ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Federico Aldrovandi ” una brutta storia, per un paese Democratico”

Posted by ernestoscontento su giugno 21, 2007

Articolo Pubblicato su : RESET – La libera voce della società civile Italiana

La storia di Federico Aldrovandi non la reggo,non la reggo come uomo CHE CREDE NELLA DEMOCRAZIA, MA SOPRATTUTTO NON LA REGGO COME GENITORE.

Ogni volta che leggo qualcosa su Federico non c’è la faccio, monta su di me un misto di rabbia e apprensione, si l’ apprensione di un padre che ha un figlio di 17 anni, che esce la sera come tutti i ragazzi delle sua età.

Ma una sera potrebbe trovare quattro tutori dell’ordine, che dovrebbero essere sulla strada per tutelare il cittadino onesto. MA INVECE COSA ACCADE?

Avviene la tragedia, quelle persone non sono i tutori dei cittadini onesti, ma sono gli aguzzini e della peggior specie, perchè indossano una divisa che stanno disonorando.

Questi aguzzini credono di essere dei super uomini, ma sono solo e soltanto dei vigliacchi…..non c’è nessuna forma di coraggio nel picchiare un ragazzo in quattro armati di manganelli, anzi potremmo dire che è la forma di comportamento degli uomini vili e vigliacchi.

Riporto di seguito la lettera della Madre di Federico, che giustamente chiede un TAM TAM dalla rete affinché tutti sappiano.

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dal blog dei genitori di Federico Aldrovandi.

ORA IL PROCESSO

Caro Federico,

ora le tue implorazioni di “aiuto” e “basta” le ha ascoltate finalmente anche un giudice (il gup Silvia Migliori) dello Stato Italiano, accogliendo la richiesta di rinvio a giudizio fatta dal pm Nicola Proto.
Quei quattro individui saranno processati il 19 ottobre 2007.

FORLANI PAOLO (1961)

SEGATTO MONICA (1964)

PONTANI ENZO (1965)

POLLASTRI LUCA (1970)

… dovranno rispondere di omicidio colposo per avere cagionato o comunque concorso a cagionare il decesso di Federico omettendo di prestare le prime cure pur in presenza di richiesta espressa da parte di Aldrovandi che in più occasioni aveva invocato “aiuto” chiedendo di interrompere l’azione violenta con la significativa parola “basta”, mantenendolo ormai agonizzante, in posizione prona ammanettato, così rendendone più difficoltosa la respirazione.

Questa mattina, caro Federico, in quell’aula di Tribunale, io, Patrizia, Stefano e tanti cittadini (in modo virtuale) ti tenevamo per mano.

Una cosa mi ha fatto breccia nel cuore, quando il pm Dott. Nicola Proto, alla fine della sua esposizione ha concluso con la seguente richiesta: “la Procura chiede con forza il rinvio a giudizio di quei quattro agenti”.

In quel momento mi è parso come di sentire un tuo sospiro.

Quel 19 ottobre 2007 io sarò in quell’aula in attesa di quei quattro.

Le risposte dovranno essere chiare ed inequivocabili per rispetto di una vita e delle stesse forze dell’ordine.

Ora basta.

Sarò lì come tuo papà, come cittadino e anche come poliziotto.

Rispetto per le persone che vestono una divisa con onestà, ma condanna esemplare per chi non lo è.

Sempre.

Fino in fondo

Lino

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