ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Rialzo dei mutui: record di pignoramenti.

Posted by ernestoscontento su ottobre 13, 2007

L’ALLARME LANCIATO DALL’ASSOCIAZIONE CONSUMATORI

Non solo i costi dei conti correnti sono in Italia “i più cari del mondo”, ma anche i tassi sui mutui sono “più esosi di 1,06 punti rispetto alla media europea, attestati a 5,96% contro 4,90% a luglio dall’Ue”.

Lo afferma il presidente di Adusbef, Elio Lannutti, commentando le affermazioni dell’ad di Unicredit, Alessandro Profumo, sui costi dei servizi bancari in Italia.

Lannutti sottolinea, inoltre, che “il credito al consumo è più alto di 1,21 punti”, le commissioni di prelevamento bancomat da altra banca “continuano a lievitare” e insieme “al balzello della commissione di massimo scoperto che viene praticata solo da noi ed altri costi occulti che alleggeriscono le tasche degli utenti, fanno dell’Italia – afferma – il paese di Bengodi per gli istituti di credito”.

A suo parere, si può quindi parlare di “maxi-profitti per le banche italiane, conseguiti – dice – con politiche predatorie e penalizzanti per i cittadini e per le imprese”.

Secondo Adusbef le famiglie italiane faticano sempre più a pagare le rate: colpa delle banche che non negoziano gratuitamente i mutui e non applicano il decreto Bersani sulla portabilità.

Caro-rate mutui, boom pignoramenti esecuzioni immobiliari +19%«Le banche responsabili»

COMPOSIZIONE DEL DEBITO DELLE FAMIGLIE

ripartizione debito famiglie

Le famiglie continuano a indebitarsi “a ritmi elevati”.

Lo sottolinea il Bollettino della Banca d’Italia. “Nel marzo 2007 — si legge nel rapporto — i debiti finanziari erano cresciuti dell’11% rispetto a un anno prima, a 493 miliardi. In un anno il rapporto tra debito e reddito disponibile è aumentato di tre punti, al 48%, un valore peraltro ancora contenuto nel confronto internazionale”.

La crisi dei mutui sub-prime fa sentire i suoi effetti anche in Italia.

Sarebbero 1,9 milioni, calcola le famiglie che hanno difficoltà a pagare le rate del mutuo. Complessivamente, i crescenti costi legati alla casa stanno mettendo a dura prova 3,6 milioni di famiglie, di cui 1,7 milioni incontra problemi con l’affitto, mette la parte restante sconta il caro rate.

Le rate dei mutui salgono con il rialzo dei tassi e le famiglie italiane faticano sempre più a fare onore al proprio impegno con le banche: quest’anno i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari secondo le stime ( Fonte: Adusbef ) dovrebbero aumentare del 19% a causa dell’insostenibilità delle rate dei mutui, concessi per il 91% a tasso variabile e quindi suscettibili a ogni ritocco del costo del denaro.

In una nota l’Adusbef denuncia come l’insolvenza riguardi i contratti a tasso variabile “per responsabilità precisa delle banche che non negoziano gratuitamente i mutui e non applicano il decreto Bersani sulla portabilità”.

L’associazione dei consumatori punta il dito contro le banche, accusate di “aver costretto milioni di consumatori, ad accendere mutui a tasso variabile quando, specie nel 2004, i tassi di interesse erano ai minimi storici e non si doveva consigliare o imporre (molte banche non erogavano proprio i tassi fissi) agli utenti bancari, di essere gravati di pesanti prestiti di lungo periodo (30-40 anni) a costi apparentemente più bassi che però, con il rincaro del costo del denaro, solo due anni dopo diventavano sempre più insostenibili”.

Secondo le stime – precisa l’Adusbef – le procedure immobiliari o pignoramenti sarebbero pari al 3,5% del totale dei mutui, quindi a circa 120.000 su 3,5 milioni del totale, “perché la maggior parte di essi è stato erogato a tasso variabile e risente del rialzo dei tassi della Bce, quando negli anni 2003-2004 i tassi di interesse erano arrivati ai minimi storici e tutti gli indicatori stimavano un loro aumento”.

La conseguenza è che l’indebitamento delle famiglie italiane: dall’introduzione dell’euro ad oggi il livello è cresciuto dell’81,45%.

Tra i fattori che in Italia hanno contribuito negli ultimi anni a un aumento dell’intensità
creditizia, ovvero il rapporto tra prestiti e Pil, vi è senz’altro il forte sviluppo della
componente ipotecaria finalizzata all’acquisto di un’abitazione cresciuta del 16,2% in media
annua tra il 1998 e il 2007. Ne è derivato un aumento dell’incidenza dei prestiti alle famiglie
sul credito totale di oltre 4 p.p. (dal 38 al 42,2%).

Mutui PIL

Alla situazione dei mutui ipotecari che sono divenuti oggetto di particolare attenzione dopo la crisi estiva dei “sub-prime” americani. In Italia, dati 2006, l’ammontare dei mutui si attesta a 244 miliardi di euro a fronte di un valore del prodotto interno lordo che lo scorso anno è stato pari a 1.475 miliardi di euro.
Il rapporto tra mutui e prodotto lordo del paese è pari a circa il 17%.

Negli Stati Uniti ci sono mutui ipotecari per circa 10.000 miliardi di dollari di cui 1.300 miliardi di “sub-prime” a fronte di un prodotto interno lordo dell’ordine di 13.000 miliardi di dollari.

Il rapporto tra il totale dei mutui e il PIL sale quindi al 74% negli USA.

Nel Regno Unito l’incidenza dei debiti contratti per l’acquisto di immobili è addirittura superiore e si attesta al 78%.

Tra i massimi delle due grandi economie anglosassoni e l’estremo inferiore del caso italiano si apre un variegato ventaglio che vede il rapporto mutui-PIL collocarsi al 72% in Olanda, al 56% in Spagna, al 42% in Germania e al 32% in Francia.

In Alternativa possiamo risolvere il problema dell’alloggio come il clochard della foto che a modo suo: ha messo in piedi una piccola baracca con cartoni. Uno spazio piccolo e angusto, certo. Ma almeno è a costo zero.

Fiducia Famiglie

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