ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Alitalia: Ministri e sindacalisti, fanno scuola di mala economia, a spese degli Italiani

Posted by ernestoscontento su settembre 1, 2007

Su Alitalia, noi di Reset abbiamo scritto molto, per la verità anche quando eravamo dalla Papi, quindi i nostri giudizi non sono certo quelli dell’utimora.

Concludevo così, l’ultimo articolo scritto il 26/7/2007 dal titolo “Alitalia un caso da manuale di economia”

COSA ACCADRA’ ORA?

SEMPLICE O SI ACCETTA LA LEGGE DEL MERCATO, O SI ACCETTA DI RIFINANZIARE LA SOCIETA’ CON SOLDI PUBBLICI, MA NON VI ILLUDETE NESSUNO PORTERA’ I LIBRI IN TRIBUNALE IN ITALIA.

Mi dispiace come Italiano di avere indovinato il pronostico, ma capirete che come Blogger non posso che essere soddisfatto.

Infatti il consiglio di Amministrazione ( si fa per dire è il governo che detiene il 49% del capitale Alitalia che decide) a deciso, un piano di sopravvivenza.

Attuando una strategia di tre anni , il cui unico obiettivo è ,garantire la continuità dell’attività aziendale nel medio e breve termine.

I Punti chiave del piano strategico sono:

-La vendita. Nel comunicato del consiglio di amministrazione di Alitalia, si accenna alla «riconfermata decisione del Governo di cedere il controllo della società»,all’obiettivo dell’azienda di «individuare tempestivamente soggetti industriali e finanziari » cui vendere e al mandato conferito a Prato di «avviare rapidamente una prima individuazione dei potenziali» acquirenti da «completare nei tempi più brevi possibili», come del resto auspicato sia dal Premier sia dal ministro per l’Economia.

– Confermata la necessità di nuove risorse finanziare attraverso un aumento di capitale da attuarsi nei prossimi mesi, di pari passo con la procedura di vendita che dovrebbe consentire al nuovo socio l’ingresso attraverso sottoscrizione ed eventuale acquisto di diritto di opzione dal ministero dell’Economia.

-Il piano industriale. Il nuovo amministratore Prato ha spiegato ai consiglieri che ormai esiste un gap incolmabile, tra le cui cause c’è anche la presenza di due hub, tra l’Alitalia e i principali competitor e sarebbe assurdo sfidarli sul loro stesso terreno.

Il progetto conferma le anticipazioni sul riposizionamento della attività su MilanoMalpensa.

Questo avverrà attraverso il lancio di nuove rotte (con aerei ad hoc) richieste dal mercato milanese e non operabili da Linate; un marketing più aggressivo sul settore low cost e charter valorizzando i marchi del gruppo Volare rilevato nel 2006: attraverso Volare Web saranno potenziate le rotte low cost, mentre si punterà sul charter a lungo raggio attraverso AirEurope.

È previsto di pari passo un potenziamento delle attività sull’aeroporto di Fiumicino.

In linea più generale la società ha annunciato l’intenzione di rivoluzionare il piano rotte chiudendo i voli in rosso, la riduzione degli aeromobili usati sul breve e medio raggio e di procedere a una limitata revisione strategica sul lungo raggio “se questo voglia dire tagliare le rotte su Cina e India al momento non è possibile saperlo.

Gli esuberi. Quello che sembra certo è che si va verso uno sfoltimento del personale, seppure al momento non ci siano numeri precisi ( si ipotizza circa 1.000 unità)

Il piano prevede infatti la razionalizzazione della struttura organizzativa attraverso la riduzione degli organici e la modifica delle regole di impiego del personale.

Nel comunicato si fa esplicito riferimento alle «implicazioni in termini di esuberi » che comunque «dovranno essere gestiti d’intesa con le organizzazioni sindacali e con l’utilizzo degli ammortizzatori sociali» .

Il piano prevede anche «il recupero di efficienza e produttività delle risorse umane e della flotta».

Questo significa che si punterà anche sull’aumento delle ore di volo a carico dei piloti Alitalia, che sono al di sotto della media delle altre compagnie.

Infine per AzServizi si prospetta l’apertura del capitale a partner su singoli segmenti di business, mentre la manutenzione verrà riportata nel perimetro della capogruppo.

Tabella n.1 Andamento storico della forza lavoro.

Tabella n 1 alitalia

Tabella n.2 Aumenti di capitale rifinanziato.

Tabella n 2 Alitalia

Grafico n.1 Andamento del Titolo.

Grafico andamento del titolo

Tabella n.3 Andamento del Titolo

Tabella n 3 alitalia

Come si vede il piano industriale non ha certo entusiasmato i mercati…..

I motivi sono duplici, il primo non si vede all’orizzonte un compratore idoneo, secondo il piano non è adeguato al malato ormai in fase terminale.

Infatti nella prima asta di vendita si ipotizzava una diminuzione del personale intorno a 2.700 unità, oggi si parla di 1.000. i sindacati dopo avere rovinato la società con la loro ottusità, oggi tacciano,

MA PER QUANTO STARANNO ZITTI !!!!!

LA PAURA DEI PRIVATI E’ PROPRIO QUESTA, AVERE LE MANI LEGATE ,SU UN PIANO INDUSTRIALE SERIO.

Naturalmente la decisione del tesoro di non intervenire sull’aumento di Capitale, per ovvie opportunità politiche, inerenti all’opinione pubblica Italiana in merito è, sintomo per il mercato che l’agonia sarà lunga è incerta.

Intanto a Luglio l’indebitamento netto della società, sale di 16 milioni a quota 1.050 mln (+1,5%).

La posizione finanziaria netta e’ stata a fine luglio di 1.031 milioni con un incremento dell’indebitamento netto di 13 milioni (+1,3%) rispetto a fine giugno.

Le disponibilità e i crediti finanziari a breve del Gruppo a fine luglio risultano invece pari a 592 milioni, con una riduzione di 20 milioni (-3,3%) rispetto alla situazione di fine giugno (612 mln)

Come già accennato di tutto questo,dobbiamo ringraziare i sindacati e i grandi Manager Pubblici.

Che insieme ai nostri migliori cervelli economici, contribuiscono giornalmente a fare in maniera che il popolo Italiano non solo abbia perso il valore delle risorse investite in una azienda Semi-Pubblica, in barba alla tutela delle migliaia di piccoli risparmiatori che detengono l’altro 51% del capitale Alitalia.

Ma cosa ancora ben più triste è,che l’immagine che diamo all’estero di come interpretiamo il mercato e le Privatizzazioni è ormai un criterio da manuali di economia, per insegnare agli studenti tutto ciò che non si deve fare in una azienda, soprattutto se è una società quotata in borsa.

In fondo se ci pensate bene,i sindacati decidono,fanno ostruzionismo, ma le spese sono a carico di altri, loro i danni che causano non li pagano mai.

La nostra classe politica è troppo indaffarata, a rivalutare i guadagni effettuati, con l’acquisto a prezzi di favore (poverini sono con lo stipendio al minimo salariale) delle case comprate per loro e i loro eredi, dagli enti previdenziali e non, naturalmente il tutto nella splendida capitale Italiana e rigorosamente in centro.

Ecco gli unici conti che i nostri Politici sanno fare bene sono quelli privati di casa loro.

A noi, come diceva il grande Troisi “ non ci resta che piangere”

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Approfondimenti:

La Stampa: Alitalia, i debiti crescono ancora

ANSA: ALITALIA: LIQUIDITA’ SCENDE A 592 MILIONI (-3,3%)

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