ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Archive for ottobre 2007

In Italia in crisi 4 famiglie su 10, non riescono a risparmiare

Posted by ernestoscontento su ottobre 30, 2007

Aumentano le famiglie in difficolta’ economica e cresce il pessimismo nel Paese.

E’ una fotografia a toni scuri quella scattata dall’Acri con la consueta indagine sugli italiani e il risparmio, realizzata in collaborazione con Ipsos per la 83° Giornata Mondiale del Risparmio, in programma oggi.

Dalle risposte raccolte emerge che “la debole svolta ottimista registrata nel 2006 e’ svanita e aleggia un pessimismo quasi rassegnato, alimentato anche da timori per l’andamento dell’economia internazionale”.

Alla maggioranza degli intervistati il Paese non pare attrezzato “a far fronte a questa emergenza” e sono in aumento le famiglie che si dichiarano in difficoltà, dal 32% del 2006 al 38% del 2007.

In un anno, prosegue la ricerca, diverse persone che conducevano tranquillamente la propria vita si sono trovate a fronteggiare una situazione che, se non e’ proprio crisi, le preoccupa.

Il 20% degli intervistati si e’ visto costretto a intaccare i risparmi contro il 18% dello scorso anno.

L’incertezza e le difficolta’ economiche si riverberano sull’atteggiamento nei confronti del risparmio e si riduce sempre di piu’ la quota di coloro che riescono a risparmiare: dal 37% al 33%.

Nel contempo, cresce il numero di quelli che non riescono a vivere tranquilli se non mettono da parte qualche cosa: sono il 43% contro il 26% del 2001.

Inoltre, dal 2001 a oggi sono cresciute del 2% all’anno le famiglie in “saldo negativo”, ossia che ricorrono a prestiti o ai risparmi accumulati per tirare avanti, con la conseguenza che nei sette anni intercorsi sono piu’ che raddoppiate fino a raggiungere quota 27%.

Si conferma una costante propensione alla liquidita’, che caratterizza quasi due italiani su tre: un atteggiamento legato alla bassa fiducia attuale e prospettica di molti nei confronti delle leggi e dei regolamenti in materia di tutela del risparmio.

Quest’anno si registra inoltre una riduzione di attrattivita’ dell’investimento nel mattone (quelli che lo preferiscono sono scesi in dodici mesi dal 70% al 55%) a vantaggio degli strumenti finanziari considerati piu’ sicuri: titoli di stato, certificati di deposito, obbligazioni e libretti di risparmio.

Questa situazione, spiega la ricerca, potrebbe essere il combinato dell’aumento dei costi delle case, dei crescenti tassi di interesse e, in modo indiretto, della “crisi” dei mutui americani, con l’implicita paura, in alcuni, di sgonfiamento della “bolla immobiliare”.

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CORRE IL CREDITO ALLE FAMIGLIE, NEL 1 SEMESTRE 2007 +9%

Posted by ernestoscontento su ottobre 29, 2007

Credito Famiglie Imag

Nuovi Mutui, nuovi Prestiti: come cambia il Credito alle Famiglie in Italia e in Europa.
Partendo dall’importante contributo del Credito alle Famiglie allo sviluppo economico del nostro paese, viene esaminata la crescita inarrestabile di questo mercato nell’ultimo periodo, mettendone in evidenza le nuove strategie e i nuovi prodotti.

ABI: CORRE IL CREDITO ALLE FAMIGLIE, NEL 1* SEMESTRE 2007 +9%

I finanziamenti bancari alle famiglie italiane continuano a correre, superando i 353 miliardi di euro a giugno 2007 per un aumento di circa il 9% sullo stesso periodo 2006.

E’ quanto emerge dal convegno Credito alle famiglie promosso dall’Abi in collaborazione con Assofin.

In dettaglio, il credito al consumo ha registrato un incremento del 17,5% (pari a 93,8 miliardi di euro), e il credito fondiario residenziale il 10,8% (289,8 miliardi).

”Il settore bancario continua a sostenere le esigenze di spesa sempre più complesse ed evolute delle famiglie – rileva il direttore generale dell’Abi Giuseppe Zadra, anche nell’ottica strategica di un rilancio dei consumi che potrebbero contribuire a dare una spinta alla ripresa dell’economia”.

Zadra ha ribadito la ”necessita’ di colmare il divario con il resto d’Europa, impegnandosi allo stesso tempo per indirizzare le iniziative di regolamentazione in corso con Istituzioni e associazioni dei consumatori verso un quadro di maggiore tranquillità per le famiglie e ulteriore semplificazione dei rapporti tra banche e clienti”.

