ernesto scontento

“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo ” (Voltaire)

I senatori

Posted by ernestoscontento su dicembre 9, 2007

 
Luciano Canfora, I senatori

Una casta tendenzialmente omicida che non esitò ad eliminare con le proprie mani i leader politici che considerava pericolosi: Romolo, Tiberio Gracco, Cesare.

Un’aristocrazia fondata sulla cooptazione, capace però di governare un impero, ben più che la città-Stato. Una classe sociale che coincideva con un “ordine”, cioè con una articolazione portante dello Stato.

Un ceto che identificò se stesso con la Repubblica e che però seppe anche condividere per secoli il potere con il princeps, limitandolo e, in caso, abbattendolo. Un gruppo sociale che seppe incarnare la tradizione ma che imparò anche a fare i conti con il “mondo nuovo” dei cristiani.

Tutto questo fu il Senato di Roma, modello di tutte le oligarchie tendenzialmente gerontocratiche, matrice e archetipo delle successive élites che hanno retto i grandi Stati dell’età moderna. Il Senato di Roma, esempio insuperato di longevità politica.

Quand’erano in vena di follie durante le feste popolari, i Romani – che pure dei loro senatori ebbero sempre alta considerazione – sbottavano: «Sexagenarii de ponte!».

Tratto da: LEZIONI DI STORIA. SULLA SCENA DI ROMA – 28 AL 30 SETTEMBRE 2007 – Piazza Del Campidoglio.

Luciano Canfora insegna Filologia classica all’Università di Bari

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