ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Sub-Prime,guadagni garantiti !!!! alle banche, agenzie di rating e gestori, chi paga è solo l’investitore!!!!!

Posted by ernestoscontento su agosto 19, 2007

Alla fine del 1928, l’economia degli Stati Uniti viveva un momento di grande euforia: la Borsa andava a gonfie vele, le azioni crescevano, il denaro correva a fiumi…

Di lì a pochi mesi quel mondo di carta e di illusioni sarebbe crollato come un castello di sabbia, distruggendo patrimoni, obbligando migliaia di industrie a chiudere, gettando sul lastrico milioni di famiglie, provocando all’interno degli USA una migrazione selvaggia di milioni di disperati in cerca di lavoro con le loro famiglie.

In questo libro John K. Galbraith racconta che cosa determinò quei tragici giorni.

Galbraith individua almeno cinque fattori di debolezza nell’economia americana responsabili poi della crisi del 29:

1. Cattiva distribuzione del reddito
2. Cattiva struttura delle aziende industriali e finanziarie
3. Cattiva struttura del sistema bancario
4. Eccesso di prestiti a carattere speculativo
5. Errata scienza economica (perseguimento ossessivo del pareggio di bilancio e quindi
assenza di intervento statale considerato un fattore penalizzante per l’economia).

Galbraith, inoltre ci mette in guardia…dalle dichiarazioni dei Presidenti di fronte ad una crisi.

Infatti scrive: state tranquilli che di fronte ad una crisi dei mercati, ci sarà sempre un Presidente pronto a giurare che l’economia è solida, così come fece Coolidge nel 1928 che disse “ Il paese può considerare il presente con soddisfazione e il futuro con ottimismo”.

Bush afferma: “La nostra economia è forte e sul mercato c’è abbastanza liquidità”

I suoi ministri lo seguono, in Italia non siamo da meno, ci dicono che possiamo guardare il futuro con ottimismo.

Dobbiamo seguire il consiglio di Galbraith?

RIFLESSIONE:

Guadagni garantiti !!!! alle banche, agenzie di rating e gestori, chi paga è solo l’investitore!!!!!

Ogni tanto assistiamo ad un grande crollo.

L’ultimo in ordine di tempo è, il grande crollo delle Borse mondiali, allo scoppio della bolla, della new – economy, iniziato nel marzo del 2000.

Da allora i risparmiatori italiani, e non solo, sono stati inondati di prodotti ancora più rischiosi……

Oggi siamo di fronte ad un’altro crollo delle borse a causa dei titoli sub- prime, nonostante gli interventi delle banche centrali, è presto, per dire se le cicatrici dello scoppio della bolla sono del tutto cancellate.

Infatti dovrà passare ancora qualche mese per capire bene gli effetti del fenomeno,per quanto riguarda:

– Gli impieghi delle banche.

– L’investimento in fondi monetari nel portafoglio alle famiglie,

– L’incidenza dell’investimento nella gestione dei fondi di investimento, del TFR degli operai.

Una cosa è certa il danno diretto c’è e, non si può cancellare, ne rimane solo da scoprine l’ampiezza.

Inoltre c’è da considerare il danno indiretto…. che riguarda i seguenti punti:

– Come si comporteranno le banche sul credito per l’acquisto della casa?
– Come si comporteranno le banche sul credito in genere?
– Dove investiranno gli Italiani, dopo un periodo interminabile di fregature in borsa, che sono cominciate con la new – economy, per passare a Cirio, Parmalat, Calciopoli, Bond Argentini ecc..ecc…

Insomma sembra proprio che l’investimento in borsa, non sia fatto per il piccolo risparmiatore, che si deve affidare al consulente esterno, oggi anche il consulente sembra avere difficoltà visto la facilità di emissioni di rating a triplice A emesso dalle agenzie di rating.

Da piccoli provinciali quali siamo, ci verrebbe da domandarci, con quale criterio….le agenzie affidavano rating a triplice A,visto che sub-prime, vuole dire “clienti a forte rischio di insolvenza”.

