ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Non pensare all’elefante!

Posted by ernestoscontento su luglio 7, 2007

Di George Lakoff.

Fusi orari 2006, 185 pagine

12,00 euro

In ogni sfida politica vince chi riesce a comunicare i suoi valori fondamentali e imporre il suo linguaggio. La destra sa farlo, la sinistra no. Ma non è mai troppo tardi per imparare.

Con più di 240mila copie vendute negli Stati Uniti, Non pensare all’elefante! è un caso editoriale che ha rivoluzionato il dibattito politico: non è solo un’analisi chiara e appassionante del ruolo chiave del linguaggio nella competizione tra i partiti, ma anche il primo manuale che spiega alla sinistra come far capire i propri valori all’elettore. E convincerlo.

È difficile pensare a una forza politica più in difficoltà nel riconoscere le cause di una sconfitta dei Democratici Usa all’indomani della batosta delle ultime elezioni presidenziali. A posteriori, si potrebbe commentare che nessuno nel partito dell’asinello Usa aveva tentato di soffermarsi su una questione che già prima del novembre 2004 circolava a Washington: quella che si richiama all’espressione politica del framing. Letteralmente, frame significa “quadro”, “composizione”, “struttura”; applicato al contesto politico, il termine indica la scelta di un linguaggio preciso per inquadrare ogni problema in una cornice più ampia. Padre riconosciuto della teoria del framing è George Lakoff, specialista di teoria del linguaggio.

L’insegnamento contenuto nel volume si può sintetizzare così:

“Quando state discutendo con i vostri avversari non usate mai il loro linguaggio”.

Lakoff, al contrario del suo più celebre “avversario” Chomsky, non crede che la linguistica debba scoprire le regole universali della sintassi; bensì, vede nell’esplorazione del comportamento inconscio della mente la chiave per comprendere la natura del linguaggio stesso. Strumento essenziale in tale percorso diventa, secondo il professore di Berkeley, la metafora, che in questa sede perde ogni sua connotazione di espediente linguistico per trasformarsi nel più efficace dei mezzi di comunicazione.

La figura retorica proposta dall’autore è quella della famiglia: nella repubblicana c’è un genitore severo che educa alla responsabilità e all’interesse personali, nella democratica un padre premuroso il cui cuore pulsa nella direzione di una società moralmente più solida.

La ragione del successo del partito dell’elefante negli Usa sembra stare tutta qui:

I conservatori hanno insistito nella comunicazione di questi valori – di questo frame – molto più di quanto abbiano fatto i progressisti.

L’applicabilità del volume di Lakoff al contesto italiano, pensando un consiglio utile da dare al centrosinistra , è senz’altro di stimolare i suoi leader a ragionare in maniera trasversale, tornare a pensare per grandi obiettivi morali, a ridare slancio ai grandi temi della solidarietà, dello sviluppo di un’economia aperta e accessibile, della lotta alla precarizzazione.

In un’espressione, invitare la sinistra ad essere più sinistra, senza pensare all’elefante.

Scrive Ferruccio De Bortoli nella prefazione che arricchisce l’edizione italiana del libro: “Spesso un genitore severo è preferibile per l’educazione dei figli, ma non è detto che un genitore premuroso non si riveli, alla fine, più giusto”. A buon intenditore poche parole.

George Lakoff è uno dei più noti linguisti americani. Insegna scienze cognitive e linguistica all’università di Berkeley, California. Tra i suoi libri Metafora e vita quotidiana (con Mark Johnson, Bompiani).

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