Questo trend di crescita e’ comune ai principali paesi europei (ad esclusione della Germania).

Nel nostro Paese si è registrato un tasso di sviluppo tra i più significativi, resta tuttavia un divario dimensionale con i maggiori concorrenti: se confrontiamo, ad esempio, il rapporto tra le consistenze del credito al consumo ed il Pil nel 2006 in Italia siamo al 5,8%, contro il 7,5% della Francia, il 9,4% della Spagna, il 9,9% della Germania ed il 16,5% del Regno Unito.

Stesso discorso sul credito fondiario residenziale in rapporto al Pil: l’Italia ha superato di poco il 18%, contro il 32,2% della Francia, il 51,3% della Germania, il 58,6% della Spagna, l’83,1% della Gran Bretagna e oltre il 111% dell’Olanda, con una media Ue intorno al 50%.

Particolare attenzione viene rivolta dalle banche alla nuova potenziale clientela che si affaccia sul mercato del credito: i lavoratori a tempo che rappresentano una realtà che non può essere lasciata priva di sostegno finanziario; gli immigrati, la cui incidenza sulla popolazione residente è aumentata in maniera considerevole negli ultimi anni.

Il processo di ”bancarizzazione” di questa tipologia di clientela è già in atto: sul totale di flussi del sistema, la percentuale di credito erogato e’ passato dall’1,8% nel 2000 al 5,4% nel 2004. Inoltre i pensionati grazie all’evoluzione normativa riguardante la possibilità di erogare prestiti garantiti da cessione del quinto o il prestito ipotecario vitalizio.

Le strade per consentire uno sviluppo sostenibile del mercato per i consumatori sono una maggiore semplificazione delle informazioni a vantaggio dei clienti e una crescente educazione finanziaria per rafforzare la consapevolezza dei consumatori verso i prodotti finanziari.

In questo senso, nell’ambito del progetto PattiChiari e’ stata avviata una nuova iniziativa ”Pattichiari con l’economia” che si basa su una serie di lezioni utili sulla conoscenza e l’uso di strumenti finanziari a disposizione delle famiglie e dei risparmiatori che nel corso del 2007-2008, coinvolgeranno circa 200 mila studenti degli ultimi due anni della scuola secondaria (eta’ compresa tra 17-18 anni).

Altro punto fermo per l’ABI e’ il rafforzamento del dialogo con istituzioni, associazioni dei consumatori e tutti i soggetti interessati a garantire una crescita più matura ed evoluta del mercato del credito alle famiglie.

Sotto questo aspetto sono molte le iniziative in corso: con il Governo l’Abi sta analizzando la possibilità di costituire uno specifico ”Fondo di solidarieta”’ a supporto della clientela che per eventi specifici (quali ad esempio la perdita del lavoro) si trovi in difficoltà a pagare le rate del finanziamento.

Al tempo stesso prosegue il lavoro al tavolo con il Consiglio Nazionale del Notariato e i rappresentanti dei consumatori per applicare al meglio quanto previsto dalla legge Bersani sui mutui.

E’ in via di definizione un protocollo di intesa con il Dipartimento delle Politiche giovanili e le Attività sportive della Presidenza del Consiglio per facilitare l’accesso al credito per i giovani studenti universitari attraverso l’erogazione di finanziamenti supportati dalla garanzia di un Fondo pubblico.

Credito Famiglie PIL 2007

 

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pdf Comunicato Stampa Abi credito alle Famiglie

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Firenze Indagine della Guardia di Finanza 10 milioni di sprechi

Posted by ernestoscontento su ottobre 27, 2007

Noi di RESET il 7 Luglio 2007 lo avevamo detto!!!!

Fonte L’espresso in estratto :

A Firenze si moltiplicano solo gli sprechi di Simone Innocenti

Progetti sbagliati, forniture gonfiate di materiali, architetti che si distraggono. Così sono stati buttati via 10 milioni. Ecco l’accusa delle Fiamme Gialle.

A leggere i risultati degli accertamenti sui costi, in città sono tanti gli amministratori a dormire sogni d’oro. Secondo il dossier nella realizzazione dei due progetti il Comune avrebbe buttato via oltre 10 milioni di euro: denaro sprecato per correggere errori grossolani nei disegni, per rettificare previsioni approssimative o addirittura abbattere strutture che strada facendo si sono rivelate mostruose.

