ernesto scontento

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Ocse, in Italia il risanamento rallenta: deficit 2008 al 2,3%

Posted by ernestoscontento su dicembre 6, 2007

Dopo il miglioramento dello scorso anno, l’Italia rallenta il passo sul risanamento dei conti pubblici e l’aumento deciso sulla spesa “non è il modo migliore di rispondere all’inatteso e forse temporaneo vigore delle entrate fiscali”.

Lo afferma l’Ocse nella scheda sull’Italia del suo ultimo Economic Outlook.

Per il rapporto tra deficit di Bilancio e Pil l’organizzazione parigina prevede un calo al 2,2% quest’anno – dopo il 4,5% del 2006 che risultava gonfiato da diverse poste una tantum, un 2,3% nel 2008 e un 2% nel 2009. “In pratica, si legge, le previsioni mostrano che non ci sono miglioramenti tra 2007 e 2008, perchè il dato 2007 dovrebbe risultare migliore del previsto e i piani per il 2008 si basano su stime di entrate e spese che potrebbero rivelarsi ottimistiche“.

Sarebbe stato più prudente, dice l’Ocse, consacrare interamente (le extra entrate) al taglio del debito, e magari procedere alla riduzione della pressione fiscale nel 2008″.

In effetti in Italia “le aliquote restano piuttosto alte”, mentre il debito “è il secondo più elevato dell’Ocse e all’orizzonte ci sono aumenti delle spese legati all’invecchiamento della popolazione”. Tuttavia, guardando allo specifico capitolo demografico, l’organizzazione parigina osserva che “la riforma delle pensioni, posto che venga pienamente realizzata, ha messo l’Italia in una situazione migliore di molti paesi”. “Il Governo – conclude l’Ocse, deve convincere l’opinione pubblica che i suoi propositi di riduzione di deficit e debito vanno rispettati e, possibilmente, rafforzati”.

Rallentamento in vista per la crescita economica dell’Italia nel prossimo biennio, quest’anno si concluderà: con un8% del Pil ma nel 2008 e nel 2009 il tasso di espansione risulterà dell’1,3%, “inferiore alla crescita potenziale del paese”, peraltro limitata all’1,5%.

E con rischi che giungono dal fronte del caro vita, avverte l’Ocse nella scheda dedicata all’Italia del suo ultimo economic Outlook.

“La recente ripresa dell’inflazione, si legge, potrebbe persisterenel corso di 2008 e 2009”.

Tuttavia, di positivo c’è che per l’economia reale dell’Italia non sembrano esserci evidenti contraccolpi negativi a seguito della crisi dei mutui subprime.

E nonostante un aumento negli anni passati in Italia “l’indebitamento delle famiglie resta molto più basso – osserva l’Ocse, rispetto a quello di paesi in cui il boom immobiliare è stato più forte e in cui i mutui subprime hanno finanziato parte dell’espansione economica”.

Guardando al capitolo lavoro, dopo che il tasso di disoccupazione è calato fino al 5,7%, ora si assiste ad un rallentamento del mercato.

Il calo dei disoccupati “continua a sembrare alimentato dalla crescita dell’occupazione, stimolata da precedenti liberalizzazione del mercato del lavoro”, ma “il calo dei tassi di attività in alcune regioni meridionali – avverte l’Ocse – potrebbe rappresentare una segnale che questo effetto sta per venir meno, sebbene nelle regioni del Nord continui a crescere”.

Inoltre la produttività va a rilento, con performance “molto basse”: complessivamente il Pil procapite per lavoratore nel 2006 risulta più basso che nel 2000.

Quest’anno si è però assistito a una ripresa, conclude l’Ocse, e i dati italiani potrebbero inoltre risentire di “difficoltà nell’effettuare le rilevazioni”.

Nonostante revisioni al ribasso sulle previsioni di crescita della maggior parte dei Paesi, secondo lo scenario di base dell’Ocse le prospettive per l’economia globale restano positive.

Tuttavia, nell’editoriale del suo nuovo Economic Outlook, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico avverte che si tratta di uno scenario su cui “incombono ampi rischi al ribasso”, prevalentemente legati a una caduta dei mercati immobiliari più grave e generalizzata del previsto, a ulteriori turbolenze sui mercati finanziari e a nuove pressioni al rialzo dai rincari delle materie prime.

Ma al momento l’Ocse esclude una recessione degli Stati Uniti, scenario che da settimane preoccupa analisti e mercati finanziari. “L’accelerazione sull’aggiustamento del settore immobiliare negli Usa farà rallentare la crescita nel breve termine, ma senza ingenerare una recessione”, osserva.

Rallentamento, meno marcato, in vista anche per Eurolandia, che tuttavia dopo il venir meno di questa situazione “temporanea” vedrà i tassi di crescita tornare in prossimità dei livelli potenziali, e l’inflazione dovrebbe rientrare ai livelli desiderati.

Per l’intera area Ocse il rapporto indica una espansione economica del 2,3% nel 2008 e del 2,4% nel 2009.

Per gli Stati Uniti 2% nel 2008 e 2,2% nel 2009, per Eurolandia 1,9% nel 2008 e 2% nel 2009.

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