ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

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La Bce avverte! “non è abbandonata l’idea del rialzo dei tassi a settembre”

Posted by ernestoscontento su agosto 22, 2007

La decisione della Bce di immettere moneta con un’asta a lungo termine di tre mesi altri 40 miliardi di euro e la conferma che l’Istituto di Francoforte, nonostante gli auspici di segno diverso degli analisti e, del ministro francese dell’Economia Christine Lagarde che in una dichiarazione alla Bbc, afferma, che tassi d’interesse più bassi nell’Eurozona, di sicuro aiuterebbero i mercati e le imprese colpiti dal crak dei mutui sub-prime.

Per altri motivi, ma certamente collegati anche all’agire della BCE, il governatore della Banca D’Italia M. Draghi aveva lanciato l’allarme per il sistema Italia già in Luglio “Sui mutui i tassi più alti d’Europa”.

Ma questo non basta alla BCE per fargli cambiare idea rispetto a quanto indicato a inizio agosto.

L’Eurotower Conferma che la politica monetaria nell’area resta espansiva, sottolineando che la propria posizione, nonostante le turbolenze manifestate dai mercati.

Quindi non esclude un nuovo rialzo dei tassi al 4,25% che dovrebbe essere deciso nella riunione del 6 settembre.

Questa scelta potrebbe significare che secondo la BCE la sete di liquidità generata dalla crisi dei mutui americani è ormai in fase di rientro dalla fase più acuta.

Un segnale di normalizzazione, che potrebbe essere letto nel mercato interbancario dell’Eurozona dove il tasso overnight nel pomeriggio viaggiava sotto il 4 per cento.

Inoltre l’euro, ha chiuso in rialzo nei confronti di quasi tutte le principali valute, a 1,3513 dollari contro 1,3486 di martedì e 1,3493 di mercoledì, a 155,31 yen contro 154,33 di martedi e 155,32 di mercoledi e, a 1,6315 franchi contro1,6230 di martedi e 1,6306 di mercoledi.

Sul finale di seduta anche il dollaro si è consolidato rispetto allo yen, finito a 114,92, , e al franco svizzero, a 1,2071 .

La Banca centrale ricorda che,l’orientamento di politica monetaria resta quello espresso dal presidente Jean Claude Trichet il 2 agosto.

Ma siccome noi di RESET siamo presuntuosi….visto che dopo l’articolo sulle rendite dei Bot e Cct al 20% è arrivato un chiarimento da palazzo Chigi ( che ci leggano???) .

Nella speranza ci legga anche Trichet, noi gli facciamo sapere che anche in Italia ci potrebbe essere il rischio mutui….ma non per incapacità dei bancari che li hanno concessi, ma per l’ottusità della BCE.

In proposito riportiamo alcuni grafici, significativi delle dimensioni del problema.

Grafico 1: Variazione dei Mutui alle Famiglie

Grafico 2 : NUOVI PRESTITI CONCESSI ALLE FAMIGLIE PER L’ACQUISTO DI ABITAZIONI
(var. % sul corrispondente periodo dell’anno precedente)

Grafico 3 : TASSI D’INTERESSE SU PRESTITI BANCARI PER L’ACQUISTO DI ABITAZIONI IN ITALIA (tasso medio)

Grafico 4 : CONSISTENZA MUTUI CONCESSI DALLE BANCHE ALLE FAMIGLIE ITALIANE PER L’ACQUISTO DI IMMOBILI RESIDENZIALI(var. % a 1 anno)

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Tassazione Bot e Cct al 20%, L’italia è l’unico paese Democratico in mano agli Stalinisti-Leninisti

Posted by ernestoscontento su agosto 22, 2007

Sul sole 24 ore di oggi si legge che nella finanziaria, verrà alzata l’imposta sui titoli di stato BOT e CCT.

Bot e azioni prelievo al 20% in Finanziaria

Ora dopo i Crak della Borsa, non ci poteva essere azione più irresponsabile e domagogica, per una classe dirigente miope.

In Italia, per anni abbiamo abbituato le famiglie a investire i risparmi in titoli di stato e, nella casa.