E c’è anche di peggio. Perché quando i militari del Nucleo di polizia tributaria hanno dato un’occhiata al famigerato sottopasso sono rimasti perplessi.

È bastato fare i ‘conti della serva’ per capire che anche in superficie le spese non quadravano. È ‘il miracolo di sanpietrino’ con la moltiplicazione delle mattonelle e delle travi.

Prendiamo le lastre in pietra Santa Fiora, un materiale richiesto dalla soprintendenza per limitare l’impatto della costruzione. La ditta fornitrice ne ha fatturati 2.416 metri quadrati; i responsabili dell’opera invece ne hanno fatti pagare al Comune 2.792.

Un giochetto che, secondo i finanzieri, sarebbe costato ai cittadini 130 mila euro.

Ancora più grave sarebbe la ‘cresta’ sulla pavimentazione in porfido, che lievita nel transito dalle fatture al contratto finale: dal momento della consegna i cubetti di porfido misteriosamente si dilatano.

Un sistema che avrebbe permesso ai costruttori di intascare 158 mila euro di troppo.

La fantasia prosegue anche con le travi che sostengono il tetto, che sulla carta assumono dimensioni ben più grosse del reale.

I finanzieri le contano e le confrontano con la superficie fatta saldare al Comune: anche qui 167 mila euro di troppo.

Persino nella bonifica dei terreni dai residuati dei bombardamenti di guerra la spesa esplode: 71 mila euro non dovuti.

Il risultato invece, secondo l’inchiesta, è l’opposto delle buone speranze di partenza.

La conclusione?

Nessuno controllava l’attendibilità degli importi richiesti dalla società a cui era affidata la costruzione.

Non esisteva nessuna contabilità dei lavori: si andava avanti alla cieca.

I finanzieri sono chiari nel definire le responsabilità erariali, a l’architetto numero uno della direzione urbanistica del Comune, viene indicato al primo posto.

Lo segue l’assessore che ha gestito la parte finale del piano finanziario delle opere.

Ma tutta la giunta ha avallato nel silenzio le spese folli del sottopasso: tutti si sono limitati a sancire ‘l’indirizzo politico’ senza nemmeno chiedere lumi sui costi extra.

Ma noi di RESET sul caso Firenze avevo scritto il 7 di luglio questo:

Il sindaco Domenici e, alcuni tecnici, idagati dalla corte dei conti per danno erariale da 9 milioni di euro.

Anzi per la verità nel POST cerano delle chicche, due manuali in PDF fatti dal ministero dei beni Ambientali, per la gestione della legge 109 ( legge che regola gli appalti Pubblici), uno per i responsabili del Procedimento Amministrativo, l’altro per i Direttori dei Lavori. Merce rara, della sua esistenza non lo sa quasi nessuno.

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l’Italia maglia nera dei salari, stipendi più bassi nella U.E. a 15

Posted by ernestoscontento su ottobre 26, 2007

Gli stipendi italiani sono quasi una miseria.

Ciascuno ne ha da tempo una sensazione chiara. La busta paga di molti non basta a quel che dovrebbe. Ora la conferma, a quella che era qualcosa di più di una sensazione, l’ha offerta Mario Draghi, il governatore di Bankitalia, che ha lanciato l’invito a fare tornare a crescere le retribuzioni. Così come accade altrove in Europa.

“I livelli retributivi – ha detto il governatore in occasione di una lezione all’Università di Torino – sono in Italia più bassi che negli altri principali paesi dell’Unione europea”. E a supporto ha fatto riferimento ai dati di un’indagine di Eurostat che confronta le retribuzioni dei paesi europei tenendo conto anche dell’evoluzione dei prezzi.

L’analisi effettuata del centro di studi statistici dell’Unione, seppure pubblicata qualche tempo fa, è la più recente comparazione dell’evoluzione degli stipendi in Europa. Prende in considerazione gli anni compresi tra il 1996 e il 2002 e si riferisce ai dipendenti dei comparti dell’industria manifatturiera. E l’Italia non ne esce affatto bene.

Dal 1996 al 2002 le retribuzioni italiane nette (colate a parità di potere di acquisto, di prestazione lavorativa e di tipologia professionale) sono rimaste al palo acuendo in qualche mondo le distanze dagli altri paesi. Nessun miglioramento di alcun tipo.

Mentre infatti da noi la busta paga rimaneva “congelata”, in altri paesi le retribuzioni invece si muovevano. In Francia, Germania o Regno Unito, il potere d’acquisto degli addetti dei settori coinvolti ha avuto una andamento nettamente migliore.

