ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Alitalia “un caso da manuale di economia”

Posted by ernestoscontento su luglio 25, 2007

La storia di Alitalia la conoscete tutti molto bene è, l’ennesima privatizzazione all’Italiana, che merita di essere scritta sui manuali di economia, per formare i nuovi economisti; SU COSA NON SI DOVREBBE MAI FARE QUANTO SI PRIVATIZZA UNA SOCIETA’.

Poniamoci alcune domande:

La cosa assurda è che se un’azienda riesce ad accumulare miliardi di deficit all’anno, ed è dunque totalmente fallimentare, perchè un privato deve pagare per salvarla ?

Quale il suo valore sul mercato?

Perchè un privato a interesse a comprare una azienda in via di fallimento?

E’ utile prima di cercare di dare una risposta a queste domande rileggere alcune affermazioni, dei nostri governanti.

Bilancio Alitalia 2006

ALITALIA: SINDACATI A PRODI, PERDITEIN PICCHIATA.

(AGI) – Roma, 19 mag. – Lo “stato di salute” dell’Alitalia “permane gravissimo” e le previsioni per il 2006 indicano che le perdite potrebbero superare i 500 milioni di euro. Lo sostenevano i sindacati in una lettera aperta inviata al presidente del consiglio, ai presidenti di Camera e Senato, ai vice presidenti del consiglio, ai ministri e ai leader dei principali partiti. “Con questa nostra missiva – spiegano Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti, Ugl e Unione Piloti – riteniamo doveroso consegnare a tutti Voi, nell’interesse del Paese e dei lavoratori del Gruppo Alitalia a tutela di un settore strategico quale il Trasporto Aereo, una serie di considerazioni frutto di riflessioni, analisi e relazioni di non esclusiva emanazione sindacale”.

Esito:

17/7/2007 (20:55) Fonte La stampa.it

Alitalia, Air One si ritira dall’asta

18 luglio 2007 – Fonte Il sole24ore.it
Il Tesoro: la gara Alitalia è chiusa. Prodi: «Non è andata come volevamo»

ALITALIA: TPG E MATLIN SMENTISCONO VOCI COLLOQUI GOVERNO
Ultime notizie:
(AGI) – Roma, 24 lug. – ‘Alitalia al bivio’, scrive la Repubblica nelle sue pagine economiche. ‘Il Tesoro – spiega il quotidiano romano – e’ a caccia di una via d’ uscita dalle secche di una gara fallita e le voci, rimbalzate da Londra e subito smentite, di un affondo di Tpg e Matlin Patterson, tengono in quota il titolo della compagnia aerea che ieri ha chiuso a 0,7558 euro (+ 0,41 per cento).
I fondi Usa sono tra i pretendenti piu’ accreditati in questa fase e il Times ne da’ conto: ‘Tpg e Matlin vogliono ancora acquistare Alitalia ma considereranno una nuova offerta solo se il governo italiano allenterà le sue condizioni di vendita e dopo aver trattato con le organizzazioni sindacali’. Secondo il quotidiano statunitense, ‘Tpg vorrebbe una certa flessibilità nel chiudere le rotte non redditizie e aprirne altre’. Cosi come vuole chiarezza per portare più partner italiani cosi’ che il 51 per cento della nuova Alitalia sia partecipata da azionisti nazionali, uno status che consente di conservare i diritti di volo. Notizie bollate a stretto giro da fonti vicine a Tpg come ‘pure illazioni’. Le stesse fonti – precisa il quotidiano diretto da Ezio Mauro – spiegano che il fondo non ha ancora fatto alcuna richiesta ne’ presentato progetti su Alitalia. Tpg non conferma, inoltre, nuove indiscrezioni relative ad un incontro con esponenti di punta del governo italiano, avvenuto nei giorni scorsi. Insomma motori al minimo e fari spenti, almeno ufficialmente, per non attirare troppo l’ attenzione. Perche’, secondo quanto risulta a Repubblica, il fondo texano attende solo il momento giusto per entrare sulla pista Alitalia e piazzare il colpo.

25/07/2007 Londra, 18:55
ALITALIA: PADOA-SCHIOPPA FIDUCIOSO SU POSSIBILE SOLUZIONE

Il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa e’ fiducioso sulla possibilita’ di trovare una soluzione per Alitalia. A precisa domanda, ai microfoni della Rai, risponde infatti con un si’. Prima tuttavia, nel corso di una conferenza stampa al termine di una serie di incontri nella City, il ministro aveva rifiutato di fare alcuna anticipazione sull’audizione di domani. “Non ero qui per questo, non ho avuto alcun contatto connesso all’Alitalia – ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti – domani andro’ in parlamento e riferiro’ sullo stato della questione. Nessuna anticipazione oggi”.

Alitalia Ricavi Trimestrali

Dipendenti Alitalia

Alcuni dati usciti durante la fase di privatizzazione:

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, i rappresentanti del ministero dell’Economia avrebbero incontrato i revisori di Deloitte, garantendo tutte le azioni necessarie per la continuità aziendale di Alitalia.
Sulla base di queste garanzie, la società di revisione avrebbe rilasciato la certificazione al bilancio di Alitalia. Anche la Consob sarebbe intervenuta, spingendo i vertici della compagnia aerea a elaborare un piano che garantisca la continuità aziendale, anche in caso di fallimento della gara per la cessione della quota detenuta dal Tesoro.