Dopo le delusioni avvenute con la borsa a causa dei Crak, Cirio,Parmalat,Bond Argentini, Sub.Prime ecc..ecc…

L’Italiano medio che non è certo avvezzo alla speculazione in Borsa, anzi il piccolo risparmiatore si affida spesso alla banca di fiducia per l’investimento, ma ora anche questa fiducia è venuta meno a causa degli ultimi avvenimenti.

Quindi è probabile che ritorni ad investire i suoi risparmi in Bot o CCT, cosa fa il governo di Centro Sinistra ( si fa pr dire visto che sono gli Stalinisti-Leninisti a dettare l’agenda di governo), decide in nome della giustizia sociale di penalizzare i risparmi frutto di una vita di sacrifici e che quindi vengono messi al sicuro evitando rischi non controllabili.

Ora non ci vorrebbe molto a capire che i Titoli di stato non sono detenuti solo dai grandi investitori finanziari, anzi chi a continuerà a rischiare in borsa, infatti e di ieri l’articolo che le grandi aziende come ENI e ENEl stanno facendo acquisti ( ora la borsa e bassa, ed è il momento di comprare per chi può accettare il rischio).

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Estratto dell’articolo:

«Non è accettabile – ha spiegato Ferrero – che un lavoratore paghi il 30% su quanto guadagna, mentre chi investe paga il 12,50%». Per risolvere questo squilibrio e per adeguare l’aliquota ai livelli europei, il ministro Ferrero ha insistito sulla necessità di una tassazione al 20%, «anche sui Buoni ordinari del Tesoro».
Ma Ferrero è sceso nel merito di un’altra questione fiscale. Il “meno incentivi, meno tasse” per le imprese, lanciato dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. Non ci può essere, dice Ferrero, «una riduzione generalizzata delle tasse», ma piuttosto «una partita di giro a costo zero per lo Stato ». Il ministro propone uno scambio e due condizioni.

Se bisogna ridurre le tasse per adeguarsi alla media fiscale europea, il Governo in cambio deve dare una sforbiciata agli incentivi. Le condizioni sono che l’operazione sia a costo zero e che per le imprese sia uno stimolo per promuovere iniziative per l’ambiente e per la lotta al precariato.

Di tasse si occupa anche un altro sottosegretario all’Economia, Paolo Cento, che rilancia la questione dei privilegi fiscali della Chiesa, a partire dall’Ici sugli immobili adibiti ad attività commerciali. «Non devono essere un tabù», dice il sottosegretario dei Verdi, che chiede di affrontare il tema nella prossima Finanziaria

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Ora non è possibile risollevare le sorti dell’Italia, con chi sventaglia soluzioni demagogiche e prive di ogni fondamento, Ma sopratutto sataccate dalla realtà sociale.

In Italia c’è bisogno di vero riformismo equo e solidale, e non di lotta contro il sistema, già perchè chi sostiene che con l’impresa si faccia a baratti e cambi, non è un amministratore serio della cosa pubblica.

Il sistema deve agevolare la competizione e, mettere in condizioni le imprese di essere competitive sui mercati, sarà poi il frutto di questa competizione a dover essere amministrato con saggezza dalla classe dirigente.

Fermo restando che l’impresa che è integrata nella comunità, deve essere socialmente responsabile, nel senso che deve rispettare le regole condivise.

L’unico parametro di contrapposizione, fra società civile è impresa è, la responsabilità sociale e non la lotta di classe di stampo Salinista-Leninista che stanno portando avanti i ministri Ferrero & Co.

Approfondimenti:

Il ministro Damiano: «Se si tira troppo la corda cade il governo

Bombassei: pagare le tasse atto dovuto e dovere civico

Tasse e senso civico/ I doveri dei cittadini e la debolezza dello Stato: gli interventi dei lettori

Lo sconforto del professionista frustrato che tuttavia continua a pagare le tasse, la risposta del ministro Padoa Schioppa. Sul tema sollevato dal Sole 24Ore dell’8 agosto intervengono numerosi i lettori sollecitati dal nostro sito. I pareri di economisti e politologi.

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