Per quanto riguarda la categoria dei “single” nel 2002 la sua busta paga è rimasta a 16.426 euro. Pressoché lo stesso di quanto prendeva nel 1996, ovvero 16 mila e 393 euro l’anno (vedi tabella n.1).

Nel Regno Unito, nello stesso intervallo di tempo si è registrata una crescita pari al 21,6 per cento. Così in Olanda (+27,3%) e in Francia (+23,4%).

Da noi ad incidere è anche il peso del cuneo fiscale che preleva ai lavoratori dipendenti una quota maggiore di quanto non accada in altri paesi europei.

Secondo un’indagine Eurispes del marzo di quest’anno, gli stipendi lordi in Italia, tra il 2000 e il 2005, sono cresciuti molto meno che altrove (solo l’11 per cento) e il cuneo fiscale “appare particolarmente gravoso nel nostro Paese”. E l’Italia in questa speciale classifica viene “preceduta solo dal Belgio, dalla Svezia e dalla Germania” (vedi qui).

Più in particolare il cuneo fiscale, dati 2004, in Italia pesa per un dipendente senza familiari a carico per oltre il 45 per cento e per il 36,6 per cento per un lavoratore con moglie e due figli a carico.

Ma l’evoluzione retributiva in Italia non ha danneggiato solo i single.

A perdere il confronto con i partner europei sono anche le retribuzioni complessive di una coppia con due figli (vedi tabella n.2). In questo caso a incidere su quanto finisce in tasca ai dipendenti ci sono anche le politiche di sostegno alle famiglie (strumenti come gli assegni famigliari e gli sgravi fiscali).

Anche qui l’Italia ha la maglia nera. La retribuzione complessiva è cresciuta tra il 1996 e il 2002 solo del 3,4 per cento.

L’evoluzione sembra confermata anche in anni più vicini a noi.

Secondo i dati Eurostat relativi agli stipendi lordi, tra il 2002 e il 2005, in Italia le retribuzioni sono cresciute solo del 5,4 per cento. Peggio di noi hanno fatto solo Germania, Polonia e Malta. La media dell’Ue a 15 è del 10,8 per cento. Più alti i valori nel Regno Unito (+10,5 per cento) e in Spagna (+6,1 per cento).

Senza contare poi che in questi anni in Italia, la disparità retributiva è cresciuta in maniera significativa. Certo non è solo un fenomeno italiano.

Secondo i dati contenuti nell’Employment Outlook 2007, pubblicato a giugno di questo anno, tra il 1995 e il 2005 in 18 dei 20 paesi dell’Ocse, le retribuzioni del dieci per cento dei lavoratori pagati più profumatamente sono cresciute così da aumentatare la distanza da quel dieci per cento che rimane nel fondo della scala degli stipendi.

A rimetterci quindi sono quei lavoratori che stanno all’interno dell’arena globale del mercato del lavoro con meno strumenti di altri e che rischiano di avere posizioni sempre più deboli.

Ma in Italia le cose sembrano peggiori che altrove.

Solo Giappone e Regno Unito hanno mostrato un andamento simile al nostro. Da noi, dal 2001 al 2006, la proporzione tra le retribuzioni delle figure dirigenziali e quelle impiegatizie è cresciuta passando da un rapporto di tre a uno fino ad un rapporto di quattro a uno. Anche, o persino, l’Ocse ha raccomandato i governi nazionali “di fare di più per ridurre le diseguaglianze”.

A questo va aggiunto che i salari d’ingresso – come ha messo in evidenza Draghi – sono sempre più magri e i giovani nei primi anni di lavoro sono costretti ad accettare retribuzioni che difficilmente superano i mille euro mensili con contratti atipici la cui natura “flessibile” non sempre trova giustificazioni.

Retribuzioni quasi mai agganciate ad alcun minimo contrattuale di categoria.

Giova infine ricordare che, ad agosto 2007, erano in vigore, per la parte economica, solo il 27 per cento dei contratti nazionali mentre il 73 per cento aspettava ancora il rinnovo.

In un mercato del lavoro drasticamente mutato, sembrano sempre più necessari nuovi, e più efficaci, strumenti di tutela del potere d’acquisto dei lavoratori.

