmente esprime pensieri nitidi che non hanno bisogno di essere letti fra le righe, e non danno mai per scontato che si posa infrangere un patto, sia questa una norma di legge o un impegno morale.
Le persone intellettualmente oneste,quelle norme che non gli vanno bene le combattano a viso aperto,non hanno paura sono convinti delle loro idee, tanto da avere la forza di battersi per affermarle.
Quindi chi pensa che,fare politica sia l’arte dell’inganno a una strana concezione della politica e, non la eleva una cosa per cui valga la pena di lottare.
Ma nella vita ci sono poche cose per cui valga la pena di lottare amico mio, una è la famiglia, l’altra è il mondo in cui vorresti vivere. Ma se un essere umano sa fin dalla nascita che è destinato a morire. Perchè si affanna a voler realizzare quel mondo???
Io penso perchè non è egoista è sa che quando lui non ci sarà più, i suoi figli vivranno in quel mondo.

Quando l’agire umano va contro le regole condivise o del buon costume, anche se, qualche scienziato politico le a avvallate…. bisogna riflettere su una cosa fondamentale che “ LA SCIENZA E’ FALLIBILE”, quindi la scienza è fallibile, ma migliora dai propri errori, in virtù del fatto che, prende atto del proprio fallimento.

Buon W.E. A tutti

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