ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

V Day: ma Grillo è Qualunquista ?

Posted by ernestoscontento su settembre 10, 2007

Se anche oggi i maggiori quotidiani Italiani dedicano 2/3 pagine al V Day di Grillo, con un articolo a firma De Rita direttore del CENSIS, LA COSA NON PUO’ ESSERE MINIMIZZATA.

Nell’attuale situazione politica italiana, finalmente fondata sul bipolarismo, il disprezzo per la politica e gli uomini politici costituisce una componente radicata nello stato d’animo dell’italiano medio. La storia del movimento che per primo si scagliò contro tutti i partiti e le ideologie viene quindi riproposta in una nuova versione, integrata e ampliata, che mostra l’attualità di quell’antico disprezzo.

Alcuni politologi, dicono che L’Italiano è predisposto ad essere qualunquista e ,citano l’esperienza del fronte dell’uomo qualunque, avviato alla fine del 1944, da Guglielmo Giannini, commediografo e giornalista napoletano.

Breve storia Del Movimento Del”Uomo Qualunque

Sotto il profilo storico, l’avventura de L’Uomo Qualunque ha avvio alla fine del 1944, quando Guglielmo Giannini, commediografo e giornalista napoletano con una grande quanto malcelata passione per la politica, ottiene l’autorizzazione per pubblicare un nuovo settimanale. La sferzante penna di Giannini, autore di almeno il 90% degli articoli, si scaglia fin dal principio contro quei “10.000 politici di professione” che con il loro arrivismo rovinano l’esistenza a 45 milioni di esseri umani. Da questa premessa, la richiesta di uno Stato minimo, guidato da un gruppo di tecnici capaci con un mandato a breve termine e non dall’inutile classe politica assetata di potere e poltrone. Il simbolo stesso del giornale, in questo senso, rappresenta già un proclama: un torchio mosso da mani ignote che schiaccia un semplice cittadino, incarnazione appunto dell’uomo qualunque.Esce il primo numero del settimanale “L’Uomo Qualunque”, con una tiratura complessiva di circa ottantamila copie. Ne è fondatore il commediografo napoletano Guglielmo Giannini, che si fa interprete del diffuso sentimento di insofferenza e insoddisfazione, soprattutto nell’Italia meridionale, verso la classe politica dirigente, da parte dell’Uomo Qualunque, l’uomo della vita quotidiana, l’uomo che incarna i valori della folla, l’uomo oppresso e torchiato dai capi e dai falsi ideali, come quello della patria, dell’eroismo e dell’amore, su cui gli stessi capi fondano il proprio potere.
Intorno al nuovo giornale si avvicineranno la piccola e media borghesia, strati del sottoproletariato, uniti dall’anticomunismo, dal timore di sovversioni, dall’esigenza di ordine e di governi efficienti – temi trattati e difesi dall’Uomo Qualunque – ma anche la Confindustria, che lo finanzierà fino al 1947.
La protesta di Giannini, che troverà rapidamente eco nel Paese, come testimoniato dal successo in edicola della pubblicazione e dal seguito che il movimento politico da lui creato conoscerà negli anni successivi, ha come bersaglio principale i partiti anti-fascisti raccolti nel Comitato di Liberazione Nazionale, colpevoli di “indulgere in alto e colpire in basso” con la loro politica di epurazione, di trascurare i problemi reali del Paese obnubilati, soprattutto a sinistra, da considerazioni puramente ideologiche, di avere fatto cadere il popolo “dalla padella del fascismo, nella brace dell’anti-fascismo”

La parabola del Fronte dell’Uomo Qualunque sarà molto rapida: dai trionfali esordi del giugno 1946, quando fa registrare 1,2 milioni di voti (5,3% del totale) ed elegge 30 membri dell’Assemblea Costituente (con Giannini terzo per preferenze dopo De Gasperi e Togliatti), il qualunquismo conosce il picco di consensi alle amministrative di cinque mesi dopo; in questa occasione il Fronte raccoglie il voto di protesta degli esponenti del ceto medio, delle destre, dei cattolici preoccupati del persistere della collaborazione tra DC e sinistre. Ma quando il mutato clima internazionale e l’aperto appoggio statunitense consentono a De Gasperi di rompere l’alleanza originata dal CLN, la DC ha gioco facile nel riconquistare il ceto medio e nel porsi come riferimento per i circoli confindustriali. L’improvviso venir meno dei necessari appoggi finanziari costringe Giannini a chiudere Il Buonsenso (novembre 1947), mentre le elezioni del 18 giugno 1948 decretano la fine dell’esperienza qualunquista: il Fronte dell’Uomo Qualunque cessa così di esistere, anche se il settimanale resisterà fino al 1960, sopravvivendo di un anno al suo stesso fondatore.

L’esperienza de L’Uomo Qualunque , nonostante la sua brevità e lo scarso peso avuto sulle sorti dello Stato post-bellico, fa registrare almeno due effetti rilevanti sul modo di concepire la partecipazione alla vita pubblica nell’Italia repubblicana. Da un lato, il suo contributo allo smantellamento del “clima CLN”, favorisce una più rapida emersione e riorganizzazione dei settori legati al passato fascista e meno disposti al rinnovamento sociale; dall’altro, è soprattutto grazie ad esso che diventano patrimonio comune di gran parte dei cittadini la impolitica come valore e la fiducia in una presunta superiorità dei tecnici, che si mantiene l’abitudine a dare credito a personaggi tribunizi e populisti, che prende forza, per dirla con Lussu, il partito del “Piove, Governo ladro!” Atteggiamenti con cui la politica italiana si trova a dovere fare i conti anche ai giorni nostri.

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Si dice che il qualunquismo fa proseliti quando la politica è debole, ma c’è da dire che con la fine delle Ideologie la politica diventa di per se debole e inevitabilmente qualunquista.

Inoltre in ogni Democrazia c’è una parte dell’elettorato che sceglie i programmi indipendentemente dalla posizione politica di chi li propone, già L. Einaudi li identifico chiamandoli l’elettorato flessibile, lo stesso politologo R.G.Dahrendorf, nel suo articolo che cosa è il grande centro evidenzia che nella Democrazia Americana c’è un 20% di elettorato mobile al centro del cerchio, Dahrendorf fa risalire a loro, che come ago della bilancia, fanno si che, la Democrazia compia la sua funzione alternandosi politicamente.

Ma oggi quali scenari si prospettano???

Io rifletterei sul fatto, che in America , gli attori diventano Presidenti e Governatori.

E noto che Giannini e Grillo sono colleghi……….

E’ COLPA DELL’ITALIANO QUALUNQUISTA, SE GRILLO RIEMPIE LE PIAZZE E PASSA DAL VIRTUALE AL REALE?

Vedremo il 14 ottobre se i nostri politici avranno il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo, per ora leggo che sarà De Mita ad indicare il nome del segretario del PD per la Campania, con il bene placido di tutti Weltroni compreso, come dire” La Nuova Stagione” può attendere.

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