Tabelle:

Busta paga: come è cambiata la busta paga dei single in Europa

Retribuzione netta calcolata a parità di potere di acquisto, a parità di prestazione lavorativa e a parità di tipologia professionale:

Reddito Single


Busta paga: come è cambiata la retribuzione di una coppia con due figli in Europa

Retribuzione netta calcolata a parità di potere di acquisto, a parità di prestazione lavorativa e a parità di tipologia professionale:

Reddito Famiglia con due figli

Ma non basta perché,dopo la beffa viene il danno! i nuclei familiari singoli, con la Finanziaria 2006 hanno un aggravio di imposta Irpef pari a Euro. 276,00.

 

pdf File pdf completo con ulteriori tabelle e conteggi, dopo la finanziaria 2006

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Fonti:

Consumo e crescita in Italia – Lezione di Mario Draghi

Draghi: «Una ripresa della crescita del consumo è fondamentale per il benessere generale»
«in italia gli stipendi piu’ bassi dei paesi principali dell’unione europea»
«Reddito giovani cresca in modo stabile»Draghi: «Una ripresa della crescita del consumo è fondamentale per il benessere generale»

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L’agenzia delle Entrate informa n.2 2007

GUIDA AL NUOVO SISTEMA DI TASSAZIONE DELL’IRPEF
Come Influisce la Finanziaria 2006 – 2007 sul Reddito delle Famiglie

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ISTAT Rapporto Annuale 2006 data di Pubblicazione Maggio 2007

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Approfondimenti:

Quaderni della Banca D’Italia

n. 482 – La distribuzione del reddito e della ricchezza nelle regioni italiane

n. 501 – La ricchezza delle famiglie italiane e americane

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L’arte Del Comando

Posted by ernestoscontento su ottobre 25, 2007

Francesco Alberoni L’arte del comando BUR 2005 (pp.233)

Note di Copertina:

Questo libro non insegna come conquistare il potere e tenerlo ad ogni costo.

Come ottenere ubbidienza con la minaccia, il ricatto e la corruzione. Al contrario, si propone di mostrare come possiamo meritarci il potere ed esercitarlo moralmente.

Come governare con il consenso, con onestà, con giustizia. Facendo leva sulla creatività, sulla fiducia e sul desiderio, vivo in tutti gli uomini, di realizzare opere utili e belle.

E’ questo un tema di importanza fondamentale nel nostro tempo, perchè negli ultimi anni, in Occidente, si è creato un vuoto di valori e di fede, in cui sono dilagati l’egoismo, l’avidità, la corruzione e la prepotenza. Per svolgere il compito che si prefigge, questo libro descrive perciò anche le figure negative, demoniache del potere, che troppo spesso lasciamo prevalere o che subiamo con complice passività, mentre dovremmo denunciarle e combatterle.

Tutti dobbiamo conoscere l’arte del giusto comando.

Non solo i politici o gli imprenditori. Ma il padre e la madre, l’insegnante, il caposquadra, il capo ufficio, il poliziotto, il giocatore di calcio, chi ha un negozio o un laboratorio artigiano. Chiunque abbia una responsabilità verso altri esseri umani.

COSA FA DI UN UOMO O DI UNA DONNA UN VERO LEADER?

L’ANALISI DI UN GRANDE INTERPRETE DELLA NOSTRA SOCIETA’.

Francesco Alberoni continua la sua acuta analisi della società contemporanea indagando su un elemento decisivo: la capacità di essere leader.
Tutti noi , nella vita di relazione, in famiglia, sul lavoro – siamo chiamati ogni giorno, in misura diversa, a esercitare un ruolo di comando. Ma come si diventa leader?

Da cosa si riconosce il vero capo, capace di farsi seguire dalle persone che lo circondano?

Quali sono i pericoli che deve affrontare chi comanda?

E soprattutto, quali doti deve possedere chi aspira a essere e a rimanere un leader autorevole e rispettato?
L’arte del comando offre le risposte a queste domande, e nel farlo si propone come il naturale punto d’approdo della ricerca decennale di Alberoni sui valori del nostro tempo, intrapresa con opere di grande successo come Valori (1993), L’ottimismo (1994), Abbiate coraggio (1998)e La speranza (2001): perchè sono proprio quei valori – quelle virtù sociali – che danno sostanza, spessore e legittimità a ogni espressione di potere.
Il comando, il carisma, l’autorevolezza, il potere “gradito” a chi deve accettarlo: ecco il tema di questo saggio di Francesco Alberoni.

