ernesto scontento

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Tommaso Padoa Schioppa difende i dipendenti pubblici: «Basta chiamarli fannulloni»

Posted by ernestoscontento su dicembre 7, 2007

Il ministro dell’Economia:«Ogni anno all’Italia serve 10 milioni di euro per pareggiare i conti». Ed esclude nuove tasse.

CONTI IN ROSSO Tommaso Padoa Schioppa ha «scoperto» che nei prossimi anni non ci sarà alcun tesoretto ad aiutare i conti in rosso dell’azienda Italia.

E ha anche annunciato che sarà necessario mettere da parte 10 miliardi all’anno per ripianare quel deficit che entro il 2011 è stato concordato con Bruxelles di dover pareggiare.

Non ci saranno però nuove tasse, ha annunciato il ministro, piuttosto tagli alla spesa.

Ma nel frattempo basta parlare di fannulloni nel pubblico impiego, intima Tommaso Padoa Schioppa al presidente della Confindustria, Luca di Montezemolo, che ha denunciato: l’assenteismo nell’amministrazione pubblica ci costa un punto di Pil, più di 14 miliardi di euro.

Deficit rientro 2011

Tuttavia il ministro dell’Economia deve, per lo meno, ammettere che occorre «porre un freno alla dinamica del monte retribuzioni pubbliche» rivedendo il sistema di contrattazione, premiando il merito, incentivando la mobilità e la riqualificazione del personale per aumentare la produttività del settore pubblico.

Ma Tommaso Padoa Schioppa non ha perso le speranze di arrivare a un pareggio del bilancio a fine legislatura.

Per lui si tratta di un obiettivo «irrinunciabile».

Solo con un bilancio in pareggio potremo assicurare, negli anni a venire, un alleggerimento sufficientemente rapido del debito pubblico, un fardello che ci sottrae ogni anno risorse urgenti e grava sul futuro del Paese.

L’Italia soffre ormai quasi un ventennio di lentezza della crescita economica rispetto ai maggiori Paesi avanzati, ricorda il ministro dell’Economia alla scuola di Polizia tributaria.

È indubbio che tra le ragioni principali del ritardo di crescita vi sia una qualità dei servizi pubblici rispetto alla spesa pubblica». Ma per concludere il risanamento serviranno comunque 30 miliardi di euro nei prossimi tre anni.

Per la precisione: per annullare il disavanzo, spiega Tps, dovremo, in ogni anno del prossimo triennio, compiere correzioni strutturali di bilancio pari a circa mezzo punto percentuale del Pil rispetto all’andamento a legislazione vigente: circa 7-8 miliardi di euro.

E per fare questo aggiustamento strutturale dei conti da 30 miliardi di euro nel triennio 2009-2011, sarà possibile usare altri “tesoretti”? ovvero i proventi del recupero dell’evasione fiscale?.

Per fare un’operazione di risanamento così radicale, assicura, «non possiamo e non vogliamo far fronte aumentando le tasse».

Ma i “tesoretti” futuri, se ci saranno, non saranno più destinati alle famiglie e alle imprese «non ci saranno nuovi tesoretti da spendere, le entrate impreviste di cui potremmo disporre, osserva il ministro, dovranno essere destinate in prima istanza al risparmio pubblico e alla restituzione fiscale».

Per il resto oltre al taglio delle spese,che come ha fatto notare in una intervista televisiva lo stesso Padoa Schioppa significano spesso tagli al personale pubblico, sarà necessario una riqualificazione della spesa.

Il problema non è quello dell’assenteismo nella pubblica amministrazione, risponde all’attacco di ieri del presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo. Dei fannulloni, che pure esistono si è parlato anche troppo, sostiene Tps .

Non si è parlato abbastanza, aggiunge però, di uffici e amministrazioni che sono pletorici in sè, a prescindere dall’applicazione al lavoro di chi vi è impegnato.

Spesso sono inadeguati e obsoleti i modelli organizzativi, le procedure amministrative la dislocazione delle unità operative sul territorio.

Ad esempio: ampie possibilità di miglioramento sono offerte dalle nuove tecnologie che le strutture ereditate dal passato non riescono a sfruttare.

Nei prossimi anni,avverte inoltre Padoa Schioppa,quasi 100mila dipendenti pubblici ogni anno andranno in pensione.

Abbiamo una grande occasione per poter snellire le strutture e immettere personale qualificato laddove ve ne è più bisogno.

Rivedere il sistema di contrattazione, premiare maggiormente il merito, incentivare la mobilità e riqualificare la forza lavoro sono passi obbligati per aumentare la produttività del settore pubblico.

Riflettiamo su quanto sopra, insieme a Tucidide ” La guerra di Pelopponeso – Libro secondo” .

37.

«Il nostro ordine politico non si modella sulle costituzioni straniere. Siamo noi d’esempio ad altri, piuttosto che imitatori.

E il nome che gli conviene è democrazia, governo nel pugno non di pochi, ma della cerchia più ampia dicittadini: vige anzi per tutti, da una parte, di fronte alle leggi, l’assoluta equità di diritti nelle vicende dell’esistenza privata; ma dall’altra si costituisce una scala di valori fondata sulla stima che ciascuno sa suscitarsi intorno, per cui,eccellendo in un determinato campo, può conseguire un incarico pubblico, in virtù delle sue capacità reali, più chenell’appartenenza a questa o a quella fazione politica (merito).

Di contro, se si considera il caso di un cittadino povero, macapace di operare un ufficio utile allo Stato, non gli sarà d’impedimento la modestia della sua condizione.

Nella nostracittà, non solo le relazioni pubbliche s’intessono in libertà e scioltezza, ma anche riguardo a quel clima di guardinga,ombrosa diffidenza che di solito impronta i comuni e quotidiani rapporti, non si va in collera con il vicino, se fa ungesto un po’ a suo talento, e non lo si annoia con visi duri, sguardi lividi, che senza voler esser un castigo, riescono pursempre molesti.

La tollerante urbanità che ispira i contatti tra persona e persona diviene, nella sfera della vita pubblica,condotta di rigorosa aderenza alle norme civili dettata da un profondo, devoto rispetto: seguiamo le autorità di volta involta al governo, ma principalmente le leggi e più tra esse quante tutelano le vittime dell’ingiustizia e quelle che,sebbene non scritte, sanciscono per chi le oltraggia un’indiscutibile condanna: il disonore.

COME POTETE LEGGERE CI SONO PROBLEMI IRRISOLTI DA OLTRE 2.500 ANNI

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