ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

L’arte Del Comando

Posted by ernestoscontento su ottobre 25, 2007

Francesco Alberoni L’arte del comando BUR 2005 (pp.233)

Note di Copertina:

Questo libro non insegna come conquistare il potere e tenerlo ad ogni costo.

Come ottenere ubbidienza con la minaccia, il ricatto e la corruzione. Al contrario, si propone di mostrare come possiamo meritarci il potere ed esercitarlo moralmente.

Come governare con il consenso, con onestà, con giustizia. Facendo leva sulla creatività, sulla fiducia e sul desiderio, vivo in tutti gli uomini, di realizzare opere utili e belle.

E’ questo un tema di importanza fondamentale nel nostro tempo, perchè negli ultimi anni, in Occidente, si è creato un vuoto di valori e di fede, in cui sono dilagati l’egoismo, l’avidità, la corruzione e la prepotenza. Per svolgere il compito che si prefigge, questo libro descrive perciò anche le figure negative, demoniache del potere, che troppo spesso lasciamo prevalere o che subiamo con complice passività, mentre dovremmo denunciarle e combatterle.

Tutti dobbiamo conoscere l’arte del giusto comando.

Non solo i politici o gli imprenditori. Ma il padre e la madre, l’insegnante, il caposquadra, il capo ufficio, il poliziotto, il giocatore di calcio, chi ha un negozio o un laboratorio artigiano. Chiunque abbia una responsabilità verso altri esseri umani.

COSA FA DI UN UOMO O DI UNA DONNA UN VERO LEADER?

L’ANALISI DI UN GRANDE INTERPRETE DELLA NOSTRA SOCIETA’.

Francesco Alberoni continua la sua acuta analisi della società contemporanea indagando su un elemento decisivo: la capacità di essere leader.
Tutti noi , nella vita di relazione, in famiglia, sul lavoro – siamo chiamati ogni giorno, in misura diversa, a esercitare un ruolo di comando. Ma come si diventa leader?

Da cosa si riconosce il vero capo, capace di farsi seguire dalle persone che lo circondano?

Quali sono i pericoli che deve affrontare chi comanda?

E soprattutto, quali doti deve possedere chi aspira a essere e a rimanere un leader autorevole e rispettato?
L’arte del comando offre le risposte a queste domande, e nel farlo si propone come il naturale punto d’approdo della ricerca decennale di Alberoni sui valori del nostro tempo, intrapresa con opere di grande successo come Valori (1993), L’ottimismo (1994), Abbiate coraggio (1998)e La speranza (2001): perchè sono proprio quei valori – quelle virtù sociali – che danno sostanza, spessore e legittimità a ogni espressione di potere.
Il comando, il carisma, l’autorevolezza, il potere “gradito” a chi deve accettarlo: ecco il tema di questo saggio di Francesco Alberoni.

Il termine “potere” viene spesso confuso con quello di “tirannia” e Alberoni mostra, tracciando ritratti di personaggi che hanno esercitato il potere in modo demoniaco, come invece il comando esercitato in modo giusto ed equilibrato sia fonte di bene sia per chi lo esercita sia per quanti lo accettano liberamente.

Il libro è piacevole, si tenta una teorizzazione del carisma e dei rischi a cui va incontro l’uomo propositivo

Frasi estrapolate dal libro:

– La prima impressione è quella giusta. Perché, quando non sappiamo nulla di una persona, siamo come una macchina fotografica che registra obiettivamente il suo comportamento. In seguito, l’altro ha avuto il tempo di capire i nostri desideri e i nostri punti deboli e ci fa vedere solo ciò che desideriamo vedere. Contemporaneamente, noi, frequentandolo, ci abituiamo ai suoi difetti e troviamo il modo di scusarli.
– C’è una comune crociata degli incapaci contro i migliori. Per distruggere chi, in ogni istante, con il solo fatto di esistere, gli ricorda la sua irreparabile mediocrità

Curiosità:

– L’uomo meschino si circonda di oggetti scadenti, il violento di colori brutali, lo spregiudicato produce caos e dissonanze.

– Michelangelo aveva cominciato a disegnare sulla volta della Cappella Sistina i dodici apostoli. Poi, una notte, ha distrutto tutto e ha concepito, in una folgorazione, la creazione dell’uomo.

– Renè Girard scrive che noi non abbiamo desideri originari, ma che sono gli altri ad indicarci che cosa desiderare.

– La timidezza è un meccanismo di difesa che ci frena per non andare incontro a una frustrazione o a una delusione.

– I capi sono spesso rovinati dall’avidità del loro entourage : il califfato di Baghdad, nel secolo precedente l’invasione mongola, fu paralizzato dalla setta degli assassini che gli succhiavano le energie come i parassiti

– Secondo Gaetano Mosca è una minoranza organizzata a governare una maggioranza non organizzata

– David Riesman discerne l’uomo autodiretto (che trova orientamento in se stesso, nei suoi principi, nei suoi valori), in via di scomparsa per il trionfo dell’uomo eterodiretto, guidato dalle mode.

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