Il termine “potere” viene spesso confuso con quello di “tirannia” e Alberoni mostra, tracciando ritratti di personaggi che hanno esercitato il potere in modo demoniaco, come invece il comando esercitato in modo giusto ed equilibrato sia fonte di bene sia per chi lo esercita sia per quanti lo accettano liberamente.

Il libro è piacevole, si tenta una teorizzazione del carisma e dei rischi a cui va incontro l’uomo propositivo

Frasi estrapolate dal libro:

– La prima impressione è quella giusta. Perché, quando non sappiamo nulla di una persona, siamo come una macchina fotografica che registra obiettivamente il suo comportamento. In seguito, l’altro ha avuto il tempo di capire i nostri desideri e i nostri punti deboli e ci fa vedere solo ciò che desideriamo vedere. Contemporaneamente, noi, frequentandolo, ci abituiamo ai suoi difetti e troviamo il modo di scusarli.
– C’è una comune crociata degli incapaci contro i migliori. Per distruggere chi, in ogni istante, con il solo fatto di esistere, gli ricorda la sua irreparabile mediocrità

Curiosità:

– L’uomo meschino si circonda di oggetti scadenti, il violento di colori brutali, lo spregiudicato produce caos e dissonanze.

– Michelangelo aveva cominciato a disegnare sulla volta della Cappella Sistina i dodici apostoli. Poi, una notte, ha distrutto tutto e ha concepito, in una folgorazione, la creazione dell’uomo.

– Renè Girard scrive che noi non abbiamo desideri originari, ma che sono gli altri ad indicarci che cosa desiderare.

– La timidezza è un meccanismo di difesa che ci frena per non andare incontro a una frustrazione o a una delusione.

– I capi sono spesso rovinati dall’avidità del loro entourage : il califfato di Baghdad, nel secolo precedente l’invasione mongola, fu paralizzato dalla setta degli assassini che gli succhiavano le energie come i parassiti

– Secondo Gaetano Mosca è una minoranza organizzata a governare una maggioranza non organizzata

– David Riesman discerne l’uomo autodiretto (che trova orientamento in se stesso, nei suoi principi, nei suoi valori), in via di scomparsa per il trionfo dell’uomo eterodiretto, guidato dalle mode.

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In compagnia dei pensieri lunghi

Posted by ernestoscontento su ottobre 23, 2007

Enrico Berlinguer venti anni dopo

Una nuova attenzione storiografica si è rivolta alla figura e all’opera di Enrico Berlinguer, nel tentativo di uscire dalla contrapposizione fra denigrazione strumentale ed esaltazione acritica.

La documentazione disponibile ha aperto inedite piste di ricerca, il tempo trascorso ha sedimentato nuovi interrogativi.

Molti i temi di una ricostruzione che rimane complessa: profilo biografico, politica interna e alleanze, dimensione internazionale, bipolarismo e guerra fredda, parabola del movimento comunista, innovazioni e intuizioni di una nuova cultura politica della sinistra, conservatorismi e resistenze di schemi del passato.

Il volume raccoglie gli atti del convegno promosso dal Comune di Roma in occasione del ventennale della scomparsa del segretario del PCI: contributi e punti di vista eterogenei, che riflettono esperienze e linguaggi anche molto distanti in un originale accostamento di culture e approcci.

Una riflessione su un protagonista dell’Italia repubblicana e su una stagione centrale, all’origine di quesiti e trasformazioni destinati a segnare i decenni successivi.

Approfondimenti su Enrico Berlinguer:

Enrico Belinguer

Metaforum.it

pdfENRICO BERLINGUER – LETTERE AGLI ERETICI – Epistolario con i dirigenti della nuova sinistra italiana

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Polonia, plebiscito per Tusk e da l’addio ai fratelli Kaczynski

Posted by ernestoscontento su ottobre 22, 2007

“Una vittoria per garantirci un destino migliore”.

Svolta a favore dell’Europa.

Con queste parole il leader dei liberali Donald Tusk ha battezzato la netta affermazione del suo partito, Piattaforma Civica, alle elezioni legislative anticipate in Polonia.

Una rivincita rispetto alla doppia bruciante sconfitta del 2005, quando furono i gemelli Kaczynski a trionfare.

La crescita economica e il calo della disoccupazione sbandierati dal governo sono indubbiamente dati positivi, ma sulle scelte degli elettori ha pesato soprattutto la convinzione che la democrazia polacca stava incamminandosi su una strada densa di incognite, fatta di troppi controlli e limitazioni dei diritti.

