ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

Archive for dicembre 2007

Auguri a tutti i lettori e agli amici di Reset

Posted by ernestoscontento su dicembre 23, 2007

La notte del 14 aprile 1987, il professor Federico Caffè, uno dei più grandi economisti italiani, scompare misteriosamente senza lasciare traccia di sé. Andrea e Monica, due suoi ex allievi, vogliono ritrovarlo. Il loro è un viaggio alla ricerca delle ragioni di quella sparizione, attraverso le laceranti contraddizioni dell’Italia degli anni Ottanta.

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In questi giorni impegni di lavoro non mi hanno consentito di essere in rete come di solito, inoltre vi confesso che sono preso da un bel po di noia politica che va da Roma a Livorno (forse sarà il periodo Natalizio).

Faccio gli auguri di Natale a tutti i i compagni di viaggio sia vecchi che nuovi , di questa splendida esperienza che è Reset , e spero che passiate serenamente queste feste.Vi ringrazio per esservi interessati dei miei articoli, e un particolare saluto va a Paolo che ci permette di poter usufruire del nostro spazio web in maniera professionale. Chi direbbe che questo sito non ha una redazione che lo gestisce, ma è autogestito.

E’ stato un anno bello e intenso, dove ci siamo occupati di tutto, dove ci siamo anche confrontati su tutto, ma lo abbiamo fatto nel rispetto reciproco dei valori personali, e delle opinioni che ognuno di noi esprime.

Questo modo di confrontarsi, può sembrare poca cosa ma non lo è, questo modo è l’essenza stessa della Democrazia, ed è la forma di comportamento fondamentalmente per vivere in comunità, nel rispettando delle individualità e libertà personali, che sono diritti inalienabili, che devono essere tutelati fino al loro limite massimo, il che comporta, il dovere di non danneggiare mai, gli uguali diritti dell’altro.

Mi fermo qui,altrimenti mi faccio prendere dal sentimento, e rischio di essere troppo smielato…….

Il mio regalo di Natale per voi sono due articoli di Federico Caffè, che credo siano adatti alla situazione attuale, forse non sono proprio due articoli che uno si aspetta da un imprenditore, ma voi lo sapete, che io prima di essere un imprenditore, mi reputo un cittadino democratico e un Livornese.

Per leggere i due articoli di F.Caffè, devete continuare la lettura del Post.

La solitudine del riformista di Federico Caffè

Critiche metodologiche al cosiddetto patto sociale di Federico Caffè


Altrimenti il mio articolo finisce qui, Auguri ragazzi, ci si rilegge a anno nuovo, ernesto.

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Il Declino Del Capitalismo

Posted by ernestoscontento su dicembre 15, 2007

Autore: Severino Emanuele
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Genere: economia
Argomento: capitalismo
Collana: Saggi
Pagine: 253

Data pubblicazione Ristampa BUR: 2007 (data prima pubblicazione 1993)

Descrizione dal sito dell’editore:

Il capitalismo è forma ed espressione della cultura occidentale. In quanto tale appartiene alla civiltà delle tecnica e, questa è la tesi dell’autore, è destinato a scomparire. Severino indaga le tendenze del presente proprio a partire dai mutamenti fondamentali che il capitalismo moderno sta conoscendo e che ne segneranno, in un futuro più o meno prossimo, l’estinzione. Continuerà a esistere uno scarto tra obiettivi economici e scopi morali, oppure sarà possibile un ridursi della divaricazione che li separa?

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Il filosofo Emanuele Severino spiega il paradosso del capitalismo, destinato a distruggere se stesso sia se continua a perseguire il proprio scopo naturale sia se decide di subordinarlo alla salvezza della Terra.

Nel 1993 il dibattito internazionale è ancora completamente occupato dalla fine del comunismo; l’attentato dinamitardo che scuote le torri gemelle proprio in quell’anno è solo l’antipasto dei catastrofici eventi del 2001.

Tuttavia l’analisi del filosofo coglie fenomeni che sono epocali: il declino del capitalismo, intuibile già da parecchio tempo, sembra contraddire la vittoria dell’Occidente capitalista sull’Oriente comunista. Ma è una contraddizione che si scioglie, se si esamina la questione fondamentale della possibilità che il capitalismo sia costretto a subordinare il profitto,suo scopo essenziale, ad altre finalità ad esso esterne. O che, non rinunciando al profitto, finisca col distruggere la Terra e quindi la possibilità stessa della propria esistenza.

Il testo seguente riproduce i capitoli 9 e 10 (pagine 54-66) del libro di Emanuele Severino Il declino del capitalismo, pubblicato da Rizzoli nel 1993 e ristampato nel 2007.

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Marcia avanti testa indietro

Posted by ernestoscontento su dicembre 12, 2007

Segnalo questo articolo di G.Sartori, semplicità e chiarezza vanno di pari passo.

LEGGE ELETTORALE – di Giovanni Sartori

In Estratto dal Corriere della Sera:
Marcia avanti testa indietro

La Seconda Repubblica congegnata dal «prodismo» (dalle trovate di Prodi e dei suoi) si sta sfasciando.

Dopodiché in ogni caso ci aspetta un sistema elettorale di tipo proporzionale, visto che ce lo darebbe anche il referendum.

E se quel proporzionale sarà «buono», di tipo tedesco o spagnolo, è importante capire che il nuovo sistema modifica il gioco perché ne cambia i protagonisti: il fulcro e l’epicentro.

Nella Prima Repubblica l’epicentro era un partito dominante «fisso » (la Dc).

Nella Seconda i protagonisti sono stati le «iper-coalizioni», le ammucchiate di 5-15 partiti. In futuro il fulcro dovrebbero essere, dopo il pantano delle ammucchiate, i partiti singolarmente intesi, come tali. S’intende, non come erano in passato.