Il pericolo è talmente grande che, tutte le banche centrali si sono adoperate per limitare i danni, non solo la Federal Reserve ha tagliato il tasso di sconto.

Perchè ,la Federal Reserve, ha tagliato il tasso di sconto, lasciando immutati i tassi sui funds?

Il Prime Rate Nel Mondo (TUS)

Tabella costo del denaro nel mondo
Quali le differenze tra le manovre che la banca centrale effettua sui due?

Il tasso di sconto è il saggio a cui la banca centrale presta denaro alle comuni banche, mentre il tasso sui fed funds è applicato sui prestiti che le banche effettuano tra di loro.

Tagliando il tasso di sconto in pratica la Fed ha reso disponibile liquidità al sistema bancario, e lo ha fatto in maniera molto più estesa rispetto a quanto avesse finora fatto con l’acquisto di titoli dalle banche.

Inoltre il taglio del tasso di sconto non ha gli effetti a catena sui tassi di mercato che avrebbe avuto una riduzione dei fed funds, che avrebbe anche provocato un innalzamento dei rendimenti sui treasury (titoli di stato americani) e dato l’impressione di un allentamento della guardia nei confronti dell’inflazione.

Con il taglio dei tassi di sconto la Fed ha così raggiunto il duplice scopo di immettere efficacemente liquidità nel sistema bancario e di non modificare la struttura dei tassi di mercato e dell’economia.

Tabella: aggiornata al 17/08/2007

Tabella inteventi banche centrali sub-prime 17.08.07

Agenzie di rating poco trasparenti e, in conflitto……

Un settore i collegato allo sviluppo globale della finanza strutturata, che si basa sulla reputazione di imparzialità degli operatori, che dovrebbero essere indipendenti delle valutazioni e interessi dei clienti.

Queste regole, potrebbero essere venute meno.

Come fià accaduto in America nel 2002 alla Arthur Andersen, la società finita in pezzi per il coinvolgimento nello scandalo Enron.

Oggi le agenzie di rating, sono sotto accusa pr il crollo delle valutazioni sui mutui sub-prime Usa.

Problemi di Oligopolio?

Nel 2006, il mercato è stato dominato da tre operatori, Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch .

Il peso dei sub-prime sul bilancio?

L’analisi dei conti di Moody’s evidenzia che, il 10% del giro d’affari 2006 è venuto dai rating sui derivati Usa, di questi, un quarto era su mutui sub-prime.

Un altro 8% è venuto dalle cartolarizzazioni di mutui residenziali Usa (Rmbs) e la metà erano sub-prime. Dalle ipoteche Usa a rischio, quindi.

Troppi intrecci con i clienti?

Curioso che,la stessa Moody’s che inonda gli analisti di dati,non voglia indicare i settori da cui trae il suo ricavo ante imposte da 1,1 miliardi.

L’agenzia afferma di puntare sulla finanza e sulle opportunità di prodotti e servizi “di supporto” ai clienti.

ECCO il nodo!!!!! sul quale si appuntano le critiche……. che segnalano rischi di conflitti di interesse, rischi che SI SPERA a settembre finiranno sotto la lente dell’inchiesta sul settore promossa della Commissione UE.

Troppi errori in questi anni !!!!! La triplice AAA vale ancora qualcosa????

LA SITUAZIONE AMERICANA

Ripartizione dei mutui, per l’acquisto della casa negli USA

Andanebto sub-prime

Andamento dell’erogazione dei mutui sub -prime

Cartolarizzazione sub prime

Il percorso dei mutui sub-prime

Grafico percorso sub-prime

Consistenzadei Insolvenza Titoli Sub-Prime

Tabella insolvenza sub-Prime

Ripartizione Emissioni Titoli sub-prime

Tabella Mercato secondari sub-prime

Tabella primi 10 operatori usa sub-prime

SITUAZIONE MACROECONOMICA IN ITALIA –

File pdf Pag.N.17

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