Gli ultimi risultati delle elezioni anticipate di ieri in Polonia confermano infatti il trionfo di Donald Tusk, il leader dell’opposizione liberale, ai danni del premier conservatore Jaroslaw Kaczynski.

Secondo l’aggiornamento diffuso dall’emittente privata Tvn24, a Piattaforma Civica (PO) di Tusk e’ andato il 43,6% dei consensi (28,9% nel 2005), rispetto al 31,1% di Diritto e Giustizia (PiS) di Kaczynski (33,7%).

Altri due partiti hanno superato lo sbarramento del 5% ed entrano al Sejm, la Camera bassa del parlamento polacco: Sinistra e Democratici (LiD) dell’ex presidente Aleksander Kwasniewski col 12,6%, e il Partito dei contadini con l’8,3%.

Sotto il 5% sono rimasti la Lega delle famiglie polacche (Lpr, nazionalista) e Autodifesa (Samoobrona, populista) entrambi con l’1,5%.

La distribuzione dei seggi al Sejm dovrebbe essere la seguente: 226 al PO, 156 al PiS, 50 al LiD e 27 al Psl. Al Senato invece, dovrebbero andare 67 seggi al PO, 26 al PiS, 5 al LiD e 2 agli indipendenti.

L’affluenza e’ stata del 55,3% (40,5% nel 2005) la piu’ alta dal 1989.

Il premier Kaczynski – che ha votato a Varsavia accompagnato al seggio dalla madre Jadwiga con cui vive – ha ammesso la sconfitta e si e’ felicitato con l’avversario Donald Tusk. Ma lo ha avvertito che il suo partito fara’ una opposizione dura in parlamento.

Per l’ex presidente polacco Walesa, dopo il successo dell’opposizione è necessario “riparare i danni creati dal governo di Kaczynski”. Ora ci vuole un accordo sopra le parti.

Tutti i partiti, anche i comunisti, dovrebbero sedersi a un tavolo e, sulla base delle deficienze palesate dal governo Kaczynski, valutare la situazione e adottare misure perché tutto ciò non si ripeta, ha detto Walesa in un’intervista oggi alla radio privata Tok Fm.

Il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema esprime apprezzamento per le dichiarazioni filo-europee del leader liberale polacco Donald Tusk, uscito vittorioso dalle elezioni politiche.

“Ho letto le prime dichiarazioni del leader del raggruppamento liberale che ha vinto le elezioni”, ha detto D’Alema a margine di un convegno a Napoli, “e sono molto favorevoli all’integrazione europea. Come tali le abbiamo apprezzate”.

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Dentro i DS

Posted by ernestoscontento su ottobre 22, 2007

Interessante Paper di Rosa Mulé, che conduce un sondaggio fra gli iscritti dei DS e RC.

Dipartimento di Politica, Istituzioni e Storia Bologna University

Mutamenti nella democrazia infrapartitica: dalla teoria ai dati e ritorno. Analisi di un sondaggio agli iscritti DS e RC

Il Paper analizza il grado di soddisfacimento della base sociale nei confronti dei Leader, democratizzione del partito e altri dati.

pdfPaper file pdf

Inoltre in questi giorni è uscito sempre di Rosa Mulé, il sggio “Dentro i DS Eiditore il Mulino”

Breve Descrizione del saggio dal sito dell’editore:

Dalla svolta della Bolognina il maggiore partito della sinistra italiana è profondamente cambiato.

L’organizzazione si è progressivamente alleggerita: negli ultimi venti anni il numero delle strutture periferiche si è dimezzato e la loro attività di proselitismo è molto diminuita.

Gli iscritti al solo Pds/Ds sono in media più giovani, con un’istruzione di livello superiore e un’appartenenza più labile in termini di classe sociale e di tradizione familiare.

A fronte di questi cambiamenti, il riorientamento ideologico in senso riformista operato dai leader a partire dai primi anni ’90 non ha convinto la maggioranza degli iscritti.

Nella cultura politica degli aderenti ai Ds predominano elementi di tradizionalismo e conservatorismo, che si esprimono in una forte condanna del capitalismo e degli Usa come potenza imperialista.

Inaspettatamente, sono i giovani a reclamare la riaffermazione di una certa purezza dottrinaria, mentre coloro che provengono dal Pci sono meno disposti a sacrificare la vittoria elettorale sull’altare dell’ideologia.

Questa prima inchiesta nazionale sugli aderenti ai Democratici di sinistra mostra una difficile sedimentazione di culture diverse, insieme a stridenti contraddizioni tra innovazione e continuità.