Lo stesso quotidiano scrive che la Sea ha spedito una lettera alle tre cordate rimaste in gara, per invitarle a un incontro che organizzerà nei prossimi giorni, con l’obiettivo di delineare la futura presenza della compagnia nello scalo di Malpensa.
Infine Il Sole 24 Ore ricorda che nel 2006 lo stipendio di Giancarlo Cimoli, ex numero uno di Alitalia, è stato di 1,54 milioni di euro, in calo rispetto ai 2,8 milioni dell’anno precedente, in seguito all’assenza di alcuni bonus.
Lo stipendio resta tra i più alti rispetto a quelli corrisposti agli altri manager delle compagnie aeree europee.
MF, invece, scrive che il ministero del Tesoro avrebbe nel cassetto un piano di emergenza (il cosiddetto pianoB), nel caso in cui l’asta per la cessione del controllo di Alitalia fallisse. Il titolare del dicastero, Tommaso Padoa-Schioppa, avrebbe chiesto al management di predisporre un business plan triennale.

Il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, si è detto soddisfatto dei risultati del primo trimestre di Alitalia.

Alcune Riflessioni :

I conti sono in picchiata per Alitalia.

dati di bilancio peggiori delle attese deludono la disastrosa gestione operativa dai fallimentari risultati economici.

Era normale che doveva finire così solo il Ministro Bianchi poteva pensarla diversamente:

Tempo fà l’amministratore delegato di una compagnia aerea low cost dichiarò “che con il personale Alitalia che ogni giorno risulta in malattia, loro, con le stesse unità lavorative, trasportano gli stessi passeggeri dell’Alitalia, praticando prezzi 3 o 4 volte inferiori”.

Ma diamo una risposta semplice e di buon senso, alle tre domande sopra esposte:

  • Un privato non pagherà mai con i suoi soldi i debiti fatti da altri, è normale, sarebbe come chiedere a prodi di vendersi i suoi beni per pagare gli stipendi di una qualsiasi azienda italiana in crisi. I privati investono se vedono un ritorno equo dall’investimento che fanno, quello che tecnicamente viene chiamato la remunerazione del rischi d’impresa.Quindi il primo errore è stato pensare di mettere dei paletti ai possibili acquirenti, con il pretesto dell’Italianità concetto di Faziana memoria.Questo semplice concetto sembra estraneo al governo, ora pazienza il Ministro Bianchi, ma Economisti come T.P.Schioppa e R.Prodi certe cose dovrebbero saperle bene sono le basi elementari dell’essere imprenditore “ l’imprenditore è colui che intraprende investendo capitali propri, avviando un’attività economica per la produzione o la distribuzione di beni o servizi, agricola o commerciale, al fine di avere un tornaconto dal capitale investito, assumendo su di se il rischio dell’esercizio della sua attività imprenditoriale”.
  • Il Valore logico economico di di Alitalia è vicino allo zero. Infatti Alitalia non produce cosi come è strutturata utili,I suoi valori patrimoniali compreso l’avviamento non coprono neanche i debiti e le perdite accumulate in questi anni. La vendita di una azienda ( privata) nelle condizioni di Alitalia equivale a mettere in cantiere una svendita, è come se la proprietà nella lettera di offerta al mercato “ non siamo riusciti a fare un piano industriale di risanamento, constatata questa nostra incapacità vendiamo l’oggetto cosi come è nello stato di fatto in cui si trova”.
  • Dalla dichiarazione non scritta al mercato nasce la molla e la scommessa per altri imprenditori di tentare un risanamento dell’azienda per i più svariati motivi. Un motivo fondamentale per gli operatori economici è, il fatto che spesso le aggregazioni creano sinergie con la conseguente riduzione dei costi operativi, per una maggiore razionalità dei costi operativi. La riduzione dei costi operativi si riflette sul taglio delle sedi e uffici,sulla riduzioni dei voli che comporta viaggi con maggiori passeggeri e, una conseguente riduzione del personale, per Alitalia il taglio del personale era previsto in 2.400 unità.

In questi giorni stiamo assistendo anche ad un’altra aggregazione, nel settore bancario quella fra Cariplo e Unicredit che comporterà una riduzione del personale di circa 3.000 unità.
È insito del processo di aggregazione industriale la razionalizzazione del sistema impresa, al fine di ricondurlo agli equilibri economico finanziari che consentono al sistema steso di sopravvivere, un’impresa deve fare utili anche pochi ma li deve fare.

Come è stato possibile, tentare di privatizzare Alitalia mettendo dei paletti a protezione dei propri dipendenti, e non a garanzia della copertura di tratte aeree, un sistema paese deve essere coperto da tratte aeree che lo collegano al resto del mondo.

In questo modo l’incapacità di ragionare Razionalmente non solo ha fatto fallire la trattativa, ma ha penalizzato anche i privati che detengono il 51% del Capitale di Alitalia.

Un paese serio, proprietario di una compagnia pagata con i soldi dei contribuenti ( il 49% del capitale in possesso al tesoro sono i soldi delle nostre tasse) avrebbe risanato la compagnia, con piani industriali degni di questo nome, valorizzandola ed aumentandone il suo valore industriale, in modo da venderla come una cosa sana e produttiva, in tal senso avrebbe potuto rinvestire i proventi anche per un piano di sostegno sociale per i dipendenti licenziati da Alitalia e, avrebbe remunerato il capitale investito dai privati.

Tutto questo sarebbe stato degno di un paese che conosce le regole dell’economia di mercato.

COSA ACCADRA’ ORA?

SEMPLICE O SI ACCETTA LA LEGGE DEL MERCATO, O SI ACETTA  DI RIFINANZIARE LA SOCIETA’ CON SOLDI PUBBLICI, MA NON VI ILLUDETE NESSUNO PORTERA’ I LIBRI IN TRIBUNALE  IN ITALIA.

Il prossimo appuntamento è, con le Ferrovie dello Stato.

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APPROFONDIMENTI

Dati di Bilancio dal sito di Alitalia

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