I partiti del mio scenario appartengono a quel sistema partitico «normale » che ancora non abbiamo mai avuto.
Però è vero che noi stiamo navigando in avanti con la testa ancora voltata all’indietro e impigliata nella meccanica maggioritaria del Mattarellum.

Berlusconi fa sapere ai suoi ex alleati che senza di lui diventano «ininfluenti».

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Alleanze su obbiettivi e non rigide, insomma un grande centro Democratico ( nel senso che opera all’interno dell’arena Democratica), che di volta in volta mutano, ma alleanze omogenee.

Potremmo dire un grande centro democratico ma mobile.

pdf  Cosa è il grande centro Democratico ?

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Capitalismo,Socialismo e Democrazia

Posted by ernestoscontento su dicembre 9, 2007

“La maggior parte delle creazioni dell’intelletto o della fantasia scompaiono per sempre dopo un tempo che varia da un’ora a una generazione; per altre invece non accade così. Esse soffrono eclissi, ma poi tornano, e tornano non come elementi irriconoscibili di una eredità culturale, ma nel loro abito individuale e con le loro cicatrici personali che la gente può vedere e toccare. Queste sono le creazioni che possiamo dire grandi, e non è uno svantaggio che questa definizione unisca insieme la grandezza con la vitalità”.

Il 1942 è l’anno di Capitalismo, socialismo, democrazia in lingua Inglese, la prima traduzione in Italiano è del 1955.

Grande affresco dei nostri sistemi sociali ed economici, opera originale e innovativa nelle sue analisi, Capitalismo, socialismo e democrazia mantiene inalterata nel tempo la propria attualità.

Infatti, come scrive Francesco Forte, «…la sua lettura è quasi obbligatoria per chiunque voglia affrontare i problemi contemporanei del capitalismo e delle grandi imprese high tech, della democrazia e della giustizia sociale.

Qualcuno si stupirà del fatto che possa essere considerata attuale, per i problemi che si presentano nel XXI secolo, un’opera che tratta del capitalismo industriale, pubblicata nel 1942…

Si può dire, però, che questo libro è più attuale ora che non vent’anni fa, perché al cuore della teoria dello sviluppo capitalistico di Schumpeter, assieme alla figura dell’imprenditore innovatore, vi è il progresso tecnologico, che genera e alimenta la crescita delle grandi imprese.»

pdf Introduzione di Francesco Forte edizione ETAS 2001- file pdf pag.34

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Da Filosofico.net

Si tratta di un’opera in cui convivono diversi ambiti: quello economico, quello politico e sociologico. Schumpeter esordisce ponendo i confini tra la sua teoria e quella marxiana.

Per Karl Marx, come per l’economista austriaco, il capitalismo si sviluppa in fasi cicliche per fattori interni (peraltro, diversi: il plusvalore per Marx, l’innovazione per Schumpeter) e, per entrambi, è destinato ad essere sostituito dal socialismo.

Schumpeter rifiuta però la concezione di Marx delle istituzioni sociali come mere sovrastrutture dei rapporti di produzione e, soprattutto, non concorda con il filosofo di Treviri circa le cause per cui il capitalismo entrerà in crisi irreversibile.

Per Schumpeter sarà, infatti, proprio il successo del capitalismo a renderne inevitabile il declino.

Con il processo di distruzione creatrice che la caratterizza, l’economia borghese sostituisce i vecchi modi di produrre e pensare, promovendo lo sviluppo, ma distrugge anche i valori tipici dell’ancien regime, importante supporto alla stabilità.

Soprattutto,e qui si giunge alla geniale intuizione di Schumpeter, mentre nella grande impresa capitalistica il ruolo dell’imprenditore, creativo e diretto all’innovazione, verrà sempre più sostituito dalla mentalità burocratica e tendente all’immobilismo dei managers, nella società si affermeranno, ad opera degli intellettuali, valori contrari allo sviluppo capitalistico, facendo sì che i capitalisti stessi prima si vergognino del proprio ruolo ed, infine, rinuncino ad esso.

A quel punto, una qualsiasi forma di socialismo sarà inevitabile sbocco al capitalismo monopolistico ed alla sua eutanasia.

Il passaggio al socialismo non avverrà, infatti, a mezzo di una rivoluzione violenta, come profetizzato dai marxisti e realizzato dai bolscevichi, ma con un processo graduale, per vie parlamentari,ogni accelerazione rivoluzionaria, come quella sovietica, avrebbe unicamente causato innumerevoli lutti, e darà vita ad un sistema socialista compatibile con la democrazia, in cui si vedrà la concorrenza di gruppi corporativi, non più regolata dal mercato, bensì dallo Stato.

A proposito di quest’opera, Schumpeter dichiarò non aver inteso scrivere un manifesto politico (era, del resto, un conservatore e non nutriva alcuna simpatia per il socialismo), ma semplicemente un’analisi sociale.

In sintonia con Marx su molti punti, Schumpeter sottolinea l’importanza dello spirito innovativo in campo economico, che è in grado di offrire benessere e ottenere il profitto come corrispettivo.

L’economia si svolge per fasi: a quella prospera segue la fase di flessione e quindi quella di ripresa.

Per Schumpeter il capitalismo, dopo aver distrutto tutte le altre formae mentis, alla fine distruggerà anche se stesso.

Il nostro autore afferma che il processo capitalistico tende alla eliminazione delle piccole e medie aziende, in un processo che lo porterà a negare se stesso:

“Il processo capitalistico, sostituendo i pacchetti di azioni ai muri e alle macchine dello stabilimento, svuota il concetto di proprietà, ne indebolisce la presa un tempo cosi forte, la presa nel senso del diritto legale e della capacità reale di trasformare ciò che si ha in ciò che si vuole, sia nel senso che il possessore del titolo è deciso a combattere, economicamente, fisicamente e politicamente per la “propria” azienda e per il suo controllo e a morire, se necessario, sui suoi gradini.

L’evaporazione di quella che possiamo chiamare la sostanza materiale della proprietà – e la sua realtà visibile e tangibile – incide non solo sull’atteggiamento degli azionisti, ma anche su quello degli operai e del pubblico in genere.

La proprietà smaterializzata, sfunzionalizzata e assenteista non esercita piú il fascino tipico della forma ancora vitale della proprietà. Un giorno non ci sarà piú nessuno al quale veramente prema di difenderla – nessuno all’interno, e nessuno all’esterno dei confini dell’azienda-gigante” (Capitalismo, socialismo, democrazia, Etas Libri, Milano 1977, pp. 136-137).

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I senatori

Posted by ernestoscontento su dicembre 9, 2007

 
Luciano Canfora, I senatori

Una casta tendenzialmente omicida che non esitò ad eliminare con le proprie mani i leader politici che considerava pericolosi: Romolo, Tiberio Gracco, Cesare.

Un’aristocrazia fondata sulla cooptazione, capace però di governare un impero, ben più che la città-Stato. Una classe sociale che coincideva con un “ordine”, cioè con una articolazione portante dello Stato.

Un ceto che identificò se stesso con la Repubblica e che però seppe anche condividere per secoli il potere con il princeps, limitandolo e, in caso, abbattendolo. Un gruppo sociale che seppe incarnare la tradizione ma che imparò anche a fare i conti con il “mondo nuovo” dei cristiani.

Tutto questo fu il Senato di Roma, modello di tutte le oligarchie tendenzialmente gerontocratiche, matrice e archetipo delle successive élites che hanno retto i grandi Stati dell’età moderna. Il Senato di Roma, esempio insuperato di longevità politica.

Quand’erano in vena di follie durante le feste popolari, i Romani – che pure dei loro senatori ebbero sempre alta considerazione – sbottavano: «Sexagenarii de ponte!».

Tratto da: LEZIONI DI STORIA. SULLA SCENA DI ROMA – 28 AL 30 SETTEMBRE 2007 – Piazza Del Campidoglio.

Luciano Canfora insegna Filologia classica all’Università di Bari

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All’offerta per Alitalia , c’è un nano che crede di essere un gigante!

Posted by ernestoscontento su dicembre 8, 2007

Di Alitalia noi di RESET c’è ne siamo sempre occupati, lo avevamo detto che l’avremmo svenduta per un pezzo di pane, e che facevamo fatica anche a quel prezzo.

Ma veniamo ai fatti di oggi, dopo l’addio dei tedeschi della Lufthansa, secondo la Stampa Palazzo Chigi, Tesoro e i piani alti della compagnia sono convinti che Alitalia dovrebbe andare a nozze con Air France-Klm’.

Il quotidiano di Torino, riportando fonti vicine al governo, sostiene che: la sproporzione tra le dimensioni dei franco-olandesi e Air One (23 miliardi di euro di fatturato contro poco più di 600 milioni), e la consapevolezza che le nozze tra una compagnia indebitata (Air One) e una vicina al fallimento (Alitalia) non reggerebbe comunque la concorrenza dei tre grandi vettori europei.

La privatizzazione di Alitalia vede l’opposozione di Ryanair alla Ue, per bloccare l’offerta di Air France per Alitalia. La compagnia irlandese ricorre all’Unione europea contro la possibile fusione franco-italiana, Ryanair ha chiesto ieri alla Commissione Ue di bloccare l’offerta di Air France Klm su Alitalia finché non verrà chiarita la vicenda su presunti aiuti di Stato ricevuti dalle due compagnie in passato per 2,7 miliardi, denunciati dalla compagnia low cost stessa ma mai sanzionati dalla Ue.

Lo dice una nota pubblicata da Ryanair.
“Ryanair […] ha chiesto alla Commissione Ue di bloccare l’offerta di Air France per Alitalia finché entrambe le compagnie non abbiano restituito un totale di 2,7 miliardi di euro ricevuti in illegali aiuti di Stato dai governi italiano e francese”, si legge nella nota.

La compagnia ricorda di aver chiesto due anni fa alla Commissione Ue di sanzionare come aiuti di Stato 1 miliardo concessi dal governo francese ad Air France ed 1,7 miliardi concessi dal governo italiano sotto forma di riduzione deld ebito per Alitalia e lamenta che la Commissione Ue non sia intervenuta in entrambi i casi.

Reazione dei Mercati:
In borsa per il titolo Alitalia, dopo l’offerte di Air France, Air One non vincolanti per l’acquisto della compagnia. Mentre il cda di Alitalia si riunirà con ogni probabilità la prossima settimana per individuare il soggetto con cui avviare un negoziato in esclusiva.
Sulla borsa milanese di ieri le azioni del vettore aereo italiano stanno registrando un progresso dello 0,76% a 0,875 euro, dopo aver messo da parte il 6/12/07 un vantaggio superiore ai tre punti percentuali.

Primi indizi sui piani Industriali:
In dettaglio, Il piano industriale 2008-2012 presentato da AirOne:
Prevede 4 miliardi di euro di investimenti a fine periodo, destinati essenzialmente al rinnovo della flotta di medio raggio e 17 di lungo, stima un pareggio entro un anno e il ritorno all’utile entro due. Gli esuberi previsti sono da circa 2.500 a 3.000.

I Franco-Olandesi si presentano la tavolo delle trattative con una “lettera di interesse”.
Ridimensionamento di Malpensa e strategia per Linate (WAPA) – I francesi di Air France-Klm sono stati i primi ad aver depositato l’offerta non vincolante per Alitalia e la strategia per il rilancio della compagnia. A quanto pare il piano industriale sarebbe “In linea con il piano di transizione elaborato dal presidente Prato”: rilancio in grande stile dell’hub intercontinentale di Roma-Fiumicino e ridimensionamento del lungo raggio da Milano-Malpensa; intensificati i voli della mattina presto ed i rientri della sera dall’aeroporto di Linate, city airport per la clientela d’affari.

Le prime reazioni:

I Sindacati:
Nel piano Air France vi sarebbe un taglio di circa 30 aerei e 2700 esuberi in Alitalia Fly, mentre è incerta la sorte di Az Servizi, 8500 dipendenti; tuttavia, la compagnia francese non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito.

Unione Piloti: Alitalia non ha piloti in esubero
«Non ci sono Piloti in esubero». È in questo il punto, nel quale si può leggere un attacco agli esuberi previsti dal piano Air France, chiave della dichiarazione di Unione Piloti all’indomani della presentazione delle offerte non vincolanti per l’acquisto di Alitalia. «Unione Piloti ribadisce la propria disponibilità ad appoggiare piani di rilancio e di sviluppo che restituiscano ad Alitalia il ruolo che le spetta nel Trasporto Aereo europeo e mondiale, obiettivo prioritario per raggiungere il quale non sarebbero comprensibili e pertanto impossibili da gestire, logiche di ridimensionamento e di tagli indiscriminati.»

Il ritiro di Lufthansa:
Lufthansa , che ha comunicato che non parteciperà alla gara per tutelare i propri conti economici, e perso l’investment grade rating per i rischi economici sul debito, se avessimo comprato Alitalia. Solo tre compagnie al mondo hanno questo particolare rating di fiducia del sistema bancario che gli permette di avere tassi di interesse agevolati sugli investimenti. La perdita del merito al credito avrebbe avuto un impatto sui costi perché negli ultimi mesi Lufthansa ha ordinato più di 150 aerei, e avrebbe visto salire i tassi di interesse sui finanziamenti.

Da notare che neanche AIR-FRANCE-KLM a questo particolare rating bancario, ma detiene un livello junk (valutazione di livello inferiore) non è dato sapere il rating di Air One.

Ma può un nano come Air One comprare un gigante, e per giunta malato?

Sintesi dei dati di Bilancio:

Nota: si considera i dati di bilancio 2006, per fusione acida, cosi come come sono senza miglioramenti economici dovuti da piani di ristrutturazione aziendale. Si usa questo sistema per verificare l’effetto della fusione sui bilanci di periodo, nella situazione data cosi come è. Va tenuto conto che entrambe le compagnie anno debiti finanziari a medio e lungo termine. Se Air France KLM non gode di un l’investment grade rating di fiducia del sistema bancario come Lufthansa, è un dato di cui va tenuto conto.

Fusione Alitalia dati di Bilancio

Entrambi i pretendenti dicono che il risanamento e il pareggio di bilancio può avvenire in due anni, sembra che anche Lufthansa sia stata sulla solita sintonia temporale.

Su Lufthansa va detto che ha giocato a sfavore la prudenza per la velocità di attuazione del piano industriale, considerato che in Italia è forte l’influenza dei sindacati che potrebbero ostacolarlo ( leggi articolo del sole 24 ore in merito del 07/12/2007).

L’Italianità un altro ostacolo di cui va tenuto conto……

Tutto tace dal versate nei nostri ministri D’Alema, Rutelli, ecc..ecc.. i baluardi dell’Italianità alla matriciana. Visto che D’Alema ultimamente non vuole parlare di cose Italiane preferendo stare all’esstero, sarebbe opportuno che continuasse a tacere per evitare una seconda privatizzazione alla TELECOM. In fondo ormai è noto a tutti che ci sono grosse lacune da parte dei nostri politici per capire cos’è la politica economica, figuriamoci poi se parliamo di aziende private, soprattutto se i consigli vengono da chi in una azienda non ci a mai lavorato.

Ultima riflessione, ma se Alitalia è risanabile in due anni, Cimoli noi per cosa lo pagavamo cosi tanto????

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Approfondimenti:

Per maggiori dettagli sul piano industriale di AirOne leggi ANSA

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Altri Post Collegati di Ernesto:

Alitalia: Ministri e sindacalisti, fanno scuola di mala economia, a spese degli Italiani

Alitalia “un caso da manuale di economia”

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Tommaso Padoa Schioppa difende i dipendenti pubblici: «Basta chiamarli fannulloni»

Posted by ernestoscontento su dicembre 7, 2007

Il ministro dell’Economia:«Ogni anno all’Italia serve 10 milioni di euro per pareggiare i conti». Ed esclude nuove tasse.

CONTI IN ROSSO Tommaso Padoa Schioppa ha «scoperto» che nei prossimi anni non ci sarà alcun tesoretto ad aiutare i conti in rosso dell’azienda Italia.

E ha anche annunciato che sarà necessario mettere da parte 10 miliardi all’anno per ripianare quel deficit che entro il 2011 è stato concordato con Bruxelles di dover pareggiare.

Non ci saranno però nuove tasse, ha annunciato il ministro, piuttosto tagli alla spesa.

Ma nel frattempo basta parlare di fannulloni nel pubblico impiego, intima Tommaso Padoa Schioppa al presidente della Confindustria, Luca di Montezemolo, che ha denunciato: l’assenteismo nell’amministrazione pubblica ci costa un punto di Pil, più di 14 miliardi di euro.

Deficit rientro 2011

Tuttavia il ministro dell’Economia deve, per lo meno, ammettere che occorre «porre un freno alla dinamica del monte retribuzioni pubbliche» rivedendo il sistema di contrattazione, premiando il merito, incentivando la mobilità e la riqualificazione del personale per aumentare la produttività del settore pubblico.

Ma Tommaso Padoa Schioppa non ha perso le speranze di arrivare a un pareggio del bilancio a fine legislatura.

Per lui si tratta di un obiettivo «irrinunciabile».

Solo con un bilancio in pareggio potremo assicurare, negli anni a venire, un alleggerimento sufficientemente rapido del debito pubblico, un fardello che ci sottrae ogni anno risorse urgenti e grava sul futuro del Paese.

L’Italia soffre ormai quasi un ventennio di lentezza della crescita economica rispetto ai maggiori Paesi avanzati, ricorda il ministro dell’Economia alla scuola di Polizia tributaria.

È indubbio che tra le ragioni principali del ritardo di crescita vi sia una qualità dei servizi pubblici rispetto alla spesa pubblica». Ma per concludere il risanamento serviranno comunque 30 miliardi di euro nei prossimi tre anni.

Per la precisione: per annullare il disavanzo, spiega Tps, dovremo, in ogni anno del prossimo triennio, compiere correzioni strutturali di bilancio pari a circa mezzo punto percentuale del Pil rispetto all’andamento a legislazione vigente: circa 7-8 miliardi di euro.

E per fare questo aggiustamento strutturale dei conti da 30 miliardi di euro nel triennio 2009-2011, sarà possibile usare altri “tesoretti”? ovvero i proventi del recupero dell’evasione fiscale?.

Per fare un’operazione di risanamento così radicale, assicura, «non possiamo e non vogliamo far fronte aumentando le tasse».

Ma i “tesoretti” futuri, se ci saranno, non saranno più destinati alle famiglie e alle imprese «non ci saranno nuovi tesoretti da spendere, le entrate impreviste di cui potremmo disporre, osserva il ministro, dovranno essere destinate in prima istanza al risparmio pubblico e alla restituzione fiscale».

Per il resto oltre al taglio delle spese,che come ha fatto notare in una intervista televisiva lo stesso Padoa Schioppa significano spesso tagli al personale pubblico, sarà necessario una riqualificazione della spesa.

Il problema non è quello dell’assenteismo nella pubblica amministrazione, risponde all’attacco di ieri del presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo. Dei fannulloni, che pure esistono si è parlato anche troppo, sostiene Tps .

Non si è parlato abbastanza, aggiunge però, di uffici e amministrazioni che sono pletorici in sè, a prescindere dall’applicazione al lavoro di chi vi è impegnato.

Spesso sono inadeguati e obsoleti i modelli organizzativi, le procedure amministrative la dislocazione delle unità operative sul territorio.

Ad esempio: ampie possibilità di miglioramento sono offerte dalle nuove tecnologie che le strutture ereditate dal passato non riescono a sfruttare.

Nei prossimi anni,avverte inoltre Padoa Schioppa,quasi 100mila dipendenti pubblici ogni anno andranno in pensione.

Abbiamo una grande occasione per poter snellire le strutture e immettere personale qualificato laddove ve ne è più bisogno.

Rivedere il sistema di contrattazione, premiare maggiormente il merito, incentivare la mobilità e riqualificare la forza lavoro sono passi obbligati per aumentare la produttività del settore pubblico.

Riflettiamo su quanto sopra, insieme a Tucidide ” La guerra di Pelopponeso – Libro secondo” .

37.

«Il nostro ordine politico non si modella sulle costituzioni straniere. Siamo noi d’esempio ad altri, piuttosto che imitatori.

E il nome che gli conviene è democrazia, governo nel pugno non di pochi, ma della cerchia più ampia dicittadini: vige anzi per tutti, da una parte, di fronte alle leggi, l’assoluta equità di diritti nelle vicende dell’esistenza privata; ma dall’altra si costituisce una scala di valori fondata sulla stima che ciascuno sa suscitarsi intorno, per cui,eccellendo in un determinato campo, può conseguire un incarico pubblico, in virtù delle sue capacità reali, più chenell’appartenenza a questa o a quella fazione politica (merito).

Di contro, se si considera il caso di un cittadino povero, macapace di operare un ufficio utile allo Stato, non gli sarà d’impedimento la modestia della sua condizione.

Nella nostracittà, non solo le relazioni pubbliche s’intessono in libertà e scioltezza, ma anche riguardo a quel clima di guardinga,ombrosa diffidenza che di solito impronta i comuni e quotidiani rapporti, non si va in collera con il vicino, se fa ungesto un po’ a suo talento, e non lo si annoia con visi duri, sguardi lividi, che senza voler esser un castigo, riescono pursempre molesti.

La tollerante urbanità che ispira i contatti tra persona e persona diviene, nella sfera della vita pubblica,condotta di rigorosa aderenza alle norme civili dettata da un profondo, devoto rispetto: seguiamo le autorità di volta involta al governo, ma principalmente le leggi e più tra esse quante tutelano le vittime dell’ingiustizia e quelle che,sebbene non scritte, sanciscono per chi le oltraggia un’indiscutibile condanna: il disonore.

COME POTETE LEGGERE CI SONO PROBLEMI IRRISOLTI DA OLTRE 2.500 ANNI

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Ocse, in Italia il risanamento rallenta: deficit 2008 al 2,3%

Posted by ernestoscontento su dicembre 6, 2007

Dopo il miglioramento dello scorso anno, l’Italia rallenta il passo sul risanamento dei conti pubblici e l’aumento deciso sulla spesa “non è il modo migliore di rispondere all’inatteso e forse temporaneo vigore delle entrate fiscali”.

Lo afferma l’Ocse nella scheda sull’Italia del suo ultimo Economic Outlook.

Per il rapporto tra deficit di Bilancio e Pil l’organizzazione parigina prevede un calo al 2,2% quest’anno – dopo il 4,5% del 2006 che risultava gonfiato da diverse poste una tantum, un 2,3% nel 2008 e un 2% nel 2009. “In pratica, si legge, le previsioni mostrano che non ci sono miglioramenti tra 2007 e 2008, perchè il dato 2007 dovrebbe risultare migliore del previsto e i piani per il 2008 si basano su stime di entrate e spese che potrebbero rivelarsi ottimistiche“.

Sarebbe stato più prudente, dice l’Ocse, consacrare interamente (le extra entrate) al taglio del debito, e magari procedere alla riduzione della pressione fiscale nel 2008″.

In effetti in Italia “le aliquote restano piuttosto alte”, mentre il debito “è il secondo più elevato dell’Ocse e all’orizzonte ci sono aumenti delle spese legati all’invecchiamento della popolazione”. Tuttavia, guardando allo specifico capitolo demografico, l’organizzazione parigina osserva che “la riforma delle pensioni, posto che venga pienamente realizzata, ha messo l’Italia in una situazione migliore di molti paesi”. “Il Governo – conclude l’Ocse, deve convincere l’opinione pubblica che i suoi propositi di riduzione di deficit e debito vanno rispettati e, possibilmente, rafforzati”.

Rallentamento in vista per la crescita economica dell’Italia nel prossimo biennio, quest’anno si concluderà: con un8% del Pil ma nel 2008 e nel 2009 il tasso di espansione risulterà dell’1,3%, “inferiore alla crescita potenziale del paese”, peraltro limitata all’1,5%.

E con rischi che giungono dal fronte del caro vita, avverte l’Ocse nella scheda dedicata all’Italia del suo ultimo economic Outlook.

“La recente ripresa dell’inflazione, si legge, potrebbe persisterenel corso di 2008 e 2009”.

Tuttavia, di positivo c’è che per l’economia reale dell’Italia non sembrano esserci evidenti contraccolpi negativi a seguito della crisi dei mutui subprime.

E nonostante un aumento negli anni passati in Italia “l’indebitamento delle famiglie resta molto più basso – osserva l’Ocse, rispetto a quello di paesi in cui il boom immobiliare è stato più forte e in cui i mutui subprime hanno finanziato parte dell’espansione economica”.

Guardando al capitolo lavoro, dopo che il tasso di disoccupazione è calato fino al 5,7%, ora si assiste ad un rallentamento del mercato.

Il calo dei disoccupati “continua a sembrare alimentato dalla crescita dell’occupazione, stimolata da precedenti liberalizzazione del mercato del lavoro”, ma “il calo dei tassi di attività in alcune regioni meridionali – avverte l’Ocse – potrebbe rappresentare una segnale che questo effetto sta per venir meno, sebbene nelle regioni del Nord continui a crescere”.

Inoltre la produttività va a rilento, con performance “molto basse”: complessivamente il Pil procapite per lavoratore nel 2006 risulta più basso che nel 2000.

Quest’anno si è però assistito a una ripresa, conclude l’Ocse, e i dati italiani potrebbero inoltre risentire di “difficoltà nell’effettuare le rilevazioni”.

Nonostante revisioni al ribasso sulle previsioni di crescita della maggior parte dei Paesi, secondo lo scenario di base dell’Ocse le prospettive per l’economia globale restano positive.

Tuttavia, nell’editoriale del suo nuovo Economic Outlook, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico avverte che si tratta di uno scenario su cui “incombono ampi rischi al ribasso”, prevalentemente legati a una caduta dei mercati immobiliari più grave e generalizzata del previsto, a ulteriori turbolenze sui mercati finanziari e a nuove pressioni al rialzo dai rincari delle materie prime.

Ma al momento l’Ocse esclude una recessione degli Stati Uniti, scenario che da settimane preoccupa analisti e mercati finanziari. “L’accelerazione sull’aggiustamento del settore immobiliare negli Usa farà rallentare la crescita nel breve termine, ma senza ingenerare una recessione”, osserva.

Rallentamento, meno marcato, in vista anche per Eurolandia, che tuttavia dopo il venir meno di questa situazione “temporanea” vedrà i tassi di crescita tornare in prossimità dei livelli potenziali, e l’inflazione dovrebbe rientrare ai livelli desiderati.

Per l’intera area Ocse il rapporto indica una espansione economica del 2,3% nel 2008 e del 2,4% nel 2009.

Per gli Stati Uniti 2% nel 2008 e 2,2% nel 2009, per Eurolandia 1,9% nel 2008 e 2% nel 2009.

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Montezemolo, assenteismo costa quasi 1% di Pil

Posted by ernestoscontento su dicembre 4, 2007

Il leader degli industriali: “è l’emblema dell’inefficienza e del malfunzionamento della Pubblica amministrazione”

“La nostra società è basata sulle caste, poco spazio ai giovani. Occorre legare gli aumenti salariali alla produttività”

L’assenteismo nella pubblica amministrazione costa quasi un punto di Pil e cioè 14,1 miliardi di cui 8,3 miliardi negli enti centrali e 5,9 miliardi in quelli locali.

E’ la stima del presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che nel suo intervento all’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Università Luiss, ha definito l’assenteismo “l’emblema dell’inefficienza e del cattivo funzionamento della pubblica amministrazione, il fenomeno più evidente e clamoroso”.

Ministeri, maglia nera alla Difesa. La maglia nera dell’assenteismo tra i ministeri spetta alla Difesa, ma ci sono scrivanie vuote per 67 giorni l’anno anche all’Inpdap, ha detto ancora Montezemolo. “Tra i ministeri il top si raggiunge alla Difesa con 65 giornate di assenza in un anno, ha detto, seguito dal dicastero dell’Economia e dell’Ambiente, entrambi con oltre 60 giorni. Altrettanto elevato è l’assenteismo nell’Agenzia delle Entrate”.

Tra gli enti locali, spicca il Comune di Bolzano con 74 giorni di assenza all’anno pari al 29% delle giornate lavorative. Oltre 70 giorni anche per il Comune di La Spezia e la Provincia di Ascoli Piceno.

Aumenti legati alla produttività. Per il leader degli industriali gli aumenti salariali devono essere legati alla produttività: occorre “decidere gli aumenti delle retribuzioni in base alla produttività laddove la produttività nasce , ha detto, e cioè in azienda”.

E’ questo lo spirito su cui deve basarsi la riforma del metodo di contrattazione grazie al dialogo innanzitutto con i sindacati e coinvolgendo poi anche il Governo.

Società basata sulle caste. “La nostra rimane una società incentrata sulle caste”, ha detto poi Montezemolo.

Invece di premiare chi merita viviamo in una società in cui “la mobilità sociale è bassissima, dove i figli perpetuano il lavoro dei padri, dove c’è poco posto per i giovani nelle posizioni di vertice della politica e delle professioni”.

Tra le persone di 18-37 anni, sei figli di operai su 10 fanno gli operai: “una quota che è addirittura in aumento rispetto alle generazioni precedenti, ha commentato Montezemolo, mentre sette (su 10) figli di professionisti, imprenditori, dirigenti, fanno i professionisti, imprenditori, dirigenti. Qualche segnale di mobilità in più c’è nelle regioni del Nord ma non nel resto del Paese”.

Assenteismo minore del 30% nelle grandi imprese.

Senza una pubblica amministrazione efficiente non ci potranno essere servizi di qualità nè alle imprese nè ai cittadini e nemmeno tempi certi della giustizia, un welfare moderno o una scuola e un’università valutate in base al merito. L’assenteismo nel pubblico impiego “è del 30% superiore rispetto alle grandi imprese industriali”.

Università, infornata di raccomandati.

La Finanziaria ha vanificato l’accordo raggiunto con il governo la scorsa estate per destinare nel 2008 il 5% del fondo di finanziamento ordinario dell’università agli atenei migliori e sono saltati i meccanismi per l’assunzione dei ricercatori migliori, ha sottolineato Montezemolo. “In Finanziaria è rimasto solo un impegno privo di vere risorse, ha attaccato, nel frattempo l’agenzia per la valutazione è stata parcheggiata, si sono persi per strada i nuovi meccanismi di reclutamento per i ricercatori e stiamo per assistere alla consueta infornata di raccomandati”.

Continuano poi a vincere “la spesa a pioggia, l’allergia alla meritocrazia, l’università uguale per tutti ispirata ad un falso solidarismo che in realtà danneggia i più deboli perché i più ricchi possono sempre andare a studiare all’estero.

In questo modo, ha concluso, l’università non sarà mai in grado di essere fonte di progresso economico, sociale e civile.

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Altri articoli:

Statali, lo scandalo dei bonus presenza.Il record di assenteismo spetta alle dipendenti degli enti pubblici.

Fonte: Il Corriere della sera del 01/12/2007

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L’accusa di Prodi “Troppo assenteismo nella P.A. “

Fonte: Quotidiano Net – del 27/11/2007

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Stangata sotto l’albero di Natale

Posted by ernestoscontento su dicembre 2, 2007

E’ QUESTO IL REGALO DI NATALE AGLI ITALIANI !!!!!

L’economia europea “sta andando estremamente bene” ma la crisi dei mutui sub-prime dagli
Stati Uniti potrebbe arrivare in Europa.

Mutui: aumentano le rate:

E’ il monito lanciato da Neelie Kroes, commissario europeo alla Concorrenza, a margine dell’incontro organizzato da Confindustria Winter University a Venezia.

“La nostra economia sta andando estremamente bene – ha precisato Kroes – ma siamo consapevoli che la crisi, che è iniziata negli Stati Uniti, sta arrivando e sta influenzando anche l’Europa”.
Neelie Kroes ha poi spiegato che “un paio di Stati membri stanno avendo dei problemi con banche locali e i governi nazionali ne sono consapevoli e sono in stretta cooperazione con BCE e Commissione UE”.

MA SARA’ VERO?

Grafico n.1

Mutui % sul PIL UE

Grafico n.2

Mutui durata

Secondo L’ Adusbef che no!
Infatti ha lanciato l’allarme liquidità per le famiglie italiane (3,2 milioni) che hanno acceso un mutuo a tasso variabile. Secondo l’associazione dei consumatori c’è una «grave responsabilità delle banche». Così dopo la raffica di aumenti già subiti, gli italiani che hanno scelto il mutuo variabile devono mettere in conto un ulteriore aumento della loro rata mensile: in media, secondo Adusbef, «25 euro, per un mutuo di 100mila euro, e questo indipendentemente dalle decisioni della Banca Centrale Europea»

Grafico n.3

Mutui importi

Prezzi: bollette salate dal 2008:
Il caro-petrolio spinge l’inflazione e le bollette della luce e del gas: dal primo gennaio 2008 le tariffe rischiano di subire una nuova impennata, registrando un +2,5% per l’elettricità ed un +4,6% per il gas.

Grafico n.4

Andamento del greggio

Un nuovo rincaro, dopo quello già scattato a ottobre, che se sarà confermato dall’aggiornamento trimestrale atteso dall’Authority per l’energia entro fine dicembre, si tradurrebbe in una stangata per le famiglie italiane da 56 euro su base annua: la spesa per le bollette della luce salirebbe di 11 euro mentre quella per il gas di oltre 45 euro.

Benzina e gasolio alle stelle:
La benzina verde è cresciuta su base mensile del 2,2% e su base annua del 9,8, il gasolio rispettivamente del 3,1 e dell’11,2%, i combustibili per la casa sono passati su base tendenziale dal 5,5% al +12,1%.

Aumenti per il comparto dei servizi:
Trasporti’, +0,8% su base mensile e +3,9% su base annua,
Abitazione, acqua, elettricità e combustibili’ +0,6% mensile e +2,8 annuo

Alimentari: Il Pranzo di Natale è sicuramente salato:
Non andrà certo meglio per il pranzo di Natale alcuni dati sui generi alimentari sono significativi.
A crescere di più tra i beni alimentari, “soprattutto quelli lavorati dall’industria”, nel complesso registrano un aumento annuo del 3,8%.
Il comparto pane e cereali aumenta del 7,1% contro il 6% a ottobre; se si considera solo il pane si arriva al 12,4 dal 10,3% del mese precedente.
– La pasta passa dal +6,4 al +7,7%.
– Il latte passa 5% al +6,4%.
– Prodotti bevande analcoliche +3,7%
– Non male anche le carni, che aumentano del 3,4%, con il pollame che recupera l’arretramento dell’anno scorso dovuto all’aviaria e balza del 7,3%. La frutta cresce del 4,7%.

La ripresa dell’inflazione nella zona euro e in Italia è preoccupante:
Lo ha dichiarato Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d’Italia.
A una domanda sul brusco rialzo dei tassi bancari sul mercato dei depositi, Saccomanni ha risposto “non possiamo fare previsioni,sull’andamento dei tassi nel prossimo mese”.
Uno dei fattori è anche la ripresa dell’inflazione, che è preoccupante”.
Ieri il tasso Euribor a un mese, che da giovedì ha valuta sul nuovo anno, è stato fissato al 4,822%, il massimo da maggio 2001, dal 4,809% di giovedì.
“Gli ultimi dati “di inflazione” mostrano che ci sono tensioni al rialzo sui prezzi sia in Italia che in Europa, questi sono fenomeni che vanno seguiti con grande attenzione” ha detto l’alto dirigente di Banca d’Italia a margine dell’inaugurazione dell’Anno accademico dell’università di Siena.
Ieri la stima flash per l’inflazione della zona euro a novembre ha indicato un balzo del tendenziale al 3%, massimo da maggio 2001. In Italia il tasso tendenziale dell’indice dei prezzi Nic segna 2,4%, massimo da giugno 2004.

Grafico n.5

Inflazione IT UE

“Dobbiamo anche tenere conto degli effetti che queste tensioni finanziarie hanno provocato sull’attività economica, con effetti di rallentamento”, ha concluso Saccomanni.

Tutto questo accade con una moneta forte.

Grafico n.6

Cambio euro dollaro

L’occupazione che non ridistribuisce benessere.

Grafico n.7

Disoccupazione dati a confronto

In Conclusione:

Neanche una moneta forte, e un tasso di occupazione in crescita, riescono a dare quei benefici di ridistribuzione della ricchezza economica pilastri fondamentali di tutte le scuole economiche.

E’ evidente che che l’economia è drogata da un eccessivo debito da parte elle famiglie, debito che si e spostato da medio a lungo termine per l’acquisto della casa (vedi grafici n.1), e di conseguenza è aumentato il capitale richiesto alla banca (vedi grafico n.2),
Tutti segnali di maggiore indebitamento, conseguenza di una sempre maggiore difficoltà di equilibrio per le famiglie nel cercare di mantenere o limitare quel benessere quotidiano acquisito.

Il tutto nell’indifferenza dei i nostri politici, che sono presi dalle loro vicende personali, Berlusconi incontra Veltroni, non tanto per decidere cosa fare per L’economia Italiana, ma per trovare un accordo sulla legge elettorale, a lui va bene tutto….basta che Walter si dimentichi chi del conflitto di interesse che metterebbe le mani nella sua roba.

Tommaso Padoa Schioppa, dice che le tasse sono belle, beato lui che non ne sente il peso eccessivo, e l’insopportabilità dello spreco che la classe politica ne fa. Che vuole mandare fuori di casa i bamboccioni,offrendoli un caffè al giorno, senza dirgli però che per effetto della finanziaria 2006, loro formeranno un nucleo familiare senza figli e che quindi dovranno pagare all’erario 276,00 euro in più IRPEF rispetto al 2005 (Leggi agenzia delle entrate informa n.2 2007)

Visco, per distrarci, dice che l’Italia è un popolo di evasori fiscali, ma non ci dice niente del fatto che se l’evasione è cosi estesa probabilmente è funzionale al sistema ( brutto a dirsi, ma realista nei fatti), come tace sul fatto che L’Italia è l’unico paese al mondo dove le imprese devono pagare allo Stato il 50% delle tasse su un reddito non ancora guadagnato,insomma gli evasori Italiani perseguitati da Visco, fanno una anticipazione di cassa, allo stato.

Bersani, crede ancora di essere il liberatore dell’economia Italiana,le sue lenzuolate sono diventate più piccole dei fazzolettini da taschino. Ma lui da buon emiliano imperterrito insiste sul voler liberalizzare per dare tutto alle COOP, l’unica cosa che invece dimentica e di farci dare dalle COOP quello che è nostro come Italiani, le tasse che loro non pagano a causa di leggi vecchie e non più in linea con il movimento cooperativo soprattutto quello che opera nella grande distribuzione, e nei grandi appalti pubblici, insomma Bersani è un liberatore a modo suo libera tutti ma non libera le lobby delle Coop dai privilegi assurdi che ancora gli sono concessi nel 2007 .

Per ultimo, ma solo perché è come la ciliegina sulla torta, il buon Romano, lui si che è un economista!!!!! Che dire del suo regalo sulla tredicesima che vede le famiglie più alleggerite da un minimo di 34 euro a un massimo di 74 (leggi nostro articolo), si sa lo fa per loro una tredicesima con più denaro potrebbe fargli venire uno strappo muscolare, allora si guasterebbero anche il Natale. E poi non è vero che a lui interessa solo e soltanto rimanere a Palazzo Chigi , come afferma G. Sartori nel suo articolo sul Corriere della Sera. Romano lo dice sempre decido io e io decido per le famiglie meno ambienti. Meno male……speriamo che le Famiglie se ne rendano conto che sono più povere grazie all’economista Romano Prodi.

Noi di RESET di queste problematiche c’è ne siamo sempre occupati, e continueremo ad occuparcene, come in questi otto mesi di vita del nostro Forum, e non sono pochi gli articoli scritti in merito.

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