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Dal Paper e dal saggio probabilmente emerge anche una lettura del voto delle primarie, ma di sicuro emerge una differenza di vedute fra i leader e la base sociale soprattutto più giovane.

Weltroni ne dovrà tenere di conto.

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L’italia è un paese senza classe dirigente!

Posted by ernestoscontento su ottobre 20, 2007

CHE

Il politicismo ovvero la professione del politico moderno.

Un virus pestilenziale è sorto e si è diffuso dappertutto nel mondo durante il XX secolo.
Si è insinuato e impadronito delle menti e dei corpi, ha influenzato atteggiamenti e indirizzato azioni, ha dominato la vita e segnato la morte di individui e comunità.

Il nome di questo virus è politicismo.

Da Londra a Washington, da Parigi a Berlino, da Mosca a Pechino, da Madrid a Buenos Aires, il politicismo è emerso e ha operato in varie forme e sotto varie vesti e denominazioni.

È venuto il tempo di analizzare la natura di questo virus e le malattie e i disastri che esso ha provocato.

È venuto il tempo di smascherare le coperture ideologiche perpetrate e accettate durante il corso del XX secolo e proporre un nuovo schema interpretativo capace di fornire una spiegazione ad una serie di fenomeni altrimenti inspiegabili.

Per fare ciò dobbiamo, prima di tutto, individuare le origini e dar conto della crescita di questo virus.

L’economia del politicismo si basa su tre pilastri principali:

– Occupazione. La sopravvivenza del politicismo e la sua ragione d’essere consistono nel procurare impiego alla gente comune. Mentre il capitalismo poneva l’accento sul lavoro produttivo e apportatore di profitto, il Politicismo mette al centro l’occupazione, senza riguardo alla sua utilità o alla significatività sociale di quello che si è addetti a fare. L’essere occupati è importante di per sé, anche se il lavoro consiste nello scavare e riempire buche. Il bisogno di assicurare occupazione è al centro della crescita della burocrazia e di molti compiti di intermediazione e di regolazione sociale (avvocati, contabili, consulenti, ecc.). Durante il XX secolo, l’ascesa del politicismo è stata continua e irresistibile soprattutto perché sempre più persone ricevevano i mezzi per vivere dal politicismo e sono un sicuro serbatoio di voti. Il politicismo li nutre ed essi sono dipendenti dei politici. Senza i politici non vi sarebbe stata per essi alcuna occupazione, alcuna sicurezza, alcun futuro, niente. Così almeno molti credono.

Per mantenersi al potere qualsiasi accorgimento è accettabile. I principali sono :

Falsificazione-mistificazione della realtà. La principale (inevitabile) mistificazione è quella di far passare interessi di parte come interessi generali e di discreditare gli avversari politici (qualora essi non vengano addirittura eliminati fisicamente o ridotti praticamente al silenzio) con ogni sorta di argomenti capziosi o di menzogne costruite. Diffamazioni plausibili prendono il posto di fatti reali. Per dirla in breve, quello che è la pratica corrente della vita politica non sarebbe ammissibile in nessuna attività produttiva continua in cui la fiducia reciproca e la cooperazione sono requisiti essenziali e basilari.

Quanto incide ,il narcotico culturale che tende al conformismo collettivo e contamina la società di politicismo?

Certo c’è sempre l’eccezione che conferma la regola di chi è , abbastanza forte e sano da vivere salutarmente “contro corrente”.

Siamo arrivati al fondo del barile ora sarebbe intelligente un po di amor proprio per questo gran bel paese che è L’Italia.

pdf Report Economico Ottobre 2007- Povertà e Occupazione

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Partito Democratico base votante 3.517.370! DEVE E’ LA FESTA?

Posted by ernestoscontento su ottobre 20, 2007

Le Primarie sono state sicuramente un evento per l’aspetto Democratico di partecipazione al voto, quando il popolo si esprime civilmente la Democrazia si esprime materialmente.

Ma in merito all’enfasi del risultato questo è apprezzabile, visto il clima della politica attuale, se consideriamo i sedicenni e gli estracomunitari, che non hanno votato alle primarie per Prodi nel 2005, ci rendiamo conto che:

– L’Italia è quella che era prima delle elezioni politiche, ne più ne meno.

– MA SOPRATUTTO L ‘ITALIA E’ SEMPRE QUI CON I SOLITI PROBLEMI DA RISOLVERE.

pdf File pdf con il raffronto fra le primarie del 2005